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Finalmente una buona notizia dalla mia Regione
#1
Aboliti i vitalizi dei consiglieri regionali: dalla politica un segnale importante

Sono bastati solo due articoli per dare un segnale forte. Un segnale, l’ulteriore, di cambiamento e di impegno da parte del governo regionale.Una mossa non scontata, anche se necessaria e significativa. Dunque è arrivato puntuale, nella seduta di oggi del Consiglio regionale, prima in Commissione subito dopo in aula, il via libera alla legge per l'abolizione dei vitalizi ai Consiglieri regionali.
Una votazione lampo per una legge fortemente voluta dai consiglieri stessi, come spiega il presidente della prima Commissione, Emilio Nasuti: "Sono molto soddisfatto, l’Abruzzo è la seconda regione italiana a decidere l’abolizione del vitalizio. In un momento di crisi come quello che stiamo attraversando, il segnale arrivato oggi, contribuisce ad abbassare la linea di quel sentimento di antipolitica che serpeggia nell'opinione pubblica. Questo Consiglio regionale è attento a queste dinamiche: lo ha dimostrato quando, poco tempo fa, ha ridotto le indennità dei Consiglieri (oggi l’Abruzzo è al 19esimo posto in Italia per le indennità percepite, ndr) e lo ha dimostrato oggi centrando questo risultato che ha portato all'abolizione di quei vitalizi, percepiti dai cittadini come un privilegio da cancellare”.
Vale la pena ribadire che solo la regione Emilia Romagna finora ha cancellato questo privilegio. Nel Lazio invece, mentre si studia come alzare l'età pensionabile, bastano una legislatura di 5 anni in Consiglio regionale e 50 anni d'età per avere un vitalizio. Invece è bastata una legge semplice e breve per catapultare l’Abruzzo in tutt’altra direzione e cioè sulla strada delle riforme dei costi delle istituzioni, tanto per dirne una. Un segnale unanime, il cui valore va ben oltre il semplice risparmio in termini economici.
Scendendo più nel dettaglio, il provvedimento si compone di due articoli. Nel primo, fatti salvi i diritti acquisiti, si sancisce l'abolizione dell'assegno vitalizio a partire dalla prossima legislatura (la decima). Stabilito che le norme previgenti si applicano anche ai Consiglieri dell'attuale legislatura, eventualmente cessati dal mandato successivamente all'entrata in vigore della legge. Per coloro che dovessero essere rieletti, il nuovo mandato non produrrà invece alcun ulteriore effetto giuridico ed economico sul diritto al vitalizio. Il secondo articolo riguarda l'entrata in vigore della legge, a partire dal primo giorno successivo alla pubblicazione sul Bura. Attualmente il Consiglio paga 139 vitalizi per una spesa annua di circa 5,7 milioni. Restano comunque fatti salvi i privilegi dei consiglieri regionali attuali, che continueranno a percepire il vitalizo. Dalla prossima legislatura invece sarà abolito.
Non sono mancati commenti, positivi, anche da parte delle opposizioni. Per il consigliere regionale del Prc, Maurizio Acerbo, si è trattato di un voto storico. Anche se non manca di sottolineare che quando Rifondazione e IdV lanciarono questo obiettivo in Abruzzo, sembrava uno slogan elettorale. L’importante, come lui stesso ha sottolineato, è che ora si sia tradotto in un fatto concreto.

Aboliti i vitalizi dei consiglieri regionali: dalla politica un segnale importante | l'Occidentale
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Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#2
I segnali ci sono. Sono forti e significativi. E’ sufficiente elencarli, ed appare subito chiara la direzione in cui si sta muovendo la classe dirigente abruzzese.
Si è cominciato con la riduzione degli stipendi per i consiglieri regionali. E poi con l’abolizione del vitalizio. Misure scontate? Forse. Però, allora, c’è da chiedersi perché su quest’ultimo punto siamo solo la seconda regione italiana ad aver preso una simile decisione, dopo l’Emilia Romagna. E perché, secondo una classifica riportata da Il Fatto Quotidiano, gli stipendi dei politici abruzzesi sono tra i più bassi d’Italia.
Forse è il caso di dire le cose come stanno. Nonostante le difficoltà, la classe dirigente abruzzese sta cercando di dare il buon esempio. Sta cercando di dimostrarsi all’altezza della situazione. Sta affrontando con senso di responsabilità la situazione attuale, compresa la disaffezione verso la politica dimostrata dai cittadini.
E lo sta facendo senza cadere nella tentazione dei proclami ad effetto, delle promesse, delle recriminazioni per gli errori del passato. Ma con i fatti, con l’impegno quotidiano, con la serietà e la sobrietà. Che impongono a volte anche scelte impopolari, ma non per questo meno necessarie. Come ogni fase di progresso,anche la politica chiede innovazione. E la più grande novità che si sta cercando di introdurre nel governo dell’Abruzzo è tanto logica quanto difficile e si chiama efficienza.
A questa logica rispondono tutte le riforme che sono state realizzate e che ancora devono essere completate. Dalla riduzione del debito, alla chiusura di enti e società inefficienti, al riordino dei conti nella sanità, alla modernizzazione dei servizi per le imprese: riforma dei Confidi, Reti d’Impresa, Poli d’Innovazione vanno in questa direzione. Si è cercato di razionalizzare e non solo di risparmiare, a beneficio della società e dei cittadini.
La classe politica abruzzese, ha dimostrato di essere pronta e capace di fare un passo indietro, di rinunciare alle proprie prerogative, perché la sintesi è nell’interesse generale e non nella difesa di interessi corporativi. Se ben compresa, la crisi che siamo costretti ad affrontare, può essere una grande opportunità, perché ci spinge a metterci in discussione, ci obbliga a misurarci con i cambiamenti. E solo chi è all’altezza può andare avanti.
L’Abruzzo, con chi lo governa, ci sta provando. E sarebbe importante, in un momento come questo, che la politica ritrovasse unità. Abbiamo registrato l’apprezzamento delle opposizioni verso gli ultimi provvedimenti che abbiamo assunto. Ma non è sufficiente. Perché il germe della demagogia e dell’ostruzionismo ad ogni costo non è del tutto sopito. Anche davanti a decisioni che vanno oggettivamente nella giusta direzione. La vera sfida, forse, deve ancora cominciare. Perché allora non provare a vincerla con un grande gioco di squadra? Iniziamo dalla politica. Abbassando i toni e lavorando insieme. Diventando esempio di quel cambiamento che auspichiamo per la società.

La classe dirigente abruzzese dà il buon esempio ma serve gioco di squadra | l'Occidentale
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#3
questa si che e' una notizia!!!!!!!

speriamo che qualcun'altro lo prenda da esempio :furia:
Accumuli inverno 2012: 85 cm circa
Minima inverno 2012: -5 14/02/2012


INVERNO 2012 LA STORIA :wink:
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#4
peccato però che chi ha fatto la legge abbia messo che si inizierà a ridurli dalla legislatura prossima :mani:
Stazione meteo Tortoreto Lido (TE)


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#5
Nevofilo88 Ha scritto:peccato però che chi ha fatto la legge abbia messo che si inizierà a ridurli dalla legislatura prossima :mani:
Ovvio che sono fessi?!:lolA:, però almeno qualcosina stiamo facendo.
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