Valutazione discussione:
  • 0 voto(i) - 0 media
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Corrente del Golfo e Eddies
#1
Ciao a tutti! Prendendo spunto dalla pagina di monitoraggio sulla CDG del nostro utente [MENTION=1950]Ice85[/MENTION] Gulf stream monitoring ho pensato di scrivere due righe sugli Eddies.
Un Eddy è un vortice che si forma a seguito delle instabilità della CDG, infatti sono caratteristici dell'Oceano e Atlantico e Mar dei Sargassi. Si possono osservare anche in presenza di altre importanti correnti oceaniche quali la Kuroshio o la ACC (Antarctic Circumpolar Current).
Vengono generati dall'instabilità della corrente, la quale arriva a creare un vero e proprio meandro (simile a quello di un fiume) fino a produrre un taglio nel collo del meandro e isolando il vortice. Fenomeno simile a quando un fiume taglia un proprio meandro e lo abbandona.
Nella seguente immagine, presa da Gulf stream monitoring, si notano bene i meandri formati dalla CDG e la formazione degli Eddies.
[ATTACH=CONFIG]10224[/ATTACH]
Possono formarsi sia a N della CDG, cioè lungo le coste del New England, e a S della CGD, ovvero nel Mar dei Sargassi.
Per il Mar dei Sargassi gli Eddies sono fondamentali per la proliferazione della fauna ittica, essendo gli unici "mezzi" che riescono ad apportare nutrienti all'interno di questo bacino. In assenza di Eddies il Mar dei Sargassi sarebbe un bacino asfittico, dopo la formazione degli Eddies sono comuni i "phytoplankton bloom", vere e proprie esplosioni di vita del plancton e delle alghe. Son ben visibili da satellite (foto seguente)
[ATTACH=CONFIG]10223[/ATTACH]
Cita messaggio
#2
Mi sembra inoltre di aver letto in qualche libro che tra le caratteristiche degli Eddies vi è quella di isolare totalmente l'acqua racchiusa al loro interno (che resta imprigionata dalla circolazione rotatoria) che a volte si spinge fino a latitudini notevoli mantenendo sostanzialmente la temperatura senza grosse variazioni ed intrappolando al loro interno organismi marini ed alghe proprie di latitudini inferiori.

Se non erro la loro durata può protrarsi per vari mesi, visto che come i vortici atmosferici, la loro energia trae origine dal gradiente di temperatura con le acque circostanti che mantiene attiva la circolazione.
"Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario" (G. Orwell).

"L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio." (Italo Calvino, Le Città Invisibili)
Cita messaggio
#3
spritz82 Ha scritto:Mi sembra inoltre di aver letto in qualche libro che tra le caratteristiche degli Eddies vi è quella di isolare totalmente l'acqua racchiusa al loro interno (che resta imprigionata dalla circolazione rotatoria) che a volte si spinge fino a latitudini notevoli mantenendo sostanzialmente la temperatura senza grosse variazioni ed intrappolando al loro interno organismi marini ed alghe proprie di latitudini inferiori.

Se non erro la loro durata può protrarsi per vari mesi, visto che come i vortici atmosferici, la loro energia trae origine dal gradiente di temperatura con le acque circostanti che mantiene attiva la circolazione.

Esattamente. Molti biologi marini li stanno studiando come vere e proprie nicchie ecologiche.
Cita messaggio
#4
Posto anche queste immagini trovate in internet che illustrano, rispettivamente, il meccanismo di formazione dei vortici e come questi abbiano una rotazione oraria in caso di cuore caldo ed antioraria se a cuore freddo.

[ATTACHMENT NOT FOUND]

[ATTACHMENT NOT FOUND]

Da menzionare il fatto che sono gli eddies a cuore freddo quelli che trasportano nutrienti favorendo i "phytoplankton bloom" di cui parlava denver, facendoli risalire dalle acque più profonde tramite il fenomeno dell'upwelling, lo stesso fenomeno che si può osservare in prossimità delle coste continentali a causa del vento, solo che in questo caso è indotto dalla circolazione antioraria (correggimi se sbaglio, denver).

[ATTACHMENT NOT FOUND]
"Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario" (G. Orwell).

"L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio." (Italo Calvino, Le Città Invisibili)
Cita messaggio
#5
Ottimo Spritz! :wink: L'upwelling costiero è generato dai venti lungo costa che spostano la colonna d'acqua seguendo il fenomeno della spirale di Eckman e creano quindi una convergenza subacquea che facilita l'upwelling appunto.
Spirale di Eckman
[ATTACH=CONFIG]10231[/ATTACH]

se n'era parlato qui di questo fenomeno : http://www.unimeteo.net/didattica-meteo/...erica.html
Cita messaggio
#6
Denver22 Ha scritto:Esattamente. Molti biologi marini li stanno studiando come vere e proprie nicchie ecologiche.

Raccolgono anche quantità industriali di spazzatura con la creazione di autentiche isole di plastica
Cita messaggio
#7
Dalle carte reperibili in questa bellissima pagina Gulf stream monitoring si può apprezzare come la CDG non sia "bloccata" ma prosegue il suo compito.

Prima Immagine:
[ATTACH=CONFIG]10378[/ATTACH]
L'immagine mostra le SST oceaniche unite all'isoterma dei 12°C a 400m di profondità. L'immagine è eloquente, si apprezza benissimo il trasporto di calore e lo scontro fra le masse d'acqua a diversa temperatura. Anche in quest'immagine si notano i meandri che danno origine agli Eddies.

Seconda Immagine:
[ATTACH=CONFIG]10379[/ATTACH]
La salinità è un parametro estremamente importante, ma viene tenuto conto da pochi, grazie ad essa si può apprezzare l'efficienza della CDG.
L'immagine mostra la salinità in PSU (per mille) ad una profondità di 200m. Le acque calde sono più leggere e si stratificano sopra alle acque fredde e la salinità gioca un ruolo molto importante. Un'acqua molto salata risulta essere più densa e quindi sprofonda.
Nel NE Atlantico e nel Mar di Labrador la carta mostra una salinità più bassa rispetto alle altre zone e questo sembra essere in contrasto con quanto appena detto.
Queste acque nei primi 200 metri sono scarse in salinità perchè enormi masse d'acqua cariche di sali sprofondano dall'artico e si muovono verso Sud, come ad esempio la NADW (North Atlantic Deep Water). Il ghiaccio della calotta artica non riesce chimicamente a trattenere il sale, il quale viene lasciato nelle acque le quali a loro volta raggiungono valori elevatissimi di salinità e sprofondano.
Quindi la salinità è un parametro eccezionale per valutare l'efficienza delle correnti oceaniche, come mostra la carta la differenza sostanziale di salinità che si riscontra a Ovest dell'Irlanda.
Cita messaggio
#8
Questi video non servono a monitorare la corrente del golfo,ma credo possano essere utili per capire la dinamicità degli oceani

[video=youtube;d4Kk5tlWSwA]http://www.youtube.com/watch?v=d4Kk5tlWSwA&list=UUQPMp6YltCd3qAaDxhihdqg&index=2&feature=plcp[/video]

[video=youtube;xCW_FOQfdSE]http://www.youtube.com/watch?v=xCW_FOQfdSE&feature=BFa&list=UUQPMp6YltCd3qAaDxhihdqg[/video]
Cita messaggio
#9
[video=youtube;iORUBN8KgZE]http://www.youtube.com/watch?v=iORUBN8KgZE&feature=autoplay&list=UUQPMp6YltCd3qAaDxhihdqg&playnext=1[/video]
Cita messaggio


Vai al forum:


Utenti che stanno guardando questa discussione: 1 Ospite(i)