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Svizzeri discriminati, ma il governo svizzero/ticinese nicchiano...
#1
Ancora conferme, gli svizzeri popolo di tonti, gli italiani popolo di furbacchioni....
2 leghisti nel governo ticinese non sono sufficienti, bisogna fare l'enplein....


NIENTE RECIPROCITÀ SUGLI ASSEGNI PER I FIGLI
Assegni per i figli: gli svizzeri in Italia non prendono niente!
FALLITALIA – Altro che reciprocità: mentre i frontalieri in Ticino prendono sostanziosi assegni per i figli, i ticinesi che lavorano in Italia possono tranquillamente scordarsi di ricevere qualcosa!

Altro che reciprocità! Arriva l’ennesima dimostrazione che i ridicoli accordi bilaterali altro non fanno che mungere la Svizzera come una vacca, che però non riceve niente in cambio!

Anzi, in tutta questa assurdità di leggi e condizioni gli svizzeri sono continuamente discriminati e presi in giro. L’ultima perla è quella degli assegni per i figli. Come ha spiegato ieri il Mattinonline, i frontalieri hanno diritto a un assegno per ogni figlio di almeno 200 chf, 250 chf per quelli oltre i 16 anni. Esattamente come i ticinesi. Con la sola differenza però che un ticinese con 200 chf copre parzialmente le spese di un figlio, mentre in Italia con 200 chf fai tutte le spese necessarie e ti avanza pure qualcosa.

Tutto questo mentre gli italiani per i propri figli ricevono 65 euro. Insomma, una bella differenza… A questo punto però viene da pensare: i ticinesi che lavorano in Italia quindi avranno diritto a 65 euro per ogni figlio. Ragionamento piuttosto logico nell’ottica dei bilaterali!

E invece no! Per un ticinese che lavora in Italia è pressoché impossibile ricevere gli assegni per i figli. E a dirlo è lo stesso Consiglio di Stato in una risposta all’interrogazione del deputato leghista Daniele Caverzasio:

“Di fatto, ben difficilmente il genitore (frontaliere svizzero) dipendente in Italia avrà diritto all’ANF”.

Con buona pace del principio di reciprocità tanto sbandierato oltreconfine, aggiungiamo noi…





SPIE ITALIANE IN TERRITORIO ELVETICO BEN TOLLERATE DA "MAMMA ELVEZIA"
"Le autorità italiane se ne infischiano degli svizzerotti fessi e vengono in Ticino a spiarci"
TICINO - Lorenzo Quadri: “La guardia di finanza italiana continua a fare appostamenti presso le banche e fiduciarie luganesi per spiare i clienti. E il Consiglio Federale lo sa ma non interviene!”

Come da copione, la vicina ed ex amica Penisola ci riprova con le guar*die di finanza in borghese appostate nei pressi delle banche e fiduciarie lu*ganesi, con l’obiettivo di spiare citta*dini italiani sospetti di essere evasori. Nei giorni scorsi è giunta una nuova segnalazione (vedi articolo in basso). Intendiamoci: non è la prima volta che accadono cose di questo tipo, e non è neppure solo l’Italia a servirsi di tali metodi. Si ricorderà che in in*verno era stata denunciata la pre*senza, in rinomate località turistiche d’Oltregottardo, di agenti del fisco francese travestiti da turisti, che spia*vano i loro concittadini.

Queste cose sono ovviamente inac*cettabili.
A precisa domanda il consiglio fede*rale ha ammesso che questa pratica da parte di paesi stranieri, assoluta*mente illegale in quanto lesiva della sovranità elvetica, era nota. Tuttavia non era possibile intervenire in con*siderazione della difficoltà di dimo*strare che le persone colte in flagrante fossero effettivamente degli agenti del fisco in servizio (e che non fos*sero invece in vacanza).

In sostanza dunque si sa che ci sono degli spioni fiscali attivi illegalmente sul nostro territorio, tuttavia non si in*terviene. Né si prendono delle misure di altro tipo. Sicché il fenomeno non viene arginato ma continua allegra*mente a verificarsi ad ondate, a di*pendenza delle necessità e delle “voglie” dei paesi a noi confinanti.
.....
Il bello è che queste autorità straniere evidentemente sanno che noi sap*piamo. Ma se ne infischiano, nella certezza che non ci saranno reazioni da parte nostra. Il leitmotiv è sempre lo stesso: “gli svizzerotti sono fessi e pur di non passare per razzisti e xe*nofobi accettano tutto”.




SVIZZERI MULTATI DA UN'ITALIA SCOPERTASI IMPROVVISAMENTE FISCALE
Multe ai ticinesi sprovvisti di adesivo "CH" - Mattinonline
ITALIA – La polizia italiana multa le auto ticinesi sprovviste dell’autocollante “CH”, un’autocollante ormai in disuso sulla maggior parte delle automobili svizzere!

Anche se in Svizzera l’obbligo non è più in vigore, in Italia l’adesivo recante la nazione di provenienza è ancora obbligatorio.

Così in caso di controlli da parte della polizia italiana se non si è in possesso dell’autocollante con la dicitura CH è possibile incappare di una multa di 70 Euro.


È quello che è successo a diversi ticinesi incappati in alcuni controlli avvenuti al di là della dogana e trovatosi di fronte a degli agenti davvero fiscali.

Si prevede un’impennata delle vendite di auto collanti.



MA IN CH DIVERSE AUTO ITALIANE NON RISPETTANO LE LEGGI SVIZZERE, FARE COME L'ITALIA NO???
Veicoli italiani in Svizzera, copertura assicurativa e gas di scarico in ordine? - Mattinonline
....
Sempre per quel che concerne la circolazione stradale nella vicina penisola, fonti giornalistiche locali, hanno riportato una notizia ben più preoccupante ossia che un numero assai elevato di autoveicoli, immatricolati in Italia, potrebbe essere privo di una valida copertura assicurativa. Altre fonti riportano che molte auto italiane sarebbero “carenti” per quanto riguarda le immissioni dei gas di scarico. Ricordiamo che la Svizzera richiede ai suoi cittadini di essere muniti di un apposito certificato attestante l’idoneità del veicolo in relazione a questa specifica tematica.

ci pensa la polizia ticinese a CALARE LE BRAGHE a chi chiedeva di multare i frontalieri sprovvisti del contrassegno I o per carenze assicurative e gas di scarico non a norma per le leggi svizzere (nessun accenno a questo fatto, meglio fingere di nulla e continuare a permettere alle auto italiane di circolare senza rispettare le leggi svizzere mentre oltrefrontiera multano subito)
Dettaglio comunicati stampa*- POL (DI) - Cantone Ticino[newsId]=82046
La Polizia cantonale, visti i numerosi articoli apparsi inerenti il contrassegno indicante la nazionalità, comunica che secondo la Convenzione di Vienna (allegata) gli autoveicoli delle nazioni firmatarie, tra cui l'Italia, non sono tenuti ad applicare il contrassegno.

La Polizia cantonale effettua comunque sporadici controlli, nel caso i veicoli fossero ancora provvisti delle vecchie targhe. Occorre tuttavia sottolineare che, non trattandosi di un aspetto di rilevanza dal punto di vista della sicurezza, ciò non rappresenta una priorità.


DISCRIMINAZIONE "TERRITORIALE"
Ticinesi discriminati nella ricerca di lavoro! E i bilaterali?
LORENZO JELMINI – “Caso isolato o solamente la punta dell’iceberg? Sono previste sanzioni per quella che è una chiara violazione dei bilaterali?”

”Cerchiamo programmatore/-trice web con ottima conoscenza Joomla, html, Flash e necessariamente residente Comuni frontalieri”

È questo l’annuncio di una ditta con sede a Chiasso che un giovane studente in ingegneria informatica presso la Supsi, alla ricerca d’impiego, ha trovato sulla rete internet. Evidentemente non sono tanto le conoscenze tecniche richieste che pongono problema, quanto piuttosto l’indicazione sulla provenienza dei candidati. Gli interessati, infatti, devono assolutamente risiedere oltre confine. “Residenti in Ticino o Svizzeri astenersi”!

[COLOR="#FF0000"]
INQUINAMENTO IMPORTATO MA BEN TOLLERATO[/COLOR]

Scarichi fognari nel Ceresio; altro episodio di inquinamento nel territorio italiano
FABIO SCHNELLMAN – “Il Governo intervenga contro la provincia di Varese per l’inquinamento che sta causando”

È nuovamente emersa una situazione di inquinamento nelle acque del Ceresio in territorio italiano e più specificatamente in zona Porto Ceresio (Piazza Bossi). In aggiunta a ciò va detto che, malgrado le rassicurazioni, gli scarichi fognari nella riva Lavena-Ponte Tresa sono sempre presenti e pure il depuratore situato sulla sponda italiana sul fiume Tresa scarica sostanze fognarie.

Circa un anno fa segnalammo al Consiglio di Stato questa grave situazione e nella risposta venne in sostanza ammesso che la particolare situazione a Porto Ceresio – a causa anche del riale Bolletta – desta in effetti preoccupazione. La CIPAIS (commissione internazionale per la protezione delle acque italo svizzere) si è riunita lo scorso ottobre ma sembra che soluzioni concrete e soprattutto immediate non ne siano scaturite.

Evidenziamo che le situazioni sono sì in territorio italiano ma che a poche centinaia di metri ci sono importanti luoghi turistici in territorio ticinese quali Morcote, Brusino, Caslano ecc e le acque non conoscono confini. Oltre a questi tristi scenari, ricordiamo che nelle scorse settimane vi sono stati pure ben 2 inquinamenti nel riale Scairolo (che sfocia nel Ceresio in zona Pian Casoro).


TAPPETINI ROSSI PER I PADRONCINI ITALIANI E DISCRIMINAZIONI QUELLI SVIZZERI
Invasione dei padroncini e frontalierato: improvvisamente tutti leghisti!
TICINO - Partitoni $torici e associazioni di categoria adesso, dopo anni di promovimento delle frontiere aperte, cavalcano i temi della Lega dei Ticinesi. Ma come, non era solo populismo e razzismo?

Ma guarda un po’, improvvisamente tutti leghisti! L’Unione delle associa*zioni dell’edilizia (UAE) chiede mi*sure drastiche contro l’invasione dei padroncini dalla Fallitalia!

Padroncini i quali, grazie alla deva*stante libera circolazione delle per*sone, entrano tranquillamente in Ticino a lavorare sottocosto, NON pa*gando i dipendenti secondo salari el*vetici e NON versando né tasse né oneri sociali, da nessuna parte!! Anzi, c’è addirittura chi sì paga i dipendenti secondo i nostri salari ma poi, appena varcato il confine, gli ri-sequestra lo stipendio! Uella!!

A ciò si aggiunge la famosa IVA, che padroncini e distaccati non versano per prestazioni di valore inferiore ai 10mila Fr, mentre gli artigiani e le ditte svizzere sborsano eccome! E’ il colmo: in casa nostra discriminazione a nostro danno!! Le cifre dell’inva*sione sono ben note, per il 2013 si an*nunciano 38mila notifiche contro le 23mile del 2012 che erano già aumen*tate di oltre il 40% rispetto all’anno prima!

E’ altresì noto che ai padroncini in arrivo in Svizzera vengono srotolati i tappeti rossi tramite le notifiche on*line! Notifiche online che il DFE di Lauretta Gné-Gné si ostina a mante*nere, perché “così siamo in regola”!! Uella, ma siamo usciti di cranio?? Non ce ne frega un tubo di essere in re*gola, noi dobbiamo e vogliamo tute*lare il nostro mercato del lavoro dall’INVASIONE!!
Cita messaggio
#2
[COLOR="#A52A2A"][/COLOR][COLOR="#FF0000"]Ancora conferme, gli svizzeri popolo di tonti, gli italiani popolo di furbacchioni....
2 leghisti nel governo ticinese non sono sufficienti, bisogna fare l'enplein....


NIENTE RECIPROCITÀ SUGLI ASSEGNI PER I FIGLI
Assegni per i figli: gli svizzeri in Italia non prendono niente!
FALLITALIA – Altro che reciprocità: mentre i frontalieri in Ticino prendono sostanziosi assegni per i figli, i ticinesi che lavorano in Italia possono tranquillamente scordarsi di ricevere qualcosa!

Altro che reciprocità! Arriva l’ennesima dimostrazione che i ridicoli accordi bilaterali altro non fanno che mungere la Svizzera come una vacca, che però non riceve niente in cambio!

Anzi, in tutta questa assurdità di leggi e condizioni gli svizzeri sono continuamente discriminati e presi in giro. L’ultima perla è quella degli assegni per i figli. Come ha spiegato ieri il Mattinonline, i frontalieri hanno diritto a un assegno per ogni figlio di almeno 200 chf, 250 chf per quelli oltre i 16 anni. Esattamente come i ticinesi. Con la sola differenza però che un ticinese con 200 chf copre parzialmente le spese di un figlio, mentre in Italia con 200 chf fai tutte le spese necessarie e ti avanza pure qualcosa.

Tutto questo mentre gli italiani per i propri figli ricevono 65 euro. Insomma, una bella differenza… A questo punto però viene da pensare: i ticinesi che lavorano in Italia quindi avranno diritto a 65 euro per ogni figlio. Ragionamento piuttosto logico nell’ottica dei bilaterali!

E invece no! Per un ticinese che lavora in Italia è pressoché impossibile ricevere gli assegni per i figli. E a dirlo è lo stesso Consiglio di Stato in una risposta all’interrogazione del deputato leghista Daniele Caverzasio:

“Di fatto, ben difficilmente il genitore (frontaliere svizzero) dipendente in Italia avrà diritto all’ANF”.

Con buona pace del principio di reciprocità tanto sbandierato oltreconfine, aggiungiamo noi…





SPIE ITALIANE IN TERRITORIO ELVETICO BEN TOLLERATE DA "MAMMA ELVEZIA"
"Le autorità italiane se ne infischiano degli svizzerotti fessi e vengono in Ticino a spiarci"
TICINO - Lorenzo Quadri: “La guardia di finanza italiana continua a fare appostamenti presso le banche e fiduciarie luganesi per spiare i clienti. E il Consiglio Federale lo sa ma non interviene!”

Come da copione, la vicina ed ex amica Penisola ci riprova con le guar*die di finanza in borghese appostate nei pressi delle banche e fiduciarie lu*ganesi, con l’obiettivo di spiare citta*dini italiani sospetti di essere evasori. Nei giorni scorsi è giunta una nuova segnalazione (vedi articolo in basso). Intendiamoci: non è la prima volta che accadono cose di questo tipo, e non è neppure solo l’Italia a servirsi di tali metodi. Si ricorderà che in in*verno era stata denunciata la pre*senza, in rinomate località turistiche d’Oltregottardo, di agenti del fisco francese travestiti da turisti, che spia*vano i loro concittadini.

Queste cose sono ovviamente inac*cettabili.
A precisa domanda il consiglio fede*rale ha ammesso che questa pratica da parte di paesi stranieri, assoluta*mente illegale in quanto lesiva della sovranità elvetica, era nota. Tuttavia non era possibile intervenire in con*siderazione della difficoltà di dimo*strare che le persone colte in flagrante fossero effettivamente degli agenti del fisco in servizio (e che non fos*sero invece in vacanza).

In sostanza dunque si sa che ci sono degli spioni fiscali attivi illegalmente sul nostro territorio, tuttavia non si in*terviene. Né si prendono delle misure di altro tipo. Sicché il fenomeno non viene arginato ma continua allegra*mente a verificarsi ad ondate, a di*pendenza delle necessità e delle “voglie” dei paesi a noi confinanti.
.....
Il bello è che queste autorità straniere evidentemente sanno che noi sap*piamo. Ma se ne infischiano, nella certezza che non ci saranno reazioni da parte nostra. Il leitmotiv è sempre lo stesso: “gli svizzerotti sono fessi e pur di non passare per razzisti e xe*nofobi accettano tutto”.




SVIZZERI MULTATI DA UN'ITALIA SCOPERTASI IMPROVVISAMENTE FISCALE
Multe ai ticinesi sprovvisti di adesivo "CH" - Mattinonline
ITALIA – La polizia italiana multa le auto ticinesi sprovviste dell’autocollante “CH”, un’autocollante ormai in disuso sulla maggior parte delle automobili svizzere!

Anche se in Svizzera l’obbligo non è più in vigore, in Italia l’adesivo recante la nazione di provenienza è ancora obbligatorio.

Così in caso di controlli da parte della polizia italiana se non si è in possesso dell’autocollante con la dicitura CH è possibile incappare di una multa di 70 Euro.

È quello che è successo a diversi ticinesi incappati in alcuni controlli avvenuti al di là della dogana e trovatosi di fronte a degli agenti davvero fiscali.

Si prevede un’impennata delle vendite di auto collanti.



MA IN CH DIVERSE AUTO ITALIANE NON RISPETTANO LE LEGGI SVIZZERE, FARE COME L'ITALIA NO???
Veicoli italiani in Svizzera, copertura assicurativa e gas di scarico in ordine? - Mattinonline
....
Sempre per quel che concerne la circolazione stradale nella vicina penisola, fonti giornalistiche locali, hanno riportato una notizia ben più preoccupante ossia che un numero assai elevato di autoveicoli, immatricolati in Italia, potrebbe essere privo di una valida copertura assicurativa. Altre fonti riportano che molte auto italiane sarebbero “carenti” per quanto riguarda le immissioni dei gas di scarico. Ricordiamo che la Svizzera richiede ai suoi cittadini di essere muniti di un apposito certificato attestante l’idoneità del veicolo in relazione a questa specifica tematica.

ci pensa la polizia ticinese a CALARE LE BRAGHE a chi chiedeva di multare i frontalieri sprovvisti del contrassegno I o per carenze assicurative e gas di scarico non a norma per le leggi svizzere (nessun accenno a questo fatto, meglio fingere di nulla e continuare a permettere alle auto italiane di circolare senza rispettare le leggi svizzere mentre oltrefrontiera multano subito)
Dettaglio comunicati stampa*- POL (DI) - Cantone Ticino[newsId]=82046
La Polizia cantonale, visti i numerosi articoli apparsi inerenti il contrassegno indicante la nazionalità, comunica che secondo la Convenzione di Vienna (allegata) gli autoveicoli delle nazioni firmatarie, tra cui l'Italia, non sono tenuti ad applicare il contrassegno.

La Polizia cantonale effettua comunque sporadici controlli, nel caso i veicoli fossero ancora provvisti delle vecchie targhe. Occorre tuttavia sottolineare che, non trattandosi di un aspetto di rilevanza dal punto di vista della sicurezza, ciò non rappresenta una priorità.


DISCRIMINAZIONE "TERRITORIALE"
Ticinesi discriminati nella ricerca di lavoro! E i bilaterali?
LORENZO JELMINI – “Caso isolato o solamente la punta dell’iceberg? Sono previste sanzioni per quella che è una chiara violazione dei bilaterali?”

”Cerchiamo programmatore/-trice web con ottima conoscenza Joomla, html, Flash e necessariamente residente Comuni frontalieri”

È questo l’annuncio di una ditta con sede a Chiasso che un giovane studente in ingegneria informatica presso la Supsi, alla ricerca d’impiego, ha trovato sulla rete internet. Evidentemente non sono tanto le conoscenze tecniche richieste che pongono problema, quanto piuttosto l’indicazione sulla provenienza dei candidati. Gli interessati, infatti, devono assolutamente risiedere oltre confine. “Residenti in Ticino o Svizzeri astenersi”!


INQUINAMENTO IMPORTATO MA BEN TOLLERATO
Scarichi fognari nel Ceresio; altro episodio di inquinamento nel territorio italiano
FABIO SCHNELLMAN – “Il Governo intervenga contro la provincia di Varese per l’inquinamento che sta causando”

È nuovamente emersa una situazione di inquinamento nelle acque del Ceresio in territorio italiano e più specificatamente in zona Porto Ceresio (Piazza Bossi). In aggiunta a ciò va detto che, malgrado le rassicurazioni, gli scarichi fognari nella riva Lavena-Ponte Tresa sono sempre presenti e pure il depuratore situato sulla sponda italiana sul fiume Tresa scarica sostanze fognarie.

Circa un anno fa segnalammo al Consiglio di Stato questa grave situazione e nella risposta venne in sostanza ammesso che la particolare situazione a Porto Ceresio – a causa anche del riale Bolletta – desta in effetti preoccupazione. La CIPAIS (commissione internazionale per la protezione delle acque italo svizzere) si è riunita lo scorso ottobre ma sembra che soluzioni concrete e soprattutto immediate non ne siano scaturite.

Evidenziamo che le situazioni sono sì in territorio italiano ma che a poche centinaia di metri ci sono importanti luoghi turistici in territorio ticinese quali Morcote, Brusino, Caslano ecc e le acque non conoscono confini. Oltre a questi tristi scenari, ricordiamo che nelle scorse settimane vi sono stati pure ben 2 inquinamenti nel riale Scairolo (che sfocia nel Ceresio in zona Pian Casoro).


TAPPETINI ROSSI PER I PADRONCINI ITALIANI E DISCRIMINAZIONI QUELLI SVIZZERI
Invasione dei padroncini e frontalierato: improvvisamente tutti leghisti!
TICINO - Partitoni $torici e associazioni di categoria adesso, dopo anni di promovimento delle frontiere aperte, cavalcano i temi della Lega dei Ticinesi. Ma come, non era solo populismo e razzismo?

Ma guarda un po’, improvvisamente tutti leghisti! L’Unione delle associa*zioni dell’edilizia (UAE) chiede mi*sure drastiche contro l’invasione dei padroncini dalla Fallitalia!

Padroncini i quali, grazie alla deva*stante libera circolazione delle per*sone, entrano tranquillamente in Ticino a lavorare sottocosto, NON pa*gando i dipendenti secondo salari el*vetici e NON versando né tasse né oneri sociali, da nessuna parte!! Anzi, c’è addirittura chi sì paga i dipendenti secondo i nostri salari ma poi, appena varcato il confine, gli ri-sequestra lo stipendio! Uella!!

A ciò si aggiunge la famosa IVA, che padroncini e distaccati non versano per prestazioni di valore inferiore ai 10mila Fr, mentre gli artigiani e le ditte svizzere sborsano eccome! E’ il colmo: in casa nostra discriminazione a nostro danno!! Le cifre dell’inva*sione sono ben note, per il 2013 si an*nunciano 38mila notifiche contro le 23mile del 2012 che erano già aumen*tate di oltre il 40% rispetto all’anno prima!

E’ altresì noto che ai padroncini in arrivo in Svizzera vengono srotolati i tappeti rossi tramite le notifiche on*line! Notifiche online che il DFE di Lauretta Gné-Gné si ostina a mante*nere, perché “così siamo in regola”!! Uella, ma siamo usciti di cranio?? Non ce ne frega un tubo di essere in re*gola, noi dobbiamo e vogliamo tute*lare il nostro mercato del lavoro dall’INVASIONE!![/COLOR]


[COLOR="#A52A2A"]Calderoli: 'Kyenge come un orango' Lo sdegno di Napolitano
Capo Stato indignato anche per i casi Carfagna e liceo Socrate, 'imbarbarimento vita civile'
14 luglio, 22:33

ROMA - Roberto Calderoli, vice presidente del Senato ed esponente di primo piano della Lega Nord finisce nella bufera per gli insulti lanciati da un comizio nel bargamasco contro il ministro dell'Integrazione Cecyle Kyenge: "Quando vedo le sue immagini non posso non pensare alle sembianze di un orango", è l'insulto dell'ex ministro riportato dal Corriere della Sera. Un paragone pesante che ha scatenato lo sdegno bipartisan delle forze politiche e quello dei vertici delle Istituzioni. Una polemica che ha tenuto banco tutto il giorno che il senatore ha provato a chiudere in serata con una una telefonata alla Kyenge per scusarsi. Telefonata che è servita almeno per placare gli strali di Roberto Maroni che in serata ha spiegato che Calderoli "ha sbagliato ma si è scusato". Poi in serata la Kyenge conferma la telefonata e le scuse accettate, ma precisa: "il nodo istituzionale resta: ciascuno deve tener presente sempre la carica che riveste".

La prima a replicare era stata infatti proprio il ministro vittima delle invettive di Calderoli: "Le parole di Calderoli non le prendo come un'offesa personale, ma mi rattristano per l'immagine che diamo dell'Italia". Contro le offese alla Kyenge si scaglia il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che fa trasparire tutta la sua "indignazione" per gli insulti al ministro dell'Integrazione. Il Capo dello Stato cita oltre agli insulti alla Kyenge anche le minacce arrivate via facebook a Mara Carfagna e l'incendio che ha devastato il liceo Socrate per evidenziare tutta la sua preoccupazione per il clima di odio e l'imbarbarimento civile che ha dominato in questi ultimi due giorni. A difendere il suo ministro ci pensa che il premier Enrico Letta che bolla come "inaccettabili e oltre ogni limite" le parole del senatore leghista.

Uguale sdegno arriva dai vertici di Camera e Senato. Pietro Grasso invita Calderoli a "scusarsi" per "offese che non hanno giustificazioni", mentre il presidente della Camera Laura Boldrini fa sapere di aver telefonato al ministro per esprimerle la sua solidarietà di fronte a "parole indegne". Solidarietà "a nome del governo e del Pdl" arriva anche dal ministro dell'Interno Angelino Alfano mentre il segretario del Pd Guglielmo Epifani invita il vicepresidente del Senato a dimettersi dall'incarico.

Ed è lo stesso ex ministro a tentare di difendersi dalle accuse: "Ho fatto una battuta magari infelice - è la spiegazione - se la Kyenge si è offesa chiedo scusa, ma la mie parole erano inserite in un discorso più articolato di critica alla politica del ministro". Calderoli fa sapere di aver invitato il ministro alla Berghem fest e fornisce una personale spiegazione del polverone sollevato per le sue dichiarazioni: "Non vorrei - dice - che si chiedano le mie dimissioni per evitare di parlare di possibili dimissioni di qualche ministro per la vicenda Ablyazov".[/COLOR]



[COLOR="#00FF00"]Mara Carfagna offesa e minacciata su Facebook e Twitter: “ti verremo a prendere”.


La deputata campana del Pdl querela utenti Twitter e Facebook che l’hanno offesa.
La portavoce del gruppo Pdl alla Camera dei deputati Mara Carfagna ha dato mandato ai suoi legali di procedere per diffamazione e minacce verso gli utenti di Facebook e Twitter che hanno utilizzato nei suoi confronti affermazioni lesive e gravemente offensive.

“I commenti – prosegue il comunicato – molti dei quali espressi da presunti militanti del Movimento 5 Stelle, si riferiscono alla presa di posizione di Mara Carfagna contro l’ipotesi di ‘oscurare Mediaset se non ha i titoli’ avanzata nei giorni scorsi dal senatore M5s Mario Giarrusso e rilanciata ieri dal blog di Beppe Grillo.

A destare maggiori preoccupazioni sono le minacce personali come, ad esempio, quella espressa da un utente Facebook che dice: ”Ti verremo a prendere a casa”.

minacce per carfagna verremo a prenderti
mara carfagna deputata pdl

GRILLO RISPONDE “FENOMENALE QUELLO CHE SCRIVE (CARFAGNA) CONTRO M5S”

“Mara Carfagna contro il M5S sul suo blog. Quel che ha scritto è fenomenale”. Risposta secca e via Facebook da parte di Beppe Grillo alla portavoce dei deputati Pdl.

Il leader 5 stelle, infatti, oltre alla laconica considerazione ripropone anche un post di ieri, attribuito all’esponente Pdl.

Queste le sue parole: “Il sonno della ragione a 5 stelle produce mostri. Che l’obiettivo del Movimento 5 Stelle sia, innanzitutto, quello di eliminare dalla scena pubblica Silvio Berlusconi lo si era capito da diverso tempo, tuttavia farlo sulla pelle delle centinaia di migliaia di famiglie che vivono grazie alle capacità imprenditoriali di Silvio Berlusconi è da miserabili. Siamo alla caccia alle streghe, anzi allo “stregone”. [...] Chi restituirà a queste persone un lavoro stabile e sicuro se l’auspicio del senatore pentastellato dovesse avverarsi? Forse Grillo o Casaleggio? E’ proprio vero che, a volte il sonno della ragione produce mostri”.

Il contributo viene firmato, sempre sul sito di Beppe Grillo, con il distico “Mara Carfagna, ex valletta, ex ministro e parlamentare pdl”.[/COLOR]

trova le differenze e decreta il più imbecille!!!
[Immagine: 1523773_10151975495315765_744383259_o.jpg]
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#3
hhahahahah soffrite della sindrome di accerchiamento, quando non vi rendete conto che contate come la Val d'Aosta per l'italiano medio...
esilarante
C'è un confine sottile tra uno sbaglio e un colpo di genio; purtroppo dovresti essere un genio per vederlo.

Sheldon Cooper

L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade,
ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole.
Onestà tedesca ovunque cercherai invano,
c'è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina;
ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida,
e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé


Johann Wolfgang von Goethe
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