Valutazione discussione:
  • 0 voto(i) - 0 media
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Natale 2011, crollo dei consumi
#1
Spesi 400 milioni in meno

I dati elaborati dall'Osservatorio di Federconsumatori sono impietosi: durante le feste crollano abbigliamento e calzature (-18%), mobili, arredamento ed elettrodomestici (-24%), giù anche profumeria e cura della persona (-7%) e turismo (-8%). Rispetto al Natale di un anno fa, meno regali per i più piccoli (giocattoli -3%) e cenoni un po' meno ricchi (alimentari -1,5%)


ROMA - La crisi morde anche il Natale. Era prevedibile, ma è ancor più impietosa la fotografia che i giorni di festa scattano allo stato di salute dell'economia italiana. In un periodo tradizionalmente di forti consumi in ogni settore, per viaggi, spostamenti, corsa al regalo, feste e cenoni vari, in Italia è stata registrata un'evidente contrazione rispetto allo scorso anno: spesi 400 milioni di euro meno delle previsioni.

Questo, secondo i dati analizzati dall'Osservatorio nazionale Federconsumatori (Onf) sui consumi relativi alle festività natalizie, pervenuti dai centri di elaborazione dislocati nel Nord, Centro e Sud Italia, sia nelle piccole che nelle grandi città.

In base allo studio di Federconsumatori, la spesa totale per il Natale si è attestata a 4 miliardi di euro, rispetto ai 4,4 stimati. La spesa media a famiglia è stata di 166 euro, al di sotto di previsioni che già erano negative. Analizzando l'impatto della contrazione sui diversi settori, si scopre che l'unico a registrare un seppur lieve incremento è quello dell'elettronica di consumo, mentre le promozioni permettono all'editoria di reggere l'urto mantenendo livelli stabili. Per tutto il resto, persino alimenti e giocattoli, è un Natale nel segno del meno.

Entrando nel dettaglio, crollano abbigliamento e calzature (-18%), mobili, arredamento ed elettrodomestici (-24%). Pesante il passivo per profumeria e cura della persona (-7%). Note dolenti anche per i viaggi: meno partenze e turismo che accusa un grave -8%. Sotto l'albero, meno regali per i più piccoli: le vendite di giocattoli hanno fatto registrare -3%. E cenoni meno ricchi, con una contrazione nei consumi di prodotto alimentari del -1,5%.

Come si diceva, l'unico settore in positivo è quello dell'elettronica di consumo: un +1% frutto, secondo lo studio di Federconsumatori, del passaggio al digitale terrestre di alcune regioni e dalla vendita di smartphone.

"E' chiaro - hanno dichiarato Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef - che da tutto ciò deriva l'urgente necessità di affiancare alle misure di riequilibrio dei conti (che solo per la manovra Monti costeranno alle famiglie 1129 euro), interventi determinati per avviare una nuova fase di sviluppo, attraverso il rilancio degli investimenti nei settori produttivi" .


(26 dicembre 2011)
Natale, crollo dei consumi Spesi 400 milioni in meno - Economia e Finanza con Bloomberg - Repubblica.it


Ma "i ristoranti sono pieni" (cit.)
[Immagine: xzCrUL7.gif]
Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
Cita messaggio
#2
fortunatamente anche quest'anno è andato bene in officina dal mio babbo, nella merceria di mia mamma invece un po' meno, soprattutto perché ha due mutui attivi al momento (1 da 70000 € e 1 da 110000 €Wink, comunque, visto il momento, non ci possiamo lamentare...
Instagram - 500px - LinkedIn
Le mie corse su Strava

«To see things thousands of miles away, things hidden behind walls and within rooms, things dangerous to come to, to draw closer, to see and be amazed. That’s Life.»

«Cos'è il genio? Fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'azione.»
Cita messaggio
#3
Dato che non mi sorprende affatto. Per guanto riguarda il settore del mobile e/o articoli per la casa, io posso portare l'esempio del negozio dove lavoro, dove abbiamo perso circa 13% rispetto al Dicembre dell'anno scorso
"La Sardegna. Questa terra non somiglia a nessun altro luogo"D.H. Lawrence

"QUI VIGE L'UGUAGLIANZA: NON CONTA UN CAZZO NESSUNO!" cit.

"Quando l'ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa un dovere"
Bertolt Brecht
Cita messaggio
#4
eppure i ristoranti sono pieni:applausi:Smile
Cita messaggio
#5
Lasciamo perdere.
Cita messaggio
#6
E questo non è niente, vedrete il prossimo Natale, dopo la quarta manovra Monti...
Speriamo nei Maya... :lolA:
"Il governissimo come è stato fatto in Germania qui non è attuabile." (Enrico Letta, 8 aprile 2013). :buah:

La mia stazioncina meteo online (versione "quasi" definitiva)... Smile
http://rieticentrometeo.altervista.org

Terminillo.ORG Smile
----------
[SIGPIC][/SIGPIC]
Cita messaggio
#7
Gennaio1985 Ha scritto:E questo non è niente, vedrete il prossimo Natale, dopo la quarta manovra Monti...
Speriamo nei Maya... :lolA:

Attendiamo che Monti ci "succhi" anche l'impossibile..:lolA:
Cita messaggio
#8
Qui da Coldiretti:

Giu' i consumi. -18% rispetto al 2010 cibi e bevande in tavola tra la vigilia e il pranzo del 25


ROMA - Natale più povero, a tavola e sotto l'albero. La crisi economica, il lavoro che scarseggia, le nuove tasse annunciate dalle manovre che si sono susseguite nel 2011, hanno fatto crollare i tradizionali consumi delle festività, con cenone e pranzo più morigerati, e regali non solo utili, ma anche poco costosi.

Quest'anno, infatti, secondo Coldiretti, sono stati spesi 2,3 miliardi di euro in cibi e bevande consumati a tavola tra il cenone della vigilia e il pranzo di Natale, che nove italiani su dieci hanno scelto di trascorrere a casa con parenti o amici. Una cifra di riguardo, che conferma come non si rinunci all'appuntamento più tradizionale dell'anno, ma che segna un calo di ben il 18% rispetto a quanto si è speso nel 2010, come non si vedeva dal 2001, l'anno dell'attacco alle torri gemelle, quando il crollo fu del 28%.

Né è andato meglio sul fronte regali. Ogni italiano, secondo il Codacons, quest'anno ha 'tagliato' di 48 euro la spesa per addobbi, regali e quant'altro. Spese in calo anche per i viaggi, mentre il settore che più di tutti ha risentito della crisi - sostiene il Codacos - è quello dell'abbigliamento e delle calzature, dove il calo delle vendite ha raggiunto quota -30%. Ciò nonostante, la sigla dei consumatori prevede un flop per i saldi invernali che partiranno il 5 gennaio.

"In un momento di grave crisi come quello attuale - afferma il Codacons - gli italiani non ricorreranno agli sconti, e taglieranno ulteriormente gli acquisti: rispetto ai saldi invernali dello scorso anno, quest'anno saranno in clamoroso calo, con riduzioni delle vendite che andranno dal 30 al 40%". Del Natale 2011, meno fastoso e più tradizionale, esce rafforzata la tendenza alla riscoperta del legame con i prodotti del territorio che si è espressa a tavola nella preparazione delle ricette del passato.

Un appuntamento che, nonostante i profondi cambiamenti negli stili di vita, è fortemente radicato nella popolazione, come dimostrano gli spostamenti per tornare nei luoghi di origine e ritrovare i gusti, i sapori del passato. La maggioranza delle tavole è stata infatti imbandita con menù a base di prodotti o ingredienti nazionali con una spesa stimata - secondo Coldiretti - in 850 milioni di euro per pesce e le carni compresi i salumi, 490 milioni di euro per spumante, vino ed altre bevande, 400 milioni di euro per dolci con gli immancabili panettone, pandoro e panetteria, 270 milioni di euro per ortaggi, conserve, frutta fresca e secca e 190 milioni di euro per formaggi e uova.

Ora, sempre secondo l'organizzazione agricola, di tutto questo ben di dio è rimasto non consumato circa un quarto, per un valore di mezzo miliardo di euro, e l'invito è a non gettarlo nella spazzatura: "in un momento di difficoltà economica - viene sottolineato - è importante utilizzare la fantasia per recuperare con gusto i cibi rimasti sulle tavole. Recuperare il cibo è una scelta che fa bene all'economia e all'ambiente, con una minore produzione di rifiuti, in un momento come le festività di Natale in cui peraltro c'é una maggiore disponibilità di tempo libero e si può cogliere l'occasione per dedicare un po' di tempo ai fornelli".
Natale: Coldiretti, crollo spesa a tavola, 2,3 mld (-18%) - Economia - ANSA.it
[Immagine: xzCrUL7.gif]
Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
Cita messaggio
#9
il mio stomaco conferma :we:
Cita messaggio
#10
Saldi, la Confcommercio ci spera i consumatori no: "Saranno un flop"

Per l'associazione dei commercianti ogni italiano spenderà in media 168 euro; una cifra lontanissima dalle stime delle associazioni Adoc e Codacons che invece prevedono un crollo del 30% delle vendite rispetto all'anno scorso. Rienzi (Codacons): "Solo il 40% delle famiglie potrà permettersi di acquistare"


ROMA - Archiviato con delusione il Natale, nel commercio è già scattato, come ogni anno, il conto alla rovescia per i saldi invernali. Gli sconti partiranno nella maggior parte delle città italiane il 5 gennaio, ma già da diversi giorni tantissimi negozi hanno dato il via a un tam tam attraverso sms, email e telefonate per avvertire i clienti più affezionati delle promozioni e degli sconti applicati prima della data stabilita. E tra la Confcommercio e le associazioni dei consumatori è già battaglia di cifre sulle previsioni di spesa.

Per l'ufficio Studi di Confcommercio ogni famiglia spenderà mediamente 403 euro per l'acquisto di capi d'abbigliamento e accessori, circa 168 euro pro capite, per un valore complessivo di 6,1 miliardi di euro che rappresenterebbe il 18% del fatturato annuo del settore.

Ben altri conti fa il Codacons, che parla di "valutazioni ottimistiche" da parte dell'Ascom ed al contrario prevede un clamoroso flop per i prossimi sconti stagionali: "Solo il 40% delle famiglie - sostiene il presidente dell'associazione, Carlo Rienzi - potrà permettersi qualche acquisto, e la spesa pro capite in regime di saldi si attesterà sui 110 euro. Il calo delle vendite, in base ai primi risultati emersi da una nostra indagine, raggiungerà quota -30% rispetto ai precedenti saldi invernali".

A Rienzi fa eco l'Adoc, le cui previsioni sono ancora più negative: "Si prevede un calo delle vendite del 30% rispetto allo scorso anno e una spesa in ribasso del 21%", dice in una nota il presidente dell'Adoc, Carlo Pileri, secondo il quale la spesa per ogni persona non supererà dunque i 90 euro.

Le speranze Confcommercio - I commercianti sono ottimisti e confidano nei saldi per risollevare le vendite, finora decisamente deludenti: "La crisi economica e una stagione autunnale caratterizzata da un clima mite - ha dichiarato Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia e vice presidente di Confcommercio - non hanno di certo favorito le vendite di capi d'abbigliamento della collezione autunno-inverno. Anche a dicembre abbiamo dovuto fare i conti con un Natale all'insegna del risparmio e di molta prudenza negli acquisti. Inoltre, i margini delle imprese hanno subito un'ulteriore riduzione perché per sostenere consumi già deboli i commercianti, laddove possibile, hanno assorbito l'aumento dell'Iva dal 20% al 21% deciso quest'estate. Ora con l'avvio dei saldi confidiamo in una boccata d'ossigeno per le vendite".

Quanto alla data unica di partenza dei saldi, Borghi ricorda che "la fruttuosa collaborazione tra Federazione Moda Italia e le Regioni ha portato all'adozione su quasi tutto il territorio nazionale della data del 5 gennaio per l'inizio dei saldi, evitando, da un lato, spiacevoli diatribe e competizioni interregionali e, dall'altro, disordine, incertezze e un'anacronistica anarchia territoriale".

Codacons, allarme piccoli negozi - Le previsioni della Confcommercio, secondo il Codacons, non rispecchiano assolutamente la realtà. "A risentire della grave crisi del commercio saranno soprattutto i piccoli negozi e - dice il presidente Rienzi - per la prima volta anche gli outlet e i centri commerciali vedranno una consistente diminuzione del proprio giro d'affari".

Adoc preannuncia un flop - Abbassare i prezzi non aiuterà le vendite a invertire la tendenza prenatalizia, secondo l'Adoc, che critica ancora una volta la scelta di far partire gli sconti dopo le feste: "Le vendite di calzature e abbigliamento di media-bassa qualità saranno un vero e proprio flop, con cali fra il 25 e il 35%. Anche l'abbigliamento di alta qualità - prevede l'Aduc - avrà un calo intorno al 7%".

I saldi, afferma l'Adoc, seguiranno "l'andamento delle vendite prenatalizie 1, che hanno registrato un calo del 28%": "Se il Natale è stato magro, i saldi saranno magrissimi", dice il presidente Pileri che critica la miopia dei commercianti: "Siamo l'unico Paese occidentale a far iniziare la stagione dei saldi col nuovo anno, mentre altrove, dagli Usa all'Inghilterra, i saldi iniziano a ridosso o subito dopo le festività natalizie. Senza questo ostracismo verso l'inizio anticipato probabilmente gli incassi potrebbero essere superiori ed è inspiegabile che i commercianti non vogliono anticipare i saldi, ma applicano e incentivano l'assurdo fenomeno delle promozioni prenatalizie".
(27 dicembre 2011)
Saldi, la Confcommercio ci spera i consumatori no: "Saranno un flop" - Economia e Finanza con Bloomberg - Repubblica.it
[Immagine: xzCrUL7.gif]
Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
Cita messaggio


Vai al forum:


Utenti che stanno guardando questa discussione: 1 Ospite(i)