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La terribile Epifania di un milanese in Ticino (dove le leggi vengono fatte rispettare)
#1
Si chiama Sergio, viene da Milano e ha affidato le sue lamentele al quotidiano ilgiorno

Ticino: la sciagurata Epifania di una famiglia milanese - Ticinonews
Doveva essere una tranquilla gita fuoriporta, nella ricca e pacifica Svizzera, quella organizzata per il giorno dell'Epifania dal signor Sergio, un padre di famiglia milanese. Ma, stando a quanto ha raccontato lui stesso al quotidiano Il Giorno, quella della befana più che una gita è stata un incubo.

Accompagnato dalla moglie e dai suoi tre figlioletti, Sergio ha preso la sua Ford Fiesta ed ha raggiunto il Ticino. A Chiasso ha lasciato sua moglie e i figli, in modo che potessero fare una passeggiata in centro, mentre lui si è recato al Casinò di Mendrisio per tentare la fortuna.

La dea bendata non è però stata dalla sua parte, tanto che in breve tempo Sergio ha perso tutti i soldi che si era portato dietro. Ha quindi deciso di tornare a Chiasso per riprendere moglie e figli.

Su quel breve tragitto autostradale facevano bella mostra di sè i cartelli indicanti il limite di velocità di 80 chilometri orari. Ma Sergio, forse ancora scosso dalla perdita alla sala da gioco, non li ha visti.

E si è fatto fermare dalla Polizia. "Ero in buona compagnia, tutti automobilisti italiani" racconta Sergio. "Se il limite c'era non l'abbiamo visto, eravamo in quella terra di nessuno tra i due Stati. A un certo punto la Polizia elvetica ci ha affiancato segnalandoci di seguirli. C'era un dispiegamento di forze che non avevo mai visto, almeno quindici agenti. Ci hanno fatto uscire dall’autostrada e parcheggiare in una grande area di sosta dove uno per uno siamo stati fatti salire su dei furgoni attrezzati ad ufficio."

A Sergio è stato contestato un eccesso grave di velocità. Gli agenti, dopo aver verificato la sua situazione, gli hanno chiesto il pagamento di una multa di 1'000 franchi, sempre stando al suo racconto. "Quando ho detto loro di non avere quel denaro con me hanno disposto il sequestro del mezzo" dice Sergio. "Sono stati irremovibili anche quando ho ricordato loro che c’erano mia moglie e i miei figli che mi aspettavano."

E così Sergio ha dovuto raggiungere la famiglia con i mezzi pubblici e poi tornare a Milano in treno. Ieri è poi tornato in Ticino a pagare la multa e riprendersi la Ford Fiesta. Stavolta senza famiglia, senza soste al casinò e con la massima attenzione ai cartelli stradali.
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