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Regioni: il governo vara la stretta
#1
Stop ai vitalizi facili, Fiorito non lo avrà


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[TD="align: left"]Saltano oltre 300 poltrone, tagli a stipendi e gruppi. La pensione dei consiglieri regionali scatterà a 66 anni, dopo 10 di mandato


di Diodato Pirone
ROMA - Dalle prossime elezioni regionali avremo 320 consiglieri in meno (il Lazio passerà subito da 71 a 50 come previsto da una legge del 2011). I superstipendi di presidenti, assessori e consiglieri scenderanno allivello della Regione meno generosa. I vitalizi, ovvero le rendite pensionistiche dei politici, scatteranno solo al compimento dei 66 anni (come accade per gli italiani “normali” già da 2 anni) e solo se un consigliere ha lavorato per almeno 10 anni in Regione, con questo escamotage salta la rendita per Franco Fiorito che è stato eletto solo per 7 anni.

Viene confermata l’applicazione obbligatoria del metodo contributivo per il calcolo della pensione. Saltano i supergettoni di presenza, la partecipazione ai consigli sarà gratuita mentre in altre occasioni il compenso non potrà superare i 30 euro. Saranno vietati i monogruppi consiliari (ognuno di quali arriva a costare 300 mila euro l’anno). I contributi delle Regioni ai gruppi politici consiliari saranno parametrati alla Regione meno generosa e poi saranno tagliati della metà. Tutte le spese saranno controllate con regolarità trimestrale dalla Corte dei Conti e dalla Guardi di Finanza, le stesse spese dovranno essere rese pubbliche sui siti internet.

Saltano (ma per i dettagli sarà meglio attendere il testo definitivo del decreto) anche i superstipendi dei manager delle società controllate dagli enti locali così come dovranno essere ridotti i consigli di amministrazione. Infine arrivano norme molto più severe per gli amministratori che dissestano le casse pubbliche (la Corte dei Conti avrà il potere di renderli ineleggibili per 10 anni) e i Comuni in difficoltà finanziarie dovranno varare piani di risanamento pluriennali. Infine se una Regione non dovesse adempiere a queste misure si vedrà ridurre dell’80% i contributi dello Stato ad eccezione di quelli relativi alla Sanità e ai Trasporti ma sarà possibile anche il loro scioglimento.

Queste le principali misure del maxi-decreto anti-sprechi varato ieri dal governo Monti. Un provvedimento per molti aspetti radicale, destinato com’è a portare trasparenza nel grande buco nero dei costi della politica a livello locale. Ma vediamo più nel dettaglio i singoli punti.

Consiglieri. Il loro numero è destinato a scendere di 320 unità da 1.117 a meno di 800. Il decreto conferma quanto previsto da una delle manovre varate da Giulio Tremonti l’anno scorso. Non poteva essere diversamente perché la Corte Costituzionale aveva respinto il ricorso presentato da alcune Regioni. Il consiglio dei ministri si è dilungato sul caso Lazio, il cui consiglio si è sciolto senza aver deliberato la riduzione dei consiglieri. Poi alla fine è stata trovata una formula che consentirà di votare subito per 50 eletti.

Compensi. Saranno ridotti al livello della Regione più virtuosa. I nuovi livelli saranno stabiliti dalla conferenza Stato-Regioni entro il 30 ottobre. In caso contrario ci penserà il ministero del Tesoro.
Prebende. Un articolo del decreto è destinato a stroncare tutta una serie di canali attraverso i quali il personale degli enti locali si è abituato a curare le clientele. Saranno vietate ad esempio le sponsorizzazioni. ma saranno anche ridotte le spese per consulenze, formazione ed auto blu.

Vitalizi. Viene rivoluzionato il sistema previdenziale dei consiglieri regionali. D’ora in avanti avranno diritto al vitalizio a 66 anni, come tutti i lavoratori italiani, ma solo dopo 10 anni di consiglio. Questo dettaglio è importante: significa che Franco Fiorito, il consigliere Pdl all’origine dello scandalo, essendo stato consigliere per 7 anni non potrà ricevere il vitalizio a 50 anni come - caso unico fra tutte le Regioni - prevedeva l’attuale legge della Regione Lazio. Finora solo Umbria e Piemonte avevano fissato il vitalizio a 65 anni. Tutte le altre Regioni oscillavano fra i 55 e i 60 anni.

Costi della politica. I fondi per i gruppi politici regionali saranno ricalcolati sulla base di quelli assicurati dalla Regione più virtuosa. Questa somma sarà poi dimezzata. Difficile calcolare l’entità dei risparmi ma vale la pena ricordare che i contributi nel Lazio erano passati dal milione del 2009 ai 14 del 2012. I partiti saranno poi obbligati a rendicontare tutte le spese con ricevute. Sarà obbligatorio poi rendere pubbliche su internet le stesse spese. I controlli passano a Corte dei Conti e Guardia di Finanza.

Ineleggibilità. Un’altra norma destinata a portare un po’ di moralizzazione a livello di amministrazione locale è quella che prevede l’ineleggibilità per 10 anni dei sindaci o dei presidenti regionali che portano le loro amministrazioni al dissesto. L’ineleggibilità sarà stabilita dalla Corte dei Conti.

Controlli sulle società. Regioni e Comuni dovranno controllare i bilanci delle aziende di loro proprietà. «L’ente locale- si legge nel decreto - definisce, secondo la propria autonomia organizzativa, un sistema di controlli sulle società partecipate dallo stesso ente locale. Tali controlli sono esercitati dalle strutture proprie dell'ente locale, che ne sono responsabili».

Dissesti. Nel testo sono previste anche una serie di misure non direttamente collegate alla moralizzazione degli enti locali bensì ai loro bilanci. E così nel 2012 non si applica il taglio di 500 milioni di euro già previsto per i Comuni dal decreto sulla spending review. Tuttavia i Comuni saranno obbligati ad usare l’identica somma per l’estinzione dei loro debiti.




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Venerdì 05 Ottobre 2012 - 08:51
Ultimo aggiornamento: 17:45
Regioni, il governo vara la stretta Stop ai vitalizi facili, Fiorito non lo avr - Il Messaggero

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Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#2
Monti: «Gli scandali sono l'Italia vecchia»

La Corte dei conti effettuerà «controlli preventivi» sugli enti locali. Il premier: «Una risposta a fatti inqualificabili»

Interdetti. E mai più in lista. Sindaci e presidenti di Provincia che hanno contribuito al dissesto «non sono candidabili per 10 anni» a numerose cariche tra cui quelle nelle Giunte e nei consigli e nel Parlamento. E' una delle norme del decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri sui costi della politica. Insieme a diverse altre regole che porteranno più controlli e meno discrezionalità, oltre a qualche taglio. Diminuiranno i componenti dei consigli regionali, ci saranno controlli preventivi della Corte dei Conti sui bilanci, i vitalizi si potranno godere soltanto dopo i 66 anni. Insomma, gli scandali di questi giorni hanno spinto il governo ad agire in modo duro e netto. E forse l'indignazione per i casi emersi ha favorito un'azione così netta. Mario Mont ha ribadito che si tratta di «un' Italia vecchia, che preferiremmo non vedere in futuro», e che è interessata da questo decreto, mentre quello Sviluppo «riguarda il futuro e l'Italia nuova».
«FATTI INQUALIFICABILI» - Annunciando l'approvazione, Monti ha voluto sottolineare che «il decreto sulla trasparenza sui costi degli apparati politici è una misura richiesta dagli stessi presidenti delle Regioni e dai cittadini, che dopo i fatti inqualificabili che sono successi, sono indignati che a loro si richiedano sacrifici anche pesanti mentre mondo politica sembra essere esentato. Occorre vi sia una presa di coscienza delle responsabilità e che vi sia un salto di qualità nel rapporto tra eletti ed elettori». Gli scandali, ha aggiunto, «hanno prodotto un danno d'immagine» incalcolabile a tutto il Paese.
I VITALIZI - Tra i tagli richiesti ed eseguiti la riforma del discorso pensioni per gli eletti: confermate l'eliminazione dei vitalizi e l'applicazione del metodo contributivo per il calcolo della pensione. «Nelle more, non potranno essere corrisposti trattamenti pensionistici o vitalizi in favore di coloro che abbiano ricoperto la carica di presidente della Regione, di consigliere regionale o di assessore regionale solo se i beneficiari abbiano compiuto 66 anni d'età e ricoperto la carica, anche se non continuativamente, per almeno 10 anni», è stato spiegato nella conferenza stampa di presentazione. « I finanziamenti e le agevolazioni in favore dei gruppi consiliari, dei partiti e dei movimenti politici vengono decurtati del 50% e adeguati al livello della Regione più virtuosa». Confermato anche il taglio del numero di consiglieri e assessori: la riduzione dovrà essere realizzata entro 6 mesi dall'entrata in vigore del decreto, ad esclusione delle Regioni in cui è prevista una tornata elettorale (Lazio e Sicilia) per le quali il limite verrà applicato dopo le elezioni.
REGIONI E SANITÀ, CONTROLLO PREVENTIVO - Il decreto prevede, per gli amministratori locali, anche sanzioni pesanti. Inoltre la Corte dei conti effettuerà il «controllo preventivo di legittimità» sulle spese delle Regioni, compreso «il piano sanitario regionale ed il piano di riparto delle risorse destinate al finanziamento del Servizio sanitario regionale» e potrà avvalersi della Gdf.

INCANDIDABILITÀ DEI CONDANNATI -
Insomma la bozza a cui sta lavorando il governo, parla chiaro. Soprattutto per quel che riguarda il dissesto economico. «Gli amministratori che la Corte dei conti ha riconosciuto, anche in primo grado, responsabili di aver contribuito con condotte, dolose o gravemente colpose, sia omissive che commissive, al verificarsi del dissesto finanziario - si legge nel testo- non possono ricoprire, per un periodo di dieci anni, incarichi di assessore, di revisore dei conti di enti locali e di rappresentante di enti locali presso altri enti, istituzioni ed organismi pubblici e privati. I sindaci e i presidenti di provincia ritenuti responsabili ai sensi del periodo precedente, inoltre, non sono candidabili, per un periodo di dieci anni, alle cariche di sindaco, di presidente di provincia, di presidente di Giunta regionale, nonchè di membro dei consigli comunali, dei consigli provinciali, delle assemblee e dei consigli regionali, del Parlamento e del Parlamento europeo. Non possono altresì - prosegue il decreto legge - ricoprire per un periodo di tempo di dieci anni la carica di assessore comunale, provinciale o regionale nè alcuna carica in enti vigilati o partecipati da enti pubblici. Ai medesimi soggetti, ove riconosciuti responsabili, le sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei conti irrogano una sanzione pecuniaria pari ad un minimo di cinque e fino ad un massimo di venti volte la retribuzione dovuta al momento di commissione della violazione».

I CONTROLLI E L'IMU- E non è finita qui: «L'ente locale definisce, secondo la propria autonomia organizzativa, un sistema di controlli sulle società partecipate dallo stesso ente locale». Questi, «sono esercitati dalle strutture proprie dell'ente locale, che ne sono responsabili. L'amministrazione definisce preventivamente gli obiettivi gestionali a cui deve tendere la società partecipata, secondo standard qualitativi e quantitativi, e organizza un idoneo sistema informativo». Il termine per l'approvazione del bilancio di previsione dei Comuni è stato differito al 31 ottobre e, contestualmente, si differiscono alla stessa data il termine in cui i Comuni possono modificare le aliquote e le detrazioni Imu. Al 30 novembre è fissato il termine entro cui i contribuenti devono presentare la dichiarazione Imu per il 2012.
CONTROLLI TRIMESTRALI - Le operazioni di controllo spetteranno alle sezioni regionali della Corte dei Conti, che verificheranno «con cadenza trimestrale, la legittimità e la regolarità delle gestioni nonchè il funzionamento dei controlli interni ai fini del rispetto delle regole contabili e del pareggio di bilancio di ciascun ente locale». Spetterà invece agli enti locali stessi definire i controlli sulle società partecipate assumendosene la responsabilità. In una pausa dei lavori per il varo di questo decreto, Monti aveva spiegato che «il contributo delle Regioni è stato molto importante»
Redazione Online[B]4 ottobre 2012 (modifica il 5 ottobre 2012)
Troppe spese? Sindaci non ricandidabili Monti: «Gli scandali sono l'Italia vecchia» - Corriere.it
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#3
E' la volta che mandano Monti a casa... :lolA:
E comunque Fiorito si ricandiderà e sarà rieletto...
"Il governissimo come è stato fatto in Germania qui non è attuabile." (Enrico Letta, 8 aprile 2013). :buah:

La mia stazioncina meteo online (versione "quasi" definitiva)... Smile
http://rieticentrometeo.altervista.org

Terminillo.ORG Smile
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#4
Gennaio1985 Ha scritto:E' la volta che mandano Monti a casa... :lolA:

Sarà dura ,molto dura attuare un decreto del genere...poi quando leggi cose del genere ti cadono veramente le braccia
Cattaneo (PDL) contro i tagli:
"Prendo solo 8.000 euro al mese"
Regione, Cattaneo contro i tagli "Prendo solo 8.000 euro al mese" - Milano - Repubblica.it
Citazione:"Ho letto il decreto sul taglio alle Regioni: drastica riduzione dell'indennità entro il 30 novembre e nessuna pensione. Uno come me cosa deve fare?". Inizia così lo sfogo che l'assessore alle Infrastrutture e mobilità della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, pidiellino e formigoniano di ferro, affida a Twitter, lamentando la 'sforbiciata' ai costi della politica decisa dal governo Monti. "Non rubo - aggiunge - e quindi non ho tesori all'estero. Vivo di ciò che fra un mese mi verrà dimezzato e tra mutuo, rette, eccetera non so come fare".
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#5
Sarmatico Ha scritto:Sarà dura ,molto dura attuare un decreto del genere...poi quando leggi cose del genere ti cadono veramente le braccia
Cattaneo (PDL) contro i tagli:
"Prendo solo 8.000 euro al mese"
Regione, Cattaneo contro i tagli "Prendo solo 8.000 euro al mese" - Milano - Repubblica.it
Hai presente che fine ha fatto l'IMU per la chiesa?
:forcone:
"Il governissimo come è stato fatto in Germania qui non è attuabile." (Enrico Letta, 8 aprile 2013). :buah:

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#6
cominciano gia' i primi mal di pancia. pazzesco ma proprio questi non si rendono conto di quanto sono lontani dalla vita quotidiana dei cittadini?
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#7
Gennaio1985 Ha scritto:Hai presente che fine ha fatto l'IMU per la chiesa?
:forcone:

:cool1:
imu - Open Politix - espresso-openpolitix
http://www.unimeteo.net/forum-libero/627...000-a.html
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#8
Di Gian Antonio Stella
5 ottobre 2012 | 7:33

Il sottosegretario regionale che intasca il vitalizio per inabilità al lavoro - Corriere.it
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#9
Sarmatico Ha scritto:"Ho letto il decreto sul taglio alle Regioni: drastica riduzione dell'indennità entro il 30 novembre e nessuna pensione. Uno come me cosa deve fare?". Inizia così lo sfogo che l'assessore alle Infrastrutture e mobilità della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, pidiellino e formigoniano di ferro, affida a Twitter, lamentando la 'sforbiciata' ai costi della politica decisa dal governo Monti. "Non rubo - aggiunge - e quindi non ho tesori all'estero. Vivo di ciò che fra un mese mi verrà dimezzato e tra mutuo, rette, eccetera non so come fare".

povera bestiola :forcone:
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#10
tutta colpa del governo Prodi!:bastone:
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