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Con il 2011 si chiude in Svizzera un gennaio 1985 di 12 mesi!
#1
Il titolo é ovviamente provocatorio, ma ben rappresenta il disastro climatico nel quale é stata confrontata la Svizzera in questo 2012 che ha fatto registrare l'anno più caldo dal 1864, battendo il 1994 che resisteva da 17 anni. Infatti prendendo come riferimento la stazione di Stabio nel Mendrisiotto ho cercato di risalire ad una anomalia termica mensile negative di uguale magnitudo di quella positiva registrata nel 2012 che é stata di 2.24°. Il risultato é che per risalire ad una anomalia simile o superiore ho dovuto risalire al gennaio 1985, quindi il mese si chiuse a -3.0° dalla media. Quindi, questi 12 mesi non sono stati tanto distanti da un gennaio 1985 "rovesciato" di 12 mesi di durata!




Ecco il resoconto di meteosvizzera
http://www.meteosvizzera.admin.ch/web/it...isorio.pdf

In Svizzera, l’anno meteorologico 2011 ha fatto registrare una massiccia eccedenza di temperatura e, con uno scarto positivo di circa 2 gradi rispetto alla norma di riferimento, diventa l’anno più caldo dall’inizio delle misurazioni sistematiche nel 1864. A livello nazionale è inoltre stato nettamente troppo asciutto e con un soleggiamento abbondante. Come risulta dai rilevamenti della rete di misura di MeteoSvizzera, i primi 4 mesi dell’anno sono stati eccezionalmente miti e poveri di precipitazioni e la primavera 2011 è risultata la più calda della statistica iniziata oltre 150 anni orsono. In Ticino si sono avuti i primi giorni tropicali già in aprile. Dopo un’estate relativamente variabile con temperature sotto la media in luglio, è seguito il secondo autunno più caldo mai registrato. Novembre ha portato una siccità da primato al nord e temperature eccezionali in montagna. In settembre e ottobre in quota si sono avute nevicate consistenti ma con il conseguente tempo mite e asciutto di novembre in montagna la coltre nevosa si è limitata alle zone più alte. Soltanto a metà dicembre si sono verificate le prime nevicate fino a basse quote al nord delle Alpi.

Inizio anno particolarmente mite
Dopo un dicembre freddo e particolarmente ricco di neve sull’Altopiano, dall’inizio dell’anno le condizioni meteorologiche sono state dominate da masse d’aria miti di origine subtropicale. Nella prima metà di gennaio sull’Altopiano la temperatura è salita fino a 17 gradi e anche di più nelle zone toccate dal favonio. Con le persistenti condizioni anticicloniche, a metà gennaio l’isoterma di zero gradi è salito a oltre 3500 metri di quota, con +0,7 °C misurati sul Jungfraujoch (3800 m slm). Temperature più elevate in questa stazione in gennaio sono state rilevate solo il 6 gennaio 1999 con 3,3 °C e il 28 gennaio 2008 con 1,3 °C. La serie di temperature del Jungfraujoch risale al 1959.
Al gennaio mite è seguito un febbraio ancora più mite: da un dicembre con una temperatura mensile di 1,5 gradi sotto la norma, si è passati a un febbraio con uno scarto positivo di quasi 2 gradi. La media per tutto l’inverno meteorologico (dicembre-febbraio) è così stata di circa 0,4 gradi oltre la norma, con uno scarto positivo tra 0,5 e 1,0 gradi in pianura, mentre a quote elevate, a causa del dicembre molto freddo, la media stagionale è risultata vicina o anche leggermente inferiore alla norma.

Forte carenza di neve in montagna
Sul pendio nordalpino e in particolare nelle Alpi centrali già in dicembre l’innevamento è stato modesto e, con il tempo mite e piuttosto asciutto dei mesi successivi, la carenza di neve si è accentuata. A basse e medie quote fino alla seconda metà di febbraio lo strato di neve è stato assente o molto modesto. Ad Adelboden per esempio,a 1300 m slm, si potevano misurare soltanto da 10 a 15 cm di neve, e anche ad Arosa, a 1840 m slm, ne erano presenti appena 50 centimetri. In media, in questo periodo la coltre di neve è spessa almeno il doppio. Soltanto alla fine di febbraio-inizio marzo localmente la situazione dell’innevamento è migliorata leggermente. Nel Vallese invece, sui pendii esposti a fine febbraio il terreno era libero di neve fino a 1500 m di quota.

Temperatura da primato in primavera
La temperatura eccezionalmente elevata ha raggiunto il suo culmine in primavera. Già in marzo le temperature massime a basse quote al nord hanno raggiunto valori tra 15 e 19 gradi, nelle regioni toccate dal favonio e al sud persino 20 gradi. Al nord le temperature oltremodo sopra la media sono state accompagnate da un abbondante soleggiamento. Nella prima metà di aprile le correnti di origine subtropicale hanno portato l’inizio dell’estate in Svizzera: per la prima volta il 7 aprile la temperatura massima ha superato la soglia di 25 gradi (per definizione un giorno estivo). Il caldo eccezionale ha toccato anche le quote elevate e mai si erano registrati dei valori di temperatura così elevati così presto nell’anno. Al nord delle Alpi, Basilea ha rilevato la massima più alta con 26 gradi, rispetto ai 25,2 °C del record precedente del 4 aprile 1985. A Davos invece, a 1590 m slm, il 7 aprile la massima ha raggiunto 19 gradi, valore mai raggiunto così presto nella serie di rilevamenti iniziati nel 1876. Il valore più alto misurato nel passato è di 18,0 gradi e risale al 29 marzo 1890. A coronamento dell’ondata di caldo, l’8 aprile a Lugano è stato rilevato il giorno tropicale (massima di 30 gradi o superiore) più precoce in assoluto per tutta la Svizzera. Il 9 aprile la massima ha toccato ben 31,6 gradi a Lugano e 31,8 a Locarno-Monti. Sebbene il clima sia più mite che al nord delle Alpi, giorni tropicali in aprile e per di più nella prima metà del mese, sono una novità anche per il Ticino. Pure le stazioni di montagna al sud delle Alpi hanno registrato nuovi primati: il 9 aprile la stazione di Cimetta sopra Locarno (1672 m slm) ha misurato una punta di 20,8 gradi, ben 5 gradi in più del massimo precedente per la primavera.
A livello nazionale l’aprile è stato il secondo più caldo della statistica, con uno scarto positivo medio di 4,6 gradi. Più caldo è stato solo l’aprile 2007 che ha avuto una deviazione positiva di ben 5,7 gradi. Al secondo aprile più caldo ha fatto seguito il terzo maggio più caldo e la calura insistente ha portato la primavera 2011 al primo posto della classifica con inizio nel 1864. È così stata superata nettamente anche la primavera del 2007, finora la più calda, di circa 1 grado.

La grande siccità
La situazione generale spesso dominata da anticicloni e la conseguente scarsità di precipitazioni dall’inizio dell’anno hanno portato a condizioni di forte siccità. Fino a metà aprile, in alta Engadina si è registrato l’inizio anno più asciutto, nella regione di Engelberg il terzo più asciutto dall’inizio delle misurazioni. Alle difficoltà causate alle stazioni sciistiche dalla mancanza di neve nei primi due mesi dell’anno, si sono aggiunti gli scompensi idrici all’agricoltura in primavera. In media, nelle regioni settentrionali della Svizzera, nella primavera 2011 sono caduti meno della metà dei quantitativi normali di acqua. In questa zona si è così avuta la terza primavera più asciutta, dopo il 1893 (con solo il 40% della norma) e il 1976, quest’ultimo abbastanza simile al 2011. Anche in Ticino e nel Vallese i quantitativi non hanno superato di molto la metà della norma, ciò che per queste regioni non è però così inusuale. Tra le conseguenze della perdurante siccità per mesi e in tutta la Svizzera vi è stato un acuto pericolo di incendio di boschi.

Inverno in montagna all’inizio dell’estate
Esattamente per l’inizio climatologico dell’estate (1° giugno) l’inverno ha fatto ritorno alle quote più elevate delle Alpi. Con le abbondati precipitazioni che hanno avuto luogo sulle Alpi occidentali e nella Svizzera centrale, il limite delle nevicate è sceso localmente fino a media quota. Ad Adelboden il mattino del 1° giugno si sono così misurati 11 cm di neve fresca, a Mürren (1650 m slm) persino 18. A quote ancora più elevate si sono raggiunti anche 30 cm. Il primo mese estivo ha generalmente avuto un carattere abbastanza variabile. Due fronti temporaleschi piuttosto attivi hanno toccato la Svizzera nordalpina il 22 e il 27/28 giugno, portando precipitazioni localmente intense e raffiche di vento oltre i 100 km/h in pianura, mentre negli altri mesi le punte sono rimaste tra 50 e 70 km/h. La situazione anemometrica relativamente calma si è manifestata anche in alta montagna e per esempio alla stazione del Jungfraujoch a 38580 m slm nella prima metà dell’anno il vento ha superato la soglia dei 100 km/h soltanto in 3 giornate, con una punta massima di 116 km/h, valore piuttosto basso per questa altitudine.

Maltempo estivo
Il passaggio del fronte freddo il 27/28 giugno ha causato temporali violenti al nord delle Alpi. Le forti precipitazioni hanno toccato in particolare la Svizzera centrale, provocando alcune alluvioni. In 24 ore sul pendio nordalpino, dall’Oberland Bernese alla Svizzera centrale fino all’Alpstein, sono caduti da 30 a 60 mm di acqua. A causa del carattere temporalesco delle precipitazioni, i massimi locali hanno raggiunto valori tra 80 e 120 mm. A Siebnen (Svitto) sono stati raccolti 127 mm, che rappresenta il massimo giornaliero da 50 anni.
Soltanto 10 giorni più tardi praticamente la stessa regione è nuovamente stata toccata dal maltempo con una forte grandinata. Infatti, il 7 luglio un’attiva perturbazione ha spazzato la zona tra le Prealpi Friburghesi, Berna, la regione del Napf, di Zugo e il lago di Zurigo, dirigendosi infine verso l’Alpstein indebolendosi. La grandine ha devastato soprattutto la regione tra Zugo e il Lago di Zurigo. Una seconda grandinata, più debole ha interessato lo stesso giorno anche la fascia tra il Lago di Hallwil, la valle della Limmat e della Aare fino a Sciaffusa. Mentre il nord era toccato da grandine e raffiche di vento, il 7 luglio sul Ticino centrale e meridionale le cellule temporalesche hanno causato precipitazioni intense con conseguenti dissesti idrogeologici.
Il 10 luglio violenti temporali hanno causato importanti allagamenti soprattutto nella Svizzera orientale. Oltre a numerosi edifici, anche la ferrovia e la rete stradale ha subito danni dovuti a fiumi in piena. Infine un ulteriore evento di maltempo ha interessato la Svizzera nella notte tra il 12 e 13 luglio, toccando in particolare il canton Argovia, ma in parte anche Berna, Basilea-Campagna, Soletta, Zurigo e Lucerna. Dopo i temporali della notte, nella giornata del 13 il fronte freddo ha provocato nuove precipitazioni abbondanti in Ticino con quantitativi tra 50 e 70 mm in totale. A Locarno-Monti in 1 ora sono caduti 42 mm, in 10 minuti 17 mm, valori questi che si ripetono con una frequenza di circa 5 anni.

Piena estate solo nella seconda metà di agosto
In generale, i primi due mesi dell’estate sono risultati bagnati, soprattutto al nord, e luglio anche piuttosto fresco, il più fresco dal 2000. La piena estate ha preso il sopravvento solo nella seconda parte di agosto. Dal 19 al 26 il robusto anticiclone praticamente stazionario sull’Europa, accompagnato da aria di origine subtropicale, ha portato molto sole e calura, con massimi per lo più sopra la soglia di 30 gradi. Il 22 agosto la Svizzera ha vissuto il giorno più caldo dell’anno, quando il termometro ha superato quasi ovunque i 33 gradi. Il primato spetta alla stazione di Sion con 36,8 gradi: per la località e per MeteoSvizzera questo valore rappresenta un nuovo record nella seconda metà di agosto.
La fase canicolare è terminata bruscamente il 26 agosto, dopo che nel pomeriggio nelle valli nordalpine erano stati raggiunti ancora 32-34 gradi di massima, in serata è sopraggiunta aria di origine polare accompagnata da raffiche di vento tra 60 e 80 km/h. La temperatura è così scesa in poche ore di 10-15 gradi e il giorno seguente sull’Altopiano non si misuravano che 16-19 gradi di massima.
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#2
Inusuali nevicate settembrine
La prima metà del mese di settembre ha avuto un carattere da piena estate, con ancora 32 gradi di temperatura massima a Basilea e a Coira e un’attività temporalesca in parte violenta. Una massiccia invasione di aria fredda accompagnata da precipitazioni estese ha però messo fine al caldo il giorno 17. Le precipitazioni sono risultate particolarmente abbondanti nel Cantone dei Grigioni, con localmente da 65 a 100 mm nella Val Poschiavo e da 100 a 135 nella Valle di Monastero. A Santa Maria (Valle di Monastero) i 100,7 mm rilevati dalla locale stazione rappresentano il quantitativo giornaliero più elevato in assoluto presente nella statistica incominciata nel 1901, mentre i 73 mm caduti a Davos rappresentano il massimo giornaliero per il mese di settembre. L’aria umida di origine polare ha inoltre portato uno strato di neve in montagna inusuale per la stagione: il 19 settembre Arosa si è svegliata sotto una coltre di 40 cm di neve fresca, mentre a Davos si sono potuti misurare 27 cm, a Sils-Maria 35 e Samedan 29. Bisogna risalire al 4 settembre 1984 e al 21 settembre 1979 per ritrovare dei quantitativi paragonabili nel mese di settembre.

Al sud temperature da primato per settembre
Dopo l’intermezzo invernale, le condizioni sono ritornate alquanto miti e, nonostante l’assaggio fuori stagione dell’inverno, il mese di settembre 2011 si è chiuso con uno scarto positivo della temperatura a livello svizzero di 2,7 gradi, risultando il quarto più caldo dall’inizio delle misurazioni sistematiche nel 1864. A Lugano lo scarto è stato ancora leggermente più alto e il mese si pone al primo posto nella statistica.

Nuova invasione di aria fredda in montagna
Il bel tempo autunnale soleggiato e molto mite si è esteso anche ai primi giorni di ottobre. Nel Vallese e nel Ticino si sono ancora registrate delle temperature estive e anche a Basilea il 4 ottobre si è ancora avuta una massima di 25 gradi. Ma solo pochi giorni dopo, il tipo di tempo è di nuovo passato dalla tarda estate all’inizio dell’inverno. In quota nelle Alpi centrali, sul pendio nordalpino orientale e nei Grigioni, fino al mattino del 9 ottobre sono caduti generalmente più di 50 cm di neve con punte localmente fino a un metro. La maggior parte dei passi alpini ha così dovuta essere chiusa. Le regioni completamente innevate come Braunwald nel Canton Glarona hanno assunto un aspetto da pieno inverno.

Precipitazioni intense e fusione della neve all’origine di alluvioni al nord
A partire dal 10 ottobre, il versante nordalpino è stato interessato da correnti molto umide e miti di origine subtropicale che hanno causato precipitazioni abbondanti. I quantitativi rilevati di 60 mm in meno di 24 ore corrispondono a un periodo di ritorno di 5 -10 anni a seconda della regione. Contemporaneamente l’isoterma di zero gradi è rapidamente salita oltre 3000 metri di quota, provocando una massiccia fusione della neve precedentemente accumulata. Le precipitazioni unite all’acqua di fusione hanno portato a un notevole ingrossamento dei corsi d’acqua e a numerose situazioni di allagamento abbastanza critiche. In particolare nella valle della Kander e nel Lötschental le alluvioni e i dissesti idrogeologici hanno causato danni ingenti.
Il periodo alluvionale è poi stato seguito da tempo autunnale calmo con molto sole in montagna e vieppiù nebbia in pianura. Soltanto una breve invasione di aria polare fredda ha portato un temporaneo scombussolamento della situazione meteorologica. Il 19 ottobre, infatti, nella Svizzera nordorientale la neve è caduta localmente fino sotto i 500 metri di altitudine.

Prolungato periodo di favonio da sud con precipitazioni abbondanti al sud

Verso la fine di ottobre e nella prima parte di novembre si sono invece fatte sentire le situazioni di sbarramento al sud e favonio al nord. La prima fase più breve si è verificata alla fine di ottobre con precipitazioni intense in Ticino e temperature di oltre 20 gradi nelle vallate nordalpine. La fase più importante ha invece avuto luogo dal 3 al 6 novembre, con precipitazioni perlopiù continue sul versante sudalpino. In questi giorni sono stati misurati da 100 a oltre 250 litri di acqua per metro quadro a seconda della regione. Contrariamente al nord, grazie al regime molto regolare delle precipitazioni, i disagi sono risultati molto contenuti e praticamente non si sono verificati danni. In Liguria invece, in quei giorni vi sono state vittime, danni e dissesti ingenti a causa di piene lampo.
Al nord delle Alpi il favonio da sud ha soffiato fin sull’Altopiano, mentre ad Altorf ha portato un nuovo primato di temperatura per il mese di novembre. Il 4 novembre la temperatura è infatti salita a ben 23,1 gradi rispetto ai 22,0 gradi del record precedente registrato il 5 novembre 1994.
Un altro primato di temperatura è stato registrato a Glarona dove, sempre con favonio, nella notte tra il 3 e 4 novembre la temperatura non è mai scesa sotto 19,7 gradi (minima notturna). Si è così praticamente avuta una notte tropicale (la soglia formale è posta a 20 gradi). Il record precedente era stato registrato nella notte tra il 24 e 25 novembre 2006, con una minima di 18,6 gradi.
Siccità estrema al nord
Mentre il sud delle Alpi, a causa della situazione di sbarramento riceveva precipitazioni importanti, parte delle regioni a Nord delle Alpi erano nella morsa di una siccità persistente. A seguito delle permanenti condizioni di alta pressione, in particolare nella fascia dal Vallese alla Svizzera Centrale e fino al Lago di Costanza, le precipitazioni sono state praticamente assenti dal 19 ottobre fino a fine novembre. In queste regioni il mese di novembre 2011 ha raggiunto valori record di siccità senza praticamente nessuna precipitazione durante l’intero mese. Sul versante sudalpino le ingenti precipitazioni di inizio mese hanno invece portato quantitativi superiori alla norma.

Temperature di novembre da primato in montagna
Per settimane, i sistemi anticiclonici sull’Europa, assieme alle masse d’aria di origine subtropicale affluite sul continente, hanno portato tempo molto mite e soleggiato in montagna. In alta montagna è stato registrato il novembre più mite dall’inizio delle misurazioni sistematiche nel 1864. Sul Säntis per esempio, lo scarto positivo della temperatura rispetto alla norma (periodo 1961-1990) ha toccato quasi 6 gradi, ben due gradi in più del primato precedente. Con uno scarto di oltre 3,5 gradi in alta Engadina e nella regione di Davos il mese è stato il secondo più caldo della serie. A basse quote e in pianura, a causa delle forti inversioni termiche con formazione di laghi di aria fredda e spesso anche di nebbia (al nord delle Alpi) i valori termici sono rimasti modesti. La temperatura media del mese a livello Svizzero (basata su 12 stazioni di riferimento) ha superato la norma di 2,5 gradi e il novembre 2011 occupa il 5° posto nella statistica a partire dal 1864.

Autunno estremamente soleggiato con valori record
A livello nazionale l’autunno 2011 fa parte dei più soleggiati degli ultimi 50 anni. Dal Vallese alla regione del Gottardo fino alle Alpi orientali è persino stato il più soleggiato della statistica. Primati di soleggiamento sono localmente stati registrati anche nella regione di Basilea, Berna, lago di Ginevra e nel Giura.
Sopra la quota delle inversioni e della nebbia la situazione di alta pressione ha favorito un soleggiamento particolarmente abbondante, con un contributo insolitamente elevato del mese di novembre. Sul Säntis per esempio, durante più di due terzi del mese di novembre ogni giorno si sono misurati da 5 a 9 ore di sole e nelle Alpi centrali e orientali, così come localmente sul Giura e nel Vallese, a Coira e a Sion si è registrato un soleggiamento record per novembre. Il primato precedente risale al 1978. Anche a Pully si sono misurate un numero record di ore di sole, il massimo precedente del 1981 in questa località si discosta però solo di circa mezz'ora.
Le ripetute fasi di tempo mite hanno portato la temperatura autunnale della Svizzera a circa 2 gradi oltre la norma (periodo di riferimento 1961-1990). L'autunno 2011 si situa così in seconda posizione nella statistica, dietro al primato assoluto del 2008 che ha fatto registrare uno scarto positivo di oltre 3 gradi. A quote elevate, anche quest'anno l'autunno ha avuto uno scarto molto simile a quello del 2008, ma in pianura la deviazione della temperatura è stata nettamente meno marcata che tre anni fa.

Generale mancanza di neve all’inizio dell’inverno
Il periodo siccitoso ha forzatamente limitato l’innevamento in montagna e soltanto nell’alto Ticino, sopra circa 2500 metri di quota, era presente una coltre di neve di un certo spessore, grazie alla precipitazioni di inizio mese. Sempre sul Säntis (2502 m slm), vista l’assenza di precipitazioni non si è potuto registrare nessun accumulo di neve, cosa mai successa in novembre da quando si rileva la neve (1931). Ad Arosa (1840 m slm) invece, dove la serie di rilevamento della neve risale al 1890, accanto al novembre 2011 soltanto nel 1920 e 1899 la neve è risultata completamente assente.

Inizio tempestoso dell’inverno
Dopo settimane di tempo generalmente tranquillo, la prima metà del mese di dicembre è stata caratterizzata da tempestose correnti occidentali. Il 16 dicembre la tempesta Joachim ha portato le raffiche di vento più forti di tutto l’anno con punte di 176 km/h sul Säntis, 174 km/h sul Chasseral e 159 km/h sul Pilatus. Alla stazione di Rühnenberg (Basilea Campagna), a 611 m slm, il vento ha soffiato fino a 143 km/h, superando il record precedente di 139 km/h registrato in occasione della tempesta Lothar del 26 dicembre 1999. In generale Joachim è risultato meno violento di Lothar.

Prima neve invernale solo a metà dicembre
Dopo un inizio titubante dell’inverno, verso metà dicembre nelle regioni alpine si sono finalmente verificate le prime nevicate di un certo rilievo. Il Vallese è stata la regione più innevata. La prima neve a basse quote al nord delle Alpi è caduta il 17 dicembre, restando però sul terreno soltanto sopra ca. 700 m di quota. Tutto l’Altopiano, dal lago di Ginevra al Lago Botanico, si è invece presentato imbiancato per la prima volta il 19 dicembre. Al sud delle Alpi, la neve è caduta solo fino a media quota, con quantitativi significativi soltanto a ridosso delle Alpi.

Bilancio dell’anno
In tutta la Svizzera l’anno 2011 ha portato un massiccio scarto positivo della temperatura. Sul versante nordalpino la deviazione dalla norma 1961-1990 è stata tra 1,8 e 2,2 gradi, al sud delle Alpi tra 1,6 e 2,0 gradi e nelle Alpi stesse tra 2,0 e 2,6 gradi. A livello nazionale, in base alle 12 stazioni di riferimento, lo scarto positivo è così risultato di circa 2 gradi. Solo leggermente meno caldo è stato il 1994 con uno scarto positivo di 1,9 gradi. In vaste regioni del Paese il 2011 è stato asciutto con solo dal 60 all’80% dei quantitativi normali di precipitazioni. Oltre a temperature da primato, il 2011 ha pure portato un soleggiamento particolarmente abbondante al nord delle Alpi dove il numero di ore di sole è stato tra il 120 e il 135% della norma. Nel Vallese, al Sud delle Alpi e nei Grigioni si sono invece avuti tra il 100 e il 120% della norma. Al nord delle Alpi localmente sono stati stabiliti nuovi primati di soleggiamento.
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#3
ecco invece i primi 10 giorni del 2012 nel basso ticino. 4° oltre la norma
Se ne accorgono pure i media che fa caldo, quando di solito in inverno confondono la norma con il gelo
CdT.ch - Di là la neve, di qua fiori e gemme
Lunedì, inizio pomeriggio, Bedretto: il paesino è avvolto da una spessa coltre di neve; il termometro dell'auto segna -4 gradi. Stesso giorno, qualche ora più tardi, Parco Ciani di Lugano: sole, clima mite, fiori; il termometro segna 12 gradi. La natura, qui, si sta risvegliando in anticipo: una pianta di fico mostra le prime gemme, c'è chi ammira le rose appena sbocciate in giardino e chi coglie un rametto di camelia in fiore. Il territorio sembra spaccato in due e l'inverno, quello vero, pare interessarne solo una parte. Come spiegare queste differenze tra alto Ticino ed il resto del Cantone? Marco Gaia, di MeteoSvizzera, parla dell'effetto-favonico e non esita a definire la dozzina di gradi registrata da inizio anno in varie zone "fuori da ogni logica climatologica". Sul Corriere del Ticino di oggi le valutazioni del climatologo ed un cenno a pollini e allergie.

alcuni fiori stanno fiorendo
[Immagine: s_281b6699cf2a748a1be1184d43444e38.jpg]
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