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nuovo decreto sul lavoro contratti di lavoro con tutele crescenti...
#1
Che ne pensate? sono molto scettico! porto l'esempio su di me che sono disoccupato, mi assumono con un contratto indeterminato con tutele crescenti, il primo scatto di tutela è dopo tre anni, chi vieta all'azienda di cacciare me prima dello scatto e sostituirmi con un altro?
Non ricordo molto dei miei primi anni, ma ricordo la pioggia. Mia nonna mi diceva sempre che *** è nella pioggia".
V for vendetta
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#2
Non so, sono molto scettico anch'io.
Penso che dovrebbe cambiare l'intero sistema sociale ed economico per creare lavoro, ossia domanda di produzione e quindi convenienza all'assunzione.
Tutto questo potrebbe essere ovviamente favorito da una intelligente redistribuzione della ricchezza (che è tanta!). Dare qualcosa a chi oggi ha 1 togliendolo a chi ha 10 (dove diciamo che 10 corrisponde ai megastipendi e megapensioni di manager, dirigenti, politici, etc..., mentre 1 corrisponde allo stipendio di un comune mortale che becca 1.000 - 1.500 euro al mese) non farebbe certo spendere meno a chi si ritrova con 9 ma farebbe spendere di più a chi si trovasse con 2 o con 3. Io che guadagno 1.400 euro al mese, se domani ne beccassi 1.900 (ipotesi) spenderei senz'altro di più! Uno che guadagna 15.000 euro al mese, se domani ne guadagnasse 12.000 nemmeno se ne accorgerebbe e continuerebbe a spendere quello che spende oggi!
Così si creerebbe domanda di produzione, chi non ha lavoro lo troverebbe, e si instaurerebbe un circolo virtuoso. I tecnicismi tipo job act possono servire a qualcosa, ma non sono la base delle vere riforme!
Franco, siamo giusti: tu non saresti polemico, solo che presumi molto di te, e questo ti rende polemico!
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Non è giustificato rubare da poveri in un Paese ricco, ma è addirittura CRIMINALE rubare da ricchi in un Paese povero.
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#3
Zio Franco Ha scritto:Non so, sono molto scettico anch'io.
Penso che dovrebbe cambiare l'intero sistema sociale ed economico per creare lavoro, ossia domanda di produzione e quindi convenienza all'assunzione.
Tutto questo potrebbe essere ovviamente favorito da una intelligente redistribuzione della ricchezza (che è tanta!). Dare qualcosa a chi oggi ha 1 togliendolo a chi ha 10 (dove diciamo che 10 corrisponde ai megastipendi e megapensioni di manager, dirigenti, politici, etc..., mentre 1 corrisponde allo stipendio di un comune mortale che becca 1.000 - 1.500 euro al mese) non farebbe certo spendere meno a chi si ritrova con 9 ma farebbe spendere di più a chi si trovasse con 2 o con 3. Io che guadagno 1.400 euro al mese, se domani ne beccassi 1.900 (ipotesi) spenderei senz'altro di più! Uno che guadagna 15.000 euro al mese, se domani ne guadagnasse 12.000 nemmeno se ne accorgerebbe e continuerebbe a spendere quello che spende oggi!
Così si creerebbe domanda di produzione, chi non ha lavoro lo troverebbe, e si instaurerebbe un circolo virtuoso. I tecnicismi tipo job act possono servire a qualcosa, ma non sono la base delle vere riforme!

concordo ma sembra che queste cose hai nostri politici non passino nemmeno nell'anticamera del cervello di attuarle!
Non ricordo molto dei miei primi anni, ma ricordo la pioggia. Mia nonna mi diceva sempre che *** è nella pioggia".
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