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  1. #21
    Senmut
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    Un grande, sempre preciso e raramente sbaglia.
    In cosa è laureato, @matteo1982?

  2. #22
    Mega Member L'avatar di matteo1982
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    In Agraria, @Senmut

  3. #23
    Senmut
    Guest
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    In Agraria, @Senmut
    Secondo te, @matteo1982, un laureato in agraria può essere definito "climatologo" ed esperto in tutte quelle materie?

  4. #24
    Mega Member L'avatar di matteo1982
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    Per me uno come lui non aveva nemmeno bisogno di una laurea. Un grandissimo.

  5. #25
    Junior Member L'avatar di Zfrau
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    Protezione Civile di Grosseto, si è concluso il Corso Meteoclimatico per i Volontari - Dal territorio - Dal territorio - Protezione Civile, Il Giornale della - Home - Dal territorio

    Scusa Senmut,non voglio fare l'avvocato difensore di Matteo,visto lui non ne ha bisogno,dico le cose che penso.
    Ma di fronte a questo uno che deve fare deve tacere!!!!
    Se in quel sito della protezione civile,lo chiamano Dottor.Madrigali(addirittura in grassetto lo scrivono)ci sarà un motivo,non se lo sono sono mica sognati dall' oggi al domani.
    E come se voglio andare da un dentista ed invece mi trovo uno che si spaccia per odontoiatra e mi trovo uno che fa operazioni o robe varie da uno che non le dovrebbe fare.
    E la stessa identica cosa..........
    Buonaserata a voi tutti.

  6. #26
    Senmut
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    Per chi volesse sapere come è finita la discussione sul punto, si può andare qui:

    http://www.unimeteo.net/cestino/9266...off-topic.html

    Evidentemente i moderatori ritenevano un breve confronto off topic (e nemmeno più di tanto) degno di censura. Applicando indistintamente il medesimo criterio (senza allargarsi al resto) si dovrebbero eliminare interi topic, uno in particolare.

  7. #27
    Mega Member L'avatar di matteo1982
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    PEr me poteva rimanere qui. Stasera se mi ricordo rispondo ad alcune ulteriori domande che mi avevi posto ma che ora non ricordo.

  8. #28
    Senmut
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    Quote Originariamente inviato da matteo1982 Visualizza il messaggio
    PEr me poteva rimanere qui. Stasera se mi ricordo rispondo ad alcune ulteriori domande che mi avevi posto ma che ora non ricordo.
    Ok. Stasera non ci sarò, vedrò nei prossimi giorni. Spero si possa ragionare in modo più "fluido", lasciando perdere inutili pregiudizi. Nessuno è qui per giudicare, per umiliare o per "dimostrare qualcosa". Si ragiona e basta, serenamente.

  9. #29
    Mega Member L'avatar di matteo1982
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    Ecco vedi, ora dici di nuovo che ce l'ho con te, mi aspetto il tuo solito megapippone.

    Scherzo senmut

    Comunque ok, io sarò collegato dopo cena (intendo sulle 22) fino a tarda ora, in caso ci si riaggiorna domani.

  10. #30
    Senmut
    Guest
    Inchiesta - Italia trappola tropicale - Inchieste - la Repubblica


    Uragani nel Mediterraneo e alluvioni lampo
    Senza fondi il piano per il clima impazzito


    Dal 2008 a oggi l'aumento dei temporali molto intensi è stato netto", ricorda il climatologo Vincenzo Ferrara. Inoltre si è registrato un fatto inedito: l'arrivo dei medicanes, gli uragani del Mediterraneo, vortici di 200 chilometri di diametro al posto di trombe d'aria larghe 500 metri. E tutto si abbatte su un paese già segnato dal dissesto idrogeologico


    ROMA - La parola "tropici" fa venire in mente distese di spiagge bianche con un morbido brusio di risacca, profumo di mango, acque popolate da un arcobaleno di pesci. Ma queste immagini sono legate all'idea della vacanza, di un nostro viaggio verso le latitudini più vicine all'equatore. Quando invece sono i tropici ad arrivarci in casa senza chiedere permesso tutto cambia. Le piogge si trasformano in flash flood, alluvioni lampo che paralizzano il sistema nervoso urbano allagando strade e metropolitane. Le colline si crepano all'improvviso, sotto i colpi di frane che inghiottono interi costoni. Le trombe d'aria diventano più intense e frequenti. Mesi di siccità prosciugano i campi. Ondate di caldo si abbattono sulle città creando un micidiale cocktail di inquinanti. La pressione dei profughi ambientali, spinti dall'avanzata del Sahara, cresce. È la destabilizzazione climatica, un processo che, secondo una ricerca condotta dalla Fondazione Enrico Mattei in collaborazione con l'Ispra e il Centro Euro-mediterraneo sul cambiamento climatico, può costare all'Italia 30 miliardi di euro nella prima metà del secolo in corso (considerando un aumento di temperatura di 0.93 gradi) che aumenterebbe se il termometro dovesse salire di più. Nella seconda metà del secolo le perdite si moltiplicheranno per 6.


    [...]



    Interventi urgenti perché il cambiamento climatico è sempre più minaccioso. "Dal 2008 a oggi l'aumento dei temporali molto intensi, dei fulmini e delle trombe d'aria è stato netto", ricorda il climatologo Vincenzo Ferrara. Inoltre si è registrato un fatto inedito: l'arrivo dei medicanes (mediterranean hurricanes), gli uragani del Mediterraneo, vortici di 200 chilometri di diametro al posto di trombe d'aria larghe 500 metri. Li hanno scoperti per caso, studiando il mare dai satelliti, e ora la protezione civile è costretta a rivedere la mappa della sicurezza. Anche perché, rileggendo le cronache dei disastri degli ultimi anni, si è scoperto che una parte delle sciagure piovute sul nostro paese è legata proprio ai medicanes. Ad esempio nell'ottobre del 1996 ben due di questi uragani mutanti hanno colpito le regioni meridionali, insistendo in particolare sulle Eolie, sulla Sicilia e sulla Calabria, uccidendo sei persone a Crotone. Nel 2006 un altro ha picchiato duro sul Salento, con venti che hanno raggiunto i 145 chilometri orari.

    Il clima mutante si trasforma così in una trappola che colpisce con particolare violenza le città. In un recente studio della Legambiente si analizzano in particolare l'alluvione a Genova del 4 novembre 2011, il nubifragio a Roma del 20 ottobre 2011, l'esondazione del Seveso a Milano del 18 settembre 2010, le frane a Messina del primo ottobre 2009. In queste città in poche ore - precisa il rapporto - è scesa una quantità di acqua enorme (a Messina metà dell'acqua che cade nell'arco di un anno, a Genova un terzo) che ha causato morti, feriti, devastazioni, danni economici molto rilevanti. Fenomeni che dovrebbero spingere ad elaborare una nuova geografia del rischio prodotto dal cambiamento climatico, incoraggiando l'uso di tecniche costruttive più naturali e permettendo al suolo di tornare a esercitare il ruolo di una spugna capace di assorbire gli eccessi d'acqua.


    Uragani nel Mediterraneo e alluvioni lampo Senza fondi il piano per il clima impazzito - Inchieste - la Repubblica

    Che ne pensi @matteo1982?

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