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Corte dei conti: occorre un intervento da 46 miliardi l'anno
#41
Partiamo da qui
[Immagine: 254445_1937439148327_1012800734_32162698_1196127_n.jpg]

sono dati del 2005
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#42
Big GrinBig Grin
Basta auto blu per gli assessori Merola: solo Panda a metano - Corriere di Bologna
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#43
Tremonti: medicina del debito e' finita

Risorse utilizzate in modo sbagliato


(ANSA) - BRESCIA, 30 MAG - ''La medicina, ammesso che fosse una medicina, e' finita''. Cosi' il ministro dell'Economia Giulio Tremonti sulla crisi economica e finanziaria mondiale.

''Nella prima fase della crisi - ha aggiunto - si e' risposto con le risorse del debito pubblico, che ora pero' sono finite, e due o tre anni, che potevano essere diversi, sono stati utilizzati in modo sbagliato''.

Tremonti: medicina del debito e' finita - Top News - ANSA.it



ho letto bene? Confusedhock:
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#44
Colpa di Prodi.
C'è un confine sottile tra uno sbaglio e un colpo di genio; purtroppo dovresti essere un genio per vederlo.

Sheldon Cooper

L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade,
ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole.
Onestà tedesca ovunque cercherai invano,
c'è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina;
ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida,
e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé


Johann Wolfgang von Goethe
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#45
Sarmatico Ha scritto:Tremonti: medicina del debito e' finita

Risorse utilizzate in modo sbagliato


(ANSA) - BRESCIA, 30 MAG - ''La medicina, ammesso che fosse una medicina, e' finita''. Cosi' il ministro dell'Economia Giulio Tremonti sulla crisi economica e finanziaria mondiale.

''Nella prima fase della crisi - ha aggiunto - si e' risposto con le risorse del debito pubblico, che ora pero' sono finite, e due o tre anni, che potevano essere diversi, sono stati utilizzati in modo sbagliato''.

Tremonti: medicina del debito e' finita - Top News - ANSA.it



ho letto bene? Confusedhock:

Berlusconi: "Sul fisco non decide Tremonti"
Citazione:ROMA - "Faremo la riforma del fisco". Dopo un lungo silenzio, all'indomani del duro colpo incassato con il voto dei ballottaggi alle amministrative, Silvio Berlusconi cerca di reagire annunciando un rilancio sul tema delle tasse. Nel mirino, finisce quindi il ministro dell'Economia e la sua stretta sulla spesa. "E se Tremonti non aprisse i cordoni della borsa?", chiedono i giornalisti che incrociano il premier al Quirinale in occasione dei festeggiamenti per la festa del 2 giugno. "Li faremo aprire - replica il presidente del Consiglio - Non è Tremonti che decide. Lui propone". "Sarebbe facile ridurre le imposte se facessimo ciò che fanno gli altri paesi sulle pensioni o sull'impiego pubblico - precisa poi - Ma noi non siamo intenzionati a farlo anche se faremo la riforma del fisco".
Berlusconi: "Sul fisco non decide Tremonti" Bossi: "Non sono preoccupato per la Lega" - Repubblica.it

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[Immagine: xzCrUL7.gif]
Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#46
In cosa consisterebbe questa riforma?
C'è un confine sottile tra uno sbaglio e un colpo di genio; purtroppo dovresti essere un genio per vederlo.

Sheldon Cooper

L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade,
ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole.
Onestà tedesca ovunque cercherai invano,
c'è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina;
ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida,
e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé


Johann Wolfgang von Goethe
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#47
mesociclone Ha scritto:In cosa consisterebbe questa riforma?
la stessa promessa dal 94 ad oggi
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Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#48
mesociclone Ha scritto:In cosa consisterebbe questa riforma?

Sarmatico Ha scritto:la stessa promessa dal 94 ad oggi
In ogni momento difficile torna a parlare di questa riforma ,ecco il suo precedente rilancio


15 gennaio 2010
Dopo la tempesta mediatica ora forse sul fisco calerà il sipario. Peccato, perché sarebbe utile riflettere seriamente sulle tasse, su cosa cambiare, come e con quali obiettivi. Non dimenticando che la vera grande cosa da fare è la lotta all’evasione


Giorni di febbrili annunci, con Berlusconi pronto a promettere mari e a fare i conti con Tre-monti, poi lo stop a fughe in avanti perché non ci sono i soldi. Ma la proposta di un nuovo sistema fiscale, dopo le avvisaglie fatte alla fine del 2009 da Tremonti merita di essere approfondita. Tutto è ancora nebuloso, anche se il punto di partenza, come si è spiegato qui, è la riproposizione del progetto di riforma del libro bianco del Fisco, anno di grazia 1994. E la dichiarazione di Berlusconi sulla preferenza per le due aliquote di irpef e la certezza che “non abbiamo alcuna intenzione di aumentare le tasse. Ecco, questa è l’unica cosa impossibile”

TANTE PROMESSE MANCATE – Di promesse sul fisco Berlusconi ne ha fatte molte. La fece nel 1994 e non iniziò neppure a lavorarci. “Meno tasse per tutti” fu poi uno dei cardini del famoso “contratto con gli italiani” del 2001 e si può dire che fu una solenne presa in giro: il governo varò la legge delega che prevedeva le due aliquote e la famosa armonizzazione della tassazione delle rendite finanziarie, ma essa fu lasciata cadere dallo stesso governo, che si limitò a varare una mini riforma dell’Irpef, rimodulata su 4 aliquote, con un taglio di circa 6 miliardi di euro di gettito, pochi benefici per la stragrande maggioranza dei contribuenti, ai quali però furono regalati una raffica di aumenti per bolli e imposte minori. Il sospetto che siamo davanti all’ennesimo annuncio-spot in vista delle elezioni è forte.



Annunciata, per la trentesima[B](con oggi siamo a trentuno) volta, la riforma fiscale dei desideri berlusconiani. Ne parlano dal 1994 e non sono mai riusciti a farla.Ma il Cavaliere deve risalire nei sondaggi[/B]
ROMA - «L'anima di ogni riforma è la riforma delle anime». Basterebbe questo giochetto parolaio – l’inversione fra soggetto e genitivo, che oramai è in disuso dagli anni Settanta del secolo scorso ma che qualcuno ancora adopera non avendo altro per stupire gli astanti – a qualificare il roboante incontro con le parti sociali di ieri per annunciare la prossima riforma fiscale, che naturalmente sarà, come quella della scuola, “epocale”.
È dal dicembre del 1994 che l’attuale Presidente del Consiglio e l’attuale ministro dell’economia (sono sedici anni che stanno lì) annunciano la riforma fiscale senza che questa abbia mai nemmeno superato la soglia degli incontri con le parti sociali.
Si tratta – come appare evidente a qualsiasi persona onesta intellettualmente e che non legga “Il Giornale” e non veda il TG1-5-4 – della solita pantomima organizzata da Palazzo Chigi per risalire nei disastrati sondaggi elettorali, al pari della “riforma” della giustizia, che dovrebbe essere presentata al Consiglio dei ministri la prossima settimana. Su quest’ultima, Berlusconi sta spacciando un accordo con i finiani che invece non c’è, come annuncia oggi Fabio Granata in un’intervista a “Il Fatto”.
Ma, pur non essendo altro che una rappresentazione poco sacra, il progetto del ministro dell’economia appare già del tutto iniquo. Nella riforma fiscale «confermiamo la nostra priorità per la famiglia» afferma Tremonti, senza specificare cosa ciò voglia dire (ci saranno detrazioni complete per gli asili nido e maggiori di quelle ridicole di oggi per i figli a carico, si terrà conto del reddito familiare?). Nessuna tassazione supplementare per i grandi patrimoni e per la rendita: oggi qualsiasi rendita finanziaria è colpita da un’aliquota del 12,5%, a differenza, ad esempio, dei redditi da lavoro, colpiti da un’aliquota minima del 23%. Quindi, diecimila euro incassati da un soggetto a titolo di reddito da capitale (ad esempio, interessi maturati su un’obbligazione o azione) sono colpiti da un’aliquota inferiore rispetto ai diecimila euro guadagnati con il proprio lavoro da un operaio, un impiegato, un dirigente.
Oggi i lavoratori dipendenti sono in credito con lo Stato di circa quattro miliardi di “fiscal drag”, la più iniqua tassa occulta presente nei sistemi fiscali come il nostro, dove esiste la progressività delle aliquote impositive (crescono, cioè, più che proporzionalmente rispetto alla crescita del reddito). Ciò determina che qualsiasi percettore di reddito ha un carico fiscale maggiore anche in presenza di aumenti nominali del reddito (che cresce, cioè, solo in quanto recupera l’inflazione, ma non in termini reali). In pratica, rispetto al fisco, i lavoratori pagano ogni anno più di quanto guadagnino realmente, senza che il Governo abbia mai nemmeno preso in considerazione una restituzione, anche parziale (ad esempio, sotto forma di maggiori detrazioni, tenendo presente il tasso di inflazione reale) di questa “tassa occulta”.
Ma come è possibile pensare che la cultura fiscale del tributarista Tremonti (lo studio professionale di cui è socio è uno dei più grandi in Italia e cura gli interessi di centinaia di clienti eccellenti fra grandi industrie e dinastie imprenditoriali) possa partorire una “riforma” tributaria che tenga conto delle esigenze dei più poveri, cioè dei lavoratori dipendenti? Ed infatti, non se ne cura proprio, ribadendo chiaramente che «abbiamo qualche refrattarietà. Tassare i Bot non è la cosa più razionale», ovviamente e ribadendo il falso enunciato per cui «il risparmio delle famiglie non può essere colpito», mentre il lavoro sì, anche quello la cui remunerazione è talmente bassa da non riuscire mai a diventare capitale finanziario accantonato (quindi, risparmio).
Anche il leader della Cisl Raffaele Bonanni, che pure non gli è certo ostile, nutre qualche dubbio al riguardo («Tremonti deve avere più coraggio», afferma) mentre Marina Sereni, vicepresidente dell’Assemblea dei democratici nota: «Non intendono colpire le rendite finanziarie né i grandi patrimoni, non intendono destinare le risorse che provengono dall'evasione fiscale per ridurre il carico fiscale. Ma allora con quali soldi e tra quanto tempo le famiglie, i lavoratori dipendenti e gli imprenditori seri potranno vedersi ridurre le tasse?». Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil ancora per due settimane, è tranchant: «Se vogliamo fare le cose seriamente, dobbiamo fare delle scelte», altrimenti «non trovo onesto raccontarci un altro film». Ma, come detto, non si tratta di un film ma di una pantomima.


annunciata nel 1994 ,rilanciata nel ’94-’95 niente,ririlanciata nel 2001-2006 niente,
e il gioco si ripete ancora oggi
:polizia:
il solito trappolone proposto e riproposto a ripetizione,come altre importanti leggi mai approvate e discusse.
Berlusconi:"Faremo riforma fiscale". "Non Tremonti che decide" - Politica - Tgcom

altri fonti usate:
La vera riforma fiscale: pagare tutti per pagare meno
Tremonti e il libro dei sogni fiscali: il Governo alla ricerca di nuovi bluff
[Immagine: xzCrUL7.gif]
Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

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#49
Evasione fiscale, Irpef: “100 miliardi in lavoro nero”. Oggi meno irregolari, ma più precari | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano
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"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#50
Tornando alla riforma del fisco,dopo il trentunesimo rilancio...

[B]Vertice ad Arcore, nulla di fatto sul fisco
Berlusconi: "Vedremo che cosa fare"
[/B]

strano
Vertice ad Arcore, nulla di fatto sul fisco Berlusconi: "Vedremo che cosa fare" - Repubblica.it
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