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Messi show, Supercoppa al Barça
#1
Il Pallone d'oro regala ai blaugrana il primo trofeo stagionale firmando il 3-2 a due minuti dal 90' di un Clasico spettacolare. Merengues all'altezza della sfida, ma nel finale è rissa


I signori di Spagna vestono ancora il blaugrana, anche se a righe strette. Il Barcellona supera 3-2 il Real Madrid nello spettacolare match di ritorno della Supercoppa di Spagna, mettendo le mani sul primo trofeo della stagione, l'undicesimo dell'era Pep Guardiola (eguagliato il bottino del maestro Cruyff). A decidere il secondo Clasico della stagione è Leo Messi, Pallone d'oro che regala un assist a Iniesta per il momentaneo 1-0, manda i suoi al riposo sul 2-1 e scongiura i supplementari col 3-2 a due minuti dalla fine. Per la Pulce sono 13 gol in 15 Clasicos. Ma il Real c'è. Con Ronaldo, che segna il gol numero 100 con la maglia delle merengues (in due stagioni e due gare), e con una ripresa in cui, con un gol da recuperare, gli uomini di Mourinho mettono sotto gli avversari fino a guadagnarsi la chance dei supplementari, prima che Messi cambi le carte in tavola. Se non fosse per il finale-rissa, per i blancos il bilancio non sarebbe male.


SUBITO SPETTACOLO — Il Real parte con un pressing altissimo che regala un’occasione a Ronaldo dopo appena 40”. I blancos provano a mordere, ma il Barça ragiona e cresce lentamente. Messi si infila tra la linea difensiva di Mourinho (a sinistra c’è Coentrao e non Marcelo) e quella di centrocampo, e proprio da quella posizione, al 15’ smarca con una fantastica verticalizzazione Iniesta alle spalle della difesa del Real: l’eroe della finale del Mondiale ’10 arriva davanti a Casillas e lo fredda con un tocco sotto che vale l’1-0. Le merengues però non accusano il colpo: il pressing alto mette in difficoltà la difesa blaugrana e regala qualche palla buona agli ospiti. Khedira si incunea in area al 20’, poi Benzema viene fermato in corner. E dalla bandierina il Real costruisce il pari: tiro sballato e deviato di Pepe, Sergio Ramos prova la spaccata e Ronaldo (in sospetto fuorigioco) ci mette lo stinco destro per beffare Valdes.


PETTO-TACCO-GOL — Il pari potrebbe durare meno di due minuti se Casillas non disinnescasse un gran sinistro da fuori del volenteroso Pedro, ma è il Real a sfiorare il 2-1 con Ronaldo, il cui siluro di sinistro da fuori viene prima deviato da Valdes e poi si infrange sulla traversa. Il Barça prova a prendere in velocità la difesa del Real. Messi affonda al 37’ ma Casillas non ci casca. Altra storia al 45’: il Pallone d’oro tocca male di petto ma innesca Piqué, tacco magico a rendere palla proprio all’argentino che in velocità supera tutti, anche Ronaldo, e infila Casillas. E manda i suoi al riposo avanti 2-1.

BENZEMA IMPLACABILE — Mourinho riparte inserendo il disastroso Marcelo al posto di Khedira e riportando Coentrao accanto a Xabi Alonso, e dopo 19' di botte e poche emozioni aumenta il peso offensivo con Higuain al posto dell'acciaccato Di Maria, con Benzema che trasloca sulla fascia. Il Real mette il Barça alle strette e sfiora il gol con un gran colpo di testa di Sergio Ramos. Guardiola prova a coprirsi con Adriano al posto di Villa (spento), Mou rilancia con Kakà per il fantasma di Ozil e al 37' il Barça cade: corner di Kakà da sinistra, Adriano sbaglia il rinvio e innesca un flipper che Benzema chiude col sinistro del 2-2 che fa calare lo spettro dei supplementari sul Camp Nou.

DECIDE MESSI — Guardiola inserisce Fabregas (ovazione per il figliol prodigo) per Pedro, ma a due minuti dalla fine ritrova Messi, che nella ripresa si era preso una pausa: Adriano affonda sulla destra e crossa al centro, il Pallone d'oro irrompe e con un sinistro volante fa ancora gol. Finisce in rissa, perché Marcelo al quarto di recupero si fa cacciare per un fallo killer a forbice su Fabregas e innesca un confronto durissimo a cui partecipano tutti (cacciati i sostituiti Villa e Ozil), compreso Mourinho. Il Camp Nou esulta comunque e si gode l'ennesimo "titulo": il Barça è ancora signore di Spagna, ma il Real è più che mai all'altezza della sfida, sia nella Liga che in Europa. Nonostante qualche eccesso di troppo.

Citazione:Mou: "Villanova? Non lo conosco. Dal 1' del secondo tempo sono spariti i raccattapalle, queste cose le fanno le piccole squadre"

MOU-VILLANOVA — Dopo aver perso la Supercoppa Mourinho ha aggredito il secondo di Pep Guardiola mettendogli un dito dentro l'occhio. Poi, in sala stampa, lo show già visto in Italia. Il mio dito nell'occhio di Tito Vilanova? Non conosco questo signore, non so chi sia e come si chiama e comunque l'arbitro è lì per fischiare quello che ritiene giusto fischiare: giudica lui, io vado in campo per giocare come un uomo". Sulla partita: "Sono molto contento per il progresso della squadra - ha spiegato Mourinho -: non voglio paragonare la nostra prestazione con quella dei nostri avversari, dico solo che siamo migliori rispetto all'anno scorso". Poi una frecciata ai grandi rivali: "Noi siamo venuti qui per giocare e vincere, ma dal primo minuto del secondo tempo sono spariti i raccattapalle, queste cose le fanno le piccole squadre quando sono in difficoltà. La mia non è una critica - conclude Mourinho -, racconto solo quello che è successo".
Messi show, Supercoppa al Barça, Il Real e Mou devono inchinarsi - La Gazzetta dello Sport
[Immagine: xzCrUL7.gif]
Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#2
L'argentino del Barça è l'eroe della Supercoppa, il tecnico del Real viene affossato dalla stampa e da Piqué. E la foto del suo dito nell'occhio del vice di Guardiola campeggia ovunque



Il buono, Leo Messi. E il cattivo, José Mourinho. Sono loro i due protagonisti del Clasico che questa mattina si gioca sulla stampa spagnola. Il primo rappresenta il gioco celestiale messo in mostra dalle due più grandi squadre spagnole nel 3-2 di ieri notte al Camp Nou. Vittoria che ha dato al Barça la terza Supercoppa spagnola consecutiva, undicesimo titolo in poco più di 3 anni per Guardiola. Il secondo l’altra faccia, quella truce e avvelenata, della stessa medaglia.
[Immagine: jose_mourinho_makes_stink_face_pinches_b...hs_eye.jpg]
LA FOTO — La partita dell’anno fino quasi al 90’, la rissa della stagione subito dopo. Innescata da una brutale entrata di Marcelo su Fabregas proprio davanti alle panchine e incendiata da quello che resterà, purtroppo, il fotogramma mediatico di questo sesto Clasico del 2011: Mou che di spalle mette un dito in un occhio a Tito Villanova, assistente di Guardiola. La foto del pessimo gesto del portoghese, colpito poi da Villanova con una manata, campeggia ovunque.

SUPER MESSI — A legare i due personaggi ci pensa la prima di As: “Por que? Por Messi” il titolo scelto per ricordare la celebre tirata di Mou con i suoi "por qué?" dopo lo 0-2 nell’andata delle semifinali di Champions, e poi: “Un gran Madrid ha infangato la propria immagine con la violenza di Pepe e Marcelo”, oltre alla foto di cui sopra di Mou. A Barcellona Mundo Deportivo e Sport scelgono la stessa apertura: “Super Messi!”. “Messi porta la prima” è l’apertura del Periodico de Catalunya, giornale politico che fa riferimento alla prima coppa della nuova stagione blaugrana. “Messi seppellisce il Madrid in una Supercoppa da ricordare” si legge sulla prima del Mundo, che poi sottolinea come “Messi è al di sopra di tutto”. “Messi si che è unico” l’apertura delle pagine sportive del Pais, che nel testo lo definisce speciale, lui si, facendo il paragone con lo Special One.

Video:http://www.gazzetta.it/Calcio_Estero/Lig...4400.shtml
TITO DIVENTA PITO — In prima il Mundo Deportivo titola “Aggressione di Mourinho a Tito”, Sport “Deplorevole Mourinho”. A dar fastidio ai giornali tutti, madrileni e catalani, è stato l’atteggiamento del tecnico portoghese in sala stampa, quando di fronte alle reiterate domande sull’incidente del dito con Tito, Mou non ha trovato di meglio che far finta di non conoscere il vice di Guardiola: “Pito? Non so chi è questo Pito. Non lo conosco”. Nome storpiato come ai tempi di Barnetta e del Monaco del Tibet, col "pito" che nel linguaggio fanciullesco rappresenta l’organo maschile.


SQUADRA PICCOLA — “Il calcio è una cosa da uomini” titola il Pais usando le parole di Mou. Altra frase raccolta in una conferenza stampa nella quale Mou ha citato due volte i raccattapalle del Camp Nou: “Dal primo minuto del secondo tempo hanno cominciato a nascondere la palla. Non critico, è una cosa normale con le squadre piccole, che non si sentono a proprio agio”. “Ho troppo lavoro per poter parlare con i raccattapalle”, la risposta di Pep.


IL MONITO DI PEP — In conferenza stampa Guardiola ha cercato in ogni modo di evitare le polemiche, dicendo che lui si sa chi sono Aitor Karanka o Rui Faria (assistenti di Mou) e avvertendo però che “Se si continua così un giorno finirà male. In campo ma anche fuori”. Molto più duri sono stati Piqué e Xavi: “Mourinho sta distruggendo il calcio spagnolo. Dicono che il problema sia in Catalogna, ma il problema è chiaramente a Madrid” ha fatto notare il centrale difensivo. “Quelli del Madrid pensano solo a menare. Sono patetici. L’immagine del Madrid oggigiorno è deplorevole, penosa. Non si sono nemmeno fermati ad aspettare che ricevessimo la coppa”, la riflessione di Xavi. Il Barça lo aveva fatto a Mestalla, quando perse la finale di Copa del Rey col Madrid. Peccato che della spettacolare partita vissuta ieri al Camp Nou alla fine restino sul terreno tantissime macerie contaminate. E un campione memorabile.

Filippo Maria Ricci
RIPRODUZIONE RISERVATA
Messi meraviglia, Mou il cattivo, "Distrugge il calcio spagnolo" - La Gazzetta dello Sport
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#3
:lolB::lolB:
[video=youtube;Nqs3qzBzzaQ]http://www.youtube.com/watch?v=Nqs3qzBzzaQ&feature=related[/video]
[video=youtube;ckqHI3UBtuA]http://www.youtube.com/watch?v=ckqHI3UBtuA[/video]
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#4
Che idolo quando fa finta di niente :lolA:

Comunque, risse a parte, solo Mourinho poteva creare una squadra capace di tener testa a questo Barca (che ha aveva Fabregas in panchina, per dire) fino al 90' fuori casa.
C'è un confine sottile tra uno sbaglio e un colpo di genio; purtroppo dovresti essere un genio per vederlo.

Sheldon Cooper

L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade,
ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole.
Onestà tedesca ovunque cercherai invano,
c'è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina;
ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida,
e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé


Johann Wolfgang von Goethe
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#5
mesociclone Ha scritto:Che idolo quando fa finta di niente :lolA:

Comunque, risse a parte, solo Mourinho poteva creare una squadra capace di tener testa a questo Barca (che ha aveva Fabregas in panchina, per dire) fino al 90' fuori casa.

"Il mio dito nell’occhio del vice di Guardiola Tito Vilanova? Non conosco questo signore, non so chi sia e come si chiama "
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#6
Mourinho è un uxxx di mxxxx
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#7
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Anche i quotidiani madrileni puntano il dito contro il portoghese. Per As è "da punire", per Marca "Questa storia deve finire". Lo scisma tra blaugrana e blancos rischia di avere ripercussioni anche sulla nazionale di Del Bosque

Le polemiche, ovviamente, non si spengono. A Barcellona sono indignados e urlano contro Mou; a Madrid il fronte è spaccato tra difese d’ufficio sul tema "Quelli del Barça hanno provocato", e vergogna diffusa per il comportamento del Real, e soprattutto del suo allenatore, mercoledì notte al Camp Nou. Il tutto coperto da una spessa nube di preoccupazione per lo scisma aperto dai 6 Clasicos del 2011 all’interno della nazionale campione del Mondo e d’Europa.

LE SANZIONI — L’arbitro nel suo referto non ha scritto nulla della rissa, a parte le motivazioni che hanno portato alle espulsioni di Marcelo (il detonatore), Villa e Ozil (entrambi in panchina, già sostituiti) e il Barcellona ha fatto sapere che non chiederà alcuna punizione alla Federazione. Non ci si aspettano quindi sanzioni per Mourinho, anche se i giornali di Barcellona le reclamano a gran voce. Interessante la posizione di As, di solito allineato con la Casa Blanca: la quotidiana domanda-dibattito sul giornale madrileno oggi è "Devono punire Mourinho?". I due giornalisti di punta chiamati a rispondere scelgono sempre uno il sì e l’altro il no, ma oggi ci sono due sì. “Il Madrid dovrebbe sanzionarlo per aver macchiato la signoria del club’, dice uno dei due, “Un giorno succederà qualcosa di grave per colpa di Mourinho”, risponde l’altro.

LE PROVOCAZIONI — Frase questa già pronunciata anche da Guardiola. Accusato dal Madrid di aver provocato gli avversari dicendo "Siete una banda", nel senso di gang. Dal Real parlano di provocazioni anche da parte di Vilanova, l’uomo al quale Mou ha infilato un dito in un occhio, di insulti e di un colpo di Villa a Ozil. Da Barcellona rispondono con un video, poco chiaro, nel quale sembra che Mou colpisca Fabregas quando è a terra, falciato da Marcelo. La sostanza, tra parole e immagini, è che la guerra sembra inarrestabile. Marca, vicinissimo al Real, cerca di mantenere una complessa neutralità, apre il giornale con l’acquisto di Falcao da parte dell’Atletico e a pagina 2 lancia la sua richiesta: “Questa storia deve finire”.


Uno scatto della rissa finale mercoledì al Bernabeu. Afp
LO SCISMA — Anche perché l’unità della nazionale (intrinsecamente legata all’unità nazionale, visto che con Del Bosque vanno catalani, baschi, madrileni e altro) è in serio pericolo. “Si abbiamo un problema” ha dichiarato Pedro al Mundo. Le frasi di Piqué (“Mou sta distruggendo il calcio spagnolo, dicono che il problema sia in Catalogna ma in realtà è a Madrid”) e di Xavi (“L’immagine del Madrid è patetica, penosa, pensano solo a dare calcioni”) hanno provocato l’indignazione dei nazionali del Real. E viceversa. Il fatto che il Madrid non sia rimasto ad aspettare la consegna della Supercoppa al Barça e le parole di Casillas sul fallo di Marcelo a Cesc (“Sarà andata come sempre, un’entrata e loro che si buttano”) hanno allargato la spaccatura. “La cosa peggiore è vedere Casillas o Xabi Alonso fare il gioco di Mourinho – dice Manolo Lama, il giornalista di punta delle radio spagnole –. Il Real Madrid dimentica che non c’è bisogno di essere tamarri per vincere”. Questo è il nocciolo della questione: a Barcellona dicono che Xavi non riesce a credere che Iker o Alonso, due con i quali è cresciuto in nazionale, mostrino atteggiamenti simili.


CAMORRISTA E RISSAIOLO — E Florentino Perez? In silenzio. Il presidente della Casa Blanca ha dato tutto il potere a Mou, per accontentarlo è arrivato a sacrificare quell’elegante cuscinetto che era Jorge Valdano, e ora è solo. “Un dito nell’occhio di Florentino Prerez” è il titolo del durissimo editoriale di oggi del Pais. “Non c’è tempo. È arrivato il momento più importante del mandato presidenziale di Florentino Perez. Il precursore dell’evangelizzazione del madridismo, il signore dell’eccellenza, il guardiano della signorilità. Tocca a lui, senza altri ritardi, indicare se il Madrid vuole essere il Real Madrid da lui descritto o l’Estudiantes de la Plata, simbolo eterno del calcio camorrista e rissaiolo”. E questo è solo l’inizio del pezzo.
Mou nemico pubblico numero uno, Spagna spaccata tra Barça e Real - La Gazzetta dello Sport
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