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Situazione difficile all'ILVA: a rischio 5mila posti a Taranto e 20mila in tutta Italia
#1
Ilva, fermati gli impianti: 5mila a casa Fabbrica occupata e sciopero immediato - Corriere del Mezzogiorno

Effetto domino, a rischio ventimila posti - Corriere.it
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#2
questa storia è veramente triste ma anche incredibile..... è una cosa fuori dal mondo decidere di chiudere lo stabilimento da un giorno all'altro e lasciare a casa 5000 operai.... che poi non sono solo 5000 perche molti altri stabilimenti lavorano grazie a quella di taranto... quindi la chiusura sarebbe un duro colpo per ò'economia italiana ...... si calcola di 20000 operai senza lavoro .... incredibile....
FORZA INTER!!!!!Big Grin
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#3
So che il mio parere andrà contro il "buon senso", ma arrivati a questo punto credo che l'ILVA debba chiudere per tre ragioni ben precise:

1) c'è una storia trentennale di inchieste giudiziarie per gravi reati di inquinamento ambientale, i governi che si sono succeduti tra il 1982 e il 1996 avevano il dovere di garantire il rispetto delle norme e lo stesso doveva fare (dopo il 1996) l'imprenditore Riva, se non era in grado di farlo non doveva acquistare gli impianti;

2) l'azienda è stata oggetto di una privatizzazione fatta con il culo che oltre ad aver avuto scarsi effetti a livello patrimoniale in favore dello Stato, non ha neppure richiesto serie garanzie ambientali all'acquirente (e questo non vale per la sola Taranto);

3) non accetto che la competitività del sistema industriale italiano si avvalga di forme di "dumping ambientale", ci sono altri modi di incentivare la competitività (anche se non piacciono alla CGIL) che non sono certo quelli di chiudere gli occhi sui reati ambientali o di avere norme "leggere", che consentano di fare cose che in Germania, Francia o perfino Polonia e Slovacchia non sono consentite... meglio 20.000 disoccupati in più che 1, 2, 10 nuove Seveso o magari una nuova Casale... e non sono tra quelli che credono che l'Italia possa avere un nuovo sviluppo industriale diventando la pattumiera d'Europa...

Penso anche che la Magistratura, vista la storia giudiziaria pluridecennale di questa industria, abbia fatto bene a disporre un nuovo sequestro dell'area a caldo perché (purtroppo e lo dico a malincuore) né questo Governo, né i successivi potranno dare garanzie sufficienti per realizzare quei piani di messa in sicurezza che potrebbero garantire la riapertura dell'impianto, senza considerare che qualora i costi divenissero insostenibili per un'impresa che ha agito fino ad oggi in barba ai vincoli ambientali e ha lucrato su reati che essa stessa commetteva, sarebbero nuovamente scaricati sulla collettività (lavoratori, Stato e cittadini), quindi a mio modo di vedere questa storia deve finire.

Ciao
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#4
Vavoldy Ha scritto:So che il mio parere andrà contro il "buon senso", ma a mio modo di vedere l'ILVA deve chiudere e deve chiudere per ragioni ben precise:

1) c'è una storia trentennale di inchieste giudiziarie per gravi reati di inquinamento ambientale, i governi che si sono succeduti tra il 1982 e il 1996 avevano il dovere di garantire il rispetto delle norme e lo stesso doveva fare (dopo il 1996) l'imprenditore Riva;
2) l'azienda è stata oggetto di una privatizzazione fatta con il culo che oltre ad aver avuto scarsi effetti a livello patrimoniale a vantaggio del Ministero del Tesoro e dello Stato, non ha neppure richiesto serie garanzie ambientali all'acquirente (e questo non vale per la sola Taranto);
3) non accetto che la competitività del sistema industriale italiano si avvalga di forme di "dumping ambientale", ci sono altri modi di incentivare la competitività (anche se non piacciono alla CGIL) che non sono certo quelli di chiudere gli occhi sui reati ambientali o di avere norme "leggere", che consentano di fare cose che in Germania, Francia o perfino Polonia e Slovacchia non sono consentite... meglio 20.000 disoccupati in più che 1, 2, 10 nuove Seveso...

Discorso ineccepibile nei singoli passaggi ma inaccettabile nelle conclusioni.
La diendustrializzazione è suicidio.
Quindi no a nessun genere di deindustrializzazione volontaria o forzosa, men che mai per obblighi giudiziari.

Si a tutti quei provvedimenti (anche forzosi) che permettano alle industrie di lavorare e crescere in sicurezza ambientale e sanitaria.

E NO alla dittatura della magistratura, visto che ormai a questo siamo di fronte.
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#5
Veramente triste. Molto triste. Già tante Persone hanno perso il loro posto di lavoro, altre lo stanno perdendo e purtroppo altre ancora lo perderanno. Questo è un durissimo colpo all'Economia, ma pensate a tutte queste Persone come staranno Psicologicamente...
Osservatorio Meteorologico Professionale di Basilicanova (Parma) .



http://www.temp.digiteco.com/default.asp...&view=Real
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#6
Mauro Ha scritto:Discorso ineccepibile nei singoli passaggi ma inaccettabile nelle conclusioni.
La diendustrializzazione è suicidio.
Quindi no a nessun genere di deindustrializzazione volontaria o forzosa, men che mai per obblighi giudiziari.

Si a tutti quei provvedimenti (anche forzosi) che permettano alle industrie di lavorare e crescere in sicurezza ambientale e sanitaria.

E NO alla dittatura della magistratura, visto che ormai a questo siamo di fronte.

Guarda che l'alternativa per tenere in piedi l'ILVA, visto che Riva mai si accollerà il costo della bonifica, è quello di nazionalizzarla...

Potrei essere perfino d'accordo (non sono contrario alla nazionalizzazione temporanea di aziende strategiche). La vera domanda è: l'Italia se lo può permettere? E soprattutto, se anche si facesse una scelta di questo genere, per quanti anni si dovrebbe produrre in perdita per poi avere un gruppo siderurgico da rimettere sul mercato a condizioni finalmente accettabili e con vere garanzie ambientali?

Spesso sono critico sulle scelte della Magistratura, ma in questo caso mi sembrano ineccepibili. Ci sono reati che hanno comportato un danno gravissimo per una popolazione e per un territorio, non ci sono garanzie perché quel danno venga riparato e soprattutto non vi sono garanzie perché quell'azienda non continui ad arrecare danno alla popolazione, ergo: o si creano improvvisamente queste condizioni e queste garanzie, oppure si chiude.
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#7
Vavoldy Ha scritto:Guarda che l'alternativa per tenere in piedi l'ILVA, visto che Riva mai si accollerà il costo della bonifica, è quello di nazionalizzarla...

Potrei essere perfino d'accordo (non sono contrario alla nazionalizzazione temporanea di aziende strategiche). La vera domanda è: l'Italia se lo può permettere? E soprattutto, se anche si facesse una scelta di questo genere, per quanti anni si dovrebbe produrre in perdita per poi avere un gruppo siderurgico da rimettere sul mercato a condizioni finalmente accettabili e con vere garanzie ambientali?

Spesso sono critico sulle scelte della Magistratura, ma in questo caso mi sembrano ineccepibili. Ci sono reati che hanno comportato un danno gravissimo per una popolazione e per un territorio, non ci sono garanzie perché quel danno venga riparato e soprattutto non vi sono garanzie perché quell'azienda non continui ad arrecare danno alla popolazione, ergo: o si creano improvvisamente queste condizioni e queste garanzie, oppure si chiude.
Anche questo è vero. Se questo Stabilimento non ha le Garanzie per poter restare in piedi in regola, rischiando di creare così seri danni ambientali... Certo però... Che è proprio incredibile!.
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#8
Blizzard Ha scritto:Veramente triste. Molto triste. Già tante Persone hanno perso il loro posto di lavoro, altre lo stanno perdendo e purtroppo altre ancora lo perderanno. Questo è un durissimo colpo all'Economia, ma penate a tutte queste Persone come staranno Psicologicamente...

Malissimo, ma queste persone sono tra l'incudine e il martello: l'incudine di un'impresa che ha rilevato una grande azienda gestita in modo illegale dallo stesso Stato (gruppo IRI, Ministero del Tesoro) e per 16 anni ha proseguito ad agire nella piena illegalità e che ora, di fronte all'impegno serio e ineludibile di procedere a bonifiche e a messe in sicurezza costosissime, si comporta in modo ambiguo e alla fine attua una vera e propria strategia di ricatto, sapendo perfettamente che quei costi di ristrutturazione non se li può permettere... Il martello è invece costituito da uno Stato che, per ragioni di finanze pubbliche, non può permettersi una nazionalizzazione... per cui massima solidarietà, ma si dimentica anche che ci sono stati reati gravissimi ai danni della salute dei cittadini di Taranto, oltre che di quella dei lavoratori...
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#9
davvero assurda questa situazione lavoro o malattia quasi scontata,poveri noi....:facepalm:

anche se non sarà facile spero che quelle povere persone possano essere impiegate altrove.
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#10
Già. E' veramente una situazione molto grave. Se chiude... Rischiano il posto 20.000 Persone. Cosa incredibile!. Se invece tiene aperti i battenti... Si rischia di nuocere alla Salute delle Persone. In'ogni caso... Molto male.
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