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Londra brucia!!
#1
[Immagine: scontri-londra_interna.jpg]
Londra brucia, ancora guerriglia nei quartieri
Arrestati in 225 e 35 poliziotti feriti

Dopo gli scontri di sabato, ancora paura per le strade della capitale. Nuove violenze si sono registrate domenica sera nella vicina zona di Enfield. Nella notte gruppi di giovani incappucciati hanno attaccato diversi negozi a Brixton, Streatham, Turnpike Lane, Walthamstow, Chingford e Leyton

Dopo 225 arresti e due notti di delirio a Londra gli umori dei quartieri ‘difficili’ continuano a essere volatili quanto i listini delle borse. I nervi di politici e poliziotti dunque restano tesi. Un conto, infatti, è avere a che fare con un’ondata di teppismo, per quanto incubata all’interno di una situazione economico-sociale più che fragile, un altro è una rivolta su larga scala delle banlieu di sua Maestà. Al momento l’ago sembra pendere verso la prima ipotesi: le comunità locali hanno in gran parte preso le distanze dai facinorosi. Eppure le schermaglie continuano. E basta un errore, una manganellata di troppo, per rischiare un’altra escalation di violenza.

Theresa May, il ministro dell’Interno britannico, lo ha capito ed è tornata in anticipo dalle vacanze appositamente per discutere il da farsi con la polizia. Così pure Nick Clegg, il vicepremier. Che oggi, prima di recarsi in visita a Tottenham per ispezionare l’entità dei danni e ascoltare le ansie dei residenti, ha espresso dure parole di condanna per gli eventi definendoli come “un’inutile e opportunistica serie di furti e violenze che non ha assolutamente niente a che vedere con la morte di Mark Duggan“. Sarà. Sta di fatto che in pieno pomeriggio un centinaio di giovani si sono scontrati con gli agenti di Scotland Yard nel popolare quartiere di Hackney, nell’East End di Londra. Risultato: vetrine rotte, qualche furto, traffico deviato. Ovvero lo stesso andazzo di domenica notte. A Endfield, Edmonton, Brixton, storico quartiere della comunità afro-caraibica dove i danni sono stati più intensi, gli attacchi sono stati repentini, coordinati grazie al sistema di scambio messaggi ‘privato’ dei BlackBerry più che dai social network d’ordinanza come Facebook o Twitter.

Se dunque la scala dei disordini non può certo essere paragonata al disastro di Tottenham, alcune zone di Londra ieri notte erano irriconoscibili: centinaia di agenti per le strade, decine di cellulari in continuo movimento a sirene spiegate, elicotteri di pattuglia nei cieli armati di potenti fari che illuminano a giorno i marciapiedi. “Sono disgustata da questa inutile violenza”, ha detto questa mattina, osservando i danni nel suo quartiere, Yvonne Clarke, 48enne residente di Brixton. Un sentimento spesso condiviso: “a che serve svaligiare i negozi? perché spaccare tutto senza motivo?”, si chiedono gli abitanti dei rioni colpiti. Il comandante della Metropolitan Police Adrian Hanstock taglia corto: “Qui non si tratta di un gruppo di persone che agiscono per conto o con il sostegno delle comunità locali; sono al contrario le comunità locali ad essere sotto attacco”.

Ma c’è di più. I tagli decisi dal governo, infatti, stanno finalmente iniziando a mordere. A Tottenham, ad esempio, vi sono 50 persone per ogni lavoro disponibile, le richieste di sussidi alla disoccupazione sono saliti del 10% rispetto all’anno passato e la disoccupazione ha colpito i giovani duramente. Contemporaneamente il budget della circoscrizione di Haringey dedicato ai servizi per i ragazzi è stato ridotto del 75%. Così otto ‘youth club’ su tredici, centri ricreativi giovanili, sono stati chiusi dal comune. “Ora non sappiamo più cosa fare e giriamo per la strada; e la polizia ci ferma”, ha raccontato un ragazzo nero al Guardian. E non è raro che gli incidenti scoppino proprio a causa di semplici controlli e perquisizioni. Ad Hackney è andata così. Lo spettro, ad ogni modo, viene dal passato. “Non vogliamo tornare negli anni ’80″, ha messo in guardia l’ex sindaco Ken Livingstone. Eppure il paragone inizia a fare capolino: scontri, manifestazioni di protesta, l’economia che ristagna, un premier Tory a Downing Street.

Londra brucia, ancora guerriglia nei quartieri Arrestati in 225 e 35 poliziotti feriti | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano
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Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#2
London riots - The Big Picture - Boston.com
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Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#3
Tutto ha avuto inizio con le proteste per l'uccisione di un giovane di 29 anni che stava tentando di sfuggire all'arresto....
"La Sardegna. Questa terra non somiglia a nessun altro luogo"D.H. Lawrence

"QUI VIGE L'UGUAGLIANZA: NON CONTA UN CAZZO NESSUNO!" cit.

"Quando l'ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa un dovere"
Bertolt Brecht
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#4
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"La Sardegna. Questa terra non somiglia a nessun altro luogo"D.H. Lawrence

"QUI VIGE L'UGUAGLIANZA: NON CONTA UN CAZZO NESSUNO!" cit.

"Quando l'ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa un dovere"
Bertolt Brecht
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#5
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[Immagine: xzCrUL7.gif]
Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#6
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[Immagine: guardian1.jpeg]
[Immagine: xzCrUL7.gif]
Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#7
Ricorda le banlieu parigine.
C'è un confine sottile tra uno sbaglio e un colpo di genio; purtroppo dovresti essere un genio per vederlo.

Sheldon Cooper

L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade,
ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole.
Onestà tedesca ovunque cercherai invano,
c'è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina;
ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida,
e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé


Johann Wolfgang von Goethe
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#8
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Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#9
“Rivolta disorganizzata, ma la politica c’entra”
Il precedente nell’era Thatcher, tra crisi e tagli I fuochi di Londra visti dallo storico John Foot. "Qui non esistono le banlieue, poveri e ricchi convivono negli stessi quartieri". E quando le condizioni economiche peggiorano, basta una scintilla a innescare lo scontro tra due mondi inconciliabili“Londra non è come Parigi, non esistono le banlieue, i quartieri poveri convivono al fianco di quelli ricchi. E qualche volta questi due mondi inconciliabili entrano in conflitto”. John Foot è uno storico dell’University College di Londra e ha sempre lavorato tra la Gran Bretagna e l’Italia, dove ha pubblicato diversi libri. Si è ritrovato in mezzo alla rivolta scoppiata nella sua città. Una rivolta, afferma, “che non ha nessuna organizzazione alle spalle, ma la politica in qualche modo c’entra”.

In che modo?
“Mi sono tornati in mente i disordini del 1981, senza precedenti in Inghilterra, che dalla capitale, in particolare dal quartiere di Brixton, si sono estesi a Liverpool, a Manchester e in altre città. Sono rimaste nella storia del Paese: la polizia usò i lacrimogeni, cosa che in Italia è normale, ma in Inghilterra non lo è affatto. Era l’aba dell’era Thatcher, con una pesante crisi economica e drastici tagli alla spesa pubblica, proprio come oggi. E, come oggi, la rivolta non fu organizzata da alcun partito. Cominciò con un’esplosione di rabbia di giovani dell’underclass, il sottoproletariato urbano”.

Questa volta, però, la scintilla è stata in qualche modo politica, dopo l’uccisione del giovane Mark Duggan da parte della polizia.
“Sì, tutto è cominciato con la piccola manifestazione che chiedeva la verità su quell’episodio, ma poi le violenze si sono propagate in modo davvero caotico. Per strada si vede gente con la pistola – una cosa senza precedenti – insieme a ragazzini di 11 anni. Ci sono gruppi medio-piccoli che colpiscono e spariscono, e comunicano tra loro con il Blackberry, lo smartphone più diffuso in Inghilterra. Ma non è come al G8 di Genova, dove questa tattica appariva ben organizzata. Alla base ci sono sicuramente l’odio verso la polizia e il gusto della ribellione, molto viscerale, ma priva di motivazioni politiche”.

Neppure certi assalti alle strade commerciali di lusso hanno una valenza politica, secondo lei?
“Come dicevo, a Londra i ricchi e i poveri vivono negli stessi quartieri, ovviamente in contesti molto diversi. E’ vero che sono state assaltate le vie di lusso, ma spesso l’obiettivo era il furto di telefonini o simili, se non il puro vandalismo. Ora, secondo me, bisogna vedere se le violenze proseguiranno nei prossimi giorni, magari assumendo un senso diverso”.

Come sta seguendo la situazione, lì a Londra?
“Soprattutto con Twitter. Ci sono giornalisti delle tesate di quartiere, che a Londra hanno un grande rilievo, che seguono gli incidenti e i cambiamenti di fronte in tempo reale, dalla strada, e battono sonoramente i loro colleghi della televisione, inchiodati in postazioni fisse. Quello che colpisce è soprattutto la totale impreparazione della polizia, presa completamente in contropiede. In gran parte ha lasciato fare e nel quartiere di Camden ha compiuto appena cinque arresti dopo una lunga notte di incidenti. Circola persino la dietrologia che l’abbia fatto apposta, per mostrare al governo di aver bisogno di più uomini e più mezzi. I rivoltosi sono riusciti a bloccare pezzi di quartieri dicendo: ‘qui non entra nessuno’”.

E che cosa pensa della reazione del governo?
“L’idea di mettere 16 mila poliziotti a Londra non ha precedenti, ogni via sarà presidiata. Il premier David Cameron ha interrotto le vacanze, il Parlamento, chiuso per ferie, sarà riaperto. Intanto sta montando la retorica di destra: far intervenire l’esercito, usare gli idranti, i lacrimogeni, che qui sono considerati mezzi eccezionali, quasi mai usati in ordine pubblico. Questa retorica è pienamente condivisa dalla dirigenza laburista. Nessuno, comunque, aveva previsto che potesse accadere una cosa del genere, né che potesse estendersi a una tale velocità. Credo che cercheranno di farla passare come una rivolta etnica, ma non è così. Questi giovani pieni di rabbia sono britannici a tutti gli effetti”.

“Rivolta disorganizzata, ma la politica c’entra” Il precedente nell’era Thatcher, tra crisi e tagli | Mario Portanova | Il Fatto Quotidiano
[Immagine: Signordugongo.gif]
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#10
I vostri racconti da Londra/2 | FQ Londra | Il Fatto Quotidiano
C'è un confine sottile tra uno sbaglio e un colpo di genio; purtroppo dovresti essere un genio per vederlo.

Sheldon Cooper

L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade,
ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole.
Onestà tedesca ovunque cercherai invano,
c'è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina;
ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida,
e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé


Johann Wolfgang von Goethe
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