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HIV, importanti e positive novita'!
#1
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Ancora un altro bel successo nella lotta contro l’AIDS: una sperimentazione dei farmaci antiretrovirali usati come terapia per curare l’affezione quando già conclamata, ha permesso di scoprire che sugli individui sani ma “a rischio“, sono in grado di dimezzare le probabilità di contagio. In buona sostanza, si tratta di una scoperta che permetterà di prevenire molti casi di infezione, e questa è sicuramente una notizia davvero confortante. La sperimentazione è stata avviata in Africa, per la precisione in Kenya e Uganda-Botswana (Paesi dove l’incidenza della malattia è particolarmente alta) grazie al progetto Partners PrEP, coordinato dall’Università di Washington e finanziato dalla fondazione di Bill Gates
I risultati di questo studio saranno presentati ufficialmente nel corso della Conferenza Mondiale Ias 2011 sull’AIDS che si terrà a Roma tra il 17 e il 20 luglio. “Si tratta di una novità straordinaria – spiega con entusiasmo Stefano Vella dell’ISS, co-presidenza della Conferenza di Roma – : sapevamo che se un sieropositivo assume precocemente e correttamente la terapia antiretrovirale la possibilità di trasmettere l’infezione si abbassa drasticamente fino al 95% come dimostrato dallo studio HPTNO52 condotto su coppie in cui uno dei partner era sieropositivo.

Adesso questi studi clinici controllati e randomizzati dimostrano l’efficacia dei farmaci nel ridurre dal 60 fino all’83% il contagio se assunti da soggetti sani che hanno rapporti sessuali ad alto rischio”. Naturalmente, come sottolinea lo stesso Vella, non basta assumere questi farmaci per impedire l’epidemia, è necessario anche assumere un comportamento prudente:

“L’utilizzo del profilattico, l’uso consapevole e responsabile del proprio corpo e del ***** restano i capisaldi della prevenzione contro l’AIDS: somministrare i farmaci ai sani, oltre che ai sieropositivi, come profilassi fa parte di quell’approccio combinato di cui si parla da anni e che porterà, ci auguriamo, a spegnere, se non a eradicare la diffusione dell’HIV“, conclude Vella. Ce lo auguriamo anche noi.
I farmaci per la cura dell’AIDS sono in grado di impedire il contagio tra sani “a rischio” | Salute Pour Femme
bene!!
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#2
Sarebbe bene se i paesi "avanzati", a cominciare dal nostro, partecipassero concretamente, per ora è solo un esperimento... La realtà è molto diversa...
AIDS MEDICI SENZA FRONTIERE GOVERNO ITALIANO RISPETTI IMPEGNI PRESI - Agenzia di stampa Asca
"Il governissimo come è stato fatto in Germania qui non è attuabile." (Enrico Letta, 8 aprile 2013). :buah:

La mia stazioncina meteo online (versione "quasi" definitiva)... Smile
http://rieticentrometeo.altervista.org

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#3
L'AIDS è presente soprattutto tra i paesi meno "avanzati" e quindi tutti questi farmaci che cercano di creare e sperimentare servono a ben poco visto che i costi sono elevati e quindi non possono permettersi certi tipi di farmaci in quei paesi..

Sarebbe opportuna invece la prevenzione, più che la continua sperimentazione di nuovi farmaci..
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#4
Licantropo90 Ha scritto:L'AIDS è presente soprattutto tra i paesi meno "avanzati" e quindi tutti questi farmaci che cercano di creare e sperimentare servono a ben poco visto che i costi sono elevati e quindi non possono permettersi certi tipi di farmaci in quei paesi..

Sarebbe opportuna invece la prevenzione, più che la continua sperimentazione di nuovi farmaci..
E già, ma con la prevenzione i guadagni delle multinazionali farmaceutiche sarebbero gli stessi?
Sì, se la facciamo con i farmaci, magari solo per l'1% delle popolazioni a rischio... :arma:
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#5
Gennaio1985 Ha scritto:E già, ma con la prevenzione i guadagni delle multinazionali farmaceutiche sarebbero gli stessi?
Sì, se la facciamo con i farmaci, magari solo per l'1% delle popolazioni a rischio... :arma:

Il problema è che in media curare un malato di AIDS costa negli stati uniti circa 25.000 mila dollari all'anno..e mi chiedo..cosa fa un povero cittadino africano (del sud africa soprattutto) che ha un reddito che ammonta a 10 dollari l'anno? :prigione:
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#6
Licantropo90 Ha scritto:Il problema è che in media curare un malato di AIDS costa negli stati uniti circa 25.000 mila dollari all'anno..e mi chiedo..cosa fa un povero cittadino africano (del sud africa soprattutto) che ha un reddito che ammonta a 10 dollari l'anno? :prigione:
Cosa vuoi che faccia?
Se ha la fortuna di capitare in qualche sperimentazione finanziata dai pochi governi occidentali che tirano fuori qualcosa, se la può "cavare", altrimenti crepa...
Per questo la prevenzione andrebbe fatta SERIAMENTE...
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#7
Gennaio1985 Ha scritto:Cosa vuoi che faccia?
Se ha la fortuna di capitare in qualche sperimentazione finanziata dai pochi governi occidentali che tirano fuori qualcosa, se la può "cavare", altrimenti crepa...
Per questo la prevenzione andrebbe fatta SERIAMENTE...

Esatto..questo è il punto fondamentale..:occhio:
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#8
Spero che si scopra qualcosa per far guarire chi ne e' stato colpito..la terapia che si fa' e' piuttosto pesante...un tempo con effetti collaterali devastanti...
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#9
[h=1]Contro l’HIV un anticorpo ottenuto da pianta di tabacco OGM

Un esperimento clinico di un potenziale farmaco per l’immunodeficienza acquisita (HIV) coltivato da piante di tabacco OGM è finalmente in corso nel Regno Unito. L’inizio dell’esperimento segue diversi anni di negoziazioni normative ed esso è condotto dal consorzio, finanziato dall’UE, PHARMA-PLANTA (“Recombinant Pharmaceuticals from Plants for Human Health”Wink, un gruppo internazionale di 28 istituti accademici e 4 piccole aziende.

Il farmaco antivirale profilattico con l’anticorpo P2G12 è stato sintetizzato a partire da piante di tabacco OGM e attualmente è in fase di sperimentazione su un piccolo numero di donne nel Regno Unito per stabilire se è sicuro o meno. La prima fase dell’esperimento, che è cominciato a giugno, comporta test sulla sicurezza dell’anticorpo chiamato P2G12 da applicare in vagina su 11 donne sane. I risultati di questi test saranno pronti a ottobre e potrebbero portare il mondo scientifico più vicino allo sviluppo di cure accessibili per l’HIV. L’anticorpo riconosce le proteine sulla superficie dell’HIV per bloccare l’infezione, ma ancora non è stata dimostrata la sua efficacia sugli umani.


C’è voluto così tanto tempo perché l’Agenzia regolatrice inglese dei farmaci (MHRA) desse ai ricercatori il via libera per cominciare i test perché bisognava essere sicuri al 100% che i farmaci non contenessero zuccheri allergenici della pianta o pesticidi. Le piante sono interessanti veicoli dell’espressione di proteine farmaceutiche ricombinanti perché sono sistemi poco costosi e versatili e possono essere portate su scala industriale in modo rapido ed economico. Sebbene l’uso di piante e colture OGM per gli alimenti è controverso in Europa, l’opinione pubblica è più positiva verso il loro uso nei farmaci e nei vaccini.
I farmaci usati nell’esperimento sono prodotti presso uno speciale stabilimento ad Aquisgrana, Germania, usando un processo che produce 5 grammi di anticorpo purificato da 250 kg di tabacco.
Il progetto PHARMA-PLANTA, che ha ricevuto 12 Mio EUR nell’ambito dell’Area tematica “Scienze della vita, genomica e biotecnologia per la salute” del Sesto programma quadro (6° PQ) dell’UE, è stato lanciato nel 2004 e ha come obiettivo generale l’uso di piante OGM per abbattere i costi dei farmaci che sono difficili da produrre. Gli scienziati sperano che questo a sua volta porterà a un aumento della disponibilità di medicine moderne nelle regioni più povere del mondo.
Sebbene l’uso di farmaci OGM sia stato già sviluppato prima, con l’insulina umana e il vaccino per l’epatite B, questo progetto su larga scala costituisce la prima volta che nell’UE si è studiato l’uso materiali derivati da piante sugli esseri umani.
Oltre a studi su piante di tabacco e piante produttrici di medicine, i risultati precedenti del consorzio PHARMA-PLANTA hanno mostrato nuovi modi di produrre semi ad efficienza idrica, che aiutano le piante a resistere alla siccità e contribuiscono alla sicurezza alimentare globale.
Questi recenti sviluppi sono anche gli ultimi di una serie di diversi altri farmaci biologici prodotti dalle piante che hanno fatto il loro ingresso nelle cliniche. L’azienda farmaceutica Bayer ha appena ricevuto l’approvazione dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense per testare la sicurezza degli anticorpi umani prodotti dal tabacco che attaccano il linfoma non-Hodgkin. In Canada, l’azienda SemBioSys Genetics in un esperimento su 23 volontari ha scoperto che la sua versione di insulina prodotta dal cartamo è sicura e funziona bene quanto la versione del farmaco già disponibile sul mercato.

Contro l’HIV un anticorpo ottenuto da pianta di tabacco OGM | ..::LIQUIDAREA::..



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#10
Anche andando un pò OT ho trovato questo articolo interessante sempre inerente all' AIDS..

Sono certa che in pochi - forse nessuno – si siano mai domandati: “Quale i.v.a. è applicata al costo dei preservativi venduti in Farmacia?" Così come credo che in pochi si siano mai chiesti quale sia l’i.v.a. applicata ai farmaci. Risposta: ai farmaci viene applicata l’i.v.a. del 10%. Ai preservativi del 20%.

Voi direte: “Embé?" Forse perché, quando si vanno a comprare dei preservativi, a tutto si pensa tranne che a certe – importantissime – cose. Come, ad esempio, una netta pressione della Chiesa sul costo di questo articolo cosidettto “da banco” – non necessita infatti di prescrizione medica – che ogni anno fa rastrellare alle case produttrici cifre ragguardevoli.
Ma perché è importante sapere che sui preservativi grava una imposta maggiore di quella dettata dalle vigenti normative? Perché è lo specchio di una situazione che parla di società civile e sempre più frequenti ingerenze in essa da parte della Chiesa.
La Chiesa si sa, prende parte sempre più attivamente alla cosidetta società civile. Vuoi per i trattati ed i patti sottoscritti ad inizio secolo scorso, vuoi perchéproprio grazie ad un concordato Mussolini permise ai preti di far politica, ecco che se tuona la voce della Chiesa, lo Stato italiano deve correre ed obbedire. Almeno in certi casi. Ma diciamo pure in quasi tutti.
Ora voi direte, cosa c'azzecca l’aliquota applicata ai preservativi con la Chiesa e la nazione? C’entra, e vi spiego perché.
Da sempre, la Chiesa non fa mistero della sua assoluta negazione dell’utilizzo di sistemi di controllo delle nascite che non siano quelle cosidette “naturali”, vedi l’Ogino Knaus, che – appunto... - ha generato milioni di figli, negli anni. E, forse, molti malati di malattie a trasmissione sessuale.
Il preservativo, viene visto come “innaturale” e mai come in questo caso “innaturale” prende il significato di “immondo”. Per quanto la Chiesa si sia viluppata e sia evoluta, al punto da creare persino applicazioni per l’Iphone, certe idee sono davvero dure a morire.
Eppure, da decenni, il preservativo è l’unico modo per tentare di evitare contagi da malattie a trasmissione sessuale, come l’Aids. E sarebbe anzi necessariosviluppare grandi campagne di sensibilizzazione in tutto il mondo, a questo proposito.
Ma niente: la Chiesa tiene duro. Anche a costo di fare ammalare milioni di persone. Anche a costo, di “consigliare” un costo non proprio popolare, di modo che le persone, spesso, si trovino a dover rinunciare al pacchettino di preservativi, visto che in molti casi il suo acquisto rappresenta una spesa “di lusso” in tempi di crisi...
Nel cuore della Chiesa Cattolica questo ha un peso. Un peso decisionale.
Sappiate che, in altre nazioni europee, il costo dei preservativi non solo non subisce le stesse alterazioni di prezzo come da noi per una aliquota maggiore ma anzi, il prezzo viene spesso ribassato e reso “popolare” proprio in virtù del fatto che si ritiene più logico e salutare sostenere l’acquisto di un prodotto che può in molti casi scongiurare pericolosissimi contagi.

Italia: se il prezzo dei preservativi lo decide la Chiesa - AgoraVox Italia
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