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Egitto, momenti difficili
#1
Alta tensione Egitto, Morsi sfida militari
Le piazze sono stracolme in attesa dell'ora X. L'esercito diffonderà un comunicato
03 luglio, 16:28


IL CAIRO - Sono stracolme le piazze della rivolta contro il presidente Mohamed Morsi in attesa che scada l'ultimatum dei militari, previsto per le 16.30-17.00. In migliaia attendono l'ora X in piazza Tahrir e davanti ai due palazzi presidenziali di Ittahadeya ed el Kobba. Migliaia anche davanti alla moschea di Rabaa el Adaweya a sostegno del presidente. Manifestazioni anti Morsi sono in corso anche in varie località egiziane.

L'esercito diffonderà un comunicato allo scadere dell'ultimatum che ha dato al presidente egiziano Mohamed Morsi. Lo riferiscono fonti militari.

Carri armati sono stati schierati fuori dalla sede della tv statale egiziana. Lo riferisce Al Arabiya citando fonti della sicurezza. Il personale che non sta lavorando alle dirette è stato evacuato.

La polizia è accanto all'esercito, sostiene la legittimità del popolo, proteggerà i manifestanti pacifici e non permetterà a nessuno di ricorrere alla violenza. E' quanto afferma un comunicato del ministero dell'interno egiziano.

Tensione altissima in Egitto a poche ore dallo scadere dell'ultimatum, nel pomeriggio, che i militari hanno posto al presidente Mohamed Morsi per uscire dalla crisi paralizzante e sempre più violenta nel quale il paese sta precipitando. In nottata scontri in vari quartieri del Cairo, anche davanti all'università dove si erano riuniti i sostenitori di Morsi, hanno provocato la morte di 23 persone e il ferimento di oltre 600. Nella notte una escalation della contrapposizione con un discorso alla nazione di Morsi, preceduto da una serie di messaggi su Twitter, nel quale il primo presidente dei Fratelli musulmani ha ribadito la sua legittimità, che gli deriva, ha sottolineato, dall'essere stato eletto direttamente dal popolo. Morsi ha anche lanciato una sfida ai militari che lo hanno messo in mora. "Se il costo di questa legittimità è la vita, la sacrifico volentieri" ha detto in un discorso durato una quarantina di minuti, nel quale ha ripetuto quasi ossessivamente la parola 'legittimita''.

I militari non hanno aspettato molto per replicare, alzando ulteriormente il livello dello scontro. In un messaggio sulla pagina facebook della Forze armate dal titolo eloquente "le ultime ore", hanno affermato: "Giuriamo davanti a Dio che sacrificheremo il nostro sangue per l'Egitto e il suo popolo contro tutti i terroristi, estremisti e ignoranti", si legge. I media egiziani sono univoci nel dire che oggi è il giorno della fine del regime di Morsi, mentre al Ahram, governativo pubblica una road map definita dai militari per il dopo che prevede una transizione di 9-12 mesi nei quali delineare una nuova costituzione sotto la guida di un governo di tecnici presieduto da un militare. Nel clima di attesa e di confusione la Jamaa Islamiya, movimento integralista che sostiene Morsi, prima ha affermato, tramite uno dei suoi esponenti più noti Tarek el Zumar, di essere favorevole ad un referendum su elezioni anticipate, per smentire poco dopo in un comunicato dell'organizzazione.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/...45850.html
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#2
La situazione in Egitto

PS [MENTION=2175]rjk[/MENTION] metti sempre la fonte se possibile!! a questo l'ho aggiunta io
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#3
La situazione in Egitto | Il Post
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"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#4
L'annus horribilis del presidente Morsi - Photostory Primopiano - ANSA.it


L'annus horribilis del presidente Morsi
01 luglio, 23:23

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EGITTO,L'ANNUS HORRIBILIS DEL PRESIDENTE MORSI
1 di 17StartStop


















di Giuseppe Maria Laudani

Un anno nero per il presidente egiziano Mohamed Morsi, eletto a fine giugno 2012. Un anno contraddistinto da violente proteste da parte dell'opposizione contro i Fratelli musulmani al potere. Un anno dove i militari - per anni ago della bilancia sotto il regime di Mubarak - sono stati tenuti a freno e oggi hanno lanciato un ultimatum alle forze politiche a rispondere alla richieste del popolo. Ma vediamo le date piu' significative degli ultimi 12 mesi.

GIUGNO 2012 la Commissione elettorale annuncia la vittoria di Morsi alle presidenziali, un islamico che promette di ricostruire l'Egitto e ridare dignita' agli egiziani in uno stato non teocratico, ma che faccia riferimento alla Sharia. L'ex presidente Mubarak trasferito dal carcere in ospedale per un aggravamento delle sue condizioni.

LUGLIO 2012 Si apre una disputa tra Morsi e il potere giudiziario. Viene sciolta l'Assemblea del popolo. La querelle continua fino ad oggi. Scontri davanti alla sede dell'Assemblea del popolo, tra sostenitori e oppositori del presidente.

AGOSTO 2012 Nasce il governo del primo presidente dei Fratelli musulmani; al palazzo presidenziale sfilano davanti a Morsi 35 ministri, oltre al premier, Hisham Kandil. Un commando attacca un posto di frontiera all'altezza della striscia di Gaza, provocando la morte di una ventina di poliziotti. Tre giorni dopo Il Cairo esegue raid aerei sul Sinai, uccidendo almeno 20 sospetti miliziani islamici.

SETTEMBRE 2012 Manifestanti assediano l'ambasciata Usa al Cairo, protestando contro il controverso film anti-Islam

OTTOBRE-NOVEMBRE 2012 Morsi si attribuisce poteri eccezionali, l'opposizione insorge, violenze a piazza Tahrir, scontri ad Alessandria. Il Consiglio dei giudici protesta.

DICEMBRE 2012 Morsi indice il referendum costituzionale e ordina all'esercito di assumere poteri della sicurezza. Manifestanti tentano assalto al palazzo presidenziale. La polizia spara lacrimogeni. Il presidente annulla il decreto con il quale aveva reso inappellabili le sue decisioni. Il 25 viene approvata la nuova Costituzione.

GENNAIO 2013: violenze, scontri, morti e feriti nel secondo anniversario della rivoluzione che ha deposto Mubarak. Una trentina di morti nella strage allo stadio a Port Said.

FEBBRAIO-MARZO Si susseguono proteste, manifestazioni e assalti alle sedi della Fratellanza. Le tensioni si allargano anche fra cristiani e musulmani. Agli scontri interconfessionali seguono arresti, altre manifestazioni, feriti e vittime.

APRILE-GIUGNO Ancora proteste e scontri religiosi. Al Cairo il sangue scorre davanti alla cattedrale dove si celebrano i funerali dei copti. La procura ordina di riportare Mubarak in carcere dall'ospedale. Il movimento Tamarod (ribelli) annuncia di avere raggiunto l'obiettivo di 15 milioni di firme alla petizione che chiede le dimissioni del presidente. Dal 20 giugno a oggi altri raduni fra sostenitori e oppositori a Morsi con assalti, attentati, feriti e vittime. L'esercito si dice pronto ad intervenire fino all'annuncio di oggi di un ultimatum.
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#5
magari fosse così anche in Italia...
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#6
ma tu stai bene??????!!!!Sad
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/...45850.html
Egitto: Mansour è presidente ad interim
Road map ministro della Difesa verso nuove elezioni. Fuochi artificio in piazza Tahrir. Ancora morti negli scontri
04 luglio, 10:44


Presidente della Corte costituzionale egiziana, il giudice Adly Mansour, ha giurato come presidente ad interim dopo essere stato designato dai militari a succedere al deposto capo di Stato Mohamed Morsi.

Mohammed Morsi non è più presidente dell'Egitto. Dopo una giornata convulsa, che hatenuto il Paese con il fiato sospeso, la sorte di Morsi - agli arresti domiciliari da metà pomeriggio di ieri, dopo la scadenza dell'ultimatum dei militari - è stata definitivamente segnata con l'annuncio, da parte del ministro della Difesa Abdel Fattahel Siss, di una road map che sospende la costituzione, consegna i poteri presidenziali al presidente della Corte costituzionalee crea un governo tecnico, in attesa di nuove elezionipresidenziali. Dopo l'annuncio della road map, presentata anche dal granimam di Al Azhar Ahmed el Tayyeb e dal capo della chiesa coptaTawadros, Piazza Tahrir, stracolma di manifestanti e illuminata dai fuochi d'artificio, è esplosa di gioia.

Un percorso che realizza "una vera conciliazione" e rimettein marcia il processo della rivoluzione del 2011, nelle paroledi Mohamed el Baradei, portavoce di tutte le opposizioniegiziane. Ma Morsi, nonostante tutto, sembra non mollare. E con untweet, in serata, "sollecita civili e militari a rispettare lalegge e la costituzione e a non accettare il golpe che riportaindietro l'Egitto". "Sono il presidente eletto", dice poi inun video registrato, dove invita il popolo a difendere la"legittimità". La lunga giornata che ha visto la deposizione del primopresidente dei Fratelli Musulmani è stata un crescendo di indizi sempre più insistenti e visibili di un intervento deimilitari. Alle voci di un golpe militare in atto, di arrestidomiciliari per Morsi, di un divieto di espatrio per lui e perla cerchia ristretta di dirigenti della Fratellanza, si sonoaggiunte le notizie su imponenti movimenti di mezzi blindati edi truppe, soprattutto nella zona del palazzo presidenziale diIttahadeya.

Che tutto fosse pronto per l'annuncio lo aveva fatto intuirela mobilitazione alla televisione di Stato, dove militari eforze della sicurezza hanno presidiato le redazioni esoprattutto gli accessi agli studios televisivi, dai quali sitrasmettono le dirette. Nell'attesa quasi parossistica, le piazze si sono riempitefino all'inverosimile già dal primo pomeriggio, in coincidenzacon il count down per la fine dell'ultimatum. Anche le piazzepro Morsi si sono riempite e in tarda serata, ad Alessandria, cisono stati scontri tra sostenitori e oppositori del capo dellostato. In mattinata si era sparsa la notizia che le forze armateavrebbero diffuso un comunicato alle 16.30 ora locale, la stessain Italia, esattamente allo scadere dell'ultimatum lanciato 48ore fa a Morsi per ingiungergli di trovare una soluzionecondivisa con le forze di opposizione.

Un'intimazione a tenere in considerazione le rivendicazioni di milioni di persone, inquella che la Bbc ha definito "la più grande manifestazionepolitica nella storia dell'umanita". Ma Morsi ha fatto scorrere le ore ribadendo in maniera quasiossessiva di avere la legittimità dalla sua parte, in quantopresidente eletto. A metà giornata, un nuovo drammaticomessaggio del portavoce della presidenza: "E' meglio per ilpresidente, che altrimenti riconsegnerebbe il Paese ai giornidella dittatura, morire in piedi come un albero". Solo qualche minuto primo dello scadere dell'ultimatum, lapresidenza ha diffuso una nota che conteneva una ipotesi di roadmap del presidente. Governo di coalizione e commissione perredigere una nuova costituzione da sottoporre al nuovoparlamento. Un tentativo fuori tempo massimo. Il ministro della Difesa el Sissi aveva incontrato inmattinata i vertici delle forze armate, e nel corso dellagiornata i leader delle opposizioni, delle istituzioni religiosee di alcuni partiti islamici (ma non la Fratellanza e lecorrenti salafite che le sono più vicine, che non hanno accoltol'invito). In un drammatico crescendo di notizie sui social network, acolmare il silenzio delle voci ufficiali, il portavoce dellaFratellanza ha scritto in serata: "E' in corso un vero e proprio golpe militare in Egitto. I carri armati si stannomuovendo nelle strade". Gli Usa, per l'ennesima volta negli ultimi giorni, hannoespresso la loro preoccupazione, sollecitando una soluzionepolitica. E' presto per dire se anche questo appello sia fuoritempo massimo.

OBAMA, TORNI PRIMA POSSIBILE GOVERNO DEMOCRATICO - Torni il prima possibile in Egitto un governo civile democraticamente eletto. Al termine di una giornata drammatica, con le telecamere di tutto il mondopuntate sulle piazze divise del Cairo, Barack Obama rompe ilsilenzio. E in una lunga nota, senza mai citare la parola‘golpe’, lancia un forte appello alle Forze Armate, il caposaldostorico nei rapporti tra gli States e l’Egitto, perche’ristabiliscano quanto prima una situazione di agibilita’democratica, senza ricorrere alla violenza, evitando diarrestare in modo ‘’arbitrario’’ Morsi e i suoi sostenitori. Uncomunicato delicato, limato nei dettagli assieme al capo delPentagono, Chuck Hagel e il capo degli Stati Maggiori, GeneraleMartin Dempsey che gli hanno fatto visita alla Casa Bianca, inquesta sua complicata prima giornata, di ritorno dalla missionein Africa.

Gli Stati Uniti, sottolinea Obama, sono ‘’profondamentepreoccupati per la decisione delle Forze Armate egiziane dirimuovere il presidente Morsi e sospendere la Costituzioneegiziana’’. ‘’Faccio ora appello alle forze armate egiziane –afferma in prima persona - affinché agiscano rapidamente eresponsabilmente per restituire piena autorità ad un governocivile democraticamente eletto, il più presto possibile,attraverso un processo inclusivo e trasparente". Obama sa beneche in queste ore in piazza, tra chi ha chiesto la fine delregime dei Fratelli Musulmani c’e’ chi lo attacca per il suoappoggio a Morsi. Proprio agli studenti del Cairo, 4 anni fa,Obama lancio’ il suo storico appello al dialogo a tutto l’Islam. E oggi ricorda a tutti gli attori in campo che gli ‘’StatiUniti non sostengono alcun leader o alcun partito’’. ‘’Il nostroimpegno – assicura il presidente - e’ a favore di un processodemocratico e al rispetto della legge. Sin dall’inizio degliscontri – osserva Obama – abbiamo chiesto a tutte le parti dilavorare assieme, evitando ogni ricorso alla forza o allaviolenza. Noi crediamo – prosegue il presidente Usa – che ilfuturo dell’Egitto dipenda dalla volonta’ del suo popolo’’.Detto questo, e’ necessario che la transizione sia rapida e chein nessun modo il rivolgimento popolare di queste ore sitrasformi in un vero e proprio colpo di Stato. In gioco non c’e’solo una questione morale, ma anche il futuro dell’allenzaeconomico-militare tra Stati Uniti e l’Egitto, consideratotradizionalmente dalla Casa Bianca il secondo alleato storico,dopo Israele, di tutta la turbolenta area mediorientale.

Alriguardo la legge federale parla chiaro: nessun aiuto economicopotra’ essere destinato a Paesi il cui governo democraticamenteeletto venisse deposto da un golpe militare. A rischio ci sono1200 milioni di dollari in aiuti militari e 250 milioni di aiutieconomici. Non a caso, Obama affronta direttamente il punto conparole molto chiare rivolte ai militari: "Tenuto conto deglisviluppi di oggi ho dato direttive alle agenzie e aidipartimenti competenti di valutare le implicazioni di leggerispetto agli aiuti americani al governo egiziano". Su questopunto, i nuovi padroni del Cairo devono dare assicurazioni moltoin fretta. Il presidente della Commissione del Senato checontrolla la gestione degli aiuti Usa all’estero, il democraticoPatrick Leahy, ha gia’ fatto sapere che e’ pronto a rivederetutti gli aiuti all’Egitto, se i militari dovessero venir menoalla parola data e non cedere il potere.
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#7
nel senso che la gente si butta tutta in piazza per protestare...
qua invece niente!
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#8
Egitto: tv, 42 morti in scontri Cairo - Speciali - ANSA.it
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#9
mikko Ha scritto:nel senso che la gente si butta tutta in piazza per protestare...
qua invece niente!

In Italia vedrei meglio una situazione simil-turca, la situazione politica è completamente diversa da quella Egiziana...
NEVE 2012/2013

Metà dicembre circa 1 cm
19-20/01 - 6 cm
11/02 - 9 cm
22/02 - 3 cm
24/02 - 4 cm
17-18/03 - 10 cm

TOTALE 33 cm

www.ibikeit.org
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#10
Egitto, Fratelli Musulmani: «Bruceremo i cristiani» | Tempi.it
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