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Il caso Salabayeva, dall’inizio
#1
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Ottimo articolo da ilpost.it

I fatti, la versione del governo, le cose che non si sanno e le ultime novità :Il caso Salabayeva, dall’inizio | Il Post
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Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#2
sì al processo accelerato,no all'epulsione accelerata,..... si al nano brunetta, no al'orango ministro,..... sì agli insulti quotidiano del comico verso il Parlamento ,no alle battutacce di cattivo gusto di Calderoli ,....sì al gayprade con sindaco presente,no a miss Italia in televisione , ....sì all'insulto e minacce alla Garfagna, no ad alzare i toni verso le donne!

tratto da " una prostituzione intellettuale tutta taliana"....
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#3
rjk Ha scritto:sì al processo accelerato,no all'epulsione accelerata,..... si al nano brunetta, no al'orango ministro,..... sì agli insulti quotidiano del comico verso il Parlamento ,no alle battutacce di cattivo gusto di Calderoli ,....sì al gayprade con sindaco presente,no a miss Italia in televisione , ....sì all'insulto e minacce alla Garfagna, no ad alzare i toni verso le donne!

tratto da " una prostituzione intellettuale tutta taliana"....
Tanto valeva metterci anche qualcosa di più su Grillo nel calderone...che bello svicolare sul tema in questione! Big Grin
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#4
9 cose sul Kazakistan | Il Post
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#5
Shalabayeva: si dimette il prefetto Giuseppe

Shalabayeva: si dimette il prefetto Giuseppe Procaccini, capo di gabinetto del Viminale
Il caso rischia di spaccare la maggioranza. La mozione di sfiducia su Alfano di M5S e Sel arriva in Senato venerdì, il Pdl lo difende: «Senza di lui il governo dura 10 minuti»


MILANO - Sul caso Shalabayeva cadono le prime teste: si è dimesso il capo di gabinetto del Viminale, Giuseppe Procaccini. Il prefetto avrebbe consegnato, già lunedì sera, una lettera al ministro dell'Interno in cui spiega le motivazioni della decisione. Secondo quanto ricostruito, il 28 maggio scorso il prefetto Procaccini riceve - su indicazione di Alfano - l'ambasciatore kazako Andrian Yelemessov e il suo primo consigliere. Al centro della riunione Ablyazov, dissidente kazako oppositore del regime, già capo di un'importante banca kazaka, è accusato di truffa e ricercato dal Kazakistan e anche da Mosca, come risulta dalla sua scheda inserita nel sito dell'Interpol. Muktar sarebbe a Casal Palocco. Procaccini spiega ai kazaki che la competenza è della polizia e li invia al Dipartimento pubblica sicurezza. Il prefetto Procaccini è capo di Gabinetto del ministro dell'Interno dal 2008, quando alla guida del Viminale c'era Roberto Maroni; il prefetto viene poi confermato al suo posto sia da Anna Maria Cancellieri che da Angelino Alfano. A maggio scorso, Giuseppe Procaccini era tra i più accreditati per la poltrona di capo della polizia, dopo la morte di Antonio Manganelli. Dopo quella di Procaccini restano in bilico altre posizioni nella linea di comando del Viminale, e non solo, sul caso Shalabayeva.

EPIFANI: «ALFANO? SE SAPEVA, SI DIMETTA»- Arrivano le prime reazioni alle dimissioni del prefetto Procaccini. Il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, commenta: «Non è un fatto usuale». E Epifani non risparmia una stoccata al responsabile del Viminale: «Se il ministro degli Interni e vice presidente del Consiglio Angelino Alfano sapeva dell'espulsione delle due donne kazake deve ora trarre le conseguenze; se invece non sapeva nulla la cosa è più grave ancora». Un commento rilanciato su Twitter: «Aspettiamo chiarezza, ma se Alfano sapeva dovrà prendersene responsabilità», ha scritto Epifani. La vicenda sta assumendo dirompenti aspetti politici, all'interno della stessa maggioranza che sostiene il governo Letta. Sull'ipotesi che le dimissioni di Alfano diano il via ad una crisi di governo, Epifani risponde: «Da un certo punto di vista sì. Da un altro punto di vista non necessariamente, nel senso che si potrebbe fare diversamente. Ma è chiaro che il Pdl trarrebbe le conseguenze».

IL DOSSIER - Attesa da giorni è arrivata nella tarda mattinata di martedì la relazione del capo della polizia Pansa sull'espulsione di Alma Shalabayeva, la moglie del dissidente kazako Ablyazov: il dossier ora è al vaglio del ministro degli Interni Alfano. Nella relazione Pansa ricostruisce le fasi e i passaggi burocratici della vicenda che ha portato all'espulsione dall'Italia della moglie e della figlia del dissidente kazako. Se il dossier chiarirà i passaggi tecnici, resteranno probabilmente diversi punti di domanda sui nodi politici.

AISI: «ESTRANEI ALLA VICENDA» -Intanto, sempre martedì, il direttore del servizio segreto interno, generale Arturo Esposito, ha riferito al Copasir che l'Aisi non è stato coinvolto nella vicenda della cattura della moglie e della figlia del dissidente kazako Ablyazov. Spiega inoltre il vicepresidente del Copasir, Giuseppe Esposito: «Con questa audizione - ha spiegato Esposito - è stata confermata la completa estraneità del nostro servizio alla vicenda, che è stata soltanto un'operazione di polizia attuata su richiesta di Interpool e Criminalpol. I servizi - ha concluso il vicepresidente - non se ne sono mai occupati come ci ha anche comunicato con una lettera il direttore del Dis, Giampiero Mazzolo».

MOZIONE DI SFIDUCIA PER ALFANO - Non tremano solo i vertici della Polizia, del dipartimento di Pubblica sicurezza e del Viminale, a essere in bilico è la posizione di Angelino Alfano e la poltrona di ministro dell'Interno. Lunedì il Movimento 5 Stelle e Sel hanno presentato due mozioni di sfudicia, alla Camera e al Senato, nei confronti del vicepremier chiedendo le sue dimissioni. La conferenza dei capigruppo di palazzo Madama per la calendarizzazione della mozione di sfiducia, convocata per alle 15.30 di martedì pomeriggio, ha deciso che la mozione di sfiducia ad Alfano, depositata da Sel e M5S, verrà discussa in Senato venerdì 19 luglio, a partire dalle 20.30. Intanto, alle 18 di martedì, il ministro dell'Interno riferisce in Senato sulla vicenda di Alma Shalabayeva.

LA DIFESA DEL PDL - La relazione arrivata sul tavolo del ministro Alfano non dovrebbe contenere i nomi dei «colpevoli» ma ricostruire i passaggi: al vicepremier toccherà poi proporre la sanzione per i responsabili della «mancata informativa». Alfano ha più volte ribadito di non aver saputo nulla né del blitz di fine maggio né dell'espulsione-lampo della moglie di Ablyazov. Di fronte alla richiesta di dimissioni dell'opposizione, il Pdl ha reagito facendo quadrato intorno al politico. Tanto che l'ex ministro Rotondi ha avvertito: «Il governo senza Alfano non ha dieci minuti di vita». Mentre il presidente della Commissioni affari esteri alla Camera Cicchitto ha sottolineato che «non ci sono i termini per chiedere le sue dimissioni». E il leader della Lega e presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, pur premettendo di «non voler fare valutazioni sull'opportunità di dimissioni di Alfano», afferma - a margine di un incontro a Palazzo Lombardia - come fosse «difficile» che il governo e il ministro dell’Interno non sapessero dell'espulsione di Alma Shalabayeva: «Dico solo da ex ministro dell’Interno che casi del genere erano gestiti dalla struttura, con il coinvolgimento di tutti, anche ovviamente del ministro».

INTERROGAZIONE A COMMISSIONE UE - La commissione Diritti umani del Senato ha reso noto che ascolterà nei prossimi giorni Pansa sul caso Shalabayeva, dopo che il governo avrà fatto le sue comunicazioni. Sabato 20 luglio, poi, la Commissione si recherà a visitare il Cie di Ponte Galeria, ultimo luogo dove è stata trattenuta Alma Shalabayeva prima di essere espulsa. In mattinata, intanto, il vicepresidente del parlamento europeo Gianni Pittella ha presentato un'interrogazione alla commissione Ue sul caso: «La vicenda dell'espulsione della dissidente kazaka, Shalabayeva Ablyazov, da parte delle autorità italiane è gravissima», ha dichiarato.
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Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

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#6
:facepalm::facepalm: se dovesse cadere su una troiata del genere,..è meglio che cada stasera!!

buona continuazione kazaka!!
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#7
rjk Ha scritto::facepalm::facepalm: se dovesse cadere su una troiata del genere,..è meglio che cada stasera!!

buona continuazione kazaka!!
Ma no che non cadrà.
Certo che ormai la politica italia usa in qualsiasi contesto la frase "... a mia insaputa"
http://www.corriere.it/politica/13_lugli...264e.shtml
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#8
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[B]Se si dimette Alfano finiscono il governo Letta e l'alleanza PD-PdL: bambine kazake, petrolio, o democrazie negate non c'entrano niente[/B]

Il governo del fare altro | Il Post

Ci sono due modi di valutare gli interventi del Ministro dell’Interno Alfano alla Camera e al Senato sul disastro combinato dalle autorità italiane nell’espulsione in Kazakistan di Alma Shalabayeva.
Uno è basato su criteri di logica elementare, buonsenso e bene comune. E dice che un Ministro dell’Interno – ruolo importantissimo per delicatezza nel gestire la sicurezza di tutti – che non sappia dare risposte su molto di quanto è accaduto, che ne dia di carenti o quasi comiche (come quella che rimette all’ambasciata kazaka la responsabilità delle informazioni ottenute sulla famiglia Ablyazov), e che dica essere stato ignaro di una catena di decisioni su una questione di questa dimensione, è – se non gravemente colpevole – di certo completamente inadeguato al ruolo. E quindi da sostituire, con cortese gratitudine per la disponibilità e la sincerità nell’esposizione delle proprie mancanze.

Ancora di più colpevole e/o inadeguato se si ricorda che le indagini e le ricostruzioni che è stato costretto ad offrire in questi giorni, non le ha condotte o esposte subito dopo che il guaio era avvenuto, ma solo dopo una precipitazione di contestazioni giornalistiche (arrivate anch’esse un po’ in ritardo, va detto, e su spinta di un quotidiano britannico). Alfano non ha detto a nessuno, nei giorni successivi all’irruzione militare e all’espulsione, “è successa una cosa irrituale, che solleva diverse questioni e ha conseguenze gravi e ci costringe ad affrontarla e correggerla, io ne ero ignaro”. Ha taciuto, ha saputo e taciuto, e ha sperato che passasse liscia.

Ci si dimette, quindi, secondo questi criteri. E ci si dimette anche da Ministro degli Esteri, dobbiamo dirlo di persona che stimiamo molto, per meno gravi ma simili ragioni di silenzio e indifferenza. E se si è il capo del governo si impongono al proprio ministro le dimissioni, come si è dimostrato di saper fare in altri casi, e meno gravi.

(La relazione del capo della polizia sull’espulsione di Alma Shalabayeva)

Poi c’è un’altra lettura, basata su criteri più realistici e deludenti. E dice che quello che avverrà prescinde completamente dai fatti, dal Kazakistan, dall’azione militare di polizia, dalla bambina, dalla democrazia internazionale, e persino dall’Eni e dagli interessi energetici dell’Italia. Quello che avverrà dipende invece dal fatto che Alfano è il più rilevante e rappresentativo garante del PdL in un’alleanza di governo fragilissima; è il segretario di uno dei due partiti nemici alleati nel secondo ruolo per importanza nel governo; è il segnaposto del PdL alla tavola di questa alleanza; è il leale complice di Letta nel suo faticosissimo tentativo di farcela, e la lealtà è ricambiata. Senza Alfano, anzi con le sue dimissioni e plateale ammissione di sconfitta, il PdL prende uno schiaffo che lévati, non esiste più il governo Letta e non esiste più l’alleanza PD-PdL.

A dimostrare che è questo che conta ci sono due spettacolari pesi e due spettacolari misure. Quando un ministro laterale di nessun rilievo politico e nessuna forza contrattuale, matricola nel suo partito, come Josefa Idem si è trovata in una situazione di precedente contraddizione privata col suo ruolo che suggeriva le sue dimissioni, Letta si è dedicato immediatamente a ottenerle, da responsabile capo della squadra di governo. Ora che una contraddizione molto più grossa, immanente, politica, preoccupante, riguarda un ministro con la mano sul manico del coltello, Letta non sembra intenzionato a far valere la stessa severità.

E come potrebbe?

La conclusione è che se il governo Letta supera questo disastro – con implicazioni gravissime per le sorti di alcune persone innocenti e per la credibilità o quel che ne resta dell’Italia – questa sarà una dimostrazione della solidità di questa alleanza di governo, e del fatto che solo diverse dinamiche interne ai due partiti che la sostengono potrà metterla in discussione: non fatti, non errori, non risultati, non fallimenti, non “il fare”. Se invece Alfano dovesse accettare quel che è giusto e dimettersi, sarebbe la fine del governo Letta e dei suoi zoppicanti presupposti: e c’è da chiedersi se non sarebbe cosa buona e giusta, se questi sono i suoi risultati.
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#9
Globalist.it | Caso Ablyazov, Procaccini: Alfano sapeva

Caso Ablyazov, Procaccini: Alfano sapeva
Il capo del Gabinetto: lascio per senso del dovere, ho ricevuto l'ambasciatore kazako, il ministro mi disse che era una cosa delicata, ma dell'espulsione non sapevo nulla.


«Informai subito il ministro delle richieste dei kazaki, lascio per senso del dovere». Il capo di Gabinetto del ministro dell'Interno, il prefetto Giuseppe Procaccini, ha scelto di andarsene prima di essere cacciato ma non nasconde la sua amarezza e in una serie di interviste rilasciate a vari quotidiani si sfoga: «Dopo tanti anni di carriera vado via, ma sono stato ingiustamente offeso».

E ha chiarito: «Ho ricevuto l'ambasciatore kazako al Viminale perché me lo disse il ministro spiegandomi che era una cosa delicata. L'incontro finì tardi e quindi quella sera non ne parlai con nessuno. Ma lo feci il giorno dopo, spiegando al ministro che il diplomatico era venuto a parlare della ricerca di un latitante. Lo informai che avevo passato la pratica al prefetto Valeri».

Il capo di gabinetto ha ribadito che nessuno gli parlò però del fatto che il kazako Mukhtar Ablyazov fosse un dissidente. Lo ha ribadito adesso che ha deciso di farsi da parte: «Nessuno mi parlò mai dell'espulsione di sua moglie e di sua figlia. Anzi. Al termine del blitz Valeri mi comunicò che il latitante non era stato trovato e per me la vicenda si chiuse lì. Non sapevo nulla dell'espulsione. Nessuno mi ha informato di quanto accaduto relativamente alla pratica gestita dall'ufficio Immigrazione».

Lo ha scritto anche nella missiva consegnata ad Alfano: «Sono testimone di quanta distorsione profonda dalla realtà sia stata consumata in questi giorni da una comunicazione velenosa, offensiva, fantasiosa e stancante. Devo confessarle che ho continuamente ripercorso la vicenda e mi sono anche interrogato se qualcosa mi fosse sfuggita, ma tutto mi riporta alla obiettiva circostanza di non essere stato informato».
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#10
rjk Ha scritto::facepalm::facepalm: se dovesse cadere su una troiata del genere,..è meglio che cada stasera!!

buona continuazione kazaka!!

Sarmatico Ha scritto:Ma no che non cadrà.
Certo che ormai la politica italia usa in qualsiasi contesto la frase "... a mia insaputa"
Alfano al Senato sul caso Shabalayeva«Nessuno nel

Visto che ti dicevo? Va tutto bene, non è succeso niente.
Il Pd è piegato a 90° al volevere del Pdl
Il Pd non voterà la sfiducia su Alfano ma Renzi
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