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SST attuali...ma le SST del passato?
#1
Citando un mio prof "qui siamo al limite della masturbazione mentale". Questo è ciò che accade a noi geologi quando cerchiamo di dare spiegazioni, talvolta assurde, ai processi che hanno agito nel passato. La stessa cosa succede anche ai paleoclimatologi, guarda caso la maggior parte di essi sono geologi, quando cercano di interpretare le evoluzioni climatiche del passato.
Una delle ultime frontiere è quella di ricostruire le SST oceaniche, sembra assurdo ma è così. In altre occasioni vi ho parlato dei famosi isotopi dell'ossigeno, i quali approssimano però le paleotemperature degli oceani, quindi l'intera massa d'acqua oceanica.
Queste nuove analisi, le quali sono in via di perfezionamento, permettono invece una ricostruzione delle paleo SST e questo, come potete immaginare, potrebbe avere risvolti incredibili, come ad esempio riuscire a studiare certe teleconnessioni del passato.

I metodi principalmente utilizzati sono i seguenti 3 :

1 - Rapporto di Sostituzione Mg-Ca. La sostituzione del calcio, da parte del magnesio negli organismi planctonici che vivevano nella zona fotica è uno strumento molto utile per separare le paleotemperature di superficie (SST) da quello che sarebbe il segnale isotopico generale (ossigeno). Studi condotti ai giorni nostri sono serviti per la calibrazione di questo metodo, il quale sembra avere avuto buoni esiti: misurazioni in condizioni di Nino nel pacifico, quindi con SST elevate, hanno dato come risultato un elevato rapporto Mg/Ca. In caso di Nina il rapporto è risultato molto basso. In base a questi parametri i ricercatori si stanno spingendo nell'analisi delle SST del passato.

2 - Alkenoni. Questo metodo utilizzato è probabilmente il più discusso. Gli alkenoni sono dei composti organici (chetoni) molto resistenti prodotti dal phytoplancton. Strutturalmente sono lunghe catene insature che si trovano nelle cellule degli organismi planctonici. La ricostruzione delle paleo SST viene fatta studiando il rapporto fra questi alkenoni insaturi ritrovati nei sedimenti marini e studiando le relative lunghezze delle catene. Esistono delle formule, sperimentali, le quali in base al rapporto citato riescono a stabilire un valore di paleo SST.

3 - TEX86 Il metodo del TEX86 (TetraEther indeX composto da 86 atomi di carbonio) si basa sullo studio della composizione della membrana lipidica di alghe crenarchaeota. Recentemente è stato scoperto che la lunghezza e la composizione di queste catene lipidiche varia in maniera lineare con la temperatura e quindi molti studi si focalizzano su questo aspetto per una ricostruzione delle paleo SST.

So che certe cose possono apparire una supercazzola :ridi: ma vi assicuro che scendendo nel dettaglio le applicazioni di certi metodi sono di una potenza incredibile. Vi dico solamente che dei ricercatori statunitensi hanno scoperto qualcosa di simile al moderno Nino nel pacifico...al tempo del cretaceo, quando il pattern della circolazione della circolazione oceanica era totalmente diverso! Insomma, un probabile nonno del Nino.... :ridi:
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#2
Faccio richiesta ufficiale allo staff dell'aggiunta dell'emoticon "pippa mentale" (la faccina con la mano che si trastulla :lolASmile, in quanto è l'unica risposta possibile al topic di questo geologo delirante:ridi::ridi:



Scherzi a parte, mi pare molto pretenziosa questa scoperta. A momenti non sappiamo ancora come collaborano le SST attuali e vogliamo andare a carcare quelle paleo?
Mi sembra anche troppa la "fatica" di calcolo, rispetto al risultato ottenibile...
"Sai perché essere intelligenti è brutto? Perché sai sempre quello che sta per accadere: non c'è nessuna suspance!"

(Cit. Terry in "Bandits")
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#3
eheheh è per quello che parlo di pippa mentale :ridi:

Comunque, scherzi a parte, è vero che è uno studio un po' pretenzioso, ma alcuni risvolti sono notevoli. Soprattutto certe analogie scoperte con indici attuali tipo ENSO. Ovviamente nelle ricostruzioni si parla sempre di medie e mai di dato preciso, sarebbe impossibile!!
Più tardi linkerò qualche articolo interessante!
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#4
alcuni articoli:

Temperature-dependent variation in the distribution of tetraether membrane lipids of marine Crenarchaeota: Implications for TEX86 paleothermometry
http://climate.biol.sc.edu/Publications/...ll2007.pdf
ftp://ftp.esc.cam.ac.uk/pub/he101/Reprin...anssen.pdf
Mg/Ca and Sr/Ca ratios in planktonic foraminifera: Proxies for upper water column temperature reconstruction
Calibration of the planktonic foraminiferal Mg/Ca paleothermometer: Sediment trap results from the Guaymas Basin, Gulf of California
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