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Lega Nord: Maroni e Bossi ai ferri corti!
#1
Il Senatur vieta i comizi a Maroni L'ex ministro «Mi viene da vomitare» - Corriere della Sera
MILANO - Che la Lega non fosse più un corpo monolitico pronto a seguire Umberto Bossi lo si era capito già dall'ultima Pontida dove molti leghisti avevano innalzato uno striscione con la scritta «Roberto Maroni presidente del consiglio». I congressi avevano certificato la divisione tra maroniani e cerchio magico ma è il caso Cosentino che ha decretato e reso pubblica la spaccatura e il caos nel Carroccio, non più partito di governo ma solo di lotta. Se dalla sua nascita la Lega aveva seguito una sorta di centralismo democratico - espressione di togliattiana memoria, per spiegare che nel partito possono esserci molte posizioni ma che all'esterno deve emergere solo quella della maggioranza - ora appare evidente che ci sono due linee contrapposte, quella di Maroni da una parte e quella di Bossi dall'altra. E ad una settimana dalla manifestazione a Milano contro il governo Monti, il timore nella Lega è che la protesta della base che si identifica in Maroni si materializzi in piazza. Un timore che porta addirittura il direttivo nazionale della Lega Lombarda a vietare l'organizzazione di incontri pubblici a cui partecipi da solo Roberto Maroni. Sarebbe stato lo stesso Bossi «a suggerire» la direttiva già trasmessa alle segreterie leghiste che dovranno, ove organizzati, annullare gli incontri con l'ex ministro dell'Interno.

LO SCONTRO SUI SOCIAL NETWORK - Lo scontro, intanto, si sposta anche su facebook. Molti leghisti hanno scelto il social network per manifestare il loro dissenso nei confronti di Bossi, che hanno sempre identificato nel 'capò, seguendo di fatto la strada di Roberto Maroni il quale proprio sul suo profilo ha postato: «Sono amareggiato e un pò deluso, ma non smetto di credere e di lavorare per la Lega che ho contribuito a costruire in oltre 25 anni di attività politica». L'ex ministro dell'Interno ha così spiegato ai militanti che hanno apprezzato la sua scelta a favore dell'arresto di Cosentino, che continuerà a lavorare per «la Lega degli onesti, la Lega senza intrallazzi nè conti all'estero, la Lega che mi ha conquistato per i suoi ideali di onestà e trasparenza, per i suoi valori etici e per i suoi meravigliosi militanti».

L'ATTACCO DI REGUZZONI - «Caro Roberto - ha scritto subito su Facebbok il capogruppo dei deputati il 'cerchistà Marco Reguzzoni - chi è causa del suo mal pianga se stesso. Queste polemiche servono a far passare in secondo piano le malefatte del governo» e «sono convinto che solo smettendola di alimentare le falsità che i nostri nemici mettono in giro, riusciremo a conquistare la nostra libertà». Reguzzoni ha negato che ci sia una divisione all'interno della Lega: «Nessuno, compreso Maroni, ha contestato la linea di Bossi della libertà di coscienza» ma sulla sua bacheca i maroniani si sono subito fatti sentire: «Reguzzoni fuori dai maroni». Il capogruppo dei deputati, che secondo alcune indiscrezioni raccolte tra i parlamentari del Carroccio ha provveduto a cancellare molti messaggi poco gentili, è poi stato smentito dal sindaco di Varese Attilio Fontana: «È stato un grande dolore vedere che non si sia riusciti ad avere un atteggiamento unitario: un segnale brutto, che spero possa essere superato al più presto». Per Fontana i problemi che sono emersi con il voto su Cosentino «si devono risolvere all'interno del movimento, magari con la convocazione del congresso, sia a livello nazionale (e cioè lombardo, ndr) sia a livello federale». Anche oggi a Radio Padania è andata in scena la protesta che si è allargata dal caso Cosentino agli investimenti in Tanzania e al fallimento della banca della Lega con i mancati rimborsi a chi aveva investito. Il conduttore ha replicato ai contestatori o togliendo la linea o spiegando perentorio: «Bossi propone un pacchetto con alcune soluzioni. Se le condividete bene altrimenti votate altri partiti che ce ne sono tanti. Bossi è il segretario federale, punto e basta».

LA REAZIONE DELL'EX MINISTRO - «Non so perchè, nessuno me lo ha spiegato, sono stupefatto, mi viene da vomitare: qualcuno vuole cacciarmi dalla lega ma io non mollo». Questa la prima reazione di Roberto Maroni all'annullamento dei suoi incontri pubblici sul suo profilo di Facebook. «Mi hanno appena chiamato - riferisce Maroni nel suo post - per comunicare che la segreteria nazionale ha deciso di impedirmi gli incontri pubblici già programmati in tutta la Lombardia». Confermando la notizia già circolata in rete , l'ex ministro dell'Interno ha ricevuto in pochissimi minuti numerosi messaggi di sostegno da amici di facebook fra cui simpatizzanti leghisti che gli hanno scritto già in tanti negli ultimi giorni per appoggiarlo sul caso Cosentino.
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#2
La secessione della secessione, e la legge elettorale non cambia, con lo sbarramento al 4%... :lolA:
"Il governissimo come è stato fatto in Germania qui non è attuabile." (Enrico Letta, 8 aprile 2013). :buah:

La mia stazioncina meteo online (versione "quasi" definitiva)... Smile
http://rieticentrometeo.altervista.org

Terminillo.ORG Smile
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#3
Maroni è l' unico Leghista serio dentro la banda verde.
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#4
Tankian Ha scritto:Maroni è l' unico Leghista serio dentro la banda verde.
Cosa intendi per "leghista serio"? :lolA:
"Il governissimo come è stato fatto in Germania qui non è attuabile." (Enrico Letta, 8 aprile 2013). :buah:

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#5
Gennaio1985 Ha scritto:Cosa intendi per "leghista serio"? :lolA:
L' unico che capisce qualcosa di politica, credo che anche tu possa confermare.
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