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Nubifragio a Refrontolo (Treviso). Morti e feriti.
#1
Refrontolo, i danni dopo la bomba d’acqua: FOTO - Foto Gallery - Sky TG24
Osservatorio Meteorologico Professionale di Basilicanova (Parma) .



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#2
L'esondazione del Lienza, con un bilancio di 4 morti, sarebbe stata provocata dallo scivolamento nel torrente di materiali vario, tra cui numerose rotoballe di fieno che hanno provocato un effetto "tappo", ostruendo il corso del torrente e determinandone lo sversamento. Lo si apprende dal Corpo Forestale dello Stato che sta lavorando a questa ipotesi investigativa. Secondo i primi rilievi, l'esondazione - fa sapere la Forestale - "pare sia stata provocata dallo scivolamento nell'alveo del torrente di materiali vari a causa delle ingenti precipitazioni; in particolare, risulta che il Lierza sia stato ostruito anche da numerose rotoballe di fieno che hanno provocato un effetto 'tappo' col successivo sversamento dell'enorme mole di acqua, fango e detriti". La particolarità del territorio, caratterizzato da colline coltivate a vigneti - si tratta, infatti, della zona del Prosecco - è quella di non offrire grande resistenza in caso di piogge incessanti come quelle che hanno imperversato in questo periodo: di conseguenza - spiega la Forestale - "aumenta il rischio di scivolamenti dei detriti nei torrenti, con successivo pericolo di esondazione".

Un "piccolo Vajont". Morte e distruzione la notte scorsa nel trevigiano, dove una bomba d'acqua si è abbattuta con tutta la sua potenza nella zona di Refrontolo, facendo tracimare un piccolo torrente, il Lierza, che ha spazzato via in pochi istanti persone, strutture, automobili, durante una festa paesana affollata di gente. Un Vajont in miniatura. Il bilancio è tragico, e ancora provvisorio: 4 i morti, almeno una ventina di feriti, dei quali uno grave. Solo due delle vittime sono già state identificate. Si tratta dei trevigiani Maurizio Lot, 52 anni, di Farra di Soligo, e Giannino Breda, 67, di Sernaglia della Battaglia
Il disastro è avvenuto poco prima della mezzanotte. La piccola località del Molinetto della Croda - luogo frequentato dai turisti, anche per il famoso e antico mulino ad acqua - è stata colta all'improvviso dalla potenza del fortunale. Una pioggia battente che nel giro di qualche decina di minuti ha ingrossato a dismisura tutti i corsi d'acqua, tra cui il Lierza, vicino al quale era in corso la "Festa degli Omeni" con un centinaio di persone. Mentre tutti cercavano riparo c'è stata la tracimazione del torrente, che ha trasformato la strada in un fiume, portando via tende, stand, auto e persone. I soccorsi sono apparsi subito difficili, perchè la zona sulle colline trevigiane è relativamente isolata e con una viabilità ristretta.





Su Refrontolo sono state convogliate in breve squadre dei Vigili del fuoco, carabinieri, medici e infermieri del Suem 118 con tutte le ambulanze disponibili, uomini del Soccorso Alpino del Veneto. Ora si stanno perlustrando anche le aree contigue dove sono state trascinate cose e automobili per verificare che non vi siano altre persone coinvolte. Il presidente del Veneto Luca Zaia, tenutosi in contatto fin da subito con i soccorritori, si è recato poco fa sul luogo del disastro.

Contemporaneamente i vigili del fuoco si sono dovuti portare anche nella vicina Cison di Valmarino, località Rolle, per una frana che ha bloccato la strada impedendo il rientro a casa di 150 persone che rientravano dalla festa di Refrontolo. «Sono scattate subito tutte le procedure di soccorso e protezione civile – spiega l’assessore provinciale Mirco Lorenzon che è corso a Refrontolo appena saputa la notizia -. La situazione è molto grave, non solo qui ma anche nella zona di Tarzo, Zuel e Milies, e poi a Cison di Valmarino dove si sono verificate varie frane. La frazione di Rolle è completamente isolata. La situazione è drammatica». L’assessore alla Protezione Civile della provincia di Treviso, Mirco Lorenzon, non ha dubbi: "È successo tutto in pochi minuti. Sembrava un Vajont in miniatura".



"Ho già decretato lo stato di emergenza, chiederemo al governo di fare la sua parte per questa tragedia. È stata una bomba d'acqua senza precedenti, che ha provocato un disastro, un piccolo Vajont". Così il governatore del Veneto, Luca Zaia, commenta all'Adnkronos la bomba d'acqua che si è abbattuta su Refrontolo, nel trevigiano, che ha provocato 4 morti e numerosi feriti. Zaia si è recato nella zona colpita dalla bomba d'acqua per un sopralluogo e alle 11 interverrà nella conferenza stampa convocata nel municipio di Refrontolo. "La concausa evidente è che si è creata un'ostruzione del torrente che ha dato vita a una diga naturale, probabilmente creata dai rami e da tutto quello che scende nei torrenti durante i temporali, tra cui balle di fieno giganti. Quando la diga si è rotta ha liberato 4-5 metri di acqua di altezza, un piccolo Vajont - spiega Zaia - C'è stata una devastazione di mezzi fino a 700-800 metri dal fiume, un disastro". Zaia conferma che al momento il bilancio è di "quattro morti e sei feriti, di cui due in rianimazione".




http://www.huffingtonpost.it/2014/08/03/..._ref=italy
Osservatorio Meteorologico Professionale di Basilicanova (Parma) .



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