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Topic Ufficiale NBA 2013/2014
#1
Dopo il draft di fine giugno e dopo il mercato che si è aperto il primo luglio, è arrivato il momento di aprire ufficialmente la nuova stagione...

in attesa di sapere la decisione di howard, che mi auguro non rifirmi da noi, ecco i movimenti della notte

-Clippers Send Bledsoe To Suns To Acquire Redick, Dudley

-Tony Allen Agrees To Re-Sign With Grizzlies

-Martin firma per 27 mln in 4 anni ai wolves

interessante la trade che ha portato JJ Redick ai Clippers.Doc Rivers per lui tirerà fuori lo stesso book di schemi usato per Ray Allen
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#2
Come riportato da Steve Bulpett e anche dagli altri columnist Brad Stevens è il nuovo head coach dei Boston Celtics. Stevens dal 2007 ad oggi è stato allenatore di Bulter in Ncaa, dove era entrato come assistente nel lontano 2001. Ottimi i risultati ottenuti a Butler nel 2010 e nel 2011, dove per ben 2 volte è arrivato alle Finals della Ncaa. Allenatore giovane e ben preparato sembra un'ottima scelta per ripartire ed imbastire un programma convincente a medio/lungo termine. Scelta a sorpresa di Ainge, che spiazza tutti con un nome finora mai pubblicizzato dai media.
Brad Stevens nuovo Head Coach dei Celtics

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è più giovane di Garnett :lolA: scelta coraggiosa di Ainge
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Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#3
gii datome forse ai celtics.......speriamo
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#4
Uno stato di shock. Di quelli seri, con sguardo interdetto e bocca aperta. E’ questa l’unica reazione che un appassionato di basket americano può avere avuto alla notizia dell’ingaggio di Brad Stevens come allenatore dei Boston Celtics. Dove shock non significa né orrore, né scetticismo, ma solo genuina, impotente sorpresa. Perché il bambino prodigio della panchina - cui sono bastati sei anni alla guida di Butler University per ritagliarsi un posto nella leggenda Ncaa - sembrava ormai destinato a costruire una dinastia nella piccola università di Indianapolis, con un contrattone fino al 2022 e offerte milionarie di altri college rispedite al mittente. E invece Stevens ha stupito ancora, tenendo fede alla sua fama di implacabile scalatore sociale, allergico alle tappe. Detto fatto: a 36 anni avrà in mano le sorti della franchigia più vincente del mondo. Senza un solo minuto da assistente, né tantomeno da giocatore nel mondo Nba. Forte esclusivamente di un’abilità fenomenale nel fare il suo mestiere. Non certo un dettaglio da poco.

CLASSICISTA — Quella di Stevens è una traiettoria affascinante. Perché a dispetto della tenera età e della faccia da bambino, l’ex coach di Butler è un vero classicista del college basket. Le cui imprese sono figlie di principi che, semplificando un po’, appartengono a una scuola di pensiero antica: squadre senza stelle, gruppi forgiati negli anni, giocatori pescati e formati a pochi chilometri da casa, e uno stile di gioco controllato al di là di ogni limite. Di quelli che tolgono l’ossigeno all’avversario, e sfruttano al massimo i 35 secondi per il tiro. In altre parole, Stevens è uno studente moderno del gioco, a partire dall’approccio “quantitativo” e orientato ai dettagli tanto in voga attualmente, ma con una concezione di pallacanestro quasi romantica, in cui il sacrificio è riuscito ad andare al di là del talento e, spesso, pure della ragione. E, in controtendenza con molti illustri colleghi, si è affermato più come allenatore che come reclutatore. Limitandoci ai pochi che hanno provato entrambi i mondi, è praticamente l’opposto di quanto fatto da John Calipari, che ha invece raggiunto la consacrazione a livello collegiale mettendo insieme delle piccole squadre NBA. Basti pensare che, dal 2007 a oggi, solo due giocatori di Stevens sono professionisti al massimo livello (Gordon Hayward a Utah e Shelvin Mack ad Atlanta, con in mezzo molta D-League), a fronte dell’infinita ciurma di Calipari (che include, tra gli altri, Derrick Rose, Tyreke Evans, Anthony Davis, DaMarcus Cousins e Eric Bledsoe).

LEGGENDA — In onore al feticismo dei record, imperante negli Stati Uniti, Stevens sarà sempre ricordato come il secondo coach più giovane di sempre a raggiungere una finale Ncaa (nel 2010, a 34 anni). Eppure, il primato rischia di diventare riduttivo, al cospetto di una storia davvero particolare. A partire dal fatto che Stevens si è formato senza agganci nè illustri maestri. Pitino aveva imparato da Jim Boeheim, Calipari da Larry Brown. Lui, invece, è stato essenzialmente spinto dalla sua fanatica fissazione per la pallacanestro, ossessione di molti abitanti dell’Indiana. Dopo quattro anni da giocatore a DePauw University, nota più che altro per la somiglianza con la DePaul di Chicago, era finito a lavorare per una casa farmaceutica di Indianapolis, prima di mandare tutto all’aria per tentare la carriera di allenatore. Un umile inizio come coordinatore video volontario per Butler University, l’università della sua città, a 24 anni. Poi la promozione ad assistente allenatore, infine, nel 2007, il ruolo di head coach, e l’inizio della leggenda. Non tanto per il 77% di vittorie, ottenuto in una conference modesta, quanto per aver trasformato Butler da buona squadra a potenza del college basket, con la chicca delle due finali consecutive raggiunte nel 2010 e 2011, di cui la prima persa beffardamente sulla sirena. Furono imprese conquistate da un gruppo di talento modesto e tenacia unica, di cui Stevens era la vera stella: sergente di ferro, faccia da bambino, atteggiamento composto, leader implacabile. Troppo per non suscitare le lusinghe di atenei più blasonati, tuttavia sempre respinte con fragorosi due di picche. Il suo destino, insomma, sembrava segnato: contratto infinito, pieni poteri, un credito ormai inesauribile nel proprio ambiente. Nel giro di dieci anni Butler sarebbe potuta diventare la nuova Duke, Stevens un nuovo Krzyzewski, come suggerito da molti addetti ai lavori. Poi, l’annuncio della tarda serata di ieri ha mandato tutto in frantumi.

SALTO NEL VUOTO — La trattativa tra Danny Ainge e Stevens è stata tenuta abilmente nascosta. Come riportato da ESPN.com, le parti hanno parlato quasi solo al telefono, incontrandosi solo una volta, nella giornata di ieri, per definire i dettagli. La segretezza ha contribuito a rendere la notizia ancora più incredibile, lasciando tutti a bocca aperta. Il coach guadagnerà 22 milioni di dollari in 6 anni. Tanti, ma nemmeno molti di più di quelli che avrebbe guadagnato accettando le illustri offerte che alcune potenze Ncaa gli hanno rivolto. E ora, elaborato lo shock, si inizia a pensare al compito che lo aspetta. Nba e Ncaa sono due mondi diversissimi, a tutti i livelli.

DALLA NCAA ALLA NBA — Avere successo in entrambi rappresenta forse la sfida più grande che un coach possa essere chiamato ad affrontare. Solo Larry Brown è riuscito a vincere un titolo in entrambi i due mondi: nel 1988 con Kansas, e nel 2004 con i Detroit Pistons. Un’eccezione che conferma la regola, visto che gli altri non ci sono arrivati nemmeno vicini. Quello che ha fatto meglio, dopo di lui, è stato Rick Pitino, la leggenda NCAA che fece benino ai Knicks a fine anni ‘80, ma fu un mezzo disastro con i Celtics dieci anni dopo, nonostante il doppio incarico da coach e GM. Per il resto, tanti fallimenti: da quello di John Calipari, quattro Final Four e un titolo NCAA con Kentucky, ma 70 vittorie in tre stagioni ai Nets, a quello, ancora più imbarazzante, di Tim Floyd con i Bulls. Fino al clamoroso dietrofront di Billy Donovan, che, dopo i due titoli a Florida, prima accettò l’offerta degli Orlando Magic, e poi tornò sui suoi passi a pochi giorni dal training camp, come uno sposo che scappa sull’altare.


LA SFIDA — In pillole: il compito di Stevens a Boston è arduo, ma Stevens non ha nemmeno così tanto da perdere. Anzi, in un certo senso è la situazione ideale: prime scelte su cui lavorare, pochi ego personali da gestire, tempo a disposizione. Soprattutto perchè, dopo la smobilitazione generale operata da Ainge, nessuno si aspetta che i Celtics possano essere davvero competitivi nel breve periodo, a meno che la faccia da bambino non decida di bruciare le tappe. Per l’ennesima volta.

Boston, Stevens dalla Ncaa alla sfida Nba, Solo Larry Brown ha centrato la doppietta - La Gazzetta dello Sport
[Immagine: xzCrUL7.gif]
Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#5
bella sfida
Jackone Ha scritto:c'è un'omosessualità latente che vi trascinate dai tempi de ilmeteo.it....si nota dal modo in cui parlate
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#6
Olajuwon: '85 Percent Chance' Howard Signs With Rockets
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#7
The NBA on ESPN ‏@ESPNNBA 56s
Sources tell @ESPNSteinLine that Al Jefferson is headed to the Bobcats for a 3-year/$41M deal: Al Jefferson to sign with Charlotte Bobcats, sources say - ESPN
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#8
J.R. Smith Agrees To Four-Year, $24.7M Contract With Knicks
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#9
Source tells Sporting News that Lakers F Earl Clark has signed a 2 yr deal w the Cavaliers for $9 million
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#10
Una pedina molto ambita tra i free agent è Josh Smith, dove finirà ?!...mhhh
[Immagine: xzCrUL7.gif]
Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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