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Considerevoli aumenti delle tariffe luce e gas
#1
:vomito:Sad
Tariffe, rincari per luce e gas: aumenti
del 9,8% e dell'1,8% tra aprile e maggio

MILANO - Pesanti aumenti sono in arrivo per le bollette di luce e gas. A partire dal primo aprile, riferisce l'Autorità per l'energia, l'elettricità rincarerà del 5,8%. Idem per il gas per cui l'incremento per il trimestre aprile-giugno sarà dell'1,8%. In particolare, l’aumento del 5,8% dell’energia elettrica, non comprende l’aggiornamento per gli incentivi diretti alle fonti rinnovabili e assimilate che pesano per un ulteriore 4% circa sulla bolletta, aumento che scatterà solo da maggio portando il rincaro al 9,8%. Tra gas e luce, escluso il rincaro dell'elettricità di maggio, questi aumenti peseranno più o meno 49 euro annui per una famiglia media: 27 euro per l'elettricità e 22 euro per il gas. L'Authority, ha spiegato il presidente Guido Bortoni, con il differimento al mese di maggio «sente l'esigenza di dare un segnale, chiaro e concreto. Il tempo di un mese potrà servire ai decisori delle politiche energetiche per operare le migliori scelte con modalità sopportabili per i cittadini e alle imprese, alle quali si sta già chiedendo uno sforzo titanico vista la congiuntura economica». In particolare, l'ulteriore aumento del 4% di maggio, ha precisato l'Autorità «è ancora a livello di stima, stiamo lavorando ad ulteriori misure per far sì che i maggiori oneri dei servizi per assicurare l'equilibrio del sistema elettrico vengano in parte sostenuti dai produttori e non integralmente trasferiti alla collettività dei consumatori».

LE CAUSE - Per l’energia elettrica «l’incremento del 5,8% in vigore da aprile, deriva sostanzialmente dagli incrementi del petrolio, dai maggiori costi per il mantenimento in equilibrio del sistema e dall’andamento della borsa elettrica sia per effetto dell’emergenza freddo di febbraio sia in una visione prospettica». Più o meno stesse motivazioni per i rincari del gas. «L’aumento della materia prima - dice la nota dell'Autorità - i cui prezzi sono ancora legati alle quotazioni del petrolio e la crescita degli oneri di distribuzione avrebbero comportato un aumento dei prezzi del 2,2%».

Tariffe, rincari per luce e gas: aumenti del 9,8% e dell'1,8% tra aprile e maggio - Corriere.it
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#2
Erano anni che mi domandavo da dove arrivassero le "agevolazioni" per fotovoltaico ed eolico... Ed ora arriva la risposta, tanto brutale quanto inevitabile...
Da maggio pagheremo l'energia elettrica il 4% in più...

Ma non basta, già da oggi è scattato un primo aumento del 5,8%, dovuto in buona parte ad una causa più subdola: l'intrinseca inaffidabilità di tali fonti di energia che di fatto costringe a mantenere in vita le care vecchie centrali a combustibile fossile...

Bollette di luce e gas sempre più careIn arrivo aumento da 50 euro a famiglia - Adnkronos Economia

E dire che fra gli "argomenti" contro l'energia nucleare c'erano i costi... :facepalm:
O i francesi sono pazzi o c'è chi gli paga la bolletta a loro insaputa...
Oppure...
"Il governissimo come è stato fatto in Germania qui non è attuabile." (Enrico Letta, 8 aprile 2013). :buah:

La mia stazioncina meteo online (versione "quasi" definitiva)... Smile
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#3
Il post precedente voleva aprire una discussione sulla questione energetica e sulla "bolla speculativa" (o se preferite magna-magna) legata alle energie rinnovabili, che sarà un tema centrale dei prossimi anni, non capisco per quale motivo sia stato spostato qui...

EDIT Qui sta già molto meglio, non avevo visto il topic di Domenico... :occhio:
"Il governissimo come è stato fatto in Germania qui non è attuabile." (Enrico Letta, 8 aprile 2013). :buah:

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#4
Piuttosto interessante il diverso modo di esporre la motivazione dell'aumento di oggi da parte delle due fonti...

Per Il Corriere si tratta genericamente di
"maggiori costi per il mantenimento in equilibrio del sistema"...

L'Adnkronos invece parla esplicitamente di
"interventi urgenti per la sicurezza del sistema elettrico in presenza di una crescita esponenziale della generazione da fonti non programmabili e intermittenti, in particolare il fotovoltaico"...

Che per caso intorno al fotovoltaico ci siano in gioco un po' di interessi economici? :lolA:
"Il governissimo come è stato fatto in Germania qui non è attuabile." (Enrico Letta, 8 aprile 2013). :buah:

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#5
E finalmente si torna a parlare della realtà...
Nucleare, cento scienziati dicono ancora sì: “Basta con le campagne del pregiudizio” | Andrea Bertaglio | Il Fatto Quotidiano
Peraltro credo che il referendum dello scorso anno (per quanto "inopportuno" sia per il particolare momento in cui si è svolto che per le competenze tecniche "medie" degli italiani) vada rispettato... Rimane il problema di pianificare un futuro economicamente sostenibile per l'energia del nostro paese, senza inseguire le chimere del 100% da fonti rinnovabili...
"Il governissimo come è stato fatto in Germania qui non è attuabile." (Enrico Letta, 8 aprile 2013). :buah:

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#6
Non so se avete letto questa incredibile notizia da Repubblica. Vi riporto alcune dichiarazioni di importanza davvero epocale.

Legambiente: Dal 2000 ad oggi 32 TWh da fonti rinnovabili si sono aggiunti al contributo dei vecchi impianti idroelettrici e geotermici: è qualcosa di mai visto, che ribalta completamente il modello energetico costruito negli ultimi secoli intorno alle fonti fossili, ai grandi impianti, agli oligopoli.

Ministro dell'Ambiente Clini: C'è poco spazio per altre grandi centrali termoelettriche e questo impatta sul monopolio energetico nazionale.

Bordoni, Autorità per l'Energia: Il paradigma è cambiato e il mondo dell'energia così come l'abbiamo conosciuto fino al 2008 non tornerà mai più.

E infine l'ENEL: Lo sviluppo delle rinnovabili, unito alla stagnazione della domanda, sta rendendo difficile la copertura dei costi di produzione degli impianti convenzionali, mettendone a rischio la possibilità di rimanere in esercizio.

Non solo i responsabili dell'energia in Italia parlano ormai apertamente di irreversibile cambio di paradigma, ma ci troviamo in quel drammatico momento X (ampiamente previsto dalle Cassandre) in cui si deve decidere se cominciare a smantellare letteralmente un sistema produttivo in favore di un altro, con tutto quel che comporta in termini di perdite economiche da parte dei soggetti che finora l'hanno gestito.

L'ENEL vuol bloccare le rinnovabili, solare ed eolico, perché altrimenti le sue centrali elettriche non servono più. (Con buona pace di chi sostiene che le rinnovabili non producono nulla.)

E' un po' la stessa cosa che succede a Marchionne. Vedremo se gli oligopoli, pur di mantenere investimenti insostenibili e obsoleti, ci condurranno tutti al disastro oppure se qualcuno sarà in grado di fermarli.

Rinnovabili: ENEL contro cambio di paradigma - Petrolio

Boom rinnovabili, l'Enel avverte
"A rischio impianti convenzionali"

Allarme del presidente dell'azienda elettrica Andrea Colombo: "Più fonti verdi e meno consumi, le centrali tradizionali faticano a guadagnare". Nel mirino gli incentivi a eolico e fotovoltaico

[Immagine: 01.jpg]
Il boom nella produzione di energia rinnovabile, arrivata ormai a coprire oltre un quarto del fabbisogno nazionale di elettricità, unito a consumi ormai da anni stabili o in calo, rende sempre più mariginale la necessità di produrre energia dalle centrali tradizionali, costringendole a lavorare a scartamento ridotto, con pesanti ripercussioni sulla loro redditività.

A lanciare quello che per i grandi produttori di energia è un allarme rosso è il presidente dell'Enel Paolo Andrea Colombo. "Lo sviluppo delle rinnovabili, unito alla stagnazione della domanda, sta rendendo difficile la copertura dei costi di produzione degli impianti convenzionali, mettendone a rischio la possibilità di rimanere in esercizio", ha lamentato oggi Colombo.

Le ultime conferme di come sta irreversibilmente cambiando il sistema di produzione e distribuzione dell'energia è arrivata non più tardi dell'altro ieri dal rapporto Comuni Rinnovabili di Legambiente 2. "Dal 2000 ad oggi 32 TWh da fonti rinnovabili si sono
aggiunti al contributo dei vecchi impianti idroelettrici e geotermici: è qualcosa di mai visto, che ribalta completamente il modello energetico costruito negli ultimi secoli intorno alle fonti fossili, ai grandi impianti, agli oligopoli", si legge nel dossier.


Una lettura che non è ormai solo degli ambientalisti. Quanto è accaduto negli ultimi anni, spiegava il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, fa sì che ci sia "poco spazio per altre grandi centrali termoelettriche e questo impatta sul monopolio energetico nazionale". "Ma ormai questo - concludeva Clini - è lo schema sul quale stiamo lavorando". E allo stesso incontro anche il rappresentante di un'istituzione tradizionalmente cauta e conservativa come l'Autorità per l'energia ammetteva per bocca del suo presidente Guido Bortoni che "il paradigma è cambiato e il mondo dell'energia così come l'abbiamo conosciuto fino al 2008 non tornerà mai più".

Il problema, agli occhi dell'Enel, è che quel mondo prevedeva una serie di impianti costati fior di investimenti ma che per essere redditizi hanno bisogno di produrre a ritmi ormai ampiamente superflui. In termini numerici a dare un'indicazione del fenomeno è l'ex consigliere di amministrazione di Enel G. B. Zorzoli, oggi presidente della sezione italiana dell'International Solar Energy Society, in un'intervista al sito Qualenergia 3. "Questi (impianti, ndr) per ripagarsi dovrebbero funzionare circa 4-5mila ore l'anno, invece ne stanno funzionando, quando va bene, 3mila. Il ridotto uso dei cicli combinati si traduce anche in miliardi di metri cubi di gas in meno, con un innegabile vantaggio in termini ambientali e di bilancia dei pagamenti, ma con un danno economico per chi vende gas".

Queste centrali servono infatti ormai sempre più come stabilizzatori della produzione, per dare continuità alla quantità di energia immessa in rete a fronte della inevitabile variabilità nella produzione da rinnovabili (legata alla quantità di sole e vento). Un compito che in un futuro sempre meno lontano dovrebbe essere svolto dalla cosiddetta "rete intelligente" (la smart grid) e dai sistemi di accumulo e back up.

Un'evoluzione che Enel conta di rallentare (è stata anche oggetto di un duro scontro nei mesi scorsi con Terna 4) andando innanzitutto a rivedere il conto energia che nelle sue diverse versioni ha sino ad oggi fatto da volano a questa rivoluzione. Per questo Colombo ha invocato una "razionalizzazione degli incentivi" che consenta una maggiore efficienza, che "eviti gli sprechi inutili e garantisca lo sviluppo selettivo dei progetti". "Tenuto conto dell'emergenza finanziaria - ha detto intervenendo alla Terza Conferenza del diritto dell'energia del Gse - è ragionevole attendersi un'adeguata ridefinizione dei meccanismi incentivanti".

La riformulazione del conto energia (con il varo della sua quinta edizione), i nuovi incentivi per le rinnovabili extra fotovoltaico e quelli per le rinnovabili termiche sono in queste ore allo studio del governo 5 e stando alle prime indiscrezioni i provvedimenti andrebbero a colpire duramente il settore. Sul fatto che le concessioni fatte fino ad oggi siano state troppo generose, soprattutto alla luce del crollo dei prezzi dei moduli solari, è ormai opinione condivisa. L'orientamento politico iper punitivo mostrato sino ad ora dal governo (di "storuture insostenibili e da correggere" ha parlato anche oggi il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera) spaventa però gli operatori del comparto, alimentando più di un sospetto sul fatto che possa essere in qualche maniera ispirato proprio dagli interessi dei grandi gruppi come Enel. Emblematico, al riguardo, il giallo della bozza 6 circolata nei giorni scorsi e attribuita direttamente a un ghost writer di Enel. Circostanza seccamente smentita dall'azienda, senza però convincere l'autore della denuncia, il senatore del Pd Francesco Ferrante.

"Anche oggi - afferma il parlamentare democratico - Enel entra a gamba tesa sul tema dell'incentivazione alle rinnovabili, collegando lo sviluppo delle rinnovabili alle difficoltà incontrate sul mercato dalla produzione di energia elettrica da fossili. Le cose sono due: o si tratta di disinformazione o di una sorta di confessione di chi guarda al passato e ha paura del futuro. Sono comunque dichiarazioni gravi, a cui rispondiamo con argomentazioni fondate, ad esempio con l'autorevole studio dell'Università Bocconi diffuso proprio oggi, che stima i benefici netti delle Fer (fonti rinnovabili elettriche, ndr) al 2030 in 79 mld € nei prossimi vent'anni, suddivisi tra maggiore occupazione, mancato import combustibili fossili, export netto dell'industria e riduzione del prezzo di picco dell'energia".
Boom rinnovabili, l'Enel avverte "A rischio impianti convenzionali" - Repubblica.it
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Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#7
Clini
Penalizzare l'energia pulita sarebbe come abbandonare la telefonia negli anni Ottanta, prima del boom. Non ci sono solo costi ma anche vantaggi in termini di Pil, occupazione, gettito fiscale e bilancia commerciale
"Mettere in contrapposizione la riduzione della bolletta energetica e il sostegno alle fonti rinnovabili, come ha fatto recentemente l'Autorità per l'energia, è un errore strategico. Rischieremmo di uscire dal settore delle rinnovabili mortificando la capacità innovativa del Paese, penalizzando l'industria nazionale, aumentando la disoccupazione: sarebbe come abbandonare la telefonia negli anni Ottanta, prima del boom. Possiamo invece spingere sul pedale dell'efficienza e delle energie pulite e contemporaneamente alleggerire il costo delle bollette"

Eppure le critiche muovono da un tema molto popolare: il prezzo dell'elettricità e quello della benzina continuano a crescere, gli stipendi restano al palo o si riducono.
"E' una preoccupazione che condivido al cento per cento. E proprio per questo è importante non sbagliare l'intervento correttivo inseguendo falsi bersagli. Dare la colpa del costo anomalo dell'energia in Italia alle rinnovabili e al fotovoltaico vuol dire operare una distorsione della realtà ignorando i danni prodotti dalla rigidità del sistema. La nostra competitività è legata alla capacità di essere protagonisti del passaggio da un sistema elettrico composto da poche grandi centrali a un sistema molto articolato che alimenti le reti intelligenti e le smart city".
Il picco raggiunto dagli incentivi al fotovoltaico con il decreto salva Alcoa ha però contribuito a squilibrare il mercato.
"Proprio così. Quello è stato un errore: non ha salvato l'Alcoa, come le cronache di questi giorni mostrano, e ha concentrato la crescita del fotovoltaico in un periodo troppo breve. Oggi però abbiamo raddrizzato al situazione e stiamo pilotando gli incentivi verso una decrescita che non affondi il settore".
Perché allora una levata di scudi così brusca?
"La dichiarazione del presidente dell'Enel rivela una sofferenza che deriva dall'eccesso di produzione elettrica. Sono state concesse molte autorizzazioni per le centrali convenzionali, poi c'è stata la spinta delle rinnovabili, infine la crisi ha fatto diminuire la domanda. Il mercato è saturo e non oso pensare a cosa sarebbe successo se fosse andato in porto il progetto di costruire centrali nucleari per aggiungere un altro 25 per cento di produzione elettrica".
Dunque bisogna tagliare e c'è chi vuole tagliare le rinnovabili.
"Chi ha in mente una strategia del genere non tiene conto di tre fattori fondamentali: le direttive europee che dobbiamo rispettare pena sanzioni; l'orientamento del mercato internazionale che nel 2011 ha investito nelle rinnovabili 260 miliardi di dollari; i benefici che derivano alle casse pubbliche proprio dallo sviluppo dell'energia pulita. Non si possono sottolineare i costi delle rinnovabili e ignorare i vantaggi in termini di incremento del prodotto lordo, aumento del gettito fiscale, diminuzione del picco diurno della domanda, maggiore occupazione, miglioramento della bilancia commerciale".
Il disavanzo per l'acquisto di combustibili è sempre più alto: ha superato i 60 miliardi di euro l'anno e tende a crescere. Si tratta di una cifra analoga a quella che paghiamo per gli interessi sul debito.
"La sua diminuzione è uno dei benefici conteggiati da varie ricerche, anche dell'università Bocconi, che valutano in alcune decine di miliardi i vantaggi che le rinnovabili possono assicurare al nostro Paese da oggi al 2030".
Ma come si fa conciliare questa strategia con la riduzione delle bollette?
"Innanzitutto bisogna pulire le bollette eliminando gli oneri impropri. Continuiamo a pagare per il Cip 6, per il nucleare, per gli sconti concessi alle grandi industrie energivore come le acciaierie. E poi bisogna trovare altri canali per finanziare la fase finale del decollo delle fonti rinnovabili".
Ad esempio?
"Il sistema di incentivi dovrebbe essere collegato al vantaggio prodotto in termini di miglioramento della bilancia commerciale. Inoltre nello schema di riforma fiscale messo a punto dal governo c'è una carbon tax, cioè un'imposta sulle emissioni di anidride carbonica, inserita in un percorso che serve ad alleggerire il carico di tasse sul lavoro. Servirà a dare ossigeno all'economia: è quello di cui oggi abbiamo bisogno".
"Fermando le rinnovabili rischiamo l'autogol e non tagliamo i prezzi" - Repubblica.it
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#8
Gennaio1985 Ha scritto:E finalmente si torna a parlare della realtà...
Nucleare, cento scienziati dicono ancora sì: “Basta con le campagne del pregiudizio” | Andrea Bertaglio | Il Fatto Quotidiano
Peraltro credo che il referendum dello scorso anno (per quanto "inopportuno" sia per il particolare momento in cui si è svolto che per le competenze tecniche "medie" degli italiani) vada rispettato... Rimane il problema di pianificare un futuro economicamente sostenibile per l'energia del nostro paese, senza inseguire le chimere del 100% da fonti rinnovabili...
Veronesi ...ancora parla ? :ridi:
Basta con queste vecchie mummie
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"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#9
Sarmatico Ha scritto:
[COLOR="#800000"]Ministro dell'Ambiente Clini: C'è poco spazio per altre grandi centrali termoelettriche e questo impatta sul monopolio energetico nazionale.

L'ENEL vuol bloccare le rinnovabili,[/COLOR] pannelli solari [COLOR="#800000"]ed eolico, perché altrimenti le sue centrali elettriche non servono più. (Con buona pace di chi sostiene che le rinnovabili non producono nulla.)
Non solo i responsabili dell'energia in Italia parlano ormai apertamente di irreversibile cambio di paradigma, ma ci troviamo in quel drammatico momento X (ampiamente previsto dalle Cassandre) in cui si deve decidere se cominciare a smantellare letteralmente un sistema produttivo in favore di un altro, con tutto quel che comporta in termini di perdite economiche da parte dei soggetti che finora l'hanno gestito.

E' un po' la stessa cosa che succede a Marchionne. Vedremo se gli oligopoli, pur di mantenere investimenti insostenibili e obsoleti, ci condurranno tutti al disastro oppure se qualcuno sarà in grado di fermarli.[/COLOR]

Ho già iniziato un corso di formazione sull'energia idroelettrica. ora sono in ultima sessione. quindi questo è molto importante per me avere qualche vantaggio in più di questa formazione. sarà molto buono per la mia carriera. Così sto cercando di completare questa formazione completamente.
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#10
Considerevoli rincari delle Bollette?
E' dov'e' la novità :confused:
Osservatorio Meteorologico Professionale di Basilicanova (Parma) .



http://www.temp.digiteco.com/default.asp...&view=Real
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