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Lo strappo parte dalla base
#1
[h=2]Tosi all'attacco: «Berlusconi lasci
Al Paese ormai serve una svolta»[/h]Verona. «È chiaro che il presidente del consiglio non fa un passo indietro perchè glielo chiede il sindaco di Verona, però resto convinto che lo debba fare». Flavio Tosi, primo cittadino leghista di Verona, conferma la sua opinione che il ciclo politico dell’attuale premier sia finito: «Sia per un fatto anagrafico, che comunque c’è, sia per quella che è la situazione del paese, una svolta non sarebbe negativa, rispetto a quelle che sono le prospettive, perchè bisogna guardare avanti».

Per queste critiche che dalle elezioni amministrative rinnova a Berlusconi, Tosi non si sente sotto tiro da parte di chi nella Lega è più filogovernativo: «Il nostro movimento è democratico, dove ognuno giustamente dice la sua opinione. Io sono sindaco di Verona, difendo la mia comunità. Dopo c’è chi può avere un’opinione diversa dalla mia, e ci mancherebbe: guai ad essere tutti uguali».

E quindi, rispetto alla linea politica della Lega, deve fare un passo indietro? «Sembra di essere a Ferragosto, quando ci sono poche notizie e allora bisogna scrivere qualcosa», risponde Tosi. «In realtà non ci sono notizie, non è successo nulla e non si doveva parlare di niente». E sull'ipotesi di un provvedimento disciplinare il sindaco di Verona insiste: «Si è creata una notizia che non c’è». Tosi poi spiega che «non esiste un divieto tassativo agli amministratori di partecipare a manifestazioni di protesta contro il governo». «Per giovedì - spiega - la manifestazione è un’iniziativa lasciata ad ogni singolo sindaco nel suo comune. E a Verona non l’avremmo fatta comunque, perchè creare un disagio ai cittadini interrompendo un pubblico servizio, magari come l’anagrafe, non è un modo corretto di protestare». «Ma nessuno - conclude Tosi - impedisce ai sindaci di dire quello che pensano, ci mancherebbe altro».

Il Giornale di Vicenza.it - Notizie, Cronaca, Sport, Cultura su Vicenza e Provincia
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#2
Gentilini leghista critico "non buttiamo altri soldi"


Sindaco Gentilini, lei che ha governato Treviso dal ’94 al 2003 e comunque è ancora uno dei politici più popolari del Nordest leghista...
«Ecco, mi dica».
Questa storia delle Province.
«Eh, io sono per eliminarle, le Province».
Sì, lo sappiamo. Ma la Lega non è d’accordo, ha votato contro.
«E infatti io ho censurato l’operato di Calderoli. Nel programma del centrodestra c’era anche l’eliminazione delle Province. E quest’impegno è stato disatteso».
Lei invece è sempre rimasto di quest’idea.
«Io sono della vecchia guardia, ho vissuto direttamente la nascita di molte Province. Ed erano i serbatoi della Dc, la Balena Bianca, e dei vecchi partiti. Piazzavano là i loro uomini».
Dunque un’istituzione utile più alla politica che alla gente.
«Ricordo che quand’ero avvocato della Cassamarca venivano da me i dipendenti provinciali e mi dicevano che “ho lavorato cinque minuti, e per tutto il resto del tempo mi sono girato i pollici”. Capito com’è?».
Mentre i politici...
«Le Province sono un serbatoio, gliel’ho detto. Che col tempo è andato sempre più ingrossandosi».
Par chiaro che lo ritenga un ente inutile.
«La verità è che le competenze delle Province doppiano di fatto quelle dei sindaci. Io a Treviso potrei fare tranquillamente senza (Gentilini, personaggio popolarissimo in città, parla come se di fatto fosse ancora sindaco, ndr), potrei gestire da sindaco quello che gestisce la Provincia».
E perché non si riesce ad abolirle?
«Il problema vero è: dove mettiamo tutti i dipendenti provinciali? Più o meno la stessa cosa successe quando si pensava di ridimensionare i segretari comunali: poi che cosa ne facciamo? Alla fine li hanno tenuti. Questo sta succedendo con le Province».
[B]E dunque siamo condannati a tenercele?
«Io sono convinto che, istituzionalmente parlando, sia davvero necessario un dimagrimento generale. Troppi, troppi politici improduttivi e inutili, la Lega lo dice da sempre».
E perché allora vota per mantenerle?
«Credo proprio che anche Calderoli si sia fermato di fronte al problema del “poi dove li mettiamo”. E ha dovuto calare le braghe».
Ma il problema resta.
«Sì, resta il problema di questa classe politica eccessiva e superflua, queste persone che nella loro vita non hanno mai lavorato veramente e vengono mantenute dai cittadini. Una situazione che, per quanto riguarda le Province, è ancora più scandalosa. Per questo sono da sempre favorevole alla loro abolizione».
Tra l’altro, è fisiologico che il loro mantenimento porti a un inasprimento fiscale per la comunità.
«Le tasse? Ma certo. Perché ormai devono mantenere la reggia. Uffici spaziali, sale enormi, auditorium. Al politico non basta la sedia, vuole la poltrone dorata. Io invece sono per progetti spartani. Spartani ma davvero utili».
Bisogna cambiare.
«Sì, bisogna cambiare. Così è una vergogna».

di Andrea Scaglia

Gentilini, leghista critico: "Non buttiamo altri soldi" - Province, Gentilini, Libero, Scaglia - Libero-News.it
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#3
Mamma mia, Tosi e Gentilini... Il "meglio" del razzismo padano... :furia:
Però stavolta hanno ragione... :lolA:
"Il governissimo come è stato fatto in Germania qui non è attuabile." (Enrico Letta, 8 aprile 2013). :buah:

La mia stazioncina meteo online (versione "quasi" definitiva)... Smile
http://rieticentrometeo.altervista.org

Terminillo.ORG Smile
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#4
Bricolo porta il «caso Tosi» davanti al Federale della Lega - Corriere del Veneto

Bricolo porta il «caso Tosi»
davanti al Federale della Lega


Vertici convocati d’urgenza a Milano, nel mirino le critiche al governo. Primo tentativo di attacco al sindaco. Senza esito


VERONA — Il tam tam padano ha cominciato a rumoreggiare nella tarda serata di domenica, anche se qualcuno ha decrittato i messaggi solo lunedì mattina. L’ordine perentorio al figlio Renzo, in arte Trota, è arrivatato direttamente dal capo, l’Umberto da Cassano Magnago: «Convoca il Federale, abbiamo cose rilevanti di cui discutere». Raggiunti telefonicamente, i colonnelli leghisti si sono subito allarmati: «Cos’avrà mai il Senatùr di tanto importante da comunicare che convoca una riunione così, su due piedi?», si sono chiesti tutti. Ed è a questo punto che dal «Cerchio magico», ovvero dai fedelissimi del «capo», pare abbia cominciato a circolare la seguente notizia: «Si parla di provvedimenti disciplinari nei confronti del sindaco di Verona, Flavio Tosi, e di altri primi cittadini reietti che remano contro al governo». Una bomba, anche perché l’impietoso «telefono senza fili» leghista aveva fatto arrivare nel Veronese una notizia ancor più esplosiva: l’espulsione diretta, e non per somma di ammonizioni, di Tosi dalla Lega.

A quel punto cominciano una serie di telefonate incrociate, con le due anime verdi pronte a darsi battaglia attorno al tavolone di via Bellerio. Il ministro Roberto Calderoli se la ride: quello che lui aveva chiesto sta per avverarsi; il suo collega Roberto Maroni nicchia, perché vuol vedere fino a che punto la Lega è disposta a strappare. Di ufficiale c’è nulla. Solo sussurri. Come quello che vuole proprio il «Trota » come firmatario di un documento contro Tosi. Sale l’attesa, i cellulari scottano per il troppo utilizzo, si sprecano i «pissi pissi» tra i componenti delle due fazioni, i rivali di Tosi informano anche quelli del Pdl che aveva sollecitato un intervento contro il sindaco di Verona, reo di avere chiesto al premier di farsi da parte, l’attesa si fa sempre più spasmodica. Poi... il nulla (o quasi). Nel senso che al termine del «Federale» da via Bellerio trapelano le seguenti informazioni: non c’era alcun documento sottoscritto dal «Trota» e al «caso Tosi» ha accennato, e solo indirettamente (ovvero senza fare il nome del primo cittadino di Verona), il capogruppo al Senato, Federico Bricolo. Il quale, affermando che bisognerebbe cominciare a pensare qualcosa per stoppare quei sindaci che invece di parlare delle problematiche delle loro città si permettono di affrontare temi di carattere nazionale, sfilando al fianco di Alemanno a Milano e andando contro al governo sulla stampa nazionale... ha di fatto tracciato un identikit di Tosi e del suo collega di Varese Attilio Fontana. Che, a «federale» concluso, è stato l’unico a beccarsi un provvedimento, sia pur indiretto.

Dalla mega-riunione della nomenklatura padana è infatti uscito un documento che - in estrema sintesi - vieta ai sindaci della Lega di fare sciopero giovedì prossimo. Fontana, che è presidente dell’Anci lombarda, qualche problema a fare marcia indietro adesso lo avrà di sicuro... Tosi, invece, se ne fa un baffo. Ha già detto, infatti, che lui andrà a lavorare «perché altrimenti ci rimettono i cittadini», anche se è vicino a chi aderisce alla protesta. Per non cadere nella reprimenda del suo partito qualcosa, piuttosto, dovrà inventarsi Francesca Zaccariotto, che come sindaco di San Donà di Piave aveva fatto sapere di voler incrociare le braccia... Anche perché domenica le truppe padane calano proprio a Venezia, città in cui lei è presidente della Provincia. Ed è stata proprio l’organizzazione del tradizionale raduno leghista l’argomento sviscerato nel «federale» di lunedì in via Bellerio. Della serie... tanto rumore per nulla. Ma proprio a fronte di quanto accaduto ieri, chi conosce bene Tosi assicura che continuerà imperterrito a dire ciò che pensa su Berlusconi che ha fatto il suo tempo e deve andarsene a casa, sulla manovra che fa acqua da tutte le parti e che dovrà essere rivista fra un paio di mesi, sulla patrimoniale che non c’è e invece avrebbe dovuto esserci... E la «guerra fredda» in salsa padana continuerà. Con gli uomini del «Cerchio magico» a chiedersi come fare per fermare l’indisciplinato sindaco di Verona e il ministro Maroni a braccia conserte a ridere sotto i baffi per le scudisciate che il suo «puledro di razza» sta regalando a un’alleanza, quella tra Bossi e Berlusconi, da cui lui stesso ha avuto grande giovamento ma di cui, adesso, vorrebbe tanto accaparrarsi la cospicua eredità.

Antonio Spadaccino
Alessandro Zuin
13 settembre 2011
Bricolo porta il «caso Tosi» davanti al Federale della Lega - Corriere del Veneto

Mai criticare il gran capo supremo :cool1:
[Immagine: xzCrUL7.gif]
Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#5
Gennaio1985 Ha scritto:Mamma mia, Tosi e Gentilini... Il "meglio" del razzismo padano... :furia:
Però stavolta hanno ragione... :lolA:
Tosi fa parte del gruppo dei "Maroniani",anche per questo vogliono escluderlo :cool1:
[Immagine: xzCrUL7.gif]
Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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