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Lodo Mondadori, Fininvest condannata a un risarcimento di 560 mln
#1
Dovrà pagare 560 milioni alla Cir
I giudici della Corte d'Appello di Milano impongono alla holding del Biscione il risarcimento a favore della holding di Carlo De Benedetti. La sentenza è immediatamente esecutiva. Marina Berlusconi: "Sentenza che sgomenta, aggressione a mio padre. Faremo ricorso in Cassazione"

MILANO - La Fininvest dovrà pagare. I giudici della Corte d'Appello di Milano hanno condannato la holding del Biscione a risarcire Cir per la vicenda del Lodo Mondadori per 540 milioni circa di euro alla data della sentenza di primo grado dell'ottobre 2009, più gli interessi e le spese decorsi da quel giorno. La cifra quindi arriverebbe intorno ai 560 milioni di euro. Un quarto in meno dei 750 milioni stabiliti in primo grado. La sentenza è immediatamente esecutiva.


La causa non è altro che la conseguenza, in sede civile, di un processo penale finito nel 2007 con le condanne definitive, per corruzione in atti giudiziari, del giudice Vittorio Metta e degli avvocati Cesare Previti 2, Giovanni Acampora e Attilio Pacifico. La Cassazione aveva confermato che la sentenza del 1991 della Corte d'Appello di Roma sfavorevole a Carlo De Benedetti nello scontro con Berlusconi per assicurarsi il controllo della casa editrice fu 'comprata' corrompendo il giudice Metta con almeno 400 milioni di lire provenienti dai conti esteri di Fininvest. Il premier venne prosciolto per prescrizione in modo irrevocabile nel novembre 2001.

Avviato nell'aprile 2004, con la richiesta complessiva di un miliardo di risarcimento da parte di Cir, il procedimento civile il 3 ottobre 2009 ha visto la sentenza di primo grado: il giudice Raimondo Mesiano 3aveva stabilito che la holding di De Benedetti "ha diritto" al risarcimento da parte di Fininvest "del danno patrimoniale da perdita di 'chance'" per "un giudizio imparziale'. Risarcimento 4 che aveva quantificato in 749.995.611,93 euro a cui si aggiungono gli interessi legali, le spese del giudizio e, tra l'altro, due milioni di euro per gli onorari.

Pochi giorni dopo il ricorso in appello, a dicembre, era arriva un accordo tra Finivest e Cir: la prima aveva presentato una fideiussione da 806 milioni 5, rinunciando all'istanza di sospensione mentre la seconda si era impegnata a non chiedere l'esecuzione del maxirisarcimento fino alla sentenza d'appello.

In vista del verdetto di secondo grado, l'anno scorso, i magistrati avevano nominato un pool di esperti per stabilire "se e quali variazioni dei valori delle società e delle aziende oggetto di scambio fra le parti siano intervenuti tra il giugno del 1990 e l'aprile del 1991, con riguardo agli andamenti economici delle stesse e di evoluzione dei mercati dei settori di riferimento".

A settembre 2010 le conclusioni dei consulenti: avevano stabilito che il danno subito dalla holding della famiglia De Benedetti esisteva anche se, a loro avviso, era minore rispetto alla quantificazione del Tribunale. Recentemente Berlusconi aveva definito una sua eventuale condanna "una rapina a mano armata" 6. Mentre è di pochi giorni fa la polemica sulla cosidetta norma salva Fininvest 7 inserita e poi tolta dalla Finanziaria dopo dure polemiche.

La sentenza."Per questi motivi la corte accoglie, per quanto di ragione, sia l'appello principale che quello incidentale e per l'effetto in parziale riforma della sentenza del 2009, determina in euro 540 milioni 141 mila 059,32 centesimi l'importo dovuto dalla convenuta alla data del 3 ottobre 2010 quale risarcimento di danno immediato e diretto, e pertanto condanna Fininvest a pagare in favore di Cir s.p.a. tale somma oltre agli interessi legali da detta data al saldo; dichiara compensate per un quarto tra le parti le spese processuali di entrambi i gradi del giudizio; condanna l'appellante Fininvest a riforndere in favore della Cir i residui tre quarti delle spese processuali dei due gradi, come in motivazione partitamente liquidate, per il primo grado in complessivi euro 3 milioni 296 mila, e per il presente grado in complessivi euro 3 milioni 940 mila oltre, per entrambi i gradi di giudizio, al rimborso per le spese generali del 12,5% su diritti e onorari come per legge; pone definitivamente a carico di ciascuna parte per la metà i già liquidati costi della consulenza tecnica d'ufficio; conferma nel resto la sentenza impugnata".

Che succede ora. A questo Cir può, fin da subito, eseguire il contenuto della sentenza d'Appello: con un 'precetto', e cioè un atto giudiziario ad hoc, intimare il pagamento della somma dovuta. Qualora Finivest non fosse in grado di pagare la cifra stabilita dai giudici, la holding di De Benedetti si potrà rivolgere alle banche, di cui Intesa-Sanpaolo è capofila, garanti di una fideiussione da 806 milioni. Fideiussione bancaria valida per 16 mesi, e rinnovabile, posta alla base dell'accordo del dicembre 2009 tra le sue società. Ci potrebbe essere anche, in via del tutto ipotetica, un accordo tra le parti per congelare l'esecutività della sentenza in attesa della conferma definitiva della Cassazione.

Le reazioni. "E' una sentenza che sgomenta e lascia senza parole. Rappresenta l'ennesimo scandaloso episodio di una forsennata aggressione che viene portata avanti da anni contro mio padre, con tutti i mezzi e su tutti i fronti, compreso quello imprenditoriale ed economico. Gia in queste ore i nostri legali cominceranno a studiare il ricorso in Cassazione" commenta furiosa il presidente della Fininvest Marina Berlusconi.
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#2
:polizia::polizia::prigione::prigione:
C'è un confine sottile tra uno sbaglio e un colpo di genio; purtroppo dovresti essere un genio per vederlo.

Sheldon Cooper

L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade,
ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole.
Onestà tedesca ovunque cercherai invano,
c'è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina;
ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida,
e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé


Johann Wolfgang von Goethe
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#3
L'italia ha un primo ministro corruttore
I giudici: «Berlusconi corresponsabile con Fininvest nella corruzione» - Corriere della Sera

MILANO - «È da ritenere, incidenter tantum e ai soli fini civilistici del presente giudizio, che Silvio Berlusconi sia corresponsabile della vicenda corruttiva per cui si procede». È quanto scrivono, nelle circa 300 pagine di motivazioni, i giudici della seconda sezione civile del tribunale di Milano che hanno condannato la Fininvest a risarcire la Cir di Carlo De Benedetti per il Lodo Mondadori. La corresponsabilità del premier, scrivono ancora i giudici, «come logica conseguenza, comporta, per il principio della responsabilità civile delle società di capitali per il fatto illecito del loro legale rappresentante o amministratore commesso nell'attività gestoria della società medesima, la responsabilità della stessa Fininvest».

«DANNO IMMEDIATO E DIRETTO» - Secondo i giudici, la Cir subì un danno immediato e diretto dalla sentenza. Questa tesi è diversa da quella prospettata dal giudice di primo grado, Raimondo Mesiano, il quale invece parlò di «perdita di chance», nel senso che la sentenza frutto della corruzione avrebbe indebolito la posizione negoziale di Cir nei confronti di Fininvest. La trattativa poi si concluse con una spartizione, in base alla quale il gruppo Espresso e Repubblica finirono alla Cir, a Mondadori andarono i settori dei libri e dei quotidiani e il gruppo di De Benedetti dovette versare un conguaglio. I giudici dell'Appello non hanno invece considerato la perdita di chanche, ma hanno ritenuto che Cir subì un danno immediato e diretto dalla sentenza Metta.

IL MAGISTRATO CORROTTO - I giudici milanesi dedicano largo spazio alla ricostruzione della vicenda giudiziaria che accertò la corruzione del magistrato Vittorio Metta. Se questi non fosse stato corrotto, per i giudici, il lodo sarebbe stato confermato e De Benedetti avrebbe mantenuto il controllo della casa editrice. Il riferimento è alla decisione del 24 gennaio del 1991 della Corte d'Appello di Roma, presieduta dal magistrato Vittorio Metta, la cui corruzione è stata accertata in sede penale: si dichiarava che, dato che una parte dei patti dell'accordo del 1988 tra i Formenton e la Cir era in contrasto con la disciplina delle società per azioni, era da considerarsi nullo l'intero accordo e quindi anche il lodo arbitrale. Il lodo arbitrale dava ragione a De Benedetti circa la cessione a Berlusconi del pacchetto azionario della famiglia Formenton, azionista di riferimento di Mondadori. La sentenza invece, di fatto, riconsegnava la Mondadori a Berlusconi.

METTA CONDIZIONO' I COLLEGHI - Il collegio dei giudici d'appello, presieduto da Luigi De Ruggiero, ha ricostruito una sorta di «sentenza virtuale», immaginando che Vittorio Metta non fosse stato corrotto. La conclusione è stata che, se il magistrato romano avesse agito in modo imparziale, la corte d'appello di Roma avrebbe confermato il lodo arbitrale che, di fatto, consegnò il 20 giugno 1990 alla Cir e a De Benedetti il controllo della Mondadori. Rifacendosi a recenti pronunce della Cassazione, i giudici milanesi hanno sottolineato che una decisione collegiale non è la somma di tre separate opinioni, ma è il frutto di un confronto dialettico. Quindi, anche se i giudici che affiancarono Metta, Arnaldo Valente e Giovanni Paolini, non furono corrotti, Metta li condizionò, inducendoli a prendere una decisione errata. Secondo i giudici milanesi, in base alla legislazione dell'epoca, l'esito «dovuto e non discutibile» del verdetto romano avrebbe dovuto essere di rigetto dell'impugnazione mossa da Fininvest.

LO «SCONTO» - Decisiva nel determinare lo «sconto» a Fininvest (da 750 a 560 milioni per il risarcimento alla Cir) è stata la consulenza tecnica d'ufficio depositata nel settembre scorso. Lo studio aveva rivelato che il valore delle società oggetto dello scambio (tra cui L'Espresso e Repubblica) era diminuito tra il giugno del 1990 e l'aprile del 1991, periodo durante il quale ci fu la trattativa. Inoltre, i giudici non hanno riconosciuto il danno di immagine, sancito invece dalla sentenza di primo grado, per la Cir. Secondo il collegio, presieduto da Luigi De Ruggero, anche se la sentenza Metta le avesse dato ragione, la Cir comunque non sarebbe stata in grado di costituire la «grande Mondadori», perché la politica non avrebbe mai avallato questa soluzione, privilegiando invece una spartizione tra i gruppi facenti capo a De Benedetti e Berlusconi. Non ci sono state peraltro, aggiungono i giudici, significative variazioni del valore delle azioni Cir in Borsa, dopo il verdetto firmato da Metta.

IL CALCOLO DEL DANNO -  Il nesso causale diretto tra la corruzione del giudice Vittorio Metta e l'esito della sentenza definita «ingiusta» della Corte d'appello di Roma del gennaio 1991 comporta che tutti i danni accertati vengano risarciti a Cir senza alcuna riduzione in nome di una perdita di chance. Lo si evince dalla sentenza. La Corte col provvedimento ha in sostanza corretto la decisione del giudice di primo grado che aveva quantificato il danno calcolando una perdita di chance pari all'80% e un danno diretto pari al 20%.





Ilgiornale trasforma i carnefici in vittime, Berlusconi vittima di "scippo" e di rapina

Lodo Mondadori, "scippo" al Cav "Paghi subito 560 milioni di euro"
Lodo Mondadori, "scippo" al Cav "Paghi subito 560 milioni di euro" - Interni - ilGiornale.it del 09-07-2011

Milano - Rapina doveva essere e rapina è stata. Anche se, rispetto alla prima richiesta - quella avanzata dal giudice Mesiano -, c'è stato lo sconto: di quasi duecento milioni di euro. La Fininvest sarà costretta a versare a De Benedetti 560 milioni di euro per il Lodo Mondadori e la sentenza è immediatamente esecutiva. I giudici della seconda corte d'Appello di Milano hanno atteso la chiusura settimanale delle Borse poi hanno emesso il verdetto di secondo grado. Fininvest condannata a pagare il maxi risarcimento da 540 milioni di euro, a cui si sommano 20 milioni di euro di spese legali e interessi legali maturati dall'ottobre 2009. Una cifra nettamente inferiore ai 750 milioni disposti in primo grado dal giudice Raimondo Mesiano. Si tratta del risarcimento di Carlo De Benedetti per i danni causati dalla corruzione giudiziaria che nel 1991 inquinò la fine del braccio di ferro tra Berlusconi e De Benedetti per il controllo della Mondadori. La sentenza è immediatamente esecutiva. Quindi Berlusconi è costretto a pagare subito, sperando di rivedere il fiume di soldi tornare indietro se e quando la Cassazione dovesse ribaltare la sentenza. Un risarcimento record, oltre mille miliardi delle vecchie lire, che i legali di Fininvest considerano sproporzionato anche perché la quota del Biscione in Mondadori oggi vale 300 milioni.

Le motivazioni dei giudici "La sentenza Metta fu ingiusta". È quanto sostengono i giudici della seconda sezione civile del tribunale di Milano. Secondo i giudici "con Metta non corrotto il lodo sarebbe stato confermato". Il riferimento è alla decisione del 24 gennaio del 1981 della Corte d’Appello di Roma che stabilì invece nulli gli accordi intervenuti in precedenza tra la famiglia Formenton e la stessa Cir riconsegnando così la Mondadori a Berlusconi.

Berlusconi responsabile "È da ritenere, incidenter tantum e ai soli fini civilistici del presente giudizio, che Silvio Berlusconi sia corresponsabile della vicenda corruttiva per cui si procede, corresponsabilità che, come logica conseguenza, comporta, per il principio della responsabilità civile delle società di capitali per il fatto illecito del loro legale rappresentante o amministratore commesso nell’attività gestoria della società medesima, la responsabilità della stessa Fininvest" scrivono ancora i giudici nelle motivazioni della sentenza d’appello.

Lo "sconto" Decisiva nel determinare lo "sconto" a Fininvest è stata la consulenza tecnica d’ufficio depositata nel settembre scorso. Lo studio aveva rivelato che il valore delle società oggetto dello scambio (tra cui L’Espresso e Repubblica) era diminuito tra il giugno del 1990 e l’aprile del 1991, periodo durante il quale ci fu la trattativa. Inoltre, i giudici non hanno riconosciuto il danno di immagine, sancito invece dalla sentenza di primo grado, per la Cir. Secondo il collegio, presieduto da Luigi De Ruggero, anche se la sentenza Metta le avesse dato ragione, la Cir comunque non sarebbe stata in grado di costituire la ’grande Mondadorì, perchè la politica non avrebbe mai avallato questa soluzione, privilegiando invece una spartizione tra i gruppi facenti capo a De Benedetti e Berlusconi. Non ci sono state peraltro, aggiungono i giudici, significative variazioni del valore delle azioni Cir in Borsa, dopo il verdetto firmato da Metta.
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#4
mhuuauaa...il Giornale titola :
Lodo Mondadori, "scippo" al Cav :ridi::ridi:
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Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#5
"«La sentenza di oggi è l’ennesimo atto di una trama criminale di natura politico-giudiziaria ordita contro la discesa in campo di Silvio Berlusconi....È evidente a tutti che lo scopo di un manipolo di magistrati felloni e golpisti - che si annida nel palazzo di giustizia di Milano e gode di complicità a tutti i livelli politici, imprenditoriali e istituzionali - è il massacro politico, imprenditoriale e fisico del presidente del Consiglio [...] il vero modo con cui si comprano sentenze favorevoli a un gruppo di potere è quello di assecondare, con un sapiente uso dei mezzi di comunicazione di massa, il disegno politico della magistratura militante»

l'autore di questa perla?
dai è facilissimo :o
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"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#6
Feltri?
C'è un confine sottile tra uno sbaglio e un colpo di genio; purtroppo dovresti essere un genio per vederlo.

Sheldon Cooper

L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade,
ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole.
Onestà tedesca ovunque cercherai invano,
c'è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina;
ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida,
e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé


Johann Wolfgang von Goethe
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#7
Altre perle ,i nomi non servono sono tutte frasi dei politici del pdl


«La sentenza del Tribunale di Milano era scritta esattamente come lo erano quelle del Tribunale di Mosca e del potente inquisitore Vyscinskij»


«Sembra di assistere ad un esproprio proletario camuffato da sentenza»

«La sentenza sul lodo Mondadori è un atto politico di assoluta gravità, una vendetta contro Silvio Berlusconi consumata attraverso una sorta di ‘esproprio proletario’, con la singolarità che al posto del proletariato vi è un capitalista politicamente ostile e punta di diamante del network mediatico-giudiziario che da diciassette anni cerca di far fuori Berlusconi sul piano politico, patrimoniale e dell’immagine. È, in sostanza, l’emblema del rapporto perverso che in Italia intercorre fra la giustizia, l’informazione e i cosiddetti poteri forti»

«[...] è una buona ragione in più perché il premier guidi anche nei prossimi anni il governo per vincere una battaglia storica. [...] Sono certo che Berlusconi reagirà con forza e determinazione a quest’altro sconcertante capitolo della storia d’Italia»

«Pur di colpire Berlusconi sono disposti a tutto»

«La rapina a mano armata contro i lavoratori della Mondadori e della Fininvest, prima ancora che a danno di san Silvio martire, dovrebbe convincere Marina Berlusconi che è scoccata l’ora della sua discesa in campo, per vincere le elezioni del 2013, per restituire all’Italia la tripartizione dei poteri, per garantire agli italiani tutti una giustizia degna di questo nome. Per siffatti obbiettivi e per una vera politica del fare e non del dire, serve una donna con gli attributi. Questa donna si chiama Marina Berlusconi, la nostra Margaret Thatcher»

«Il vero conflitto di interessi nel nostro Paese è quello di chi, facendo il mestiere di imprenditore, non si è schierato con i poteri forti ma si è battuto per impedire che nel nostro Paese si instaurasse il socialismo reale, perché come si è visto oggi questo significa mettere a repentaglio anche la propria attività imprenditoriale»

«[...] una specie di esproprio proletario maturato su accordi definitivi che risalgono a venti anni fa, ora smentiti da un tribunale come quello di Milano che da altrettanto tempo lavora per spazzare via la rivoluzione liberale che Berlusconi ha portato nel Paese [...]. Siamo di fronte a una tecnica da soviet, quando prima si individuava la persona da distruggere e poi si costruivano le prove che facessero da supporto alla sua eliminazione fisica e politica»

«C’è da troppo tempo, contro Silvio Berlusconi, un clima da Piazzale Loreto, con forsennati attacchi politici e personali, con una tenaglia mediatica e giudiziaria, e ora anche con quella che oggettivamente è una mazzata sul piano patrimoniale»

«Il maxirisarcimento è una decisione politica assunta contro Berlusconi. Dopo 17 anni di persecuzione giudiziaria siamo arrivati al dunque. So che neppure questo eccesso di intimidazione avrà successo e la Cassazione ripristinerà il diritto al netto della partigianeria politica»

«[...] senza Berlusconi, senza il Pdl, senza il centrodestra, la democrazia italiana corre rischi gravissimi per la saldatura fra poteri arroganti e intenzionati a gestire l’economia e la politica italiana in modo del tutto esclusivo»

«Di fronte alla sentenza Mondadori l’unica cosa che si può dire è che a questo punto solo degli osservatori neutrali, rappresentanti di istituzioni internazionali, sarebbero in grado di verificare le modalità anomale e violente, più simili a paesi totalitari che a democrazie civili, in cui si esercita l’amministrazione della giustizia in italia»

«Non è più tollerabile l’accanimento di una certa magistratura a favore di una parte politica. Non è più tollerabile che alcune toghe decidano a colpi di sentenze le sorti del governo Berlusconi voluto dal popolo. Quanto deciso oggi a Milano è una sentenza politica a favore di uno dei personaggi più oscuri dell’economia italiana, il burattinaio ufficiale della sinistra salottiera»
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Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#8
mesociclone Ha scritto:Feltri?
no no...si tratta di un politico servo del padrone
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"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#9
Chiudetelo in una cella e buttate la chiave :prigione::prigione::prigione::prigione::prigione:
"La Sardegna. Questa terra non somiglia a nessun altro luogo"D.H. Lawrence

"QUI VIGE L'UGUAGLIANZA: NON CONTA UN CAZZO NESSUNO!" cit.

"Quando l'ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa un dovere"
Bertolt Brecht
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#10
Sarmatico Ha scritto:Altre perle ,i nomi non servono sono tutte frasi dei politici del pdl


«La sentenza del Tribunale di Milano era scritta esattamente come lo erano quelle del Tribunale di Mosca e del potente inquisitore Vyscinskij»


«Sembra di assistere ad un esproprio proletario camuffato da sentenza»

«La sentenza sul lodo Mondadori è un atto politico di assoluta gravità, una vendetta contro Silvio Berlusconi consumata attraverso una sorta di ‘esproprio proletario’, con la singolarità che al posto del proletariato vi è un capitalista politicamente ostile e punta di diamante del network mediatico-giudiziario che da diciassette anni cerca di far fuori Berlusconi sul piano politico, patrimoniale e dell’immagine. È, in sostanza, l’emblema del rapporto perverso che in Italia intercorre fra la giustizia, l’informazione e i cosiddetti poteri forti»

«[...] è una buona ragione in più perché il premier guidi anche nei prossimi anni il governo per vincere una battaglia storica. [...] Sono certo che Berlusconi reagirà con forza e determinazione a quest’altro sconcertante capitolo della storia d’Italia»

«Pur di colpire Berlusconi sono disposti a tutto»

«La rapina a mano armata contro i lavoratori della Mondadori e della Fininvest, prima ancora che a danno di san Silvio martire, dovrebbe convincere Marina Berlusconi che è scoccata l’ora della sua discesa in campo, per vincere le elezioni del 2013, per restituire all’Italia la tripartizione dei poteri, per garantire agli italiani tutti una giustizia degna di questo nome. Per siffatti obbiettivi e per una vera politica del fare e non del dire, serve una donna con gli attributi. Questa donna si chiama Marina Berlusconi, la nostra Margaret Thatcher»

«Il vero conflitto di interessi nel nostro Paese è quello di chi, facendo il mestiere di imprenditore, non si è schierato con i poteri forti ma si è battuto per impedire che nel nostro Paese si instaurasse il socialismo reale, perché come si è visto oggi questo significa mettere a repentaglio anche la propria attività imprenditoriale»

«[...] una specie di esproprio proletario maturato su accordi definitivi che risalgono a venti anni fa, ora smentiti da un tribunale come quello di Milano che da altrettanto tempo lavora per spazzare via la rivoluzione liberale che Berlusconi ha portato nel Paese [...]. Siamo di fronte a una tecnica da soviet, quando prima si individuava la persona da distruggere e poi si costruivano le prove che facessero da supporto alla sua eliminazione fisica e politica»

«C’è da troppo tempo, contro Silvio Berlusconi, un clima da Piazzale Loreto, con forsennati attacchi politici e personali, con una tenaglia mediatica e giudiziaria, e ora anche con quella che oggettivamente è una mazzata sul piano patrimoniale»

«Il maxirisarcimento è una decisione politica assunta contro Berlusconi. Dopo 17 anni di persecuzione giudiziaria siamo arrivati al dunque. So che neppure questo eccesso di intimidazione avrà successo e la Cassazione ripristinerà il diritto al netto della partigianeria politica»

«[...] senza Berlusconi, senza il Pdl, senza il centrodestra, la democrazia italiana corre rischi gravissimi per la saldatura fra poteri arroganti e intenzionati a gestire l’economia e la politica italiana in modo del tutto esclusivo»

«Di fronte alla sentenza Mondadori l’unica cosa che si può dire è che a questo punto solo degli osservatori neutrali, rappresentanti di istituzioni internazionali, sarebbero in grado di verificare le modalità anomale e violente, più simili a paesi totalitari che a democrazie civili, in cui si esercita l’amministrazione della giustizia in italia»

«Non è più tollerabile l’accanimento di una certa magistratura a favore di una parte politica. Non è più tollerabile che alcune toghe decidano a colpi di sentenze le sorti del governo Berlusconi voluto dal popolo. Quanto deciso oggi a Milano è una sentenza politica a favore di uno dei personaggi più oscuri dell’economia italiana, il burattinaio ufficiale della sinistra salottiera»

Ogni dichiarazione é diversa una dall'altra ma il succo é sempre lo stesso. Credo che si mettano d'accordo in anticipo su cosa rispondere. Sono risposte (slogan) che ripescano. Penso abbiano una lista di risposte preimpostate scritte da qualche parte ed ognuno sceglie il suo mettendo la crocetta per evitare doppioni.
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