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Il riscaldamento globale e quelli che pagano miliardi per negarlo.
#1
Un network di aziende e miliardari legati all'industria dei combustibili fossili, finanzia ogni genere di lavoro s'opponga alla necessità di ferire i loro interessi




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Il nemico è chiunque si batta per la riduzione delle emissioni e per contrastarlo ogni anno quasi un miliardo di dollari finisce nelle tasche di persone che formano un contro-movimento, che prima ha negato il cambiamento climatico e che ora suggerisce di spendere per ripararne i danni.

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QUELLI CONTRO - «Lo chiamo il contro-movimento del cambiamento climatico», così Robert Brulle, autore di una ricerca pubblicata sul Climatic Change, ha spiegato a the Guardian. «Non sono solo un paio d’individui malvagi a far questo. C’è uno sforzo politico di larga scala». Brulle ha setacciato i conti dei think tank statuninitensi, visto che è Washington che detta la linea, e ha scoperto 91 think tank o gruppi dediti all’esercizio negazionista, 80 dei quali registrati come organizzazioni caritatevoli, che negli ultimi 7 anni hanno speso un miliardo di dollari all’anno per opporsi a ogni ipotesi di riduzione delle emissioni.

UN SISTEMA RODATO - In prima fila giganti come l’American Enterprise Institute o la Heritage Foundation, prestigiose istituzioni che ufficialmente «non hanno una posizione sul Climate Change», ma che poi… «Questo è il modo nel quale i ricchi e le corporation traducono il loro potere economico in potere politico e culturale». I prodotti di quanti think tank producono poi a cascata articoli sulle principali testate mondiale e ispirano i loro giornalisti nel seguire e riproporre narrazioni false.

LA MACCHINA DEL FANGO - E quando non bastano le parole, ecco soggetti come lo Heartland Institute, chje si dedica a minare le sessioni dell’ONU sul tema o il Competitive Enterprise Institute, che ha denunciato uno scienziato del clima, Michael Mann, accusandolo di frode scientifica e poi finendo malamente in tribunale. Veri e propri atti criminali finanziati attraverso fondi anonimi da miliardari conservatori come i fratelli Koch o aziende come EXXON Mobil

QUELLI NEUTRALI - Whitney Ball, il president del Donors Trust e di Donors Capital Fund, ha spiegato a The Guadian che la sua organizzazione non mette bocca sui progetti che ricevono fondi. Tuttavia ha detto di poter assicurare ai finanziatori che il loro denaro non andrà mai a a Greepeace o ai «liberali». David Kreutzer, della Heritage Foundation, ha detto che Brulle ha mescolato scorrettamente il negazionismo climatico con la posizione di chi semplicemente si oppone a misure che ridurrebbero le emissioni: «Crediamo che la CO2 sia un gas ad effetto serra, ci opponiamo a tagli obbligatori delle emissioni». Ma non perché i finanziatori ne sarebbero danneggiati, perché sarebbe un’insopportabile invasione governativa in affari privati, dicono.

NEGANO L’EVIDENZA - La Hoover Institution, invece ha risposto che non non produce lavori sul cambiamento climatico, anche se nella home del suo sito ha proprio un articolo che tratta questi temi. Articolo nel quale si discute di cambiamento climatico e di fraking e nel quale l’autore scrive: «Molti democratici e liberali fanno negazionismo quando s’arriva alla realtà della politica sull’energia e il clima, sostenendo sia la fantascienza che la fantapolitica». La politica vere, la fanno i soldi di quelli che alla Hoover Institution hanno versato 45 milioni di dollari in un anno, gli altri non contano niente.


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http://www.giornalettismo.com/archives/1...r-negarlo/
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