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Corte dei conti: occorre un intervento da 46 miliardi l'anno
#1
Articolo moooolto interessante de "ilsole24ore",da leggere con calma.
Argomento che interessa tutti noi.


Corte dei conti: per rispettare i vincoli Ue occorre un intervento da 46 miliardi l'anno

Per rispettare la nuova regola europea per i Paesi con un rapporto debito/Pil oltre il 60%, l'Italia dovrà ridurre il debito del 3% l'anno. Vale a dire di circa 46 miliardi. Lo afferma la Corte dei Conti che a palazzo Madama ha presentato l'annuale rapporto sul coordinamento della finanza pubblica, assieme al presidente del Senato, Renato Schifani e al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.

Tremonti: forse la crescita non è sufficiente ma il bilancio ha tenuto
«Forse la crescita non è sufficiente, ma senza la tenuta di bilancio non ci sarebbe stata neanche questa insufficiente crescita», ha detto il ministro dell'Economia nel suo intervento alla presentazione del Rapporto sulla finanza pubblica della Corte dei Conti.

Un aggiustamento simile a quello fatto per l'introduzione dell'euro
Si tratta, ha spiegato la Corte, di «un aggiustamento di dimensioni paragonabili a quello realizzato nella prima parte degli anni Novanta per l'ingresso nella moneta unica». Sul versante dei conti pubblici dunque, l'Italia dovrà fare «sforzi anche maggiori di quelli accettati». Come mai? Perchè «la fine della recessione economica» non può comportare «il ritorno a una gestione ordinaria del bilancio pubblico». E in più: in questo quadro «é impraticabile qualsiasi riduzione della pressione fiscale, con la conseguente obbligata rinuncia a esercitare per questa via un'azione di stimolo sull'economia».

Schifani: ora la priorità è la crescita
Per il presidente del Senato, Schifani: «Non è più il tempo delle vie di fuga o delle scorciatoie, ma è dovere di tutti adoperarsi per rispondere alle priorità di crescita e sviluppo della società, che non sono concessioni, ma rappresentano diritti costituzionalmente tutelati dei cittadini». «Per questo resta prioritario - sottolinea Schifani - colpire sprechi e abusi che nascondono le vere esigenze delle persone e delle famiglie, impedendo di aiutare quanti ne hanno davvero diritto». Del resto, ammonisce Schifani «la fine della recessione non può significare fine di una amministrazione e gestione virtuosa del bilancio».

La crisi costerà 160 miliardi nel 2013
Tornando al rapporto sulla finanza pubblica, la Corte dei Conti sottolinea poi «l'eredità dei condizionamenti dovuti agli effetti permanenti causati dalla grande recessione nel 2008-2009» ed evidenzia come «si sia verificata una perdita permanente di prodotto, calcolata a fine 2010 in 140 miliardi e prevista a crescere a 160 miliardi nel 2013».

Impervio il percorso della finanza pubblica
In buona sostanza i magistrati contabili ricordano «quanto impervio sia il percorso che la finanza pubblica italiana è chiamata a seguire nei prossimi anni per rispettare i vincoli europei e rendere possibile una crescita economica più sostenuta». «Non è sufficiente che la spesa primaria rimanga costante in rapporto al prodotto, e neanche che rimanga costante in termini reali», sottolineano. «È necessario - rilanciano - che si riduca in termini reali, rispetto a livello, già compresso, previsto nel Def per il 2014. Non essendo quindi sufficiente limare ulteriormente al margine la spesa pubblica occorre interrogarsi su quelli che possono realisticamente essere i nuovi confini e i nuovi meccanismi dell'intervento pubblico nell'economia».

Ancora spazi ampi per recupero evasione
Per i giudici contabili poi «gli spazi da recuperare a tassazione sono ancora molto ampi». Servono comunque «azioni idonee a favorire il consolidamento di comportamenti di massa più corretti». Questo perchè , spiega la Corte, «gli effetti finanziari del contrasto all'evasione fiscale potranno continuare a essere determinanti nella misura in cui si riuscirà a trovare il necessario equilibrio tra l'azione repressiva e l'induzione alla tax compliance».
La Corte dei Conti rileva come nel recente passato si sia ridotto il ricorso alle entrate una tantum ricorrendo viceversa «all'intensificazione e al potenziamento delle attività di contrasto all'evasione». L'analisi dei risultati conseguiti «conferma l'efficacia degli strumenti utilizzati anche se interrogativi si pongono sulla loro capacità di assicurare anche per il futuro la tenuta del livello complessivo dell'entrata». Questo - secondo i magistrati contabili - «vale per i proventi da giochi e i risultati in materia di riscossione per i quali sono da attendersi difficoltà via via maggiori per continuare a realizzare gettiti significativamente crescenti.

L'economia sommersa vale 275 miliardi
Per quanto riguarda infine il gettito da lotta all'evasione «questa componente ha portato «circa 63 miliardi, il 58,5% delle maggiori entrate nette complessive stimate dal 2006 al 2013 ma con un crescendo che nelle manovre 2009 e 2010 attribuisce alla lotta all'evasione la quasi totalità delle maggiori entrate previste». La Corte dei Conti ricorda le dimensioni del fenomeno: come stimato dall'Istat «l'economia sommersa potrebbe aver raggiunto nel 2008 la quota del 17,5% del Pil ossia 275 miliardi interrompendo la tendenza al ridimensionamento avviata sette anni prima». E nella considerazione del percorso avviato dal Tesoro in vista di una riforma del sistema fiscale, la Corte guarda positivamente alla possibilità di «verificare gli spazi di manovra per un incisivo processo di ridimensionamento di esenzioni e agevolazioni, finalizzato all'ampliamento delle basi imponibili».

Corte dei conti: per rispettare i vincoli Ue occorre un intervento da 46 miliardi l'anno - Il Sole 24 ORE
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Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#2
In pdf

[URL="http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/SoleOnLine5/_Oggetti_Correlati/Documenti/Finanza%20e%20Mercati/2011/05/Rapporto-coord-2011.pdf?uuid=64d6a764-85e2-11e0-9eb3-8b2af2cc845e"]Rapporto 2011 sul coordinamento
della finanza pubblica [/URL]
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#3
Io sono favorevole a una diminuzione del debito pubblico.
Anche se questo vuol dire sacrifici e la fine della propaganda Berlusconiana idilliaca del "non aumentare le tasse etc...".

Peccato ce lo abbia dovuto imporre la UE, mentre quando lo proponeva il governo Prodi era considerata un'eresia...
C'è un confine sottile tra uno sbaglio e un colpo di genio; purtroppo dovresti essere un genio per vederlo.

Sheldon Cooper

L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade,
ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole.
Onestà tedesca ovunque cercherai invano,
c'è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina;
ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida,
e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé


Johann Wolfgang von Goethe
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#4
Sono curioso di vedere dove e come si muoveranno per tagliare e recuperare quel deficit.
Di sicuro ci aspettano anni difficili.
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Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#5
La scuola sicuramente (15 mld in 4 anni se non sbaglio)
C'è un confine sottile tra uno sbaglio e un colpo di genio; purtroppo dovresti essere un genio per vederlo.

Sheldon Cooper

L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade,
ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole.
Onestà tedesca ovunque cercherai invano,
c'è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina;
ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida,
e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé


Johann Wolfgang von Goethe
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#6
Se intanto evitassero di intascarsi il mezzo miliardo extra( oltre allo stipendio) di rimborsi elettorali, il primo passo sarebbe fatto.
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#7
Prodi non era il mio idolo, ma almeno sparava l'un per mille delle cazzate di Berlusconi...
Ovviamente i sacrifici dovremo farli DOPO le elezioni, anche se la situazione era nota da anni... Strano...

Intanto per una volta potremmo prendere esempio dagli USA (qualcosa da salvare si trova anche lì)... Smile

(Da Tassa - Wikipedia )
"Negli USA[url=http://it.wikipedia.org/wiki/Stati_Uniti_d%27America][/url] l'evasione fiscale è reato e i controlli sono affidati ad un'agenzia privata con 90.000 addetti che devono vigilare su 200 milioni di contribuenti. L'agenzia ha il potere di ispezione sui conti correnti..."
"Il governissimo come è stato fatto in Germania qui non è attuabile." (Enrico Letta, 8 aprile 2013). :buah:

La mia stazioncina meteo online (versione "quasi" definitiva)... Smile
http://rieticentrometeo.altervista.org

Terminillo.ORG Smile
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#8
mesociclone Ha scritto:La scuola sicuramente (15 mld in 4 anni se non sbaglio)
Precisa meglio... La scuola STATALE, i finanziamenti per quella PRIVATA sono in aumento... Alla faccia della Costituzione...
"Il governissimo come è stato fatto in Germania qui non è attuabile." (Enrico Letta, 8 aprile 2013). :buah:

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#9
:furia::furia:
La maxi-manovra finanaziaria
La stangata arriva dopo le elezioni

Dopo l’allarme della Corte dei Conti si prepara una nuova manovra del Governo. Fino a 40 miliardi di rientro per il 2013-14 più un altro ripianamento da 5-7 miliardi per il prossimo anno. In arrivo nuovi tagli e, con ogni probabilità, ulteriori aumenti delle tasse occulte. Tutto secondo copione dunque

E’ la solita vecchia storia. Quella raccontata dal perpetuo balletto di cifre e smentite, di rapporti percentuali e sempiterne rassicurazioni cui, di fatto, non crede più nessuno. Mercati in testa. Per Silvio Berlusconi lo slogan è sostanzialmente lo stesso, sebbene con qualche variazione a tema. Dal “Meno tasse per tutti” del 2001 al “Noi non metteremo mai le mani nelle tasche degli italiani” di recente memoria. Un evergreen ribadito ancora venti giorni fa. E puntualmente destinato ad essere smentito. Nel giugno di quest’anno, il Governo approverà una maxi manovra pari al 2,3% del Pil pensata per il biennio 2013-14 con l’obiettivo di raggiungere il pareggio di bilancio tra tre anni. Tradotto: dai 35 ai 40 miliardi di euro da rastrellare in qualche modo dalle tasche dei contribuenti, magari sottoforma di innalzamento delle tariffe (le famose tasse “occulte”) o di sempre efficaci tagli alla spesa per ricerca, istruzione, cultura e servizi, cui si aggiungerà un ulteriore intervento da 5-7 miliardi ipotizzato per il 2012. Tutto come previsto, insomma.

A rendere note le cifre della manovra una fonte del governo citata ieri dalle agenzie. L’operazione sarà accompagnata da una manovra correttiva orientata a riallineare i saldi di finanza pubblica e ad alimentare tutte quelle spese che ancora non sono state iscritte a bilancio. Vengono dunque confermate le indiscrezioni lanciate dal Financial Times citando fonti interne al Tesoro. Secondo il quotidiano britannico, l’intervento sarebbe stato deciso dopo alcune consultazioni con Bruxelles e sarebbe stato motivato in primo luogo dal taglio dell’outlook realizzato da Standard&Poor’s che, nei giorni scorsi, ha declassato le prospettive dell’Italia chiamando in causa, tra le altre cose, proprio la debolezza del governo.

Ma ad essere implicitamente confermate non sono solo le previsioni del Ft. La decisione del governo sembra infatti ribadire quanto affermato dalla Corte dei Conti nella sua spietata analisi delle finanze pubbliche nazionali. La crescita cronicamente bassa del Paese imporrà all’Italia uno sforzo di rientro pari a 46 miliardi a partire dal 2013. Un calcolo semplice che, in fondo, era sotto gli occhi di tutti a partire dallo scorso autunno quando a Bruxelles iniziò a delinearsi il più ambizioso piano di stabilità della storia dell’Unione. L’Europa, come noto, impone ai membri di Eurolandia un progressivo taglio del debito in eccesso (il limite è il 60% del Pil, l’Italia fronteggia quasi il 120%) pari a 1/20 all’anno da affiancare a un deficit non superiore al 3% (il vecchio parametro di Maastricht). Per l’Italia si parlò nei mesi scorsi di oltre 130 miliardi in tre anni come a dire che i conti tornano. Purtroppo.

Ne è consapevole per primo il ministro dell’economia Giulio Tremonti, perennemente sospeso tra la difesa a oltranza della reazione italiana alla crisi – sistema bancario solido, debito privato basso etc. – e la piena comprensione del tormentato stato dei conti pubblici. Il rigore di bilancio “non può essere allentato, ma è ancora nel nostro presente e nel nostro futuro” ha affermato il ministro in occasione della presentazione del rapporto della Corte dei Conti. Parole che evocano quanto già espresso con sorprendente chiarezza ad aprile quando, nell’intervallo del voto alla Camera sul processo breve, Tremonti aveva presentato ufficialmente il documento di Decisione di Economia e Finanza. “L’unico messaggio responsabile e nell’interesse del Paese – aveva affermato il ministro – è che non esistono i presupposti per una crescita duratura ed equa senza stabilità dei conti pubblici”. Più chiaro di così.

Circa una settimana più tardi, la Corte avrebbe ribadito ulteriormente la questione. L’Italia sta andando incontro a un “miglioramento del livello del disavanzo tendenziale”, un fenomeno positivo, certo, ma anche strettamente legato al “mantenimento della pressione fiscale sul livello elevato del 2010 (42,6 per cento)” e determinato “da una ulteriore forte caduta degli investimenti pubblici rispetto al livello minimo del 2010 e dal blocco temporaneo delle spese di personale delle amministrazioni pubbliche. Nel biennio successivo (2013-2014), l’obiettivo programmatico di sostanziale pareggio del bilancio richiederà una correzione strutturale dei conti pubblici di oltre due punti di prodotto interno lordo”. Poco meno di 40 miliardi di euro si diceva. Poi dalla Corte è arrivata la correzione al rialzo.
La maxi-manovra finanaziaria La stangata arriva dopo le elezioni | Matteo Cavallito | Il Fatto Quotidiano
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Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#10
Ripeto, i primi a dover essere tagliati sono i loro stipendi...
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