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"Tagli alla spesa pubblica per 4,2 mld, serviranno per scongiurare un aumento dell'IVA"
#1
Giarda: «Ogni ministro avrà un mese per stendere un piano. Eviteremo l'aumento dell'Iva»
Spending review al via, tagli per 4,2 miliardi Monti: «E' stato un errore cancellare l'Ici»

«Necessario rivedere enti e società, compresa la Rai» Enrico Bondi commissario per la gestione delle spese

MILANO - «Tutti invocano la riduzione delle tasse», ma «ci sono responsabilità del passato che causano l'attuale pressione fiscale». Il governo «non si diverte» ad alzare imposte e tributi ed è ormai assodato che una diminuzione «è possibile solo se tutti paghiamo e se le tasse e se tutti riconoscono che l'illegalità è immorale». In questo contesto, «chi vuole diminuire le tasse sa che è necessario rivedere enti e società, compresa la Rai, dove la logica della trasparenza, del merito, dell'indipendenza dalla politica non è garantita». E' un Mario Monti determinato come non mai quello che affronta la conferenza stampa seguita al consiglio dei ministri che ha varato la cosiddetta «spending review». Alla quale non erano presenti solo esponenti del governo: alla destra del premier c'era anche Enrico Bondi, forse la principale delle novità emerse dalla riunione dell'esecutivo. Il risanatore dei conti Parmalat, che ha rimesso in sesto l'azienda di Colleccio dopo il crac consentendone il passaggio ai francesi della Lactalis, avrà il compito di «definire il livello di spesa per l'acquisto di beni e servizi»

IL FRONTE FISCALE - La conferenza stampa era iniziata con una replica indiretta a Beppe Grillo, con Monti che ha espresso «sdegno» nei confronti di chi «vuole candidarsi alla guida di un Paese e giustifica l'evasione fiscale», riferendosi alle uscite del comico genovese che aveva difeso la scelta di non pagare le tasse. E poi una stoccata al suo predecessore, Silvio Berlusconi, mai nominato esplicitamente: «L'Ici non andava abolita, non c'erano le condizioni per farlo. E oggi c'è necessità di recuperare il tempo perduto». «Se all'Imu si preferisce una patrimoniale il governo è pronto a valutare un'alternativa», ha proseguito Monti facendo intendere che esistono poche strade per ridurre il debito pubblico .

LA SPENDING REVIEW - «Il consiglio dei ministri si è dedicato alla spending review - ha aggiunto il premier - che è opera personale del ministro Giarda. L'importo complessivo di riduzione della spesa pubblica è di 4,2 miliardi di euro, importo che dovrà servire per evitare l'aumento dell'Iva di due punti percentuali previsto per il prossimo ottobre, anche se per il momento la misura prevista nel decreto Salva Italia non è scongiurata». Monti ha poi annunciato incarichi «speciali» anche per Giuliano Amato (sulla spesa relativa al finanziamento pubblico ai partiti) e per il professore Francesco Giavazzi, chiamato ad analizzare il sistema dei contributi pubblici alle imprese. Entrambi presteranno la loro opera a titolo gratuito, mentre Bondi - ha detto Monti - «rifiuta qualsiasi remunerazione, ma speriamo almeno di imporgli il rimborso spese» (in realtà effettuando attività non di studio, come gli altri due, ma gestionale l'esecutivo dovrà comunque corrispondergli gli emolumenti da alto dirigente, nonostante il rifiuto del diretto interessato).

UN MESE E MEZZO DI TEMPO - Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Pietro Giarda, ha poi sottolineato che «l'obiettivo strategico» della spending review è quello di «cambiare la dinamica dei costi di produzione dei servizi pubblici, che oggi valgono circa 300 miliardi». E ha annunciato che ogni ministro avrà «circa un mese e mezzo per elaborare un piano di riorganizzazione del proprio ministero», con l'obiettivo di arrivare ad una riduzione significativa delle spese. Quanto alle cifre complessive, la spesa pubblica «rivedibile» nel medio periodo - ha puntualizzato il ministro - è pari a circa 295 miliardi di euro».

IMPRESE E STATO - Il presidente del Consiglio ha poi rivolto una critica anche al principale partito della maggioranza che lo sostiene, il Pdl, sul tema dei crediti delle imprese nei confronti dello Stato: «Non si possono istituire personali e arbitrarie compensazioni tra crediti e debiti verso lo Stato», ha detto Monti, provocando l'immediata levata di scudi di Gaetano Quagliarello (Pdl), che gli ha replicato: «Il problema della sperequazione tra debiti non onorati e crediti imposti sempre più duramente da parte dello Stato, che in un momento di grave crisi può portare le imprese al fallimento - prosegue -, non può essere nascosto come polvere sotto il tappeto, ed è grave che il governo non si renda conto appieno che si tratta di una priorità assoluta».

Redazione Online 30 aprile 2012 | 23:37 RIPRODUZIONE RISERVATA

Spending review al via, tagli per 4,2 miliardi Monti: «E' stato un errore cancellare l'Ici» - Corriere.it
C'è un confine sottile tra uno sbaglio e un colpo di genio; purtroppo dovresti essere un genio per vederlo.

Sheldon Cooper

L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade,
ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole.
Onestà tedesca ovunque cercherai invano,
c'è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina;
ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida,
e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé


Johann Wolfgang von Goethe
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#2
Praticamente i tecnici sono stati commissariati da altri super tecnici ? Big Grin
Battute a parte,perlomeno Amato e Giavazzi lavoreranno agratiss !!
Ho ascoltato le parole di Monti , che continua a non scongiurare l'aumento dell'iva previsto per il prossimo Ottobre.
Finalmente ha avuto il coraggio di tirare una frecciatina al Pdl per aver eliminato l'Ici,infatti oggi i giornali di Silvio sono tutti insorti Big Grin
Tropo insensibile e sbrigativo sul discorso della pressione fiscale troppo alta (argomento fondamentale per il rilancio del paese), ha semplicemente storto il naso dicendo che si può fare ben poco per ridurla...bhaa
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Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#3
[h=1]Monti: “L’Imu torna perchè l’Ici abolita quando non si poteva”[/h][h=2]Il presidente del consiglio ha espresso sdegno perché "chi si vuol candidare per il governo del proprio paese non può giustificare l'evasione fiscale". Se non si vuole tassare la prima casa, rilancia il premier, "il governo è pronto a valutare una patrimoniale"
[/h]
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"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#4
Tagli a tribunali, prefetture e ministeri
arriva una forte stretta sugli acquisti


Le riduzioni non saranno lineari ma selettive e coinvolgeranno, oltre allo Stato centrale, Regioni e Comuni. Direttiva ai dicasteri, 80 miliardi di pagamenti da "rivedere"


<article class="body-text" style="border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 20px; text-align: left; ">di ROBERTO PETRINI
ROMA - Una spesa "rivedibile" nel breve periodo per 80 miliardi, ma che nel medio periodo può salire a 295 miliardi. All'interno c'è di tutto dai ministeri, alle Regioni, ai Comuni, dalle Prefetture ai Tribunali. E' questa la spending review di Piero Giarda che ieri ha illustrato il suo rapporto in consiglio dei ministri. A più presto, per quest'anno, una riduzione della spesa per 4,2 miliardi necessaria per scongiurare l'aumento dell'Iva previsto da ottobre. Una riduzione di 4,2 miliardi, sottolinea Palazzo Chigi, da ottenersi in 7 mesi (tra il primo giugno e il 31 dicembre 2012) "equivale a 7,2 miliardi su base annua e corrisponde perciò al 9% della spesa rivedibile nel breve periodo (80 miliardi)". I tagli "non saranno orizzontali ma mirati", sottolinea il governo. Un direttiva impone ai ministri di consegnare entro fine mese i piani di riduzione della spesa altrimenti interverrà la presidenza del Consiglio.

Beni e servizi
Consumi intermedi, ovvero beni e servizi per un totale di 135,6 miliardi di spesa "rivedibile" nel medio periodo. E' questo l'aggregato, quantificato dal Rapporto Giarda, su cui dovrà agire il neo commissario Bondi. Tra i compiti affidati al Commissario ci sono quello di coordinare l'attività di approvvigionamento di beni e servizi da parte della pubblica amministrazione, incluse tutte le amministrazioni, autorità, anche indipendenti, organi, uffici, agenzie o soggetti pubblici, gli enti locali e le Regioni. Inoltre Bondi dovrà assicurare una riduzione della spesa per acquisti di beni e servizi, per voci di costo, delle amministrazioni pubbliche. "Il Commissario - si legge poi nel comunicato di Palazzo Chigi - potrà segnalare al Consiglio dei ministri le norme di legge o regolamento che determinano spese o voci di costo che possono essere razionalizzate. Potrà inoltre proporre al governo la sospensione o la revoca di singole procedure relative all'acquisto di beni e servizi".

Giustizia
Giustizia e spese relative in prima fila nella spending review. Nel mirino giudici di pace, Tribunali e uffici di Procura. Secondo il piano diffuso ieri da Palazzo Chigi il taglio più severo si indirizzerà verso i giudici di pace, ai quali si ricorre per le vertenze di piccola entità (caso più frequente, le multe per violazioni del codice della strada): attualmente ci sono 848 giudici di pace che dovranno ridursi a 174, con un risparmio, valutato dal rapporto, di 28 milioni di euro l'anno. Per Tribunali, sedi distaccate e uffici di Procura, si prevede una riduzione che consentirà di risparmiare 3.600 unità di personale amministrativo che sarà "riassegnato dove vi sono carenze". L'intervento consentirà di recuperare 600-750 magistrati togati con un risparmio di 45-60 miliardi l'anno. Inoltre il ministero emanerà un bando per mobilità esterna al fine di coprire gli organici scoperti al Centro-Nord per utilizzare il personale in esubero negli altri uffici giudiziari.

Enti locali
Allarme spesa per Comuni e Province. Due le indicazioni di lavoro che saranno presto poste sul tavolo degli enti locali provenienti dalle slide del ministro per i rapporti con il Parlamento Piero Giarda che illustrano il Rapporto sulla spending review. La prima osservazione riguarda la spesa dei Comuni sotto i 10 mila abitanti: sono i più piccoli a spendere di più. Una indicazione verso la concentrazione di servizi e l'abolizione dei microcomuni. La seconda indicazione è rivolta alle Province: anche in questo caso le province di maggiori dimensioni hanno spese per abitante "notevolmente" più basse delle province piccole. Anche in questo caso l'indicazione va verso l'accorpamento. In Parlamento sta infatti maturando un orientamento largamente condiviso - spiega una nota - volto a concentrare nelle province poche funzioni operative (territorio, trasporti e mobilità) unitariamente a una "drastica riduzione delle attuali province".

Istruzione
Anche il ministero dell'Istruzione pagherà il suo prezzo alla spending review. Sistemi informatici, spese per affitto, riorganizzazione della struttura territoriale: tutto ciò per portare a un risparmio che non viene quantificato dal governo. Tuttavia la tabella che dà conto della spesa "rivedibile" nel medio periodo indica in totale i costi tagliabili per l'Università ed altri enti in 15,4 miliardi. Si passerà per uno snellimento della spesa centrale attraverso l'utilizzo dei sistemi informatici, mediante la riduzione a partire dal 2014 del 50% della spesa per affitti (e del 10 già a partire dal 2013). Si prevede inoltre una riorganizzazione delle strutture territoriali del ministero con un intervento sui Provveditorati e il trasferimento ad altre funzioni del personale. In calendario anche la razionalizzazione dei distacchi e del personale comandato in altre amministrazioni e il riequilibrio della rete scolastica aumentando il rapporto tra alunni e docenti.

Interni
Prefetture, Vigili del Fuoco, Polizia di Stato. Le strutture periferiche di questi servizi rappresentano l'80 per cento della spesa del ministero degli Interni. La spesa analizzata è di 8 miliardi per retribuzioni, consumi intermedi e acquisto di beni e servizi. L'organizzazione su base provinciale di queste attività pesa sui conti dello Stato per 400 milioni: costi fissi che aumentano le spese dove la popolazione è scarsa. Inoltre la spesa per abitante al Centro-Sud risulta più alta rispetto al Centro-Nord perché il numero di occupati, a parità di condizioni, è maggiore; anche la retribuzione al Sud è più alta - spiega il rapporto - "a causa del ciclo: assunzione al Nord, scatti di anzianità, trasferimento al Sud". La spesa complessiva per beni e servizi è di 1,7 miliardi all'anno, i contratti di locazioni di sedi e distaccamenti locali pesano per 400-600 milioni. Le Prefetture costano in media 9,77 euro per abitante, ma in Lombardia si scende a 5,93 e in Molise si sale a 29,35.

Trasporti
Rivoluzione nel sistema che amministra i trasporti in Italia: dalle sede locali, a quelle centrali, dalla Motorizzazione alle autorità portuali, con un forte snellimento della stessa struttura del ministero. Si parla di una riduzione con effetto immediato degli organici e di una forte razionalizzazione delle strutture territoriali del ministero con l'obiettivo di calibrare il personale "in relazione al carico di lavoro e alla dimensione della scala di attività". In agenda anche la riforma della motorizzazione civile che dovrebbe trasformarsi in una agenzia di servizi autofinanziati. Il piano Monti-Giarda prevede anche una riforma del trasporto pubblico locale con il trasferimento alle Regioni di alcuni servizi ancora gestiti direttamente dal ministero. Nel mirino anche le autorità portuali che saranno ridotte di numero e riqualificate. Si studiano anche nuove forme di sostegno all'autotrasporto oggi basate su incentivi e sconti fiscali.
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#5
Spending review, atto I. Il commissario, che sarà Enrico Bondi, svolgerà funzioni di “supervisione, monitoraggio e coordinamento dell’attività di approvvigionamento di beni e servizi da parte delle pubbliche amministrazioni”. Nella bozza del decreto legge, che prevede decisioni sulla spesa, ci sono tra le amministrazioni pubbliche “tutte le amministrazioni, autorità, anche indipendenti, organismi, uffici, agenzie o soggetti pubblici comunque denominati, gli enti locali, nonchè le amministrazioni regionali sottoposte a piani di rientro dal disavanzo sanitario per le voci relative alla spesa sanitaria”. Escluse la presidenza della Repubblica, la Corte costituzionale e il Parlamento che avranno autonomia. Le amministrazioni pubbliche ”entro 24 mesi” adotteranno le misure “finalizzate al contenimento dei consumi di energia”.

Il commissario, che durerà, avrà il potere di chiedere informazioni e documenti alle singole amministrazioni, nonchè di disporre che vengano svolte ispezioni a cura del l’Ispettorato per la funzione pubblica e del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato”. I ministeri dovranno presentare la loro relazione sui tagli di spesa entro il 31 maggio di quest’anno: “Ciascun ministero, con la collaborazione della struttura di missione istituita con decreto del presidente del Consiglio dei ministri -si legge nella bozza – propone un progetto contenente sia gli interventi di revisione e riduzione della spesa atti a generare i risparmi di spesa previsti, sia misure di razionalizzazione organizzativa e di risparmi per gli esercizi futuri”. Sarà il premier Mario Monti anche in assenza delle proposte, a prendere “le conseguenti determinazioni”.

Comunque entro quindici giorni Bondi presenterà un piano per i tagli alla Pubblica amministrazione, di cui avrà la responsabilità, per circa 2 miliardi di euro come spiega il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà che ha già incontrato il neo commissario per l’acquisto dei beni e servizi della Pa. “Abbiamo già avuto un incontro con Bondi. Questa mattina – dice Catricalà- abbiamo parlato solo di logistica e abbiamo trovato la sua collocazione al ministero dell’Economia e abbiamo individuato gli uffici della presidenza del Consiglio di cui si avvarrà e anche quelli del Tesoro. Per quanto riguarda la presidenza del Consiglio gli abbiamo assegnato l’Ispettorato alla Funzione pubblica e l’ufficio della Ragioneria dello Stato per il Tesoro”. Quindi due miliardi di tagli alla Pa: “Un pò di più, un pò di meno della metà dei 4,2 miliardi” previsti.

Sulla spending review arrivano i primi commenti. Per il Viminale “ci siamo dati un mese, un mese e mezzo per definire tutti gli aspetti, che sono molto complessi, il progetto definitivo sarà una riforma molto interessante che riguarderà la pubblica amministrazione in Italia, ma una cosa è certa: qualunque operazione non verrà mai ad intaccare la sicurezza dei cittadini spiega il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri. La responsabile del Viminale non ha parlato di tagli, ma di “razionalizzare” e ha assicurato che “tutti i presidi sulla sicurezza non saranno toccati, ma anzi si potenzieranno e si renderanno più efficaci in certi casi. Su questo non arretreremo di un passo”. Quanto alle proteste dei sindacati di polizia e dei prefetti, Cancellieri ha detto: “siamo pronti a parlare con loro ed a confrontarci”. Sull’Imu la Cancellieri fa un richiamo forte: “Ritengo che la problematica sia delicata, perchè tocca la gente e quindi ci vuole molta attenzione e delicatezza quando si trattano queste cose. E l’avremo. Ma anche i sindaci, ufficiali di governo, hanno funzioni istituzionali, ed è bene che non dimentichino mai che portano la fascia tricolore e lavorano per gli interessi del Paese”. Sulla rivolta fiscale proposta dalla Lega il ministro dice “tutto quello che è attenzione al sociale e ai bisogni della gente va benissimo e siamo pronti con loro, ma non dimentichiamo che i sindaci sono un’istituzione, e la fascia tricolore ha un significato: i sindaci siano responsabili ho massima fiducia in loro e un eccellente rapporto. Comprendo le difficoltà, ma il senso dello Stato e della responsabilità non deve venire meno”.

Al ministero della Salute “siamo in piena attività di revisione, perché abbiamo una parte dei dipendenti che, per una legge dello scorso anno, dovrebbe transitare alle Regioni. Una volta fatto questo passaggio e capito esattamente quanti sono questi dipendenti del ministero, faremo una revisione anche relativamente all’organico. Per ora abbiamo fatto altri tipi di analisi, che riguardano i capitoli di spesa, ma le faremo anche relativamente all’organico” fa sapere il responsabile del dicastero Renato Balduzzi a chi gli chiede un commento. “Il segnale che abbiamo dato – prosegue – mira ad arrivare a fare una valutazione più attenta dell’attività ordinaria del ministero, come l’acquisto di beni e servizi per esempio, che riguarda tutte le amministrazioni, il Servizio sanitario nazionale e riguarda anche la macchina ministeriale, che è piccola, ma c’è comunque un’attenzione nell’uso delle risorse. Il segnale che il Governo ha dato è in questa direzione, noi come comparto sanitario già avevamo cominciato, perché la manovra del 2011 sui beni e servizi, di cui stiamo attuando” i dettami, “è una manovra che va proprio a trovare prezzi di riferimento affinché in tutto il Ssn ci siano costi comparabili”.

Anche il ministro dell’Istruzione frena su possibili tagli al suo dicastero: “Io credo che la scuola abbia già pagato tanto in questi anni in termini di tagli e infatti in questo momento di revisione della spesa la scuola non è nell’occhio dei ciclone – dice Francesco Profumo a Campobasso a margine di un incontro con il governatore del Molise Michele Iorio -. La scuola, l’università e la ricerca hanno avviato un processo di riorganizzazione e credo che questo sia il tema sul quale dobbiamo lavorare: costruire un sistema della formazione e della ricerca più moderno, più capace di competere a livello europeo e soprattutto con una maggiore attenzione alla formazione soprattutto dei più piccoli. ttraverso il progetto sulle comunità intelligenti, ciascuna regione ha individuato alcune priorità e su queste investiamo”.

“Si sta creando una miscela esplosiva nel paese, tra aumento della disoccupazione, aumento delle tasse, blocco degli investimenti pubblici e privati”. Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, è pessimista: “Qui occorre una svolta nella politica economica, altro che spending review. Il 2012 si sta confermando l’anno più nero per la disoccupazione. Nessuno sta facendo niente per i giovani. Vanno accelerati i tempi di approvazione della riforma del lavoro, senza alterare il difficile equilibrio raggiunto in particolare sulle tipologie contrattuali, semmai rafforzando, anche con una dotazione economica, gli interventi di politica attiva per favorire la collocazione e ricollocazione lavorativa, e va finalmente sbloccato il credito di imposta per le nuove assunzione al Sud. Contemporaneamente è necessario rilanciare gli investimenti per stimolare la domanda interna, compensando gli effetti negativi dell’aumento delle tasse che stanno frenando la ripresa economica in un paese in recessione. Il rigore va coniugato con le misure per la crescita, altrimenti si rischia di aggravare le condizioni del paese. Tra Imu, aumento delle tasse locali, tariffe, benzina, le famiglie italiane fanno i conti, forse, con il momento peggiore dal dopoguerra. Il Governo dei professori non basta. Figuriamoci se lo può fare un governo che subappalta ad altri tecnici”. Per Bonanni “occorre più concertazione, maggiore coesione sociale e politica ecco perché, di fronte a questa situazione noi continuiamo a sollecitare l’esigenza di un patto per la crescita, in cui tutti facciano la propria parte per favorire il rilancio degli investimenti. Parliamo di infrastrutture, reti digitali, del piano nazionale energetico e ambientale, della realizzazione delle opere pubbliche con il superamento del patto di stabilità, dell’utilizzo immediato dei fondi europei per il Sud. Ci vuole una politica industriale orientata alla innovazione di prodotto e alla ricerca, con il sostegno agli investimenti attraverso la disponibilità del credito. Ma il punto cruciale rimane una riforma fiscale che rendendo sempre più stringente ed organico il contrasto all’evasione fiscale, preveda già nel 2012 un intervento di riduzione del peso fiscale su lavoratori, pensionati e famiglie, per favorire la ripresa della domanda interna e rilanciare lo sviluppo”

Amara anche la riflessione di Antonio Di Pietro: “Tecnici chiamano tecnici. Ma tecnico uno più tecnico due è uguale a manfrina”. Il leader dell’Idv commentando la nomina di Bondi e i tagli previsti chiosa: “E’ un giochino per prendere in giro gli italiani o si è in grado di prendere decisioni politiche o si va a casa. Bisogna smetterla con questa idea che ogni tanto si chiama qualcuno per vedere cosa bisogna fare. Ma se non lo sapete cosa bisogna fare? E soprattutto, voi della coalizione anomala che lo sorreggete se lo criticate e vi lamentate per tutto quello che sta facendo perché continuate a a sostenere questo governo?”. Per l’ex pm di Manipulite “di fatto la maggioranza che appoggia Monti non esiste più, serve solo a vivacchiare. Hanno paura di andare ad elezioni ben sapendo del fallimento di questo governo tecnico. E pur di non accettare la sconfitta, preferiscono far morire il paese di fame e di sete”.

Sulle decisioni del governo ci va giù duro Beppe Grillo. “Giuliano Amato nominato super-consulente da Rigor Montis sui soldi pubblici ai partiti è uno schiaffo agli italiani. Una pernacchia. Un potente vaffanculo della Casta”. Dal suo blog bolla come “una provocazione” la nuova tornata di nomine: “E’ come buttare un fiammifero acceso in un pagliaio. Qualche volta mi chiedo se Monti e il Trio Lescano che lo appoggia abbiano veramente capito dove si trovano, in quale momento storico. L’Italia è sull’orlo del collasso economico, dopo il quale puo’ succedere di tutto. Al confronto di Rigor Montis, di Alfano, Bersani e Casini, Maria Antonietta, alla quale venne attribuita la frase ‘se non hanno pane, mangino brioches!’, rivolta al popolo affamato durante la Rivoluzione francese, è una statista. Giulano Amato – continua Grillo – ha una certa esperienza nel maneggiare i soldi e di finanziamenti pubblici, è stato tesoriere del PSI di Craxi. Uno dei rari casi in cui il tesoriere fa carriera e il capo finisce sotto accusa e latitante. L’esatto contrario dei tesorieri Belsito della Lega e di Lusi della Margherita. Si invocano i tagli e si imbarca un tizio che prende 32.000 euro di pensione al mese. E’ uno scherzo di Carnevale?”

Con il risparmio, valutabile in 7 miliardi di euro all’anno, delle mega pensioni, doppie e triple, dei vitalizi dei politici si apra un fondo per pagare i debiti che lo Stato ha con gli imprenditori che si suicidano al ritmo di uno o due al giorno. Affidare un incarico al superpensionato Amato per contenere i costi – insiste Grillo – è una dichiarazione di guerra a chi non riesce a mangiare con la sua pensione e dopo il taglio di 200 euro al suo misero reddito decide farla finita buttandosi dal terrazzo. I sacrifici, o li facciamo tutti, o non li fa nessuno. Ma questo, Rigor Montis non lo sa. Non capisce – pronostica – che senza esempi, occupandosi di ritagli e frattaglie al posto dei tagli e senza l’appoggio dell’opinione pubblica, e’ gia’ finito. Che sara’ travolto. Un ferrovecchio a cui i partiti cercheranno di attribuire le colpe per poi essere spazzati via a loro volta. Loro non si arrenderanno mai. Noi neppure. Ci vediamo in Parlamento, ma forse loro non ci saranno”.

Spending review: Quirinale, Consulta e Parlamento esclusi, saranno autonomi – Il Fatto Quotidiano
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