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La legge elettorale e il premio di maggioranza al 42,5%
#1
Che cosa prevede l'emendamento approvato ieri che ha fatto infuriare il PD, e a che punto sono le infinite trattative fra i partiti



In questi giorni il dibattito politico italiano, al di là delle primarie interne ai partiti, ruota intorno alle modifiche della legge elettorale con cui si andrà a votare nella primavera del 2013. È un tema centrale perché dalla legge elettorale dipende il funzionamento del meccanismo di rappresentanza delle intenzioni degli elettori, nonché le alleanze e le strategie dei partiti, quale e quanto larga sarà la prossima maggioranza in Parlamento e soprattutto se ci sarà una maggioranza.
La situazione attuale è nota. La legge elettorale in vigore è il cosiddetto “Porcellum” (legge n. 270 del 21 dicembre 2005 o “legge Calderoli”Wink: il soprannome venne dato dal politologo Giovanni Sartori in un articolo sul Corriere della Sera del primo novembre 2006 perché Calderoli stesso, primo firmatario della legge, la definì «una porcata» e disse che era stata pensata appositamente per non far vincere con una maggioranza chiara il centrosinistra alle elezioni del 2006, come oggi confermano senza problemi molti esponenti del centrodestra allora al governo (anche l’UdC votò a favore).
Ieri la commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato un emendamento, presentato da Gianpiero D’Alia dell’UdC, che prevede che il 55 dei seggi sia alla Camera che al Senato vada alla coalizione che ottiene il 42,5 per cento dei voti (il cosiddetto premio di maggioranza). La proposta è stata votata da PdL, Lega e UdC. Partito Democratico e Italia dei Valori sono stati messi in minoranza e si sono arrabbiati moltissimo. La stessa divisione era successa meno di un mese fa, quando la commissione aveva approvato le linee generali della riforma elettorale. Il testo base della legge elettorale in discussione, infatti, ha come proponente il senatore del PdL Lucio Malan.
La ragione della rabbia è che la soglia del 42,5 per cento è molto dura da raggiungere per chiunque, in questo momento politico, con il 15-20 per cento dei voti che è dato nei sondaggi al Movimento 5 Stelle (che quasi certamente non si alleerà con nessuno): una coalizione PD-SEL, come quella che sembra favorita oggi, potrebbe non raggiungerla e sarebbe quindi costretta ad allargare l’alleanza o, più probabilmente, ad accordarsi con qualcuno dopo il voto, senza che dalle elezioni emerga un vincitore preciso (visto che il premio di maggioranza non verrebbe assegnato). Da parte sua, il PdL ormai devastato nei sondaggi ha tutto l’interesse a rendere la vita difficile al centrosinistra, mentre il centro lavora per rendersi indispensabile per governare in base ai meccanismi già detti.
Il Partito Democratico sta lavorando per ottenere un ulteriore abbassamento della percentuale per ottenere il premio di maggioranza, oppure un “premio di consolazione” per la coalizione più votata ma che non raggiunge comunque i voti necessari a far scattare il premio.
Vediamo le differenze con il sistema attuale. Il Porcellum è un proporzionale corretto: nei suoi aspetti fondamentali, dà alla Camera un sostanzioso premio di maggioranza (55% dei seggi, 340 deputati) alla coalizione che ottiene più voti delle altre, senza nessuna soglia percentuale e dunque potenzialmente anche a chi ha preso il 30 per cento o meno. La logica è assegnare maggioranze molto solide alla Camera per aumentare la stabilità e la durata dei governi. Al Senato la legge assegna invece premi di maggioranza su base regionale. L’elettore non esprime nessuna preferenza sulla scheda e si limita a votare liste di candidati decise dai partiti. Questo è uno dei punti più importanti: l’unica cosa su cui tutte le forze politiche sembrano d’accordo – seppure con varie resistenze, soprattutto nel PD – è la reintroduzione delle preferenze (che comunque hanno i loro lati negativi secondo diversi esperti), che infatti è prevista nel progetto in discussione in questi giorni.
Altro punto importante è la questione della reintroduzione dei collegi uninominali. Oggi si parla soprattutto di preferenze: semplificando, ci sono 27 grandi collegi elettorali (gli stessi del Porcellum) e gli elettori possono scegliere uno o due nomi. Collegi così grandi e una certa macchinosità del sistema (al momento i listini in ogni collegio sono due, uno bloccato e uno no, per complessi meccanismi di ripartizione dei seggi) rendono molto debole il rapporto tra l’elettore e l’eletto, che è la motivazione principale per la reintroduzione delle preferenze: per questo, alcuni commentatori ed esperti hanno proposto la reintroduzione dei collegi uninominali, ovvero divisioni territoriali molto più piccole in cui viene eletto un solo deputato o senatore.
In generale, la Costituzione italiana non dà indicazioni specifiche sulla legge elettorale, con l’eccezione dell’articolo 57 che prevede che il Senato sia eletto su base regionale. Dal 1946 al 1993 è rimasta in vigore la stessa legge elettorale (modificata nel 1953 con la cosiddetta “legge truffa”, che però rimase in vigore pochi mesi) che era proporzionale. Il Porcellum ha sostituito il Mattarellum (dal nome del suo proponente, l’ex ministro democristiano Sergio Mattarella) che era in vigore dal 1993 e che era un sistema che assegnava i seggi per tre quarti con il maggioritario. In questi giorni si parla quindi della terza modifica alla legge elettorale in vent’anni, mentre nei quasi cinquant’anni precedenti questa era rimasta quasi invariata (non funzionava e l’Italia era famigerata per i governi che duravano pochi mesi, ma questo è un altro discorso).
Qualche giorno fa anche il governo è entrato nel dibattito, suggerendo la possibilità di intervenire sulla legge elettorale per decreto legge, ovvero “forzando la mano” del Parlamento e mettendolo davanti a una proposta concreta (modificabile in aula, naturalmente). Da diverso tempo, poi, il presidente della Repubblica insiste sulla necessità di modificare il meccanismo elettorale.
Diversi commentatori hanno sostenuto che, piuttosto della nuova proposta elettorale con una soglia così alta per il premio di maggioranza, sia meglio la legge attuale, che potrebbe essere modificata anche di poco per diventare molto migliore: in proposito, un articolo di Paolo Balduzzi su Lavoce.info contiene argomenti molto concreti e approfonditi.
Un’altra previsione molto diffusa è che la nuova legge elettorale non garantirà quasi sicuramente a nessuno la maggioranza dei seggi necessari a governare: i partiti saranno quindi obbligati ad accordarsi dopo il voto per un governo “di larghe intese” con una personalità “neutrale” alla guida. Secondo questo scenario, la persona prescelta sarebbe ancora Mario Monti e a un “Monti-bis” starebbero più o meno apertamente puntando tutti i partiti maggiori: sicuramente l’UdC, che non fa nulla per nasconderlo, ma l’ipotesi potrebbe essere accettata per forza o per amore anche dagli altri partiti maggiori. Il tutto mentre sia il centrosinistra sia il PdL si preparano a primarie che a quel punto non avrebbero alcun senso.
[Immagine: xzCrUL7.gif]
Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#2
In parole povere la destra sta cercando in tutti i modi di non perdere campo in governo, proponendo una legge elettorale che metta i bastoni tra le ruote al PD, ma soprattutto che elimini ciò che di buono potrebbe ottenere al voto il Movimento 5 Stelle che, non alleandosi con nessuno, si troverebbe in netta minoranza.


Un porcellum-bis, insomma Confusedisi:
NEVE 2012/2013

Metà dicembre circa 1 cm
19-20/01 - 6 cm
11/02 - 9 cm
22/02 - 3 cm
24/02 - 4 cm
17-18/03 - 10 cm

TOTALE 33 cm

www.ibikeit.org
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#3
Stefano1994 Ha scritto:In parole povere la destra sta cercando in tutti i modi di non perdere campo in governo, proponendo una legge elettorale che metta i bastoni tra le ruote al PD, ma soprattutto che elimini ciò che di buono potrebbe ottenere al voto il Movimento 5 Stelle che, non alleandosi con nessuno, si troverebbe in netta minoranza.


Un porcellum-bis, insomma Confusedisi:

Il PD gioca anche più sporco: addirittura vorrebbe un premio di maggioranza più basso (non oltre il 40%, meglio ancora al 38% per la coalizione) così poi si governa con il 55% dei seggi avendo magari il 40% (o il 38%) dei voti del 65% degli elettori (e sì credo che alle prossime politiche andranno a votare meno di 7 italiani su 10) ...
Ma non si fa prima a toglierlo il premio di maggioranza? Visto che dove è stata tentata l'introduzione (oltre che da noi, pure in Francia) genera una bella distorsione della rappresentanza?

Comunque, entro gennaio, quando i mercati si accorgeranno che si sta facendo di tutto per arrivare all'ingovernabilità prevedo bastonate terribili, con lo spread in area 600...
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#4
E comunque istituzionalizzare (tramite una legge) le primarie o (ancor peggio "costituzionalizzarle" con legge costituzionale vera e propria) è pericolosissimo, praticamente si passerebbe dall'attuale pessimo sistema elettorale, che consente la nomina dei candidati alle segreterie di un partito a un sistema che invece renderebbe fondamentale il ruolo dei regolamenti dei partiti stessi e quindi lo strapotere di segreterie e burocrazie di partito assieme (una roba degna della Cina di Mao) visto che tramite i loro regolamenti i partiti organizzerebbero e gestirebbero le primarie, senza considerare che sarebbe complicatissimo garantire la rappresentanza dei territori (ci troveremmo con il 99% dei parlamentari lombardi provenienti dal collegio di Milano, liguri provenienti da Genova e campani di provenienza napoletana)... praticamente passeremmo dall'arbitrio dei singoli all'arbitrio di un regolamento (che ovviamente sarebbe costruito a "vantaggio" di alcuni e a danno di altri). Tutto ciò, a mio modo di vedere, è ancora peggio, non sapremmo nemmeno più con chi prendercela per il candidato inadeguato messo nel nostro collegio da ipotetiche primarie di partito... a meno che non si vogliano fare i collegi pure per le primarie...

Ciao

P.S. dissento totalmente da Stefano1994 quando parla del Movimento 5 Stelle come "danneggiato" da questo sistema, il M5S non alleandosi con nessuno non avrebbe premio di maggioranza comunque. Preciso infine che sarebbe stato sufficiente adottare il sistema tedesco per avere assieme rappresentatività e relativa stabilità di governo, peccato che il PD (e la sua ributtante nomenklatura brezneviana) si siano accorti di poter "vincere facile" solo con il "porcellum", meglio ancora se con premio di maggioranza basso...
A questo punto che Bersani e soci si prendano la responsabilità di dire che si va a votare con il "porcellum" così come lo ha voluto Calderoli, però abbiano anche il coraggio di dirlo apertamente: "Lo vogliamo perché ci conviene!"...
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#5
Vavoldy Ha scritto:Il PD gioca anche più sporco: addirittura vorrebbe un premio di maggioranza più basso (non oltre il 40%, meglio ancora al 38% per la coalizione) così poi si governa con il 55% dei seggi avendo magari il 40% (o il 38%) dei voti del 65% degli elettori (e sì credo che alle prossime politiche andranno a votare meno di 7 italiani su 10) ...
Ma non si fa prima a toglierlo il premio di maggioranza? Visto che dove è stata tentata l'introduzione (oltre che da noi, pure in Francia) genera una bella distorsione della rappresentanza?

Comunque, entro gennaio, quando i mercati si accorgeranno che si sta facendo di tutto per arrivare all'ingovernabilità prevedo bastonate terribili, con lo spread in area 600...

Sei sicuro che al mondo economico dispiaccia l'ingovernabilità dell'Italia?che poi significherebbe nuovo governo tecnico.
A meno che Berlusconi non cacci un coniglio da cilindro,e allo stesso tempo il PD non si rovini con le sue stesse mani,ma c'è da dire che tutto il casino lo sta facendo l'UDC che ha un piede in 3 scarpe,vorrebbe riunire la combriccola così com'è ora,sempre utilizzando la scusa che senza di lui non si governa,perché in Italia siamo ricattati da un partitino che dietro ha la chiesa
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#6
Infine un'ultima annotazione: vi faccio solo notare come i governi di "Larghe intese" siano diventati "esecrabili" da circa un paio di mesi, vale a dire da quando il PD ha capito che rischia di non avere maggioranza per poter governare se non "grazie" al Porcellum, vista l'inevitabilità di un'alleanza con la sinistra di Vendola e la formazione di una coalizione simile a quella del 2006 (da notare che attorno a questa alleanza "de sinistra-sinistra" stiano confluendo pure pezzi dell'IdV o del PRC, con le secessioni interne volute rispettivamente da Donadi e da Rizzo). Ovviamente, per chiare ragioni programmatiche e di convenienza l'UdC di Casini si sottrarrebbe a questa intesa e proverebbe a ricollocarsi in un (ipotetico?) centro-destra de-berlusconizzato, che poi sarebbe la sua cornice naturale...

Be', se tanto mi da tanto spero (scusatemi la volgarità) che il PD lo prenda in culo definitivamente, vista l'incapacità, da parte della sua dirigenza, di capire che c'è qualcosa di più importante della spartizione dei posti al Governo, specialmente a questo giro di giostra (elezioni politiche 2013)... ora che forse ci siamo liberati del Berlusca, che sia venuta pure l'ora che i "comunisti" se ne vadano da rompere i coglioni? Che siano passaggi naturali per consentirci di divenire un paese normale?


P.S. per comunisti non intendo quelli che sposano l'ideologia di Marx ed Engels (che non condivido, ma che comunque non mi sento di buttare nel cesso) e per i quali ho comunque rispetto, ma intendo i "comunisti" alla D'Alema, Bersani, Fassino, Veltroni che mi sembrano sempre più simili ai loro omologhi cinesi...
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#7
Wizard Ha scritto:Sei sicuro che al mondo economico dispiaccia l'ingovernabilità dell'Italia?che poi significherebbe nuovo governo tecnico.
A meno che Berlusconi non cacci un coniglio da cilindro,e allo stesso tempo il PD non si rovini con le sue stesse mani,ma c'è da dire che tutto il casino lo sta facendo l'UDC che ha un piede in 3 scarpe,vorrebbe riunire la combriccola così com'è ora,sempre utilizzando la scusa che senza di lui non si governa,perché in Italia siamo ricattati da un partitino che dietro ha la chiesa

Piuttosto che rivedere al Governo qualcosa di simile all'Unione, vincitrice delle elezioni politiche del 2006 (il progetto cui lavorano Bersani e Vendola) preferirei un Monti bis, un Monti tris e un Monti quater, per i prossimi 15 anni...

Io poi sono di quelli che pensano che oltre le politiche (le facciano pure con il "Porcellum", se gli va), serve al più presto una nuova Costituente, eletta ovviamente con il proporzionale e senza sbarramenti. Perché o si riforma in modo davvero profondo l'assetto dello Stato (e il Parlamento negli ultimi 15 anni non è stato in grado di farlo, anche con maggioranze sulla carta fortissime) o altro che declino...
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#8
:lolA:
La grande beffa di Casini - l’Espresso

Il Pd strepita contro l'asse Pdl-Lega-Udc che lo vede isolato e spera almeno di portare a casa un premio di consolazione, il 10 per cento di seggi in più per il partito che arriva primo. Ma è un lamento tardivo: Bersani e i suoi si sono fatti ingannare come bambini alle elementari. E soprattutto non hanno mai voluto affrontare la questione centrale. Hanno predicato per anni il ritorno alla cosiddetta democrazia dei partiti, teorizzando che i governi non li fanno gli elettori ma il Parlamento. Ovvero i partiti, ovvero le segreterie di partito, ovvero loro. Quante volte l'hanno ripetuto D'Alema e Violante e i loro esegeti sull'Unità? Quante volte hanno spiegato che rivolgersi direttamente agli elettori è populismo, plebiscitarismo, antipolitica, berlusconismo mascherato? «Gli italiani decideranno se dare a una singola forza politica un consenso sufficiente per governare da sola o a stabilire se quella forza per governare debba allearsi con altri. In ogni caso decideranno i gruppi parlamentari», così Violante spiegava nelle interviste lo spirito della nuova legge elettorale. Ma se questo è vero è inutile lamentarsi ora di essere stati beffati da Casini. Se si gioca solo nei corridoi del Transatlantico il più bravo è Pier, non c'è dubbio. Ed è meglio che Bersani si rassegni fin da ora a fare da portatore d'acqua a una grande coalizione, perché se questa è la nuova legge elettorale non ci sono alternative.
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#9
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#10
"Sbarramento" al 42,5%?
E' la conferma inequivocabile che i sondaggi VERI sono MOLTO diversi da quelli della premiata ditta Floris-Bersani-Monti... Rolleyes
"Il governissimo come è stato fatto in Germania qui non è attuabile." (Enrico Letta, 8 aprile 2013). :buah:

La mia stazioncina meteo online (versione "quasi" definitiva)... Smile
http://rieticentrometeo.altervista.org

Terminillo.ORG Smile
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