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I giovani di oggi son "schizzinosi" nel scegliere il lavoro
#1
MILANO - Il ministro del Lavoro e del Welfare, Elsa Fornero, recapita con la consueta chiarezza un messaggio ai giovani durante il suo intervento dal palco di Assolombarda a Milano: "Non devono essere troppo choosy (schizzinosi) nella scelta del posto di lavoro. Lo dico sempre ai miei studenti: è meglio prendere la prima offerta di lavoro che capita e poi, da dentro, guardarsi intorno, non si può più aspettare il posto di lavoro ideale, bisogna mettersi in gioco". Parole che hanno come già in passato suscitato critiche e polemiche.

Da Milano, Fornero si sposta a Nichelino, vicino Torino, per un dibattito sulle pensioni al centro anziani "Nicola Grosa", ma lascia la sala a causa della contestazione inscenata da esponenti dei Cobas e di Rifondazione Comunista. "Sono avvilita che venga negato il diritto di parola. Ho incontrato nei mesi scorsi un migliaio di lavoratori dell'Alenia, non la pensavano certo come me, ma mi hanno ascoltata con rispetto. Posso sopportare molte cose ma non la prepotenza".


fonte: repubblica.it





:facepalm:che ne pensate: :facepalm:
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#2
Penso che abbia PERFETTAMENTE ragione, purtroppo. Confusedisi: Molti giovani d'oggi disdegnano lavori che potrebbero avere più potenzialità di altri, semplicemente perchè troppo faticosi, o cose simili...
NEVE 2012/2013

Metà dicembre circa 1 cm
19-20/01 - 6 cm
11/02 - 9 cm
22/02 - 3 cm
24/02 - 4 cm
17-18/03 - 10 cm

TOTALE 33 cm

www.ibikeit.org
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#3
Stefano1994 Ha scritto:Penso che abbia PERFETTAMENTE ragione, purtroppo. Confusedisi: Molti giovani d'oggi disdegnano lavori che potrebbero avere più potenzialità di altri, semplicemente perchè troppo faticosi, o cose simili...

A parte questo,io penso che un giovane che spende soldi e vita per prendersi una qualifica gradirebbe una gratificazione a livello di retribuzione almeno per non parlare della possibilità di poter fare passi in graduatoria senza vedersi passare avanti dei buoni a nulla.
Quindi è vero che bisognerebbe accettare tutto,ma è anche vero che quantomeno non si debba dare il c**o per essere sottopagati,quando varcando il confine questo non succederebbe mai.
E' la meritocrazia che in questo paese non ne vuole proprio sapere di diventare realtà,a me da fastidio sentir definire gli italiani che vanno all'estero "cervelli in fuga" quasi fossero geni,quelli che vanno all'estero sono normali menti che si sono formate nel sistema universitario italiano che a parte il livello amministrativo e di infrastrutture credo non abbia niente da invidiare alle grandi università estere,i nostri ricercatori si fanno un c**o enorme ma prendono meno di qualunque altro pari merito del resto del mondo non vedo perché si debbano accontentare di quel che gli si propone,quando nei posti che contano ci sono incompetenti senza alcuna qualifica finiti li diciamo "per caso".
Glielo dicesse ai figli la Fornero di lasciare il posto in un'università privata e di andare in giro ed accontentarsi del primo lavoro.Si vede che questa gente ha avuto una vita servita su un vassoio d'oro vivono in un'altra italia!
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#4
Stefano1994 Ha scritto:Penso che abbia PERFETTAMENTE ragione, purtroppo. Confusedisi: Molti giovani d'oggi disdegnano lavori che potrebbero avere più potenzialità di altri, semplicemente perchè troppo faticosi, o cose simili...

Stefano, un lavoro è un lavoro, ma quando ti offrono 450 € per 42 ore settimanali compresi sabato e domenica, a 15 km da casa con il tragitto da fare 2 volte il giorno visto che c'è una pausa di 4 ore, non è un lavoro.. ci vai a rimessa visto quanto costa la benzina..
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#5
Matte92 Ha scritto:Stefano, un lavoro è un lavoro, ma quando ti offrono 450 € per 42 ore settimanali compresi sabato e domenica, a 15 km da casa con il tragitto da fare 2 volte il giorno visto che c'è una pausa di 4 ore, non è un lavoro.. ci vai a rimessa visto quanto costa la benzina..

Ovviamente io non mi riferivo a ogni tipo di lavoro ed a ogni condizione :occhio: Rientrando nei limiti della decenza...quando quella manca è lecito rifiutare un lavoro!
NEVE 2012/2013

Metà dicembre circa 1 cm
19-20/01 - 6 cm
11/02 - 9 cm
22/02 - 3 cm
24/02 - 4 cm
17-18/03 - 10 cm

TOTALE 33 cm

www.ibikeit.org
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#6
peccato che questo personaggio (non mi va neanche di chiamarla persona dato che a mio parere non lo merita) dopo aver fatto la predica agli altri non consideri il fatto che sua figlia abbia il posto stra-assicurato all'Università di Torino dove insegna anche lei,guarda un pò il caso.

ci prendono per il culo in tutti i modi possibili e immaginabili e ce lo dicono chiaro e tondo sulla faccia,ma non ci si può aspettare altro da un personaggio arrogante e vomitevole come questo,avesse almeno l'accortezza di starsene zitta

sul fatto delle contestazioni deve ringraziare che c'è chi gli para il culo altrimenti non se la caverebbe così a buon mercato.
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#7
tutto vero
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#8
il titolo del topic mi sembra un po' fuorviante ... se l'italiano non e' ancora un opinione e' diverso dire "non siate schizzinosi nello scegliere il primo lavoro" e dire "i giovani d'oggi sono schizzinosi nello scegliere il primo lavoro".
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#9
in ogni caso è verissimo che i giovani non hanno una gran voglia di fare....io davvero non capisco dove sia un pò di dignità...finita la terza media e dico terza media ho subito cercato un lavoro estivo per pagarmi i libri delle superiori e tenermi qualche soldino..seppur io non uscissi mai quindi non ne avevo nemmeno bisogno...Onestamente sono arrivata al punto di sperare che mio figlio NON vada all'università...(che spesso ritengo una gran perdita di tempo e soldi)..ma che impari un lavoro ...di certo non avrà vita facile con me..e appena possibile andrà a guadagnarsi almeno la paghetta..vedo troppo buontempo in giro
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#10
Ci sono tante cose da dire, che in parte giustificano e in parte non giustificano le dichiarazioni della fornero:

1) è probabile che le aspettative post-laurea di molti universitari italiani, soprattutto nell'ambito delle facoltà scientifiche (sostanzialmente MFN) vadano poi a scontrarsi con la realtà, per cui ci si iscrive pieni di entusiasmo, convinti di restare nell'ambito della ricerca (pura o applicata) e si finisce con il fare gli insegnanti "precari" nella scuola media o (se si ha culo) con il fare i "softwaristi" a 1300 euro al mese in qualche azienda del settore...

2) in Italia la mobilità nell'ambito del lavoro è così scarsa che il "primo lavoro" rischia di diventare il "lavoro della vita", in altre parole, se con in tasca una laurea in lingue inizio con il fare la segretaria in qualche studio professionale o in una piccola azienda, è probabile che, nella migliore delle ipotesi, finisca dopo 10 anni (magari perché "raccomandata" dal "boss") a fare la segretaria del direttore commerciale di qualche media azienda.

3) chi si laurea in discipline umanistiche o riesce a "inventarsi" un lavoro (magari nell'ambito "fantasioso" della formazione) o è destinato al precariato perenne nell'ambito della scuola o al sottobosco del precariato spinto (co.pro, consulenze a partita iva, pubblicistica) nell'ambito dei servizi o dell'editoria. Lo stesso vale per i laureati in scienze politiche, scienze diplomatiche e affini e sta iniziando a diventare così perfino per chi ha una laurea in economia e commercio (fino a pochi anni fa considerata una laurea "forte").

Migliori aspettative forse solo per quelle facoltà fortemente professionalizzanti (ingegneria, medicina) e per chi, pur avendo una laurea "debole" o "meno forte" (giurisprudenza, economia e commercio), ha forti entrature all'interno di albi professionali "forti" (notai, avvocati, commercialisti)...

Ovviamente ci sono le eccezioni: in genere gente con un eccezionale talento, oppure con un eccezionale fortuna, oppure con il giusto mix di talento e fortuna... ma non sono casi così comuni e soprattutto sono meno comuni di 25 o 30 anni fa, perché la struttura della società italiana, dopo le forti aperture degli anni '60 e '70 (forse il periodo di maggiore mobilità sociale in un paese sostanzialmente "poco mobile" come il nostro) sta tornando a irrigidirsi. Per cui il figlio dell'operaio non farà magari più l'operaio alla catena di montaggio, ma farà l'operaio "intellettuale" (editor in qualche società editoriale, centralinista, venditore di polizze)...

Poi, certo, un laureato continua e continuerà ad avere migliori prospettive di carriera e guadagno di chi non ha terminato gli studi universitari oppure di chi ha solo la licenza media... ma bisogna vedere quanto di queste prospettive è destinato a mantenersi solo "in potenza"...

Quindi sì, purtroppo le aspettative di chi ha un livello alto di scolarizzazione e istruzione sono inevitabilmente destinate a frustrarsi a contatto con la realtà... e l'invito a non essere "schizzinosi" ha un senso, però bisogna anche dire che un laureato o addirittura un Ph-D costretti a svolgere per il resto della vita una professione dequalificata o ad emigrare per trovarne una adeguata, sono una sconfitta per il nostro sistema scolastico e per il nostro sistema-Paese, per cui lo Stato avrebbe il dovere di garantire quella "mobilità sociale" che sembra ridursi di anno in anno...
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