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Il governo tiene sul caso Milanese: no all'arresto per sei voti
#1
Camera, no all'arresto di Milanese Alla faccia dei gufi, il Cav tiene - Interni - ilGiornale.it

:fan::fan::fan:
Mattiab nevofilo88 e nintendo iniziate a tremare, freddy sta per arrivare!!!!!:devil:
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#2
Caso Milanese, la Camera dice no all'arresto, ma per soli sei voti
312 contrari al carcere contro 306. Sette i franchi tiratori. Deputati del Pdl: «Immorale l'assenza di Tremonti»


MILANO - Salvo per una manciata di voti. La Camera ha negato con voto segreto l'arresto di Marco Milanese, ex braccio destro di Tremonti. Sono 312 i voti contrari all'arresto, 306 i favorevoli, con uno scarto di sole sei schede. Il ministro non ha partecipato al voto del governo tenuta in mattinata perchè , è stato fatto sapere, «è in viaggio per Washington» dove da venerdì iniziano i lavori del Fondo monetario internazionale. Circostanza questa che ha creato non pochi malumori tra le fila del Pdl. Alcuni deputati pidiellini avrebbero infatti giudicato «immorale» la sua assenza.

IL VOTO E I FRANCHI TIRATORI- Montecitorio ha evitato l'arresto all'ex collaboratore del ministro Tremonti con soli tre voti in più rispetto a quelli che servivano. I contrari all'arresto sono stati 312, la maggioranza richiesta era di 309. I favorevoli all'arresto si sono fermati a quota 305, che in realtà erano 306, perchè il voto del vicesegretario del pd Enrico letta non è stato registrato per un errore tecnico. La maggioranza può tirare un sospiro di sollievo, ma la votazione non è stata facile: sono 7, secondo i tabulati delle votazioni, i franchi tiratori che hanno votato con le opposizioni per l'arresto. Il dato emerge analizzando le presenze dell'aula: l'opposizione schierava 299 deputati, mentre i sì all'arresto sono stati 306.

GLI ASSENTI - I banchi della maggioranza, altro segno di disagio, non erano al completo. Mancavano otto deputati: sei del Pdl, uno della Lega, uno di Noi sud. E non tutti erano assenti giustificati. Lo era sicuramente Alfonso Papa, che è agli arresti a Poggioreale, mentre i ministri Giulio Tremonti e Franco Frattini erano in missione all'estero (ma Tremonti ha probabilmente deciso di non esserci per evitare imbarazzi). Gli altri tre assenti sono Pietro Franzoso, Giuseppe Angeli e Nicolò Cristaldi. Nei banchi della Lega non c'era invece Alessandro Montagnoli, in quelli di Noi sud Antonio Gaglione. Due gli assenti nell'opposizione: l'Udc Antonio Merlo e l'esponente del Fli Mirko Tremaglia, da tempo molto malato.

IL CONFRONTO CON PAPA - La differenza tra Marco Milanese (salvato) e Alfonso Papa (mandato in carcere) l'hanno fatta 29 deputati: quelli che il 20 luglio hanno votato per mandare in carcere Papa e che oggi si sono schierati per salvare Milanese. A luglio i deputati che votarono per negare l'arresto furono 293 (e non furono sufficienti perchè i sì furono 319); oggi quelli che sono riusciti a salvare Milanese sono stati, 29 di più: con ogni probabilità i leghisti che l'altra volta decisero di scaricare Papa.

BERLUSCONI E BOSSI - Berlusconi si è detto soddisfatto del voto. Il governo va avanti? «E come no. Stiamo lavorando per il meglio». «Lo avevo detto che la Lega non avrebbe fatto cadere il governo. Abbiamo dimostrato di essere alleati leali» ha invece commentato Umberto Bossi. Sulla tenuta del governo il leader del Carroccio dice: «Vedremo giorno per giorno». Bossi ha escluso poi di aver parlato con Berlusconi - così come invece riportato da alcuni quotidiani - della possibilità di un voto anticipato al 2012: «non abbiamo parlato di questo».

LE PROTESTE - Da piazza Montecitorio si è alzato un coro di «No e di Vergogna!». A protestare davanti alla Camera sono diverse decine di persone chiamate dal Popolo Viola: «Noi cittadini avevamo annunciato che ci saremmo mobilitati perennemente contro l'auto protezione della Casta - ha detto Gianfranco Mascia dei Viola - noi non vogliamo giudicare se Milanese è innocente o colpevole, per questo ci sono i giudici. Però il Parlamento oggi ha detto che Milanese è più uguale di noi altri cittadini». I manifestanti hanno ascoltato tramite una radio appoggiata ad un megafono la votazione in Aula e hanno alzato al cielo, tenendole in mano, delle monetine da cinque centesimi: «Abbiamo portato questi soldi perchè se Milanese fosse stato arrestato gli avremmo comprato delle arance - hanno spiegato gli organizzatori del sit-in - ora ci toccherà fare una colletta con questi centesimi per comprare al deputato una serie di carte costituzionali».

LE ACCUSE A MILANESE - I reati ipotizzati dai pm di Napoli nei confronti di Marco Milanese sono associazione per delinquere, corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio. Milanese avrebbe rivelato notizie su indagini svolte dalla Guardia di finanza. Secondo il gip Milanese si è occupato dell'attribuzione di nomine in diverse società controllate dal Tesoro (tra cui Ansaldo Breda,Oto Melara,Sogin,Sace) ricevendo «come corrispettivo somme di denaro e altre utilità». Milanese si è sempre difeso sostenendo in una memoria consegnata alla Giunta della Camera di non essere il «deus ex machina delle nomine, di non aver mai ricevuto regali o altre utilità»

Redazione Online
22 settembre 2011 13:49 RIPRODUZIONE RISERVATA

Caso Milanese, la Camera dice no all'arresto, ma per soli sei voti - Corriere della Sera
C'è un confine sottile tra uno sbaglio e un colpo di genio; purtroppo dovresti essere un genio per vederlo.

Sheldon Cooper

L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade,
ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole.
Onestà tedesca ovunque cercherai invano,
c'è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina;
ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida,
e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé


Johann Wolfgang von Goethe
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#3
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Le poltrone sono salve ,W la lega ladrona [Immagine: 3345.gif]
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Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#4
Ahahaaahhaaahhhahhahhhahh... La lega, che barzelletta mondiale... Forse supera anche Silvio... Pensate a quei poveretti che lo'hanno votata... :lolA: :lolA: :lolA:
"Il governissimo come è stato fatto in Germania qui non è attuabile." (Enrico Letta, 8 aprile 2013). :buah:

La mia stazioncina meteo online (versione "quasi" definitiva)... Smile
http://rieticentrometeo.altervista.org

Terminillo.ORG Smile
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#5
Gennaio1985 Ha scritto:Ahahaaahhaaahhhahhahhhahh... La lega, che barzelletta mondiale... Forse supera anche Silvio... Pensate a quei poveretti che lo'hanno votata... :lolA: :lolA: :lolA:
Ma cosa cacchio ho scritto??? :lolA:

Intanto è uscita la "prova TV", maggioranza da squalifica... :lolA:

Berlusconi deluso: ''Per soli sette voti'' - Video - Repubblica Tv - la Repubblica.it
"Il governissimo come è stato fatto in Germania qui non è attuabile." (Enrico Letta, 8 aprile 2013). :buah:

La mia stazioncina meteo online (versione "quasi" definitiva)... Smile
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#6
Sul caso Milanese ho ritrovato una cosina ,tanto carina Smile

Modifica dell'articolo 68 della Costituzione, concernente le immunità dei membri del Parlamento
Presentata il 18 novembre 2009

Citazione:ROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE
d'iniziativa dei deputati
MOFFA, ANTONINO FOTI, VINCENZO ANTONIO FONTANA, ABELLI, GIOACCHINO ALFANO, ANGELI, ARACRI, ARACU, BARANI, BARBA, BARBARESCHI, BARBARO, BARBIERI, BELLOTTI, BERARDI, BERGAMINI, BERNARDO, BOCCIARDO, CARLUCCI, CASTELLANI, CASTIELLO, CATANOSO GENOESE, CATONE, CAZZOLA, CECCACCI RUBINO, CENTEMERO, CERA, CESARO, CICCIOLI, CONSOLO, COSTA, CRISTALDI, DE ANGELIS, DE CAMILLIS, DE GIROLAMO, DE LUCA, DE NICHILO RIZZOLI, DEL TENNO, DELLA VEDOVA, DELL'ELCE, DI BIAGIO, DI CAGNO ABBRESCIA, DI CATERINA, DI CENTA, DI VIRGILIO, DIMA, D'IPPOLITO VITALE, FAENZI, FORMICHELLA, FUCCI, GALATI, GARAGNANI, GERMANÀ, GIAMMANCO, GIBIINO, GIRLANDA, GOLFO, GOTTARDO, HOLZMANN, IANNARILLI, LABOCCETTA, LAFFRANCO, LAMORTE, LANDOLFI, LAZZARI, LEHNER, LISI, LO PRESTI, LORENZIN, LUNARDI, MANNUCCI, GIULIO MARINI, MAZZOCCHI, MAZZONI, MAZZUCA, MILANESE, MINASSO, MISTRELLO DESTRO, MOTTOLA, MUSSOLINI, OSVALDO NAPOLI, NICOLUCCI, NIZZI, NOLA, PAGANO, PALUMBO, PAPA, PATARINO, PELINO, PETRENGA, PILI, PISO, PITTELLI, POLIDORI, PORCU, PROIETTI COSIMI, PUGLIESE, RAISI, REPETTI, LUCIANO ROSSI, MARIAROSARIA ROSSI, SAMMARCO, SANTELLI, SBAI, SCALERA, SCANDROGLIO, SILIQUINI, SISTO, SPECIALE, STASI, STRACQUADANIO, TAGLIALATELA, TORRISI, VELLA, VENTUCCI, VERSACE, VIGNALI, ZACCHERA

Citazione:Onorevoli Colleghi! - In un ordinamento democratico la funzione legislativa, per sua natura, è autonoma e indipendente. A questo fine va tutelata e protetta e non può essere condizionata né subire turbamenti di sorta.

Pag. 2


Essa deve essere frutto della libera attività intellettuale del parlamentare che si dispiega attraverso l'analisi approfondita delle esigenze e dei bisogni della società, allo scopo precipuo di prevedere norme e discipline che ne regolino il corretto funzionamento nel quadro dell'interesse generale della comunità e del bene comune.
Questo principio di assoluta chiarezza e linearità - che è alla base del principio costituzionale in virtù del quale la funzione parlamentare si esercita senza vincolo di mandato - spesso collide con il richiamato sistema di protezione e di tutela per effetto di iniziative giudiziarie dietro le quali appare sovente ravvisabile la sussistenza del «fumus persecutionis».
L'aver eliminato le guarentigie contenute nell'articolo 68 della Costituzione introdotto dai Costituenti ha provocato non poche distorsioni nella saldatura dei due princìpi di responsabilità e di tutela ai quali s'informa l'attività parlamentare e ha creato un proliferare di conflitti di attribuzione tra Camere e magistratura a seguito delle deliberazioni parlamentari in materia di insindacabilità.
Vale la pena ricordare che tra i Costituenti che sostennero la fondatezza dell'articolo 68 (non solo l'opportunità di natura politica scaturente dalle condizioni particolari in cui si trovava l'Italia nell'immediato dopoguerra) ci furono personalità di diverso orientamento: da Togliatti a La Malfa, da Terracini a Calamandrei, da Moro a Dossetti e a La Pira.
Tutti convennero sulla necessità, nella realizzazione di un sistema democratico fondato sul suffragio popolare ed in cui la sovranità appartiene al popolo, di affidare a un'immunità cosiddetta «larga» quelle prerogative di indipendenza e di autonomia del Parlamento rispetto agli altri poteri e, in particolare, rispetto all'ordine giudiziario.
Non sfugge ad alcuno che le modifiche di questo quadro normativo sotto il profilo costituzionale hanno generato, negli ultimi tempi, una non più sostenibile condizione di disparità, se non, addirittura, di autentico condizionamento dell'attività parlamentare e, conseguentemente, del Governo per effetto di iniziative giudiziarie di parte della magistratura spesso improvvide e palesemente persecutorie.
Si tratta di una condizione non ravvisabile negli ordinamenti di alcun altro Paese democratico.
L'immunità parlamentare è prevista perfino per i membri del Parlamento europeo, il che determina un discrimine tra cittadini parlamentari dello stesso Stato.
Sotto il profilo più squisitamente sostanziale, si avverte l'urgenza di individuare un ragionevole punto di equilibrio tra il valore del libero svolgimento del mandato parlamentare, il principio di legalità - che esige che non siano virtualmente senza limiti gli eventuali sacrifici del bene dell'onore della persona offesa, per esempio nei casi di insindacabilità - e lo stesso principio di eguaglianza, che evidentemente non tollera eccessive distorsioni alle pari opportunità dei cittadini nella dialettica politica.
Proprio al fine di favorire il raggiungimento di un «ragionevole punto di equilibrio» tra le Camere, la magistratura e la stessa Corte costituzionale con la presente proposta di legge costituzionale si stabilisce la modifica dell'articolo 68 della Costituzione, prevedendo un'articolata tutela del mandato parlamentare tramite l'attribuzione alla Camera competente del rilascio dell'autorizzazione a procedere nei confronti del parlamentare per il quale si intende avviare un procedimento penale, salvi i casi in cui sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale è obbligatorio il mandato o l'ordine di cattura.
Tale condizione è prevista anche per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza.
Eguale autorizzazione è richiesta per l'arresto o il mantenimento in detenzione di un membro del Parlamento in esecuzione di una sentenza anche irrevocabile.

Pag. 3




PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE
Art. 1.
1. L'articolo 68 della Costituzione è sostituito dal seguente:

«I membri del Parlamento non possono essere perseguiti per le opinioni espresse e per i voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.
Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a procedimento penale, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale o sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, salvo che sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale è obbligatorio il mandato o l'ordine di cattura.
Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o di comunicazioni e a sequestro di corrispondenza.
Eguale autorizzazione è richiesta per trarre in arresto o per mantenere in detenzione un membro del Parlamento in esecuzione di una sentenza anche irrevocabile».
http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0031320

Chissà perchè i deputati Papa e Milanese firmarono una proposta di legge costituzionale per cercare di approvare immunità parlamentare :devil:
a pensar male...
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#7
Si è permesso di fare il dito medio a noi?
A NOI?
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#8
mi pare ovvio che abbiano votato contro l'arresto, del resto c'è un milanese presidente del consiglio che sono 20 anni che dovrebbe finire in galera e viene puntualmente salvato
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#9
Ora Berlusconi sfiducia Tremonti "Prima si dimette e meglio è" - Repubblica.it
posto anche il giornale per i malfidati Big Grin
Il Pdl processa Tremonti. Il Cav: Giulio indecente - Interni - ilGiornale.it
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#10
CURZIO MALTESE da La Repubblica del 23 settembre 2011

“Il comunismo non passerà!”. L´aria giuliva di Fabrizio Cicchitto, in mezzo a un gruppo di parlamentari della maggioranza in festa per il salvataggio di Milanese dall´arresto, del governo e della poltrona, magari non in quest´ordine, è il ritratto di una classe dirigente fuori dal mondo. Brindano alla buvette, s´abbracciano come a una vittoria del mundial.
Berlusconi accarezza Bossi e poi Maroni, manco fossero le sue bambine. Lo spread volato a 400 punti? La Borsa che ha bruciato 100 miliardi in tre mesi? Il debito pubblico fuori controllo? Il rischio di un´asta dei Bot deserta? E chi se ne frega. Il declassamento da parte delle agenzie di rating? Domenico Scilipoti, che è il simbolo di questa maggioranza di governo a tempo perso, nemmeno lo sa che cos´è Standard & Poor´s e lo confessa ai microfoni Rai. “Mai sentiti. Me lo spieghi lei” dice al giornalista basito. Forse è un telefilm, come Starsky & Hutch.
Massì, chi se ne frega della crisi. Che non c´era, anche quando c´era, ma qui in ogni caso non è mai arrivata. Vivono tutti felici e contenti, blindati nel privilegio, nella speranza di durare più a lungo possibile, almeno fino al 2013. “Tanto i numeri ci sono”. Trecentoquattordici voti, fatta la tara di qualche collega tradito da un sussulto di dignità, risultano comunque sette più degli altri e tre più del necessario. Sono questi i numeri. Gli altri, i disoccupati in aumento, i risparmi dileguati, le stime di (non) crescita, qui non contano. Non da ieri, certo. Il debito pubblico italiano nel 2001 era 1300 miliardi, oggi ha superato i 1900. Con la parentesi dei venti mesi di Prodi, che aveva posto qualche timido freno, il debito sotto Berlusconi è cresciuto di un terzo, quasi 600 miliardi. Un record da far impallidire il mentore Craxi. E meno male che c´era quasi sempre Tremonti a “tenere in ordine i conti”, come si è detto perfino dall´opposizione. A dar retta ai magistrati, pare invece che non tenesse in ordine nemmeno quelli con il braccio destro Milanese.
Il Quintino Sella de´ noantri, che pensa o s´illude di avere un futuro oltre il berlusconismo, non si è presentato al voto, per salvare la faccia. Ma gli altri, consapevoli di doversi trovare un lavoro vero quando il festino sarà finito, c´erano tutti. A cominciare da Bossi, il più patetico. C´è chi servo nasce e per tutta la vita cerca un padrone. Ma l´Umberto ridotto a giustificare davanti alla base il suo esser diventato il maggiordomo di Arcore, evocando il sol dell´avvenire della Padania libera e della secessione, tutto per assicurare un avvenire al Trota, sinceramente stringe il cuore. Berlusconi lo tratta come se fosse l´altro il vecchio e lui si vanta d´essergli fedele. “Se mancano voti, non sono della Lega” si precipita a commentare Bossi, di fronte alla lieve delusione del Cavaliere. Ed è una delle poche volte in cui dice il vero. I leghisti ci sono tutti, compresi quelli di Maroni, che avevano mandato in galera Papa soltanto per poi sedersi al tavolo delle trattative. Indifferenti all´indignazione che monta fra gli stessi loro elettori.
Ma che importa? Lo show deve andare avanti. Il governo più sputtanato dall´opinione pubblica mondiale tira a campare ancora qualche mese, forse un anno intero. Nel frattempo matura la pensione delle onorevoli anime morte, marciscono i processi nella prescrizione, il Paese perde anche l´ultimo treno, ma senza accorgersene, soprattutto se s´informa dai telegiornali. C´era chi voleva trasformare il Parlamento in un´aula sorda e grigia col manganello e chi l´ha fatto col libretto degli assegni in mano. Speriamo soltanto che anche Standard & Poor´s non sappia chi è Scilipoti.
Rassegna Stampa
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