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I Borghi più Belli d'Italia
#1
Penso possa risultare molto interessante andare alla scoperta dei borghi più caratteristici del nostro Paese. Cercherò di aggiornarlo quotidianamente. Buon viaggio a tutti!!!

Valle D'Aosta - Bard

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Il forte di Bard ed il suo borgo

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Il nome

Il toponimo dovrebbe derivare dal celtico bar che designa una rocca, un luogo fortificato, e non dal vocabolo francese bar indicante il barbo, pesce d’acqua dolce che si ritrova sullo stemma dei signori del luogo e che per questo motivo ha tratto in inganno gli studiosi.

La Storia

1-25 a.C., lungo il sentiero lastricato che conduce da Bard a Donnas si notano ancora le rocce levigate e i muri di sostegno dell’antica via delle Gallie. XI sec., Ottone di Bard costruisce un castello sul promontorio sfruttandone l’ottima posizione per imporre un pedaggio ai viandanti e alle merci. Il primo documento che rivela la presenza di un castello
sullo sperone roccioso di appartenenza dei signori di Bard è del 1034.
1150 ca., lungo la strada di collegamento tra Bard e Donnas viene fondato l’Ospizio Saint Jean de la Pierre dai Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, che per statuto avevano l’obbligo di fornire assistenza ai pellegrini e ai mercanti che percorrevano la via consolare.
1242, la rocca è espugnata da Amedeo IV di Savoia che trasforma l’originario castello
in fortezza.
1661, il duca Carlo Emanuele II fa smantellare le piazzeforti di Verrès e Montjovet e trasferire tutta l’artiglieria a Bard, che da questo momento diventa il presidio dei Savoia in Valle d’Aosta.
1800, all’alba del 14 maggio, 40 mila uomini dell’Armée de réserve di Napoleone varcano le Alpi attraverso il Gran San Bernardo per sorprendere l’esercito austro-piemontese che occupa la pianura padana. Le truppe napoleoniche arrivano speditamente sino a Bard, dove sono bloccate dalla guarnigione austriaca a presidio della fortezza. Il borgo cade nelle mani dei francesi il 21 maggio, sorpreso da un attacco notturno.
Ma il comandante del forte, il capitano von Bernkopf, non si dà per vinto, finché, dopo un’intera giornata di bombardamenti, è costretto alla resa. Irritato dall’inattesa resistenza, Napoleone fa radere al suolo la fortezza.
1830-38, Carlo felice fa ricostruire il forte, sempre in funzione anti-francese. Il progetto, dell’ingegnere militare Francesco Antonio Olivero, prevede che possa resistere anche a tre mesi d’assedio, con magazzini adatti a contenere le provviste, 50 bocche di fuoco e una guarnigione di 416 uomini (il doppio con sistemazione paglia a terra).
1975, il Forte non è più di alcuna utilità per il demanio militare, che lo cede alla Regione Valle d’Aosta.

Il prodotto del borgo

Il vino dei rocchi di Bard. è un rosso dal colore brillante tendente al granata, dal profumo mandorlato, di vitigno Nebbiolo che può raggiungere i 12 gradi, giustamente famoso già nell’antichità.

Il piatto del borgo

Le ricette tradizionali che costituiscono il piatto tipico di feste e ricorrenze sono due: le fiuor di cousse, ossia i fiori di zucca ripieni e cotti al forno, e le paste ad melia, le paste di meliga, fatte con la farina di mais, la cui coltura nella valle fu introdotta, secondo la tradizione, dal conte Nicole intorno alla metà del XVIII secolo. A Natale, dopo la messa di mezzanotte, ci si rifocilla con una tazza di brodo bollente, le bœuf de Noël.
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#2
Foto di Bard

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#3
sto aspettando l'uscita del libro 2012
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#4
anche il mio paese Sarnano fa parte dei borghi più belli d'Italia :lolB:

http://www.borghitalia.it/html/borgo_it....nco&page=1

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Il nome
Sull’origine del nome Sarnano sono state formulate più ipotesi. La parola racchiude una radice indoeuropea (*AR) che riconduce all’acqua corrente o a terreno scavato dall’acqua, ma è anche nome proprio; in questo caso Sarnano sarebbe un prediale, cioè il nome di un terreno (praedium) derivato da quello del suo proprietario, aggettivato nella forma consueta in –anum, che si ritrova in moltissimi nomi di luogo dell’Italia centrale.

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Infatti l’origine di Sarnano è da ricondursi ad un’assegnazione di terre ai veterani di Augusto ed il nome potrebbe derivare proprio da quello dell’ufficiale dell’esercito romano cui toccò questo territorio nella spartizione fatta in epoca romana (centuriazione).

La Storia
L’origine di Sarnano è da ricondursi ad una assegnazione di terre ai veterani di Augusto; molti elementi poi riconducono alla occupazione del territorio da parte dei Longobardi, ma la nascita di Sarnano in libero comune è da farsi risalire al sec. XIII quando si affranca dalla signoria dei Brunforte. Di questo periodo conserva quasi intatto il nucleo del centro storico. Entrato nella sfera d’influenza dei Varano di Camerino, fu successivamente riassorbito dallo Stato della Chiesa fino alla annessione delle Marche al Regno d’Italia.
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Le Terme
La fortuna di poter disporre di numerose sorgenti naturali di acque minerali di diversa natura, ha determinato le condizioni ottimali perché Sarnano si affermasse anche come Centro Termale, oggi, strutturalmente, forse il più attrezzato dell’intera Regione Marche. Le efficacissime oligominerali delle sorgenti di S. Giacomo e Tre Santi e delle Sulfuree Terro, Sassetto e Borghetti, Hanno ampiamente dimostrato di conseguire ottimi risultati nella azione di prevenzione, cura e riabilitazione di molte affezioni come la calcolosi delle vie urinarie, l’uricemia, le malattie del ricambio, della colecisti e dell’intestino, l’orecchio, il naso e la bocca, le prime vie respiratorie ed i polmoni, le ossa e le articolazioni, la pelle e l’apparato genitale femminile.

Nelli Stabilimento Termale, attrezzato con modernissimi impianti, le prestazioni curative vengono effettuate sotto il costante controllo di medici qualificati. Inoltre le Cure Inalatorie, le Cure Idroponiche, la Sordità Rinogena, la Balneoterapia (per le patologie dermatologiche e dell’apparato locomotore) e Cure Ginecologiche sono convenzionate con il Sanitario Nazionale.

L’inserimento della fisiocinesiterapia nell’ambito termale, avvenuto da alcuni anni, ha completato e perfezionato tradizionali trattamenti fangobalneoterapici, come momento terapeutico, riabilitativo e preventivo nei confronti di malattie croniche,degenerative e invalidanti che necessitano di un approccio rieducativo. Le attrezzature modernissime e sofisticate, vengono utilizzate al meglio dal personale specializzato di diverse scuole (Medici specialisti in Fisiatria, Ortopedia e Reumatologia, Terapisti della Riabilitazione e Massoterapisti). La moderna struttura prevede anche l’utilizzo della piscina termale per la riabilitazione neuromotoria e dei camminamenti utilizzati per la terapia delle patologie vascolari periferiche. In campo estetico viene utilizzata con successo, per problemi di cellulite, ristagno linfatico periferico e ipotrofia cutanea, la balneoterapia ozonizzata con idromassaggio, massaggio subacqueo ed estetico. Prevenzione, riabilitazione, bellezza, e tranquillità si completano alle terme di Sarnano, in un ambiente sereno e psicologicamente rilassante, per cui si allargano ulteriormente le indicazioni terapeutiche di un soggiorno termale all’insegna del relax, che può essere ripetuto anche più volte l’anno.

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Il prodotto del borgo
La crostata al torrone:delizioso prodotto dolciario realizzato con un impasto a base di mandorle, nocciole ed altri ingredienti segreti.
Il ciauscolo: anche noto come il "salame che si spalma", è un prodotto tipico del centro italia, in particolare dell'entroterra marchigiano, in provincia di Macerata.

La ricetta tradizionale del ciauscolo prevede l'utilizzo delle parti più saporite del maiale, polpa di spalla, prosciutto e pancetta, più una buona quantità di grasso per mantenere morbido l'impasto.

Il tutto viene tritato più volte fino a raggiungere una purea omogenea.

La purea viene condita con sale, pepe, aglio pestato nel mortaio, vino cotto, insaccata nel budello, affumicata con fumo proveniente dalla combustione di bacche di ginepro e stagionata per un paio di mesi in luogo areato.

Il Pane: la tradizione panificatrice del borgo si esalta con numerose produzioni artigianali di pane cotto nel forno a legna dove questo prodotto assume i sapori e gli aromi unici delle “fascine” dei Monti Sibillini.

Il piatto del borgo
Vincisgrassi
Simili alle lasagne bolognesi ma realizzati con molti più strati di pasta e condimento sovrapposti. Si prepara un ragù di carni miste e di frattaglie con il quale si condiscono, unitamente a besciamella e formaggio pecorino grattugiato.
I fagioli con le cotiche
Un tempo piatto povero e di tutti i giorni, oggi piatto ricercato, è possibile degustarli nei vari agriturismi della zona con fagioli e cotiche di produzione propria, accompagnati da fette di pane casereccio abbrustolito.
Cinghiale in Salmì
La numerosa presenza di questo selvatico sui monti sibillini, offre lo spunto per varie personalizzazioni di questo piatto, dov non mancano mai bacche di ginepro e erbe aromatiche di montagna.
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#5
Foto di Sarnano

In primo piano la parte vecchia del paese a seguire la parte nuova e sullo sfondo I monti Sibillini

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panoramica verso i Sibillini da piazza alta il punto più alto della parte medioevale

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il centro storico visto dalla piazza centrale del paese

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scorcio delle terme

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gli impianti sciistici di Sassotetto

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#6
Manifestazioni

Palio del Serafino rievocazione storica della fondazione del comune

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cronoscalata Trofeo Scarfiotti gara automobilistica in salita

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Mostra Mercato dell´Antiquariato e Artigianato Artistico

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"La racchia" banda musicale tipica del paese

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#7
il mio "secondo" paese ne fa parte.. Smile
ci vado ogni estate in vacanza fin da quando avevo 4 mesi.. Smile

[h=2]Il nome[/h][Immagine: spirito195.jpg]Ad ogni dominazione il borgo ha cambiato nome.
Fondato nel 1102 dalla famiglia ligure dei Doria col nome di Castel Genovese, fu chiamato Castell'Aragonese nel 1448 dagli Spagnoli che, dopo averlo conquistato, gli concessero il privilegio di diventare "città regia".
Fu infine ribattezzato Castelsardo nel 1769 dai governanti sabaudi.


[h=2]La Storia[/h]• 1102, la fortezza è fondata con il nome di Castel Genovese dalla famiglia genovese dei Doria, al tempo della lunga contesa tra i genovesi e i pisani.
• 1357, Brancaleone Doria diviene signore della città e sposa Eleonora d'Arborea, che diventerà famosa per il codice delle leggi detto "Carta de Logu". L'ultimo signore dei Doria è Nicolò, figlio di Brancaleone, al quale si devono gli "Ordinamenti del porto", di cui si trova traccia nelle tradizioni locali.
• 1448, la rocca cade nelle mani degli aragonesi, dopo un assedio durato dieci anni. La fortezza cambia nome e diventa Castell'Aragonese, in omaggio ai nuovi conquistatori, e ottiene, assieme ad altre sei città della Sardegna, il titolo di "città regia".
• 1527, il capitano di ventura Renzo Ursino di Ceri e l'ammiraglio Andrea Doria cercano di riconquistare la rocca, ma gli abitanti riescono a respingere gli attacchi, aiutati anche dalle fortissime e improvvise raffiche di maestrale che mettono fuori uso la flotta. Castell'Aragonese resiste e così gli assedianti ripiegano su Sassari, che viene messa a ferro e fuoco. Di quel'epica battaglia si conserva ancora oggi una palla di cannone incastonata nelle alte mura che circondano la Chiesa di Santa Maria.
• 1554, insieme alla peste si ripresentano gli assalitori: restaurata, la fortezza consente alla popolazione di respingere nel 1561 gli attacchi delle navi ottomane. Gli assalti dei turchi si susseguono negli anni successivi e culminano nel feroce scontro del 1576. Con il restauro del 1625, le fortificazioni assumono la struttura che si è conservata fino ai nostri giorni.
• 1708, al dominio aragonese subentra quello austriaco.
• 1717, i castellanesi si arrendono alle truppe del cardinale Alberini e cadono nuovamente sotto la dominazione spagnola:
• 1720, ha inizio il periodo sabaudo e la ripresa economica, con la costruzione di scuole, di un ufficio postale e della strada che collega la città a Sassari, il capoluogo di provincia.
• 1769, Carlo Emanuele III, acconsentendo ad una proposta presentata dal consiglio comunale, ribattezza la città con il nome di Castelsardo.


[h=2]Il retablo del maestro catalano e il rito gotico del "Lunissanti"[/h][Immagine: vedere195.jpg]Arroccato su un grande prmontorio affacciato sul mare, Castelsardo con il suo quartiere della Cittadella, o Casteddu - vale a dire il labirinto di stradine contorte dell'antico borgo - offre una visione di gran fascino.
Infatti, da qualsiasi prospettiva lo si guardi - escludendo dalla visuale il quartiere moderno di Pianedda e l'insediamento sul litorale delle Marine - il promontorio di Castelsardo regala vedute da cartolina, in particolare dal Castello, che oggi ospita il Museo dell'Intreccio Mediterraneo ed è sede di convegni e di eventi culturali.
Con i suoi innumerevoli scalini e il dedalo di stradine su cui si affacciano le tipiche abitazioni sviluppate in verticale, gli slarghi in pietra e le piazzette, il centro storico conserva l'impianto risalente alla sua fondazione avvenuta nel 1102, oltre 900 anni fa.
Tra i monumenti più importanti spicca la Cattedrale di S. Antonio Abate, patrono della città, visibile dal mare anche da diverse miglia, grazie al suo campanile in maioliche colorate.
La chiesa¸ sorta nel 1503, conserva uno dei più preziosi retabli della Sardegna, realizzato dal "Maestro di Castelsardo". L'opera, anteriore al 1492, è composta di quattro elementi di polittico dipinti combinando tempera e olio su tavola con fondo d'oro e rivela l'abilità dell'artista di padroneggiare il linguaggio figurativo fiammingo, che dà moltissima importanza alla luce. Non solo: l'artista è riuscito a adattare le nuove esigenze spaziali del rinascimento italiano all'impalcatura gotica che il retablo impone. All'interno della chiesa si ammirano anche arredi di gran pregio, quali gli altari settecenteschi scolpiti nel legno di ginepro.

Poco oltre, circondata da alte mura che fanno da quinta alla piazzetta antistante, si trova la Chiesa di S. Maria, sede della Confraternita di S. Croce, dalla quale prendono avvio le antichissime sacre rappresentazioni della Settimana Santa. La chiesa custodisce alcuni notevoli tesori, come la Pieddai, una statua di legno policromo raffigurante la Madonna, e soprattutto il crocefisso ligneo del "Cristo Nero", il più antico dellaSardegna, realizzato dai benedettini nel Trecento e portato in processione nella famosa festa del Lunissanti.

Gli insediamenti nel territorio di Castelsardo risalgono, però, a molto prima del medioevo, addirittura al neolitico, come testimoniano i numerosi nuraghi eretti nell'area circostante e le Domus de Janas.
Una di queste, la "Roccia dell'Elefante", così chiamata per il particolare aspetto che nel tempo le hanno dato gli agenti atmosferici, risale all'età del Rame.
Si trova sulla strada per Sedini ed ha di fronte il nuraghe Paddaggiu, appartenente all'ultima fase dell'età nuragica e ancora ben conservato. Un'altra testimonianza di questo evo profondo è il nuraghe Ispighia, situato nell'omonima località in posizione strategica sopra la vallata del fiume Frigianu.

Dalla parte occidentale il promontorio di Castelsardo, allungandosi sul mare verso l'isola dell'Asinara, chiude l'imboccatura del porto di Frigiano, offrendo ai naviganti un sicuro riparo, mentre nella parte opposta degrada sul mare. E' qui che gli antichi romani hanno realizzato uno dei loro approdi, Cala Austina, ancora oggi una bellissima baia.


[h=2]Il prodotto del borgo[/h][Immagine: piaceri195.jpg]Sedute sulle scalette dei vicoli dell'antico borgo, è possibile vedere le donne intrecciare cestini in palma nana, seguendo una tradizione tramandata di madre in figlia che risale, pare, all'epoca dei benedettini, ovvero al XIV secolo.
I pescatori più anziani invece costruiscono con il giunco le nasse, una sorta di cestini conici utilizzati per la pesca dell'aragosta.


[h=2]Il piatto del borgo[/h]Gli spaghetti con i ricci oppure con l'aragosta, e in generale tutti i piatti a base di pesce.
Il periodo migliore per gustare i ricci è quello invernale, da gennaio a marzo, mentre per le aragoste è preferibile attendere l'estate, poiché nel periodo più freddo occorre rispettare il fermo biologico.


[h=2]Altre foto[/h][Immagine: castelsardo.JPG]

[Immagine: castelsardo_07.JPG]

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[Immagine: castelsardo aerea.jpg]
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#8
questo paese dalla storia plurimillenaria è uno dei borghi più belli e rappresentativi di Puglia,vi presento: Oria
[Immagine: 800px-Panorama_di_Oria_da_Nord.jpg]

(Uria in latino, Urbius nella Tavola Peutingeriana, אוריה in ebraico, أوريا in arabo) è un comune della provincia di Brindisi in Puglia.
Situata in territorio collinare nel Salento settentrionale al confine con la Murgia, importante centro messapico e successivamente romano, la città è nota nel medioevo per la sua comunità ebraica e dalla fine del XVI secolo è sede dell'omonima diocesi.
La fondazione di Oria, secondo Erodoto, avvenne quando un gruppo di cretesi naufragò lungo le coste salentine non lontano da Oria. I cretesi scelsero il colle più alto per iniziare la costruzione della città in quanto da lì potevano ben controllare tutto il territorio circostante. Diedero a tale città il nome Hyria.
Durante l'VIII secolo a.C. Oria comincia la sua evoluzione da abitato "sparso" a città vera e propria: infatti abbiamo una concentrazione probabilmente di capanne sul colle più alto della città, come attestato dalla libera università di Amsterdam. Oria divenne la capitale politica della confederazione messapica, intessendo rapporti sia con centri della Messapia che con città magno-greche. Di particolare interessa risulta il rapporto con la vicina e potente città di Taranto,
Tra VIII e X secolo, la città di Oria raggiunge il suo massimo splendore culturale. Il suo prestigio e la sua fortuna sono dovuti soprattutto al suo ruolo di città nativa ed in alcuni casi adottiva di numerosi sapienti ebrei, tra i quali il figlio più illustre è dotto di Oria il filosofo e medico Shabbetai Donnolo.Durante la guerra greco-gotica
[Immagine: oria_panorama.jpg]

Onorificenze
Con decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri del 1º ottobre 1951, ad Oria è stato conferito il titolo di città in riconoscimento della sua storia plurimillenaria.

Castello

[Immagine: Castello-di-Oria-21.jpg]

alcune fonti locali vogliono che lo stesso Stupor mundi edificò il castello, in realtà è più realistico pensare che Federico II lo ampliò e lo modificò. Altre importanti modifiche furono effettuate nel periodo angioino a cui vanno riferite le torri cilindriche dette "del Salto" e del "Cavaliere".nel 1897 il castello fu devastato dal ciclone che investì la città di Oria.

[Immagine: br_oria1.jpg]
Il castello fu anche luogo accogliente per re, principi e cavalieri; oltre agli invitati al matrimonio di Federico II, ricordiamo che vi sostarono la regina Maria d'Enghien (1407), il suo sposo Ladislao re di Napoli (1414), la principessa Isabella di Chiaromonte e il re Ferrante d'Aragona (1447); un episodio molto importante per l'epoca è la partenza di Alfonso II da Oria per liberare Otranto dai turchi (1480). Anche in tempi recenti è stato meta di personalità e studiosi italiani e stranieri quali: Maria Josè di Savoia, Margareth d'Inghilterra, il cardinale Tisserant, principi di casa d'Asburgo, Theodor Mommsen, Paul Bourget, Ferdinand Gregorovius ed altri ancora.

Il Castello di Oria, dichiarato Monumento Nazionale, è stato venduto il 2 luglio 2007 alla società Borgo Ducale srl per 7 milioni e 750mila euro.
Porta degli Ebrei
[Immagine: Porta_degli_ebrei.jpg]
Nota anche come Porta Taranto perché da qui ci si dirigeva verso la città ionica, è una delle 3 porte della città (una delle quali non più in situ). La porta, che conduce alla giudecca della comunità ebraica di Oria, dà accesso ad un quartiere medievale tortuoso, di piccole case, botteghe, balconcini nascosti Alle spalle della porta degli Ebrei, posta in piazza Shabbetai Donnolo, si sviluppava la fiorente comunità ebraica[15], nota in tutto il Mediterraneo medievale, che giunse al suo culmine durante il IX secolo. Al centro della volta troviamo uno scudo araldico in pietra il cui stemma non è più visibile, ai lati due stemmi più piccoli raffiguranti gli emblemi della città. Al di sopra è posta la statua dell'Immacolata.[Immagine: 800px-Panorama_oria.jpg]
il palio
Il Torneo coinvolge nella competizione i quattro rioni della città: Judea, Castello, S. Basilio e Lama.
La manifestazione si svolge il secondo fine settimana di agosto: il sabato vi è il Corteo Storico per le vie cittadine che conclude il giro nella piazza centrale del paese (piazza Manfredi), dove si celebra la presentazione del Palio; la domenica in un campo appositamente attrezzato, si svolgono le gare per l'assegnazione del Palio.
[Immagine: 5926634852_df866ae948.jpg]
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(fomti sparse tra cui wikipedia)
l'ultimo giorno del 2014,Mola di Bari
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#9
San Gimignano in Prov di Siena alt 324 mt.
Per la caratteristica architettura medievale del suo centro storico è stato dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità. Il sito di San Gimignano, nonostante alcuni ripristini otto-novecenteschi, è per lo più intatto nell'aspetto due-trecentesco ed è uno dei migliori esempi in Europa di organizzazione urbana dell'età comunale.

[Immagine: 834dcef04d0c46aca01f75a.jpg]

[Immagine: 2955985594ebbabb6b7fo.jpg]

[Immagine: sangihomejpg.jpg]
Il mio Blog e il mio Forum

http://sampei1978.wordpress.com/

http://pescareinsieme.forumcommunity.net/

Voglio entrare nella Legione Straniera!!!
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#10
Bellissima San Gimignano! Visitata per ben 2 volte!
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