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METEO..ad personam
#1
Copio&incollo dal Corsera
"IL PROGETTO PESCADO DELL’UNIVERSITÀ POMPEU FABRA DI BARCELLONA
Il meteo su misura: le previsioni come le vuoi tu
Informazioni dettagliate sul tempo, ma anche sull’inquinamento o su specifiche caratteristiche ambientali

Pescado è un progetto per il meteo tagliato su misura (Afp)
Dove è il posto nelle vicinanze dove l’aria è più limpida? Dove posso portare mio figlio se ha qualche allergia al polline? E ancora, dove c’è elevata umidità oppure dove l’inquinamento è ai massimi livelli? A queste domande cerca di rispondere un innovativo servizio online che si basa sull’esigenza crescente di orchestrare e coordinare i vari tipi di dati riguardo all’ambiente, parlando di tempo a tutto tondo, senza fermarsi al meteo e aggiungendo un tocco di personalizzazione.
PESCaDO - Esiste una piattaforma dal nome PESCaDO, acronimo di Personalised environmental service configuration and delivery orchestration , che non si limita infatti a dirci se domani sarà bello, brutto o variabile, ma si sofferma su altre questioni ambientali più di nicchia e per giunta, volendo, su misura. In sostanza questa piattaforma, sviluppata dai ricercatori dell’Università Pompeu Fabra di Barcellona, raccoglie e aggrega dati e fonti ambientali e in seguito, interagendo con gli utenti, calibra le informazioni meteo e ambientali accurate e localizzate sulle esigenze della persona.

BISOGNI METEO - Il prototipo – attualmente disponibile solo in inglese, svedese e finlandese - ha ricevuto un contributo europeo da 2,8 milioni di euro e si basa su una serie di parametri che contemplano le temperature, le precipitazioni, la concentrazione di CO2 e le polveri sottili. Un bollettino grafico e di testo viene poi emesso a seconda degli interessi e delle necessità meteorologiche dell’utenza, con la quale dunque c’è un dialogo continuo.

PRECISIONE – Ma la versatilità delle informazioni non è l’unico obiettivo, come spiega Leo Wanner dell’università di Barcellona, alla guida del progetto. Il fine dell’iniziativa è anche naturalmente quello di migliorare l’attendibilità delle previsioni, «poiché se un sito prevede una temperatura per l’indomani di 30 gradi, uno di 28 e l’altro di 32, è evidente che almeno due dei tre sbagliano».
23 ottobre 2013
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