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Per chi è interessato: 3d dello switch-off!
#1
Come promesso apro questo 3d (OT ma servirà per tutti) sul prossimo switch-off che riguardera Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. Iniziamo con le date:

Abruzzo, Molise e provincia di Foggia (dal 7 al 23 maggio)
Puglia, Basilicata e prov. di Cosenza e Crotone (dal 24 maggio all'8 giugno)
Calabria e Sicilia (dall'11 al 30 giugno)

Iniziamo con un bel pò di FAQ:

PUNTI DA 1 A 3 |

1) Che cosa è il digitale terrestre?

A differenza del sistema televisivo analogico, i sistemi televisivi digitali trasmettono il loro contenuto in forma digitale. Le trasmissioni televisive digitali (si usano gli acronimi: “DTT”= “Digital Terrestrial Television” o “DVB-T”= “Terrestrial Digitale Video Broadcasting”) sono quindi un flusso d’informazioni elementari chiamate " bit " che vengono trasferite dal trasmettitore al ricevitore utilizzando le modulazioni più appropriate. Il processo di trasmissione digitale, diciamo così, trasforma l’onda analogica continua in una serie di dati digitali, cioè dati numerici trasmessi sottoforma di bit, utilizzando opportune operazioni di campionamento e di quantizzazione di quell’originario flusso.
Per trasmettere un numero elevato di servizi/canali digitali nell’ambito dell’ampiezza di banda di un normale canale tv analogico, è necessario un opportuno processo di codifica e compressione dei dati che, tuttavia, non pregiudichi la qualità dell’informazione.
La tecnica di compressione impiegata si basa sullo standard MPEG2 (“Motion Picture Expert Group”) in grado di comprimere un flusso di dati da 200 Mbps (MegaBytes per secondo) fino a 5 Mbps. Una variante più evoluta ed efficiente è lo standard MPEG4.
MPEG è un formato di compressione a perdita d’informazione poiché il segnale compresso è diverso da quello originario, con minori informazioni, ma accettabile sotto il profilo della qualità poiché è costruito tenendo conto dei limiti percettivi audio/video dell’uomo.
Il dispositivo hardware e software che in trasmissione opera la compressione MPEG è detto encoder (codificatore), mentre quello che, in ricezione, svolge la funzione opposta è detto decoder ed è l’apparecchio che noi dobbiamo usare per ricevere i segnali DTT (le”moderne” tv sono dotate di decoder DTT integrato).
La Modulazione impiegata per trasmettere in DTT può essere “QPSK” (=”Quadrate Phased ShiftKey”), “16QAM” (“QAM”=”Quadrate Amplitude Modulation”) e “64QAM”. Il DVB-T utilizza il multiplexing sulla modulazione multiportante COFDM (Coded Orthogonal Frequency Division Multiplexed), una soluzione tecnica che consente di configurare i parametri di trasmissione in modo flessibile per meglio adattarsi alle caratteristiche del canale di diffusione terrestre. Sono possibili due modalità operative: con 2K portanti per le reti di diffusione multifrequenza (MFN), e con 8K portanti per operare anche su reti a singola frequenza (SFN).
Mentre col sistema analogico, su una singola frequenza può essere trasmesso un solo canale/emittente, col sistema digitale, su una data frequenza è trasmesso il cosiddetto MULTIPLEX (in breve: MUX) che può contenere fino anche a 8 (talora persino 10) canali TV digitali, ma anche eventualmente canali radio e canali-dati: il numero complessivo di servizi trasmessi in un multiplex può variare in base alla qualità con cui si vuole trasmettere, al tipo di modulazione adottata e ai valori assegnati a certi parametri di trasmissione, ma anche in base al tipo di rete impiegato per la diffusione - che può essere a singola frequenza: SFN; o a multifrequenza: MFN; e ciò per ragioni tecniche influisce sulla quantità di banda disponibile – all’uopo si veda il punto 9).

2) Cos’è lo Switch-off e quando si svolgerà in Puglia?

Con l’espressione “Switch-off” s’intende il passaggio definitivo dalla trasmissione analogica dei segnali tv alla trasmissione digitale, con il totale spegnimento dei segnali analogici e il loro rimpiazzo con la trasmissione dei multiplex digitali. A tale proposito il territorio nazionale è stato suddiviso in varie “aree tecniche” e per ciascun’area è stato stabilito un periodo di svolgimento di queste operazioni di spegnimento totale delle emissioni analogiche e accensione dei mux digitali.
Per ragioni tecniche, il territorio pugliese non fa parte di un’unica area tecnica: infatti, la provincia di Foggia fa parte della stessa area tecnica di cui fanno parte Abruzzo e Molise (giacché alcune aree di tale provincia sono servite da impianti trasmissivi situati nelle altre regioni e viceversa) e per quest’area, lo switch-off è stato definito per il lasso di tempo 7 - 23 Maggio 2012. Mentre le restanti 5 province pugliesi (insieme, sempre per ragioni di copertura dei segnali, a Basilicata e alle province calabresi di Cosenza e Crotone), il processo di switch-off si svolgerà nell’arco di tempo 24 Maggio - 8 Giugno 2012. Si veda la comunicazione ufficiale:
Tv: fissato il calendario 2012 per passaggio al digitale.
Inoltre, andando su questa pagina e selezionando una specifica località, è possibile venire a conoscenza della specifica data prevista per lo switch-off della vostra località d'interesse. Questo calendario dettagliato per cluster (cioè il raggruppamento di postazioni trasmissive e relative aree geografiche di copertura dei segnali) si basa sull'insieme delle molteplici postazioni trasmissive che saranno interessate dallo spegnimento di tutti i segnali analogici e dalla correlativa accensione delle emissioni digitali.
Ora, fino il giorno (o ai giorni) previsti per lo switch-off della vostra particolare zona, non aspettatevi di ricevere i segnali digitali che fino ad ora non avete ricevuto, perché è proprio grazie allo spegnimento dei segnali analogici che diventerà tecnicamente possibile l’attivazione delle emissioni digitali finora mancanti.

Le operazioni di switch-off per un dato cluster in un certo giorno prevedono che tutti i segnali analogici improrogabilmente (pena sanzioni) devono essere spenti entro le ore 10 del mattino del giorno prefissato. L’attivazione dei segnali digitali avviene comunque in tempi rapidi per i broadcaster nazionali; talora nella nottata o comunque entro le prime ore del mattino; gli operatori locali (soprattutto i più piccoli) possono metterci più tempo (anche giorni) per attivare i segnali digitali sostitutivi degli analogici.[/U]

Altre informazioni, tra cui i requisiti per ottenere il contributo statale di € 50 per l'acquisto di un decoder DTT

3) Già prima dello switch-off, è possibile ricevere alcuni segnali (multiplex) digitali? Se in questo periodo (prima dello switch-off) nella mia zona non si ricevono alcuni multiplex o nessuno, sarà possibile riceverli grazie al futuro switch-off?

Per farsi un’idea dei mux digitali già ricevibili in un Comune, consigliamo di andare su questo sito e di selezionare la propria città (o in mancanza si faccia riferimento al Comune più vicino a quello di propria residenza):
Le tv delle città italiane
Nella lista i mux digitali sono quelli per i quali appare la sigla “DVB” nella colonna intitolata “DVB” (se, invece, è riportata la sigla “MIX” vuol dire che il segnale digitale è disponibile solo in alcune fasce orarie, di solito di notte, mentre normalmente è irradiato il segnale analogico; se non è riportato nulla, vuol dire che l’emissione è esclusivamente analogica).
Inoltre, nella tabella, la colonna "Azimut" indica la direzione di puntamento dalla quale arriva quel dato specifico segnale rispetto allo 0° nord (in riferimento però all’area cittadina del Comune in questione).
Per conoscere quali sono i multiplex e i canali contenuti in ciascun mux nazionale (distintamente secondo che si abiti in zone non ancora interessate dallo switch-off o in zone il cui lo switch-off è già avvenuto), si veda qui, dove sono elencati i canali contenuti in ciascun mux, distintamente per aree non all-digital (“MUX NAZIONALI”) e poi per le aree già digitalizzate, cioè già state interessate dallo switch-off:
INFO sulla copertura direttamente dai siti dei broadcaster:
RAI - MEDIASET - TIMB - T.NORBA - RETEA - D_FREE
#2
PUNTI DA 3 A 7


Ora, che cosa si può ricevere concretamente dipende, oltre che dalla copertura effettiva del segnale (che, anche in uno stesso Comune, non per tutti i mux è sempre garantita al 100%), anche dalle caratteristiche e dalle specifiche condizioni del proprio impianto d’antenna.

Tuttavia, in riferimento al futuro switch-off, se dalle postazioni principali che servono la propria zona (e che è possibile verificare dal link suddetto di OTG TV, considerando le postazioni da cui sono trasmessi i segnali analogici RAI, MEDIASET, TIMB/LA7/MTV e le altre postazioni che ricorrono con maggiore frequenza), si ricevono già adesso perfettamente o piuttosto bene, questi principali segnali analogici, c’è un’altissima probabilità che, quando ci sarà lo switch-off si potranno ricevere, senza grandi problemi, tutti i mux digitali che saranno trasmessi da quelle stesse postazioni. Si tenga conto che per la futura ricezione dei mux digitali non conta tanto se adesso si riceve o non si riceve un dato mux, ma conta se i segnali analogici tradizionali sono ricevuti bene oppure no.
[COLOR=#313131][FONT=Verdana]Tuttavia, nella sostanza, le condizioni reali e le caratteristiche specifiche del proprio impianto d’antenna potrebbero fare una gran differenza e qui ci sono moltissime variabili che entrano in gioco e che devono essere prese in considerazione, quali: la tipologia di antenne installate e verso quali siti sono direzionate e come “interagiscono” fra loro le antenne riceventi una stessa banda di frequenze o porzioni di banda sovrapposte; se l’impianto è individuale o condominiale; com’è fatto l’impianto di distribuzione del segnale dall’antenna fino alle varie prese tv.


4) Ci sono differenze tra la ricezione dei segnali analogici e i segnali digitali? E cosa significano (e quale valore hanno) i livelli di potenza/intensità e qualità (e BER) del segnale digitale indicati da tv/decoder?

A differenza dei segnali analogici, i segnali digitali sono trasmessi in forma digitale e cioè consistono in un flusso d’informazioni elementari chiamate bit che sono trasferiti dal trasmettitore al decoder digitale utilizzando un adeguato sistema di modulazione. Ai fini della ricezione ottimale di un segnale DTT, la potenza/il livello/l’intensità con cui è ricevuto un segnale è relativamente importante nel senso che è sufficiente che la potenza ricevuta sia sufficientemente superiore (ma non necessariamente molto superiore) rispetto a una certa soglia critica minima - che tuttavia varia da multiplex a multiplex secondo il tipo specifico di modulazione usata e altri parametri – si veda il punto 1).
Ora, fermo restando quanto seguirà, in genere questa “soglia critica di ricezione” può essere (relativamente) molto bassa quanto a potenza ricevuta per vedere bene i canali di un mux DTT, rispetto alla potenza con cui è necessario ricevere un segnale analogico per vederlo ottimamente.
Tuttavia, è opportuno che il segnale DTT non sia mai ricevuto proprio a pelo della soglia perché altrimenti può essere facile che la potenza ricevuta (causa fading dl segnale o per altre ragioni) scenda al di sotto di tale soglia critica minima, con conseguenti problemi di squadrettamenti video, fino alla completa scomparsa delle immagini.


L’indicatore di “qualità del segnale” tende a prendere in considerazione (anche se sulle apparecchiature domestiche si tratta d’indicazioni molto approssimative e in realtà non appropriate rispetto al discorso che si sta facendo) la quantità di bit in ricezione che il decoder non è in grado di interpretare e trasformare correttamente in termini di flusso audio/video. In particolare, il BER (=“Bit Error Rate”Wink (vedi punto 5) che molti apparecchi riportano insieme ai livelli d’intensità e qualità, si riferisce proprio a questo.
Ora, la qualità di un segnale DTT può risentire di diverse circostanze, e soprattutto del rumore di fondo, della presenza di segnali interferenti ricevuti sulla stessa frequenza perché tale segnale/tali segnali disturbano il processo di corretta decodifica dei bit trasmessi, per cui anche con una potenza o un livello del segnale del mux più che sufficiente, a volte anche con una potenza elevata, la qualità risente di segnali di disturbo significativi. Questo è quanto accade anche alla presenza di fenomeni propagativi, per cui il segnale DTT normalmente ricevuto bene, quando sopravvengono tali fenomeni, può risentire di una degradazione, più o meno rilevante, della qualità con conseguente squadrettamento delle immagini e scoppiettii audio e, talora, scomparsa delle medesime. A proposito, può essere utile leggersi il punto 8).

5) Cosa s’intende per BER?

Durante la ricezione delle considerevoli quantità di bit in cui consta una trasmissione digitale, può accadere che si ricevano in maniera errata porzioni di questi bit: il BER indica il numero di bit errati in rapporto al numero di bit totali trasmessi e quindi ricevuti, nell’unità di tempo.
Perciò, in un sistema di trasmissione digitale il BER=“BIT ERROR RATIO”, è il rapporto tra i bit non ricevuti correttamente e i bit trasmessi.
La sua formula è pertanto:
BER = n° bit errati / n° tot. bit trasmessi
A fini pratici, data l'usuale esiguità del dato numerico, tale indice è solitamente espresso come coefficiente di una potenza di base 10. Pertanto un BER uguale a 2*10^-5 equivale a dire 2 bit errati su “10 elevato a 5”=100.000 bit trasmessi (si usa la notazione del tipo: “2E-5”Wink.
Il BER evidenzia quanto dell’originaria trasmissione è perso o giunge distorto all'apparecchio ricevente a causa, ad esempio, di disturbi nel canale di trasmissione, di problemi degli impianti di ricezione, di malformazioni originarie del flusso.

Il BER, per essere buono, deve essere non inferiore a “10E-6”.
Il motivo specifico per cui può aumentare la quantità di bit errati, è in genere imputabile alle condizioni di ricezione.

Tuttavia, il discorso è un po’ più complesso perché gli apparecchi nell’effettuare il processo di decodifica del segnale, applicano un procedimento di correzione delle informazioni ricevute basate sul noto algoritmo di Andrea Viterbi. L'”algoritmo di Viterbi” ha carattere generale e trova applicazioni in molti ambiti, tra cui, in primis, nei sistemi di trasmissione digitale nell'ambito del settore delle telecomunicazioni, in particolare le trasmissioni spaziali, dove le condizioni di rumorosità del canale sono tali da rendere difficile la ricezione dei dati, come nel nostro caso.
Quindi, invero, esistono due tipi di misura di significato e di valenza completamente diversi:
  • il BER prima di Viterbi (correttore di errori) detto anche C-BER oppure B-BER;
  • il BER dopo Viterbi detto anche A-BER o PV-BER.

Per chiarire:

· C-BER sta per "Channel BER"
· B-BER sta per "Before Viterbi BER"
e questi primi due sono la stessa cosa e sono realmente significativi per avere indicazioni sulla bontà del segnale ricevuto, prima dell’intervento del sistema correttore dell’apparecchio basato sull’algoritmo di Viterbi.


· A-BER sta per "After Viterbi BER"
· PV- BER sta per "Post Viterbi BER"
e questi ultimi due, che pure si riferiscono alla medesima misura, sono quelli presentati normalmente dai decoder e televisori in commercio e sono in concreto privi di reale significato, perché si riferiscono alla situazione dopo che è già intervenuto il sistema di correzione degli errori di natura viterbiana.

In pratica, quando l'indicatore "post Viterbi" presenta degli errori, significa che la situazione è già così talmente degradata che già si notano gli effetti in termini di squadrettamento.



5 bis) Cosa s’intende per (posizione) LCN?

LCN è l’acronimo dell’espressione anglosassone “Logical Channel Number” e si tratta di una funzionalità peculiare della trasmissione digitale tale per cui ad ogni emittente (a livello trasmissivo) è associato un certo numero di posizionamento nella lista generale dei canali. Quindi, quando effettuiamo la installazione della lista canali ed è attiva la funzione LCN (spesso lo è in modo automatico e talora non disattivabile), i canali saranno ordinati non secondo l’ordine casuale con cui i vari canali (o meglio emittenti) sono trovate durante la scansione, ma saranno ordinati secondo il numero di posizione LCN trasmesso. Per alcune emittenti, questo dato non è trasmesso e di solito gli apparecchi relegano le emittenti senza LCN, in fondo alla lista a partire dal numero 800 o 850 (ma sono possibili altri casi secondo gli apparecchi) in poi.
Inoltre, in zone non di switch-off, non essendoci stato un provvedimento ufficiale di assegnazione delle posizioni LCN per le emittenti regionali/locali, può accadere che 2 o + emittenti si siano scelte uguali posizioni LCN con conseguente conflitto di attribuzione: alcuni apparecchi lasciano decidere all’utente, in fase di installazione della lista, come risolvere il conflitto; in altri casi, purtroppo, è l’apparecchio che decide di sua iniziativa.
Per le emittenti regionali/locali, la esatta collocazione negli archi di numerazione loro competenti, sarà ufficializzata in prossimità degli switch-off futuri.
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6) Cos’è l’intervallo di guardia?

L’“Intervallo di Guardia” (G/I: “Guard IntervalWink è il tempo che intercorre in una delle varie sottoportanti nella trasmissione di un multiplex digitale fra la fine di un simbolo e la trasmissione di quello successivo, ed è introdotto per consentire agli echi del segnale di ridursi e di non produrre interferenze intersimboliche con trasmettitori vicini. In pratica, dopo la trasmissione di un simbolo, viene lasciato un intervallo temporale (appunto l’intervallo di guardia) durante il quale il trasmettitore non emette alcun segnale. Il valore dell’intervallo di guardia è calcolato in rapporto al tempo della durata del simbolo utile, e può essere di 1/4, 1/8, 1/16 e 1/32.
Maggiore è l’intervallo di guardia, maggiore è la distanza entro cui sono tollerati i fenomeni di eco e interferenza: un intervallo di guardia di 1/4 porta quindi a 1120 microsecondi il tempo di modulazione occupato da ogni simbolo, e impiega 196 microsecondi in più per trasportare la stessa quantità di dati rispetto ad una modulazione con intervallo di guardia 1/32. Ogni sotto portante con intervallo di guardia pari a 1/4 trasporta perciò circa 190 sequenze di bit in meno il secondo.


7) Cosa s’intende per FEC?

Altra caratteristica peculiare della trasmissione digitale, è la possibilità di cancellare l'effetto di eventuali errori in trasmissione e ricezione dovuti a una qualunque causa (attenuazione del segnale per varie cause, sbalzo di tensione nell'apparato trasmittente, o quant'altro): ciò è reso possibile dalla trasmissione contemporanea, insieme ai bit contenenti i dati veri e propri, anche di bit "aggiuntivi": il ricevitore elabora i dati ricevuti, compiendo dei controlli basati su questi bit aggiuntivi, e se rileva che alcuni dati non sono stati ricevuti correttamente, attua un procedimento di correzione basandosi su quei bit aggiuntivi.

Allo scopo, il sistema di correzione degli errori FEC=”Forward Error Correction” indica quanti dei bit trasmessi, sono utilizzati per correggere eventuali errori in una trasmissione digitale di dati. Esso è indicato come rapporto nella forma D/C (Dati/Controllo) e può assumere i valori 1/2, 2/3, 3/4, 4/5, 5/6 e 7/8. Ovviamente, l'efficienza dell'algoritmo di correzione FEC dipende dal rapporto tra il numero di bit usati per trasmettere i dati e il numero di bit usati per controllo. Ad es.: "3/4" significa che ogni 3 bit di dati, ne viene aggiunto 1 di controllo ogni 3 bit veri e propri. E’ ovvio che, ad es., un FEC di 3/4 proteggerà il segnale in misura maggiore di un 5/6.

8) Su una certa frequenza dovrei ricevere un multiplex, ma la diagnostica del decoder/tv indica basso livello/potenza del segnale oppure una bassa o oscillante qualità del segnale (e BER alto e oscillante), e i canali del multiplex squadrettano, l’audio è scoppiettante oppure i canali restano in nero; a cosa può essere dovuto?

Appurato che nella propria zona, il mux in questione dovrebbe riceversi (si veda la prima parte del punto 3), va detto che la scarsa potenza/livello del segnale, può essere dovuto al fatto che il segnale nella propria zona non arriva in misura adeguata oppure le antenne in uso non sono appropriate quanto a livello di guadagno delle stesse oppure il puntamento dell’antenna non è del tutto corretto rispetto alla postazione trasmissiva; ma c’è anche la probabilità che il problema risieda nella parte dell’impianto concernente l’amplificazione e soprattutto la distribuzione del segnale dall’antenna fino alle varie prese tv della propria abitazione.
#3
Una qualità bassa o oscillante (a fronte di un’alta intensità del segnale) può essere dovuta al fatto che sulla stessa frequenza, oltre al multiplex di nostro interesse, l’antenna capta (non sempre sistematicamente, ma talora occasionalmente) un segnale (analogico o digitale) interferente che giunge al nostro impianto con un’intensità tale da andare a pregiudicare il corretto processo di decodifica del multiplex con gli effetti noti di squadrettamento, etc…….. : in questo caso, bisognerebbe agire a livello di antenne allo scopo di limitare la portata e gli effetti del segnale interferente e quindi potrebbe bastare l’impiego di un’antenna di migliori prestazioni in termini di guadagno e soprattutto di direttività, rapporto “fronte/retro” della stessa (ma secondo le circostanze, vanno considerati anche fattori come il rapporto "avanti/fianco" dell'antenna, l'angolo di apertura e il livello dei lobi secondari).
Poi, se sono installate antenne che ricevono la stessa banda o porzioni sovrapposte di banda, da 2 (talora +) direzioni diverse, e non è stato adottato un adeguato sistema di filtraggio delle frequenze, c’è un’accresciuta probabilità di disturbo da parte di segnali interferenti, ma anche di probabilità che lo stesso segnale digitale sia ricevuto sia per via diretta dall’antenna direzionata correttamente, sia per via indiretta, riflessa da parte dell’antenna direzionata altrove e poiché i segnali (quello principale e gli echi di tale segnale) giungono con un certo sfasamento temporale, anche ciò può pregiudicare il processo di decodifica del multiplex.

Talora, una bassa qualità del segnale può essere dovuta al fatto che il sistema di distribuzione del segnale non è stato realizzato a regola d’arte quanto a componentistica usata, equalizzazione dei segnali fra le varie prese, adeguata separazione fra le stesse, etc………; e allora la verifica dovrebbe interessare questa parte dell’impianto. Talora, anche un eccesso di amplificazione dei segnali (oltre le reali esigenze) può determinare saturazioni di segnale e intermodulazioni che vanno a danneggiare i processi di decodifica dei segnali digitali: in questi casi, una riduzione del livello di amplificazione o un più corretto dimensionamento dei parametri di guadagno/livello di uscita dell'amplificazione, possono essere risolutivi.
In fase di switch-off, con la trasmissione dei multiplex col sistema della SFN, si possono manifestare le problematiche di cui si parla al punto 9), a cui si rimanda, anche per i SUGGERIMENTI riportati verso la fine di tale punto.

9) Che cosa s’intende per rete (o multiplex) in SFN e rete/multiplex in MFN e quali conseguenze ne possono derivare a livello ricettivo?

MFN (=“Multi Frequency Network”Wink & SFN (=“Single Frequency Network”Wink stanno a indicare 2 soluzioni alternative per la creazione di una complessiva rete di trasmissione di un multiplex su un’ampia area di copertura. Col sistema SFN, per la trasmissione di un certo multiplex viene usata un’unica frequenza; mentre col sistema MFN, per la trasmissione di un multiplex possono essere usate 2 o + frequenze. Per ragioni di razionalizzazione, per tutti i mux nazionali (eccetto il mux 1 RAI, che è il mux di “servizio pubblico”Wink viene adottato il sistema SFN con frequenza unica nazionale. Anche per le tv di livello regionale e locale (eccetto alcuni casi) è assegnata una frequenza unica, ovviamente a livello esclusivamente regionale o sub-areale.
Ora, il sistema MFN garantisce una copertura in pratica capillare grazie ad un uso efficiente dell’insieme di frequenze assegnate al singolo mux.
Il sistema SFN è più complesso; però attraverso una serie di accorgimenti tecnici, è possibile garantire una buona ricezione su vaste aree ed anche, soprattutto, su quelle dove lo stesso mux giunge sulla stessa frequenza da 2 o + postazioni.
Questi accorgimenti (tra cui: contenuto perfettamente identico dei mux in SFN; sincronizzazione delle emissioni dal punto di vista temporale; “Intervallo di Guardia” impostato al valore ottimale di ¼ - si veda punto 6),servono a far sì che i decoder/tv considerino i 2 o + segnali ricevuti non come 2 segnali differenti che s’interferiscono, ma come 2 segnali identici così da eliminare il “contributo” interferenziale potenzialmente distruttivo che altrimenti ne deriverebbe.

Inoltre, questi accorgimenti aiutano anche nel caso in cui in antenna giungano i cosiddetti “echi” di uno stesso segnale, poiché i segnali televisivi che si propagano nell’etere sotto forma di onde elettromagnetiche, durante il loro cammino possono incontrare ostacoli naturali e artificiali che nell’impatto possono generare i fenomeni di “riflessione” o “rifrazione” dello stesso segnale. In entrambi i casi, si determinano “cambiamenti di direzione” nei percorsi compiuti dalle onde, e in certi casi la genesi di segnali “fantasma” che si aggiungono in ricezione al segnale principale. La tecnica SFN consente di tollerare anche questi echi entro un certo margine, purché pure essi rientrino nell’“intervallo di guardia” di cui si parlerà.(Ma in ogni caso, il nodo cruciale sta nella differenza di potenza tra segnale ed eco, cioè il rapporto “segnale/rumore”Wink.

Allora, affinché il sistema SFN si manifesti costruttivo per la nostra ricezione, condizione necessaria è che i 2 o più segnali di uno stesso mux in iso-frequenza siano ricevuti in modo non sfasato oltre l’"intervallo di guardia" temporale. Cioè, il ns. impianto deve ricevere questi 2 (o più) segnali sfasati non oltre l'arco di tempo costituito dall'intervallo di guardia di trasmissione del segnale; se i segnali giungono sfasati oltre questo intervallo, gli apparecchi non saranno in grado di considerare questi segnali come uguali, ma saranno trattati come interferenti e quindi il processo di decodifica ne potrebbe risentire con i problemi di squadrettamento, scoppietti audio o segnale in nero. Ora, quanto maggiore è la distanza da cui proviene l'interferente, tanto più c'è il rischio che questo segnale arrivi al ns. impianto con un ritardo tale da non ricadere nell'intervallo di guardia: in particolare, i segnali provenienti da una distanza oltre i 67 Km circa, diventano critici e potenziali interferenti.
Comunque, conta anche il livello con cui l'interferente giunge in zona in rapporto al livello del segnale utile ricevuto (in pratica quello che si definisce rapporto “segnale/rumore”Wink: chiaramente maggiore è il livello del segnale interferente, e quindi minore è lo scarto rispetto al segnale utile, tanto più c'è il rischio che le cose non funzionino.
Allora, la cosa che bisogna cercare di attuare è fare in modo che il proprio impianto ricevente sia in grado di ricevere i segnali dal sito che tipicamente serve la ns. zona, tentando di attenuare quanto più possibile l'entità dei potenziali segnali interferenti che possono provenire dai siti che tipicamente possono determinare situazioni interferenziali: quindi bisogna cercare di ricevere i segnali da un unico sito (nel caso della provincia di Bari, per le emittenti private, si dovrà optare per Corato o per Cassano, evitando entrambe; oppure nel leccese: Parabita o Martina Franca) utilizzando un'antenna adeguatamente direttiva e/o con adeguato livello del parametro fronte/retro che possa attenuare l'entità dei fenomeni interferenziali: altrimenti, un certo rischio di squadrettamenti fino a perdite di segnale, tipicamente, ma non solo, in periodi di rilevanti fenomeni di propagazione, si potrà pur sempre avere.
P.S.: se poi, consideriamo i mux locali (non di livello regionale) che potranno essere diversi da sito di trasmissione a sito, condividendo una stessa frequenza, non c'è neanche la possibilità di sincronizzazione dei segnali col sistema SFN e quindi i rischi interferenziali saranno ancora maggiori e analoghi a quanto accade già oggi.
Con l'aggravante che se un segnale digitale è interferito da un altro segnale digitale, essendoci 2 flussi digitali che si sovrappongono e che sono entrambi "da interpretare", spesso gli apparecchi non sono in grado di decodificare proprio nulla!

SUGGERIMENTI
E’ importante capire che per una buona ricezione di ogni mux e se si vogliono evitare problemi ricettivi:

a) puntare uno e un solo sito di ricezione, e se proprio si deve ricevere da due postazioni, filtrare i segnali in ingresso per evitare di ricevere gli echi di uno stesso segnale o un’emissione in SFN che però potrebbe non rientrare nell’intervallo di guardia o essere un’emissione non sincronizzata (per problemi di trasmissione o proprio perché trattasi di 2 emissioni differenti);

b) avere sistemi di ricezione in grado di assicurare adeguati valori di margine di protezione, cioè segnali al di sopra di un certo livello rispetto alla “soglia critica minima di ricezione" (cosa che però può essere appurata solo da antennista qualificato con opportuna strumentazione professionale);


c) se si riesce a minimizzare le interferenze co-canale provenienti da uno dei siti, restando quindi solo “in balia” degli "echi naturali", in linea di massima si riuscirà a ricevere bene;


d) tuttavia, un cattivo sistema di distribuzione del segnale può generare problemi in termini di echi di segnale e quindi una revisione e talora ripensamento del complessivo sistema di distribuzione del segnale, potrebbe rivelarsi opportuno (ma anche qui con opportuno intervento professionale).

10) Sapendo che in occasione dello switch-off un certo mux sarà trasmesso su una certa frequenza, se adesso su quella frequenza ricevo non bene il segnale analogico o digitale ivi presente, in futuro ci potrebbero essere problemi di ricezione del mux che andrà ad occupare quella frequenza?

Non necessariamente; ma per essere precisi, sapendo che la frequenza futura per un mux nazionale è la frequenza X (ad es., per il mux 2 RAI è il ch.30), non conta assolutamente cosa e come si riceve in questo periodo nella propria zona su questa frequenza. Ma ogni broadcaster, in genere, riciclerà gli impianti trasmittenti (tralicci e antenne trasmissive adesso utilizzati, spesso per l'analogico, ma anche per alcuni segnali già digitali) che ora veicolano canali analogici e digitali su attuali frequenze che quasi spesso non coincideranno con le future frequenze di switch-off. Ad es., la Rai per trasmettere i futuri mux utilizzerà i suoi attuali impianti e perciò, a prescindere dalle frequenze, conta come oggi si ricevono i segnali analogici (ed eventualmente digitali) Rai trasmessi dai siti Rai. Idem per Mediaset e per tutte le regionali/locali. Se oggi si ricevono bene in analogico i segnali di T.Norba 7 e 8 (ad esempio), poi si riceveranno bene i mux del gruppo e così via per tutti gli altri.
Tuttavia la cattiva ricezione di alcuni segnali che si dovrebbero poter ricevere bene, potrebbe essere indicativa di un non efficiente funzionamento del proprio impianto d’antenna e quindi potenzialmente in futuro potrebbero manifestarsi dei problemi, la cui natura e intensità, oggi è pressoché difficilmente prevedibile.
C’è una particolarità per la provincia di Bari ed è che, in base alle informazioni a nostra disposizione, la postazione di Modugno viene soppiantata e quindi i mux privati (non RAI) si riceveranno, secondo i casi, da Corato o Cassano Murge.

Secondo la propria specifica posizione, ci vuole un’antenna UHF larga banda verso Cassano o Corato (sarà sufficiente una delle 2 postazioni). La ricezione dei mux RAI da M.te Caccia potrebbe avvenire soddisfacentemente con quest’antenna. Ma se vi è una differenza significativa di gradi di puntamento fra Cassano o Corato e M.te Caccia, allora sarà necessario integrare con altra antenna UHF larga banda verso M.te Caccia. La soluzione dipende molto dal proprio punto ricevente e se M.te Caccia è più o meno allineata con il sito di Corato o Cassano da cui si riceveranno tutte le private.

11) Come mai su un apparecchio si riceve un certo multiplex e su un altro della mia stessa abitazione no?

Anzitutto va detto che gli apparecchi decoder/tv non sono tutti uguali in termini di funzionamento del processo di decodifica e di sensibilità del tuner (sintonizzatore delle frequenze). Però, se si notano queste incongruenze, spesso stiamo ricevendo un certo multiplex o a pelo della soglia critica minima di ricezione (vedi punto 4) o con una qualità non appropriata. Ora, quegli apparecchi che hanno sistemi di correzione degli errori di decodifica più efficienti o tuner maggiormente capaci di discernere il segnale utile dal “rumore di disturbo” possono non manifestare grandi problemi nella ricezione di quel mux, mentre altri apparecchi possono dare problemi. Spesso queste incongruenze sono introdotte da un sistema di distribuzione non realizzato in modo appropriato e quindi i segnali non sono adeguatamente equalizzati fra le varie prese tv della nostra abitazione.
#4
MUX NAZIONALI AREE SWITCH OFF


MUX 1 RAI canali specifici di III Banda VHF oppure un canale UHF differente a seconda delle regioni

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Radio Capital TV
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Radio Capital
M2O
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Rete Capri
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Capri Store
Radio Capri Television
Neko Tv
Radio Capri
#5
PASSAGGIO AL DIGITALE COMUNI PER COMUNI DI OGNI PROVINCIA

PROVINCIA DI FOGGIA
PROVINCIA BAT
PROVINCIA DI BARI
PROVINCIA DI BRINDISI
PROVINCIA DI LECCE
PROVINCIA DI TARANTO
PROVINCIA DI COSENZA
PROVINCIA DI CROTONE
#6
Spero di aver fatto una cosa utile per tutti. Smile

Man mano che ci saranno notizie le inserirò, per ogni dubbio scrivete pure. Smile
#7
madu ce casin...se la vedesse l'elettricista/antennista :buah:
#8
DomenicoG Ha scritto:madu ce casin...se la vedesse l'elettricista/antennista :buah:

:lolA:

Se hai l'impianto d'antenna in regola o meglio se attualmente ricevi tutto perfettamente non dovresti avere problemi. Wink

Per vedere quando Giovinazzo fa il passaggio clicca sul link "provincia di Bari".
#9
LINEE GUIDA RAI

Riguardo la RAI, va ricordato che:
Rimangono SICURAMENTE attivi almeno col Mux 1 tutti quei casi di impianti che soddisfano ENTRAMBI i seguenti punti:
1) Trasmettono il servizio RAI in analogico;
2) sono indicati nel database impianti del sito RAIWay nella sezione dedicata alla ricezione TV e Radio.

Poi ci sono quegli altri casi, ove la RAI ha solo uno o due Mux (A e/o B) e nessun canale in analogico.
Solitamente questi situazioni sono tipiche di siti e frequenze acquisiti da terzi soggetti in tempi recenti e che potrebbero non coincidere con i siti RAI "storici" che garantiscono da sempre il servizio analogico. Di solito questi impianti con solo uno o due canali digitali non sorgono su strutture di proprietà Raiway e la RAI li dismette, "riassorbendoli" presso il sito RAI che nello stesso bacino d'utenza garantisce il servizio analogico (salvo rarissime eccezioni legate a particolari configurazioni di bacino che possano interessare più di un milione d'abitanti, vedi il "caso" di Valcava, in Lombardia).

Lo “schema di conversione” da analogico a digitale è di solito il seguente.
TUTTI i siti RAI ufficiali (cioè che rientrano nelle due condizioni spiegate sopra) proseguiranno il proprio servizio in digitale con il Mux 1 RAI (contenente RAI 1, RAI 2, RAI 3 e RAI News).
Circa la presenza anche degli altri Mux (Mux 2, 3 e 4) dai vari siti, in genere vengono previsti ed accesi presso gli impianti RAI che effettuano servizio presso un numero di utenti abbastanza rilevante (diciamo almeno 5-10000). Altrimenti, almeno all'inizio, verrà garantito il cosiddetto servizio pubblico col solo Mux 1.
Se poi nello stesso bacino o presso lo stesso sito è presente almeno un Mux RAI già prima dello switch, allora è ragionevole aspettarsi a prescindere anche l'attivazione degli ulteriori Mux.
Il tutto è valido fatti salvi imprevisti o impedimenti di tipo tecnico (ovviamente si parla di eventuali eccezioni e non della regola).

Infine, per tutti quei casi di impianti con frequenze in concessione a Pro Loco, Comuni, Comunità Montane o altri enti locali o persone fisiche, tutto dipenderà da accordi specifici nati tra chi è risultato titolare dell'impianto e delle frequenze ivi utilizzate per la ripetizione dei programmi degli operatori nazionali (o locali), il Ministero dello Sviluppo Economico e i rispettivi operatori stessi, che si fanno anche carico della fornitura degli apparati digitali.

Solitamente, almeno per quanto riguarda la RAI, tali accordi tra i titolari degli impianti/frequenze, il Ministero e la RAI stessa vengono raggiunti (nella peggiore delle ipotesi) qualche tempo dopo lo switch off e tali siti entrano poi a far parte del database RAI in quanto tali frequenze passano, a seguito di tali accordi, in concessione all'operatore in questione.


LINEE GUIDA MEDIASET

Queste sono, in linea generale, le logiche di attivazione dei vari Mux in occasione dello switch off.

Solo per i siti ubicati in zone molto remote, a bassa densità di popolazione (ad es. per siti che servono piccoli paesi, magari per un totale inferiore a 2-3000 abitanti) viene di solito attivato il solo Mux 4 (contenente le tre Mediaset generaliste più Mediaset Extra, La5 e TG Com 24).

Altrimenti, le "conversioni" avvengono di solito secondo la seguente corrispondenza:
- Canale 5 diventa Mux 4 sul ch. 49
- Italia 1 diventa Mux 1 sul ch. 52
- Rete 4 diventa Mux 2 sul ch. 36


Va sottolineato che di solito per quei siti dove Mediaset, oltre agli analogici, ha già attivo un Mux (ad es il Mux 1), sicuramente dopo lo switch non sarà irradiato solo il Mux 4, ma tutti i Mux o almeno i principali.

Inoltre...
- Se è già presente il Mux 1, questo diventa Mux 5 sul ch. 56
- Se è già presente il Mux 2, questo costituirà la base per l’eventuale attivazione del Mux 6, ma non prima della regolare assegnazione a seguito del bando già noto come “beauty contest”.
- Se è presente il Mux D-Free, questo non cambia, ma semplicemente assume il canale UHF definitivo assegnato su scala nazionale, ovvero il ch. 50.

Per i siti di rilevante importanza a livello provinciale o regionale ove, prima dello switch, non fossero ancora presenti i Mux 1, 2 o D-Free, non è escluso che Mediaset cerchi di attivare comunque i Mux 5, e D-Free proprio in occasione dello switch (ovviamente previe richieste di autorizzazioni al Ministero ed enti locali che vadano a buon fine).
L'attivazione di questi Mux, anche se inizialmente non parevano previsti, è già accaduta in altre regioni, anche se non necessariamente nella data dello switch, ma in tempi successivi.


LINEE GUIDA TIMB

Secondo quanto già "visto" per gli switch off di altre regioni, quindi con dati praticamente certi, qualunque sito preveda ad oggi almeno una frequenza analogica o digitale gestita da Telecom Italia Media Broadcasting (TIMB), quindi La7, MTV o un Mux TIMB, avrà tutti e tre i Mux TIMB (o quattro, includendo quello eventualmente assegnato a seguito del beauty contest).
Aggiungo tuttavia che in occasione dei precedenti switch delle altre regioni non sono mancate alcune attivazioni ex novo di questi Mux, anche presso siti che prima non prevedevano alcun segnale analogico o digitale TIMB.

LINEE GUIDA RETE A

Valgono le stesse logiche esposte per TIMB: qualunque sito preveda ad oggi almeno una frequenza analogica o digitale gestita da questo gruppo (quindi Deejay TV o il Mux Rete A), avrà entrambi i Mux Rete A.
Anche qui, è da notare che in occasione dei precedenti switch delle altre regioni, non sono mancate alcune attivazioni di questi Mux da siti che prima non trasmettevano alcun segnale di questo gruppo.


LINEE GUIDA GENERALI

Di solito le modalità di switch si svolgono nel modo seguente.

- Nella data di passaggio indicata per il proprio Comune (ad es. su decoder.comunicazioni.it) entro la mattinata della data indicata (diciamo entro le 11 mezz'ora più, mezz'ora meno), TUTTI i segnali analogici dei ripetitori di riferimento devono essere disattivati. A volte può capitare, in zone ricadenti su confini tra bacini di utenza, che per uno o più giorni rimangano attive delle tracce di segnali analaogici di zone vicine in fase di switch nei giorni successivi (ciò può essere quindi normale, tra l'altro in questi casi è anche possibile che per il proprio comune sia indicata più di una data in cui è coinvolto dallo switch, se alcune percentiali del territorio sono coinvolte dall'effettivo servizio di impianti di altre zone).

- I nuovi segnali digitali sulle frequenze definitive possono essere attivati contestualmente allo spegnimento degli analogici (diciamo entro alcuni minuti) oppure alcune ore dopo, qualora non siano stati ultimati tutti i lavori di approntamento della postazione trasmittente e l'operatore si riservi di ultimarlo al momento dello switch (non c'è alcuna possibilità per noi di saperlo prima, in ogni caso la cosa ha poca importanza). La RAI solitamente (salvo rare eccezioni non prevedibili) è quella, almeno presso i siti "primari", più rapida nell'eseguire lo switch (il tutto potrebbe avvenire nella prima nottata, ad es. verso le 2-2.30 di notte, nel giro di pochi minuti).

- Può capitare che alcuni operatori, pur dovendo, secondo disposizioni, spegnere il proprio segnale nella data prevista dello switch, attivino il proprio segnale nei giorni successivi (credo ci siano 180 giorni di tempo, ma ciò non eslcude eventuali autorizzazioni o deroghe di altri tipo, sempre come eccezione) oppure lo attivino a regime defintivo, qualora risulti necessaria qualche miglioria o ulteriore modifica tecnica (ad es. ai sistemi radianti) anche dopo lo switch. Sinora le attivazioni DTT in ritardo rispetto allo spegnimento dell'analogico hanno riguardato solitamente alcune Emittenti locali.
#10
Daniele tu che te ne intendi: io che stò in Campania, adesso c'ho RETE4, CANALE5, ITALIA 1 PROVVISORIO.
Risintonizzo il televisore e scelgo i normali. Giusto? Ma poi quelli Provvisori che fine fanno? Diventano quelli HD?


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