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Lettera di una cittadina qualunque a Rotondi
#1
[INDENT]Signor Ministro,
Sono davvero dispiaciuta per le difficoltà economiche in cui versa, per le spese di trasferta ( tutte rimborsate), per i compensi dei portaborse (probabilmente suoi parenti). Davvero assurdo mantenere la sua famiglia con solo 4mila euro mensili. Poverini i suoi figli, non avranno di che sfamarsi, quest’anno niente vacanze. Perchè prima di dire tutte queste stupidaggini non pensa? Perchè non si confronta con le persone che tutti i giorni devono affrontare problemi reali con stipendi al limite della sopravvivenza; che non possono permettersi non un lusso, ma il semplice acquisto di un capo di biancheria intima, ma non in un negozio, ma su una bancarella di un mercatino. Decidere di dover comprare il latte anziché il pane, semplicemente perché non si può. Lavorare fino a tardi per 10 euro in più. Dover pagare le medicine salvavita pur essendo esenti. Dover sempre dire di no ai propri figli, perché altrimenti non ci sono i soldi per pagare le bollette. Vivere alla giornata, sperando e pregando di non dover affrontare imprevisti perché non c’è abbastanza denaro per sopravvivere. In fondo però sono fortunata, non ho portaborse a cui corrispondere salari, non devo pagare i conti delle trasferte, non vado neanche in vacanza, non me lo posso permettere. Provi Signor Ministro a vivere la mia vita per un giono, insieme a quella di milioni di italiani che hanno l’unico peccato di aver messo persone come lei a governare il nostro paese; che è un grande paese a dispetto di tutti e di tutto, pieno di persone oneste e lavoratrici e ne vado orgogliosa. Nonostante le mille difficoltà, io mi addormento la sera certa di aver fatto il mio dovere, non so se lei può fare altrettanto.
Doriana Francescangeli
[/INDENT]
Lettera di una cittadina qualunque a Rotondi: “Sono dispiaciuta per le difficoltà in cui versa” | Lettera Viola – il magazine del popolo viola
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Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#2
I parlamentari? A sentire il ministro per l’Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, rischiano la fame: “Si campa facendo i conti della serva, per la famiglia restano solo 4 mila euro”. Esordisce così Rotondi nell’intervista rilasciata ad Antonello Caporale e pubblicata su Repubblica oggi in edicola. Non ci sta, il ministro, a passare per privilegiato e spiega così la sua contestazione alla linea del rigore sui costi della politica: “Lei crede che il parlamentare navighi nell’oro?” risponde al giornalista “8000 euro di indennità, più 4000 di portaborse. Fanno dodicimila. Uno che ti apre l’ufficio a Roma lo devi pagare e devi fargli un contrattino per quanto leggero. Un altro che ti apre l’ufficio nella città di residenza lo devi pagare. E poi un terzo che magari ti segue. Duemila euro per dormire a Roma e duemila per mangiare…” Insomma restano, secondo Rotondi, solo 4000 euro in tasca e con quelli devi mantenere la famiglia. “Né lussi, né cene né vestiti”. Facciamo una colletta?
I parlamentari sono alla fame, Rotondi (Pdl): “Ci restano in tasca solo 4000 euro” | Lettera Viola – il magazine del popolo viola
Da Repubblica:
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#3
(...)

«Lei crede che il parlamentare navighi nell'oro?».
(oddio, siete solo i più pagati al mondo,link2 ndr)

La sua domanda fa dubitare.

«Conosco colleghi che valutano se possono restare a Roma un giorno in più. Costretti a fare il conto della serva».

Siamo addirittura all'afflizione.
«8.000 euro di indennità più 4.000 di portaborse. Fanno 12.000».

Forse c'è qualcosina ancora da aggiungere.
«E vabbè. Uno che ti apre l'ufficio a Roma lo devi pagare. E devi fargli un contrattino, per quanto leggero. Un altro che ti apre l'ufficio nella città di residenza lo devi pagare».

Anche se con un contrattino leggero.
«Un terzo che magari ti segue».

E sono bruciati i primi 4.000 euro.
«2.000 euro per dormire a Roma».

Infatti.
«E poi devi mangiare: vanno via altri 2.000 euro»

E devi pure mangiare, certo.
«Per la famiglia ne restano 4.000».

Insomma.
«Da sempre faccio le vacanze al lido Miramare di Pineto degli Abruzzi. La casa di vacanza dei genitori».

Fossero tutti come Rotondi.
«Ne lussi, né cene, né vestiti».

Formica e basta.
«Ai tempi d'oro mettevo da parte anche la metà di quel che guadagnavo. Poi fidanzamento, matrimonio, figli e vattelapesca».

Dall'intervista di Repubblica
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