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governo e riforme,...una strada in salita.
#1
Il governo accelera sulle riforme: convocati gli enti locali. Errani: «A fine marzo proposta comune»
PER APPROFONDIRE tagabolizione, senato, titolo V, regioni, comuni, matteo renzi, governo, vasco errani

Vasco Errani
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A palazzo Chigi il governo incontra gli enti locali. «Sulle riforme costituzionali i tempi sono acceleratissimi: entro fine mese abbiamo l'obiettivo di arrivare ad un momento di sintesi»: lo ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, al termine dell'incontro con il Governo a Palazzo Chigi. All’appuntamento erano presenti il presidente del Consiglio Matteo Renzi, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio, il ministro alle riforme Maria Elena Boschi e il ministro degli affari regionali Maria Carmela Lanzetta.

«È stato un avvio molto positivo di confronto con il governo. Mi sembra che ci sia non solo la voglia ma anche la possibilità di dialogo - dice il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti - Ci siamo dati delle date molto stringenti che possono portare in una decina di giorni a un testo che può trovare il consenso sia del governo che delle regioni. Le Regioni hanno posto con grande forza al governo il tema dei fondi per la cassa integrazione in deroga perché, come ha detto anche il ministro, la situazione rischia di diventare drammatica ed esplosiva e quindi ci auguriamo che il governo, e mi sembra ci sia la disponibilità, si accinga a prendere su questo dei provvedimenti».
Anche i governatori di centrodestra sono soddisfatti: sull'abolizione del Senato «abbiamo espresso una posizione unitaria, tutte le Regioni e anche i Comuni - Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni - È una cosa di cui il governo può tener conto perché c'è il mondo delle autonomie che è unito. Ci sono alcune criticità, alcune cose che non vanno ma oggi non abbiamo avuto una risposta precisa ma è stato avviato il confronto».

I sindaci In seguito è stata la volta dei Comuni. Ai suoi ex colleghi Renzi ha chiesto un coinvolgimento in prima persona nel processo di trasformazione delle istituzioni. «Nell'insieme la bozza di ddl costituzionale messa a punto dal Governo ci convince: da tempo siamo sostenitori di una Camera delle Autonomie, anche se ci sono una serie di aspetti che secondo noi possono essere migliorati» dice il presidente dell'Anci Piero Fassino al termine dell'incontro. «Abbiamo predisposto una serie di emendamenti e nei prossimi giorni vedremo il ministro Boschi per concorrere ad un testo che sia anche da noi condiviso e sostenuto», ha aggiunto.

D'accordo il sindaco di Roma Ignazio Marino: «Renzi si è presentato come il sindaco d'Italia ed è stato molto attento alle nostre richieste». Inoltre il premier ha proposto, riferisce il sindaco, «una soluzione concreta» cioè quella di far uscire gli investimenti «per l'edilizia scolastica fuori dal Patto di stabilità».

Giovedì 20 Marzo 2014 - 11:17
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#2
Ue:Italia rispetti vincoli Renzi: lo stiamo facendo
Premier: ok ad impegni, ma Ue risolva problemi, sono contento che Bruxelles apprezzi riforme
20 marzo, 18:22

Botta e risposta tra l'Ue e l'Italia sui vincoli di bilancio. Al monito del presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, perche' siano rispettati gli impegni presi in sede europea (''fondamentale'' per la fiducia nell'Italia e nell'Ue) , ha prontamente replicato il presidente del consiglio, Matteo Renzi, arrivato a Bruxelles per prendere parte al Consiglio europeo: ''L'Italia sta rispettando tutti i vincoli'.

Ma, dopo l'incontro tra i due, i commenti sono stati positivi da parte di entrambi: ''Bene, molto bene'', ha tagliato corto Renzi con i giornalisti, sull'esito del faccia a faccia; e dello stesso tenore sono state le dichiarazioni di Barroso: ''L'Europa sosterrà le riforme in Italia", ha scritto in un tweet

In mattinata il presidente del consiglio aveva incontrato le Regioni e i Comuni. Secondo quanto riferito dal presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, la richiesta di Renzi all'Ue è che i fondi strutturali vengano esclusi dai vincoli posti dal Patto di stabilità. "Il Governo porrà la questione a Bruxelles, come già fatto dal precedente Esecutivo, poi vedremo quale sarà l'esito", ha riferito Errani, sottolineando anche che "sulle riforme costituzionali i tempi sono acceleratissimi: entro fine mese l'obiettivo è di arrivare ad un momento di sintesi".

In una nota di Palazzo Chigi, diffusa al termine degli incontri a Palazzo Chigi, si informa che il presidente del Consiglio ha chiesto alla Conferenza delle Regioni tempi certi e un contributo da protagonisti nel processo di trasformazione del Senato e sulla riforma del titolo V". "La settimana prossima - afferma ancora la nota - il Governo intende chiudere il testo della riforma" del Senato e del titolo V "comprensivo delle proposte positive che arriveranno dalle Regioni".

Renzi ha chiesto anche all'Anci e ai sindaci che hanno preso parte all'incontro sulla riforma del Titolo V e del Senato un coinvolgimento in prima persona nel processo di trasformazione delle istituzioni. Il contributo normativo, spiega la nota di Palazzo Chigi, sarà valorizzato nel testo della riforma.
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#3
PROPOSTA DI REVISIONE DELLA SPESA PUBBLICA:

http://www.ansa.it/documents/13952499274...iSlide.pdf
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#4
Renzi a Squinzi-Camusso 'Io penso alle famiglie'

'Associazioni si arrabbiano? Ce ne faremo una ragione. Grillo frana se manteniamo promesse'
24 marzo, 08:38

Non indietreggia di un centimetro Matteo Renzi. Anzi accelera su tutto, a partire dai conti pubblici e dalle Riforme. Il premier vuole chiudere nel giro dei prossimi giorni entrambi i dossier.

"Non mollo, non mi fermeranno. A me interessa il consenso delle famiglie", dice ai microfoni del Tg1 rivolto a Confindustria, alle parti sociali e alle polemiche sugli stipendi dei manager pubblici. In settimana, intanto, compatibilmente con un'agenda che vede il presidente del Consiglio molto impegnato sul fronte internazionale con un doppio incontro con il presidente Usa Barack Obama, è previsto - secondo quanto si apprende - un nuovo vertice a Palazzo Chigi con il commissario alla spending review Cottarelli. Obiettivo: definire il quadro delle risorse per irrobustire le busta paga dei lavoratori dal prossimo 27 maggio. Una promessa che "noi manterremo", assicura Renzi.

E che non potrà che far aumentare il consenso degli italiani. Non a caso Grillo, i cui attacchi si sono fatti sempre più insistenti negli ultimi giorni, "sente franare - dice il premier - il terreno sotto i piedi". Venerdì poi il Consiglio dei ministri dovrebbe chiudere anche il lavoro sulla riforma del Senato e del Titolo V, che sarà poi consegnato al Parlamento. La scommessa è quella di approvare rapidamente - viene evidenziato da chi ha avuto modo di parlare con il premier - la riforma di Palazzo Madama così come incassare il via libera all'abolizione delle province entro le elezioni europee.

La settimana successiva, invece, dovrebbe essere la volta del Documento di economia e finanza (che non si esclude comunque possa essere anticipato anche a questo venerdì) e che sarà l'occasione ufficiale per mettere nero su bianco i numeri dai quali deriveranno le coperture finanziarie per gli sgravi Irpef annunciate dal premier qualche giorno fa in conferenza stampa. Se le voci della spesa pubblica da aggredire immediatamente sono però ancora da definire, Renzi ha chiarito che il capitolo previdenza non è disposto, quantomeno nel breve periodo, a toccarlo. In parte, la risposta alle necessità di Palazzo Chigi sul fronte dei finanziamenti - secondo quanto si apprende - potrebbe arrivare da un meccanismo virtuoso innescato dal taglio Irpef: le misure annunciate infatti porterebbero maggiore crescita liberando dunque qualche miliardo. Ciò che appare certo è che la scure della revisione della spesa si abbatterà sui manager pubblici:

"Resisteranno a parole - dice Renzi - ma poi ovviamente è naturale che le cose cambino. Non è possibile che l'Ad di una società guadagni 1000 volte in più dell'ultimo operaio: torniamo ad un principio di giustizia sociale. Noi non molliamo", assicura. E in linea con questa idea, il segretario generale della presidenza del Consiglio Mauro Bonaretti annuncia di voler fare "una micro riforma della dirigenza" anche di Palazzo Chigi. Eguale fermezza viene infine garantita sul fronte della vecchia concertazione: "Mi interessa il consenso delle famiglie italiane - osserva il premier - non quello delle associazioni" sindacali e imprenditoriali. Vedi Squinzi e Camusso.
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