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Italia pagava i talebani...
#1
l'antefatto...

il 2009...
Afghanistan, "L'Italia pagava i Taliban" Il governo: "Denunciamo il Times" - esteri - Repubblica.it
LONDRA - Arrivano accuse pesanti dal Times di Londra in edicola questa mattina. Il giornale britannico accusa i servizi segreti italiani e il governo Berlusconi di aver pagato delle "mazzette" ai capi taliban in Afghanistan per evitare attacchi terroristici alla base di Surobi, 65 chilometri a est di Kabul.

Immediata è stata la risposta di Palazzo Chigi, che ha smentito seccamente le accuse: "In relazione a quanto pubblicato oggi dal quotidiano britannico The Times circa l'impegno italiano in Afghanistan - si legge in una nota - si precisa che il governo Berlusconi non ha mai autorizzato né consentito alcuna forma di pagamento di somme di denaro in favore di membri dell'insorgenza di matrice talebana in Aghanistan, né ha cognizione di simili iniziative attuate dal precedente governo".

L'accusa del Times. Secondo il Times , i pagamenti clandestini degli 007 italiani contribuirono alla morte di 10 soldati francesi coinvolti in un attentato il 18 agosto 2008 alla base di Surobi, dove erano subentrati agli italiani un mese prima. Il giornale londinese afferma che gli italiani tennero nascosta la storia dei pagamenti ai francesi, i quali però, vedendo che i colleghi italiani si muovevano con una certa tranquillità, non presero particolari precauzioni. La mancata conoscenza dei pagamenti li avrebbe indotti in errore, portandoli "ad una valutazione errata dei possibili pericoli e quindi alla catastrofe che ne è seguita".

Il quotidiano britannico sostiene di aver appreso queste informazioni da "fonti militari occidentali". Le somme, si legge nell'articolo, ammontavano a "decine di migliaia di dollari", che gli italiani "versavano regolarmente ai singoli comandanti nella zona di operazione delle loro truppe". Secondo il Times, gli americani "sapevano" e avevano manifestato il loro dissenso al governo italiano. In particolare, l'ambasciatore statunitense a Roma, Donald Spogli, avrebbe esposto le proprie lamentele al governo Berlusconi proprio poche settimane prima dell'attacco al contingente francese.

La reazione di Palazzo Chigi. "Accuse infondate", risponde Palazzo Chigi. "A riprova di ciò - recita la nota - è sufficiente ricordare che soltanto nella prima metà dell'anno 2008 i contingenti italiani schierati in Afghanistan hanno subito numerosi attacchi e, specificamente nell'area del distretto di Surobi, il 13 febbraio 2008, nel corso di uno di questi è rimasto ucciso il Sottotenente Francesco Pezzulo".
"Si esclude altresì - conclude palazzo Chigi - che l'Ambasciatore degli Stati Uniti a Roma abbia, all'inizio del mese di giugno 2008, inoltrato al Governo italiano un formale reclamo da parte del suo Paese in relazione ad ipotetici pagamenti in favore dell'insorgenza talebana".

La risposta di La Russa. "Ancora una volta il giornale londinese raccoglie spazzatura": questo il commento del ministro della Difesa Ignazio La Russa. "Le informazioni date oggi dal Times con parole nemmeno di probabillità ma di certezza sono assolutamente spazzatura e come tali vanno considerate", ha precisato il ministro, che ha annunciato l'intenzione del governo italiano di procedere per vie legali. "Ho dato incarico al mio capo di Gabinetto di procedere ad affidare ai legali il compito di denunciare il Times: questa è la mia valutazione".

"La notizia in base alla quale pagavamo i Taliban per non essere attaccati - ha proseguito il ministro La Russa - è offensiva per i nostri morti e per i nostri militari. Nessun organo dello Stato ha mai operato come dice il Times. E per questo ritengo odioso che un giornale che sta operando con un sentimento di anti-italianità abbia dato una notizia senza verificarla. Non fa onore alla testata". L'intento, secondo il ministro, è di gettare fango sul nostro Paese: "mi sembra una delle tante cose che si leggono sulla stampa estera finalizzate a denigrare L'Italia", ha affermato La Russa.

Pdl: "Un altro attacco della stampa estera". "Non ne sappiamo nulla": così Fabrizio Cicchitto, componente del Pdl nel Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica (Copasir), ha commentato quanto riportato oggi dal Times. "Mi sembra una delle tante cose singolari che compaiono sulla stampa estera", ha aggiunto Cicchitto. "In ogni caso - ha osservato Cicchitto - il crimine che verrebbe attribuito ai nostri 007, cioè di aver lavorato per evitare guai alle nostre truppe, non è secondo me un crimine, ma fa parte del loro lavoro".

Dall'Afghanistan difesa dell'Italia. "Non è possibile, non è vero": ha commentato Fawzia Koofi, vice presidente della Wolesi Jirga, la camera bassa del Parlamento afghano. "In Afghanistan - ha precisato la Koofi in un colloquio con Adnkronos International - circolano molte accuse tra le forze Nato, con i Paesi che puntano il dito uno contro l'altro. Solitamente si tratta di accuse prive di fondamento". Poi l'invito alla cautela: "In un momento delicato per l'Afghanistan, in cui si devono ancora conoscere i risultati definitivi delle elezioni presidenziali del 20 agosto, non è il caso che all'interno della comunità internazionale si inizi con un meccanismo di accuse uno contro l'altro". "Simili atteggiamenti - ha proseguito - non contribuiscono a migliorare la situazione".

Nato e Forze armate francesi "non al corrente". Il portavoce dello stato maggiore delle Forze armate francesi, l'ammiraglio Christophe Prazuck, ha definito "infondato" l'articolo del Times. "Non disponiamo di alcuna informazione che confermi quanto scritto dal Times in merito alla responsabilità indiretta dell'Italia nell'attacco che ha portato alla morte dei 10 soldati francesi", ha dichiarato Prazuck. Secondo l'ammiraglio francese, portavoce si tratta di "voci già sentite che non sono mai state confermate".
Anche la Nato si è detta "non al corrente" dei presunti pagamenti effettuati dai servizi segreti italiani. Per il generale Eric Tremblay, portavoce dell'Isaf, è più frequente che sia il governo afghano a stringere "accordi locali" di questo tipo con i talebani.

Funzionario afgano conferma. "Molti Paesi della Nato impegnati in Afghanistan pagano gli insorti per fare in modo che i loro soldati non vengano attaccati; tra questi c'è anche l'Italia". Lo ha rivelato all'agenzia di stampa francese (Afp) un alto funzionario afgano, che ha preferito mantenere l'anonimato. "Sappiamo con certezza che le forze italiane hanno pagato l'opposizione armata a Surobi per non essere attaccate", ha dichiarato un'altra fonte militare citata dalla Afp. "Accordi simili - ha aggiunto l'intervistato - esistono anche nella provincia di Herat, secondo le nostre informazioni, da parte delle forze italiane lì schierate". E conclude: "Si tratta di una pratica comune tra i soldati che operano nelle zone rurali dell'Afghanistan, salvo che tra i britannici e gli americani".

In Francia i socialisti chiedono chiarimenti. I socialisti del Psf hanno chiesto al governo francese di far luce sull'articolo del Times. Il capogruppo del Psf in Parlamento, Jean-Marc Ayrault, ha invitato il ministro della Difesa, Hervè Morin, a chiarire eventuali responsabilità dell'Italia nella morte dei 10 soldati francesi nell'agosto del 2008. "E' una cosa molto grave; se è vero chiedo immediatamente che il ministro compaia davanti alla Commissione Difesa e dica quello che sa".

Idv, "il governo riferisca in Aula". Fabio Evangelisti, vicepresidente dell'Italia dei Valori alla Camera, ha esortato il governo a riferire in Aula al più presto sulla reale portata delle affermazioni riportate dal Times. "I contorni della vicenda - ha dichiarato Evangelisti - appaiono di per sè gravi e degni della massima attenzione e valutazione da parte del nostro governo".
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#2
il fatto...
Wikileaks: Italia pagava talebani per evitare attacchi in Afghanistan - Mondo - ANSA.it
ROMA - L'Italia pagava i talebani ed "i signori della guerra" in Afghanistan per "evitare attacchi" ai propri soldati e per "ottenere protezione", facendo scattare la protesta degli Usa e dell'allora presidente George W. Bush con il premier Berlusconi. E' quanto scrive l'Espresso - in un articolo domani in edicola - riportando in esclusiva alcuni dossier della diplomazia Usa, ottenuti da Wikileaks. Dal 2008 ci sono almeno "4 dossier che sollecitano interventi al massimo livello sul governo Berlusconi per stroncare il giro di mazzette", scrive il settimanale, spiegando che nel giugno di tre anni fa "Bush ha domandato personalmente a Berlusconi di farla finita con le tangenti ai miliziani fondamentalisti".

Il primo dei file WikiLeaks è di aprile 2008, alla vigilia delle elezioni, quando l'allora ambasciatore Usa, Ronald Spogli, scrisse in un cable che "sia Berlusconi che Veltroni saranno riluttanti ad esporre i soldati italiani a rischi più grandi: Faremo pressioni perché le truppe assumano un atteggiamento più attivo contro gli insorti e daremo un forte segnale, opponendoci all'abitudine del passato di pagare per ottenere protezione". Un segnale che l'ambasciatore Usa a Roma sottolineò di aver rappresentato, il 6 giugno 2008, in un incontro con Berlusconi e Gianni Letta ricevendo rassicurazioni: il premier italiano ha "assicurato di non saperne nulla" ma si è detto d'accordo che ciò vada fermato", pronto ad interrompere questi comportamenti se ne avesse "trovato le prove", scrive Spogli in altri cable. Ma nei mesi successivi l'ambasciatore insiste nei suoi file alla Casa Bianca: "Disgraziatamente, l'importanza del contributo è messa a repentaglio dalla crescente reputazione negativa degli italiani che evitano i combattimenti, pagano riscatti e denaro per ottenere protezione. Questa reputazione è basata in parte su voci, in parte su informazioni dell'intelligence che non siamo stati capaci di verificare completamente. Vero o no, resta che gli italiani hanno perso 12 soldati", meno cioé "di gran parte degli alleati con responsabilità simili". Spogli raccomandò quindi a Bush - prosegue l'anticipazione - di chiarire a "Berlusconi come la traballante reputazione dell'Italia, anche se fosse immeritata, stesse mettendo a rischio la sua credibilità nella coalizione". Fonti dell'intelligence hanno confermato a 'l'Espressò - conclude l'anticipazione - pagamenti a capi locali, spesso alleati dei talebani, con i "fondi per queste 'operazioni' gestiti dal Sismi, allora diretto da Nicolò Pollari".
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#3
Nulla di sorprendente, ma forse gli americani non sono i più titolati a parlare di questi argomenti... :occhio:
"Il governissimo come è stato fatto in Germania qui non è attuabile." (Enrico Letta, 8 aprile 2013). :buah:

La mia stazioncina meteo online (versione "quasi" definitiva)... Smile
http://rieticentrometeo.altervista.org

Terminillo.ORG Smile
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#4
Gennaio1985 Ha scritto:Nulla di sorprendente, ma forse gli americani non sono i più titolati a parlare di questi argomenti... :occhio:

Noi li abbiamo pagati, e gli USA gli diedero le armi...bella coppia Big Grin
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