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I politici "di professione" mettono una pezza alla farsa sul wifi libero
#1
La settimana scorsa quel branco di incompetenti che siede in commissione parlamentare aveva partorito un obbrobrio frutto di infinite mediazioni (che poi, cosa cazzo c'è da mediare su una questione che è squisitamente tecnica?:fanSmile che rendeva praticamente impossibile liberalizzare il wifi. Questo perchè si sono permessi di regolamentare questioni tecniche di cui, a giudicare dall'obbrobrio che ne è uscito, non capiscono un'emerita cippa.

Oggi sembra abbiano deciso di dare retta all'unico competente in materia e fare retro-front, come riporta il corriere

Colpo di scena, riparte il Wi-Fi pubblico | Estory

Citazione:Colpo di scena, la liberalizzazione del Wi-Fi pubblico va avanti. Gli emendamenti approvati venerdì scorso, che complicavano il provvedimento fino, di fatto, a vanificarlo, sono stati eliminati da un intervento del presidente della Commissione Bilancio Francesco Boccia.

Si è verificato, in sostanza, l’auspicio di molti, noi compresi: è stato cioè ascoltato il parere di un esperto, il parlamentare Stefano Quintarelli, e oggi la norma recita: “L’offerta di accesso alla rete Internet al pubblico tramite rete Wi-Fi non richiede l’identificazione personale degli utilizzatori”.

Ovviamente, non senza approfittarne per regalare l'ennesimo obolo alle clientele locali, a discapito dello sviluppo del Paese.

Citazione:Se il colpo di scena del Wi-Fi ha portato una buona notizia, va registrata anche la cattiva: i fondi per la banda larga previsti dall’Agenda Digitale sono stati tagliati. Dei 150 milioni destinati ad azzerare il digital divide di primo livello (disponibilità di una connessione ad almeno 2 mega) nel Centro Nord, ne sono rimasti 130, nonostante il ministero dello Sviluppo economico si ofsse già organizzato per utilizzare l’intera somma. A beneficiarne indovinate chi saranno? Le televisioni locali, immenso pascolo di relazioni politiche, a cui non verranno applicati i tagli previsti in precedenza.


vicenda farsesca che ha reso ancora più evidente l'assoluta inadeguatezza della classe politica a dirigere il paese... se riescono a combinare un casino simile in una questione tutto sommato semplice, come diavolo possono occuparsi di leggi ben più complesse di questa? e se cedono a non si sa bene quali pressioni perfino in una questione dove gli interessi economici in gioco sono tutto sommato modesti rispetto a quelli di altri settori o provvedimenti più strategici, cosa dobbiamo aspettarci che facciano quando si occupano della nostra economia?

sono da cacciare coi forconi!:forcone:
"Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario" (G. Orwell).

"L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio." (Italo Calvino, Le Città Invisibili)
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#2
oltre all'incapacità io credo che ci sia un certo timore che la gente si informi veramente sul web e non seguendo i vari tg o giornali.....
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#3
ah, siete ancora così indietro? Non avete ancora il Wi-fi pubblico?
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#4
Mettiamoci anche questa : Decreto del Fare, “salta il tetto allo stipendio dei super manager pubblici” - Il Fatto Quotidiano
[Immagine: xzCrUL7.gif]
Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#5
Sarmatico Ha scritto:Mettiamoci anche questa : Decreto del Fare, “salta il tetto allo stipendio dei super manager pubblici” - Il Fatto Quotidiano

non so se siano più indecenti o più irresponsabili :vomito:
"Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario" (G. Orwell).

"L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio." (Italo Calvino, Le Città Invisibili)
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