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The Road of Bones, Siberia
#1
("riciclo" un interessantissimo post di Alby77)

[Immagine: dsc_0210.jpg]

I russi ufficialmente la chiamano Kolymskaya trassa, ovvero “il tracciato della Kolyma”. Tracciato perche’ non si puo’ propriamente chiamare strada, dato che in alcuni punti ci sono fiumi senza ponti o aperta taiga e bisogna inventarsi un modo per proseguire. La parola Kolyma invece indica un fiume che scorre in questa regione, e fa terrorizzare chiunque abbia vissuto i tempi della repressione stalinista. Essere deportati nei Gulag della Kolyma significava infatti morte certa nel giro di pochi giorni. Gli americani la chiamano “road of bones”, la strada delle ossa, perche’ sotto al suo lungo tracciato giacciono i corpi di milioni di cadaveri dei prigionieri di guerra morti per costruirla.

La storia della trassa, come la chiamano i russi, comincia negli anni trenta, con la scoperta di numerose miniere di oro, uranio ed altri metalli preziosi lungo il bacino dei numerosi fiumi che scendono dalla catena di Verhojansk, un vero e proprio arabesco di montagne perennemente innevate nell’ordine dei tremila metri. Magadan, la meta finale del tracciato, era servita in principio solo da navi che partivano da Vladivostok o da altri porti sul Pacifico. All’inizio degli anni 30 sotto il regime Stalinista, inizio’ una deportazione di massa di prigionieri in queste gelide terre, al fine di collegare tra loro le nuove citta’ miniera sorte lungo l’Indigirka, la Nera e la Kolyma. La particolare conca formata dalle disordinate vette del Verhojansk crea da sempre in quest’area (grande quanto approssimativamente Spagna, Francia e Germania messe insieme) temperature otlre il limite dell’umano, che decretavano una morte rapidissima degli sventurati lavoratori forzati, costretti quasi sempre a lavorare senza gli indumenti adatti e con una dieta cosi’ scarsa da ridurli a zombie in poche settimane.
Ai giorni nostri la trassa e’ molto utilizzata per il trasporto di carbone, rifornimenti, cibo e persone, ed e’ mantenuta molto meglio che in passato. Dopo il crollo dell’URSS ci sono stati miglioramenti costanti ogni anno. Resta pur sempre una delle strade piu’ pericolose del pianeta, e a testimoniarlo siano le innumerevoli croci e i memoriali degli incidenti lungo tutto il suo tracciato.
La trassa e’ divisa in quattro parti dagli insediamenti piu’ popolosi: da ovest a est troviamo Nizhny-Bestjah (dall’altra sponda della Lena rispetto a Yakutsk), Khandyga, Ust’nera, Susuman e finalmente Magadan sull’oceano Pacifico. In primavera, estate e autunno non esiste il tratto tra Yakutsk e Handyga, ma ci si puo’ imbarcare su una chiatta per raggiungere l’inizio vero e proprio della strada.

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Kolymskaya trassa (cliccare per ingrandire la mappa)

Attraverso un reportage fotografico potremo capire meglio le condizioni climatiche estreme di queste zone, dove durante l'inverno le temperature si attestano fra i -45° e i -55° C. Paesaggi meravigliosi e tanta neve.

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C'è un confine sottile tra uno sbaglio e un colpo di genio; purtroppo dovresti essere un genio per vederlo.

Sheldon Cooper

L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade,
ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole.
Onestà tedesca ovunque cercherai invano,
c'è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina;
ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida,
e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé


Johann Wolfgang von Goethe
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