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Obama: «Le nozze gay dovrebbero essere un diritto»
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La svolta di Obama: «Le nozze gay dovrebbero essere un diritto»
E' il primo presidente a schierarsi a favore dei matrimoni omosessuali. «Ma sulle leggi decidano gli Stati»


MILANO - Barack Obama si schiera a favore dei matrimoni gay, diventando il primo presidente della storia americana ad assumere una tale posizione. L'annuncio è affidato a un'intervista della Abc, nella quale Obama spiega di aver maturato la propria convinzione negli anni, parlando «con amici, con la famiglia e con i vicini». Mettendo in evidenza come la sua posizione sia personale, Obama sottolinea di sostenere l'idea che siano i singoli stati a dover decidere. Una svolta storica per la Casa Bianca: è il primo presidente nella storia degli Stati Uniti a dichiararsi favorevole ai matrimoni gay. Non peserà sugli aspetti legislativi, perché le decisioni saranno prese dai singoli stati con le loro leggi (il Colorado, per esmpio proprio ieri ha deciso per un no attraverso un referendum), ma conterà, e molto, per l'aspetto politico e sociale che rappresenta.

LE FIGLIE... «Le coppie dello stesso sesso dovrebbero potersi sposare» annuncia Obama, citando Malia e Sasha, e il fatto che proprie le figlie, anche per motivi generazionali, siano a proprio agio con le coppie dello stesso sesso: «Malia e Sasha hanno amici i cui genitori sono dello stesso sesso. Alcune volte io e Michelle ci sediamo a tavola e parliamo con Malia e Sasha dei loro amici e dei loro genitori e a loro non viene neanche in mente che dovrebbero essere trattati diversamente. Per loro non ha senso e e francamente questo è qualcosa che cambia la prospettiva».

... E LA MOGLIE - Obama ammette anche che la First Lady ha avuto un ruolo nella sua decisione. «È qualcosa di cui abbiamo parlato negli anni e lei condivide. Siamo ambedue cristiani e ovviamente questa posizione potrebbe sembrare strana agli occhi degli altri. Ma quando pensiamo alla nostra fede, la base è che non solo Gesù si è sacrificato per noi ma che gli altri vanno trattati come noi vorremmo essere trattati» (fonte Ansa).

La svolta di Obama: «Le nozze gay dovrebbero essere un diritto» - Corriere.it

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TMNews - Nozze gay/ Obama apre, il Vaticano lascia parlare vescovi Usa

Città del Vaticano, 11 mag. (TMNews) - Obama parla, il Vaticano tace, o meglio, lascia parlare i vescovi Usa.[B] Le parole del presidente statunitense - "Le coppie dello stesso sesso dovrebbero potersi sposare" - non sono certo passate inosservate nel Palazzo apostolico. [/B]La difesa del matrimonio eterosessuale, del resto, è uno dei "principi non negoziabili" più volte scanditi da Papa Benedetto XVI nel corso suo ministero. Il malumore per la sortita di Obama, per quanto inquadrata nel contesto della campagna elettorale, è palpabile. Ma per tutto il giorno le bocche di monsignori e cardinali di Curia rimangono cucite.

A parlare, oltreoceano, sono i vescovi cattolici. E al massimo livello. Con una tempestività pari solo alla nettezza delle parole di Obama, è il cardinale Timothy Dolan, arcivescovo di New York, presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, nonché 'papabile' tra i più accreditati del prossimo conclave, quando sarà, a rispondere. Dolan "ribadisce il valore fondamentale del matrimonio e la necessità di tutelarne la tradizionale definizione, quale unione fra un uomo e una donna". Descrive le parole di Obama come "profondamente rattristanti". Precisa che i vescovi "sono pronti a dare sostegno a ogni intervento adottato dall'amministrazione volto a rafforzare il matrimonio e la famiglia" ma non possono "rimanere in silenzio di fronte a parole o azioni che minerebbero l'istituzione del matrimonio, la vera pietra angolare della nostra società". Puntualizza che - "purtroppo" - le parole del presidente "non sorprendono, visto che seguono varie azioni già intraprese dalla sua amministrazione che erodono o ignorano il significato unico del matrimonio", chiaro riferimento alla decisione presa dalla Casa bianca un anno fa di non difendere davanti alla Corte suprema il Defense of Marriage Act (Doma) abbattuto già dai referendum in sette Stati della federazione. Infine, cristianamente, Dolan ha concluso: "Prego per il presidente ogni giorno e continuerò a pregare affinché lui e la sua amministrazione agiscano giustamente per sostenere e proteggere il matrimonio quale unione fra un uomo e una donna. Possano tutti lavorare per promuovere e proteggere il matrimonio e così facendo servire il vero bene di tutte le persone".

La dichiarazione di Dolan viene riportata fedelmente tanto dall'Osservatore romano - con titolo, non virgolettato, 'Matrimonio fra uomo e donna pietra angolare degli Stati Uniti' - quanto da 'Radio vaticana'. L'emittente del Papa intervista il giurista Carlo Cardia, che parla di "sconcerto" per "la rottura di quella neutralità che si richiede sempre su questi temi a chi rappresenta l'intero Paese". Per il resto, nessun commento da parte degli uffici competenti della Curia romana.
C'è un confine sottile tra uno sbaglio e un colpo di genio; purtroppo dovresti essere un genio per vederlo.

Sheldon Cooper

L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade,
ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole.
Onestà tedesca ovunque cercherai invano,
c'è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina;
ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida,
e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé


Johann Wolfgang von Goethe
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