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Vicenza, le Escort pagheranno le tasse
#1
28 febbraio 2012

Nel mirino della Guardia di Finanza di Vicenza sono finite anche le escort di lusso. Scoperti veri e propri tesoretti

Un articolo di Diego Neri sul Giornale di Vicenza racconta l’esito del blitz della Guardia di Finanza che nel capoluogo veneto ha preso di mira una quarantina di escort di lusso titolari di appartamenti e ricchi conti correnti.

UN VERBALE DA 300MILA EURO – Dopo gli accertamenti delle Fiamme Gialle alcune accompagnatrici hanno deciso di aderire alle richieste del Fisco versando il dovuto. Una di loro ha cominciato a pagare a rate una sanzione di 300mila euro:

Hanno appartamenti di lusso, conti correnti da favola, auto da decine di migliaia di euro, gioielli che costano quanto un mese di ferie alle Maldive. E, fino a ieri, non pagavano un euro al fisco. Ma la pacchia è finita, almeno a Vicenza. Ora anche le prostitute devono pagare le tasse. Qualcuna di loro, messa alle strette, ha iniziato, accogliendo la proposta avanzata dall’Agenzia delle entrate sulla scorta della dettagliata segnalazione della guardia di finanza. Una escort ha già versato le prime rate di un conto da 300 mila euro.

BLITZ SENZA PRECEDENTI – L’intervento della Guardia di Finanza che ha interessato le escort non ha precedenti. Continua il Giornale di Vicenza:

Le fiamme gialle vicentine della Tributaria sono riuscite laddove nessuno era mai riuscito, prima d’ora, in Italia. Eppure sulla questione di far pagare le tasse alle lucciole c’è da anni un dibattito che dal fiscale si sposta inevitabilmente sull’etico. «La prostituzione va regolamentata », è l’appello che da tante parti viene rivolto al mondo politico, ma senza che si muove nulla di concreto. Vendere il proprio corpo, peraltro, non è un reato, anche se comporta direttamente o indirettamente una serie di altri reati, o fenomeni di degrado. Di certo, però, quel mercato fiorentissimo – le stime varianoda 1 a 5 miliardi di euro l’anno, in Italia, di proventi della prostituzione – è stato finora del tutto esentasse perchè sconosciuto al fisco.

OPERAZIONE ‘NOTTI CALDE’
- Le indagini dei finanzieri sono durate due anni:

L’operazione “Hot nights” (Notti calde) era scattata un paio d’anni fa, quando i finanzieri del tenente colonnello Paolo Borrelli avevano sequestrato, per sfruttamento della prostituzione, un locale di lap dance in città, arrestando i titolari. I militari della sezione mobile avevano accertato come molte ballerine guadagnassero cifre imponenti senza presentare la conseguente dichiarazioni dei redditi. Partendo da quei nominativi, gli inquirenti del maresciallo Giorgio Scarsetto avevano iniziato a tracciare una mappa della prostituzione a Vicenza. Non già delle ragazze che battono il marciapiede, bensì delle escort e delle accompagnatrici di lusso. Giovani belle e disinibite, che per qualche ora del loro corpo pretendono e ottengono migliaia di euro. I finanzieri hanno mappato i siti internet specializzati in queste offerte, e varie forme di annunci, concentrando infine la loro attenzione su 120 donne. Molte di loro arrivano dai paesi dell’Est, dall’Estremo Oriente e dal Sudamerica, ma per un terzo si trattava di italiane.

ASSICURAZIONI, VILLE E PORSCHE
- Le segnalazioni e le identificazioni della Guardia di Finanza hanno permesso di scoprire veri e propri tesoretti:

Ciascuna escort era stata identificata e sottoposta ad accertamenti fra le varie banche dati. Il controllo aveva consentito di far emergere palesi discrasie fra i redditi dichiarati (di solito, zero) e gli “indici di capacità patrimoniale”, cioè la loro capacità di spendere, che costituisce il presupposto per gli accertamenti fiscali di tipo sintetico. Le ragazze sono proprietarie di ville al mare o di baite in montagna o di auto di lusso, non ultime Porsche e Jaguar. Non solo: stipulano assicurazioni sulla vita e spediscono in patria migliaia e migliaia di euro al mese con il “money transfer”. I finanzieri hanno indicato all’Agenzia delle entrate svariati nominativi. La ratio era quella che i redditi delle lucciole – calcolati sulla loro capacità di spesa – possono essere assimilati a quelli di un lavoratore autonomo, che opera in casa in maniera continuativa. I funzionari del fisco si sono poi preoccupati di calcolare la cifra che ciascuna escort doveva pagare. Molte di loro hanno “patteggiato”, dopo aver ricevuto l’equivalente della cartella esattoriale: «Ok, pago, finitela qua». Ed hanno iniziato a versare. Un’italiana ha dato il suo assenso per pagare quasi 300 mila euro alle Entrate emiliane, della città dove è andata ad abitare. È la cifra più alta fra le posizioni finora definite, ma ce ne sono decine per importi di poco più bassi. Quanto incasserebbe lo Stato se tutte le escort di lusso pagassero le tasse?

La città dove le squillo pagano le tasse
C'è un confine sottile tra uno sbaglio e un colpo di genio; purtroppo dovresti essere un genio per vederlo.

Sheldon Cooper

L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade,
ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole.
Onestà tedesca ovunque cercherai invano,
c'è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina;
ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida,
e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé


Johann Wolfgang von Goethe
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#2
Mi sa di fenomeno locale..si sa che l'Italia è anche influenzata dalla Chiesa..proprio per questo non sarà mai possibile una "regolarizzazione" su tutto il Paese..
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