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"Chernobyl? Non fu un disastro". La tesi choc degli scienziati italiani
#1
Il giornalista Claudio Bernieri ha effettuato una serie di interviste a tecnici ed esperti che hanno seguito o seguono le vicende della centrale di Chernobyl . Ecco che cosa gli hanno detto.

Di Claudio Bernieri

1-NON C’E’ NESSUN PERICOLO PER I BAMBINI. PAROLA DI TENICO NUCLEARE

Il professor Arrigo Cigna, tecnico nucleare torinese dell’Enea ed esperto di radioprotezione, è stato diverse volte a

Chernobyl per studiare lo stato del sarcofago e i rischi per la popolazione locale.E la sua posizione è agli antipodi di quella del dissidente russo.
“Non esistono dei pericoli”, ci dice.

“E poi, riveliamolo: io ho passato nel 91 due ore chinato per terra a raccogliere campioni nella parte più contaminata del reattore. Nel giro di otto ore mi sono preso la dose di radiazioni equivalente a quella di tre giorni di radiazioni qui in Italia. Non era una dose folle. E sa quanti sono stati i morti certi conseguenti a Chernobyl ? Duecento, trecento persone, ringraziando il cielo. Certo che poi ci sono state decine di migliaia di morti, tra la popolazione locale: ma è un dato statistico: lei prenda un gruppo di persone nella Pianura padana, lo segua per dieci o ventanni e vedrà che molti nel tempo moriranno. E’ nell’ordine naturale delle cose. Ma non c’entra niente la radioattività.
Gli anziani vadano a Chernobyl e stiano tranquilli. Muoiano in pace. Non è una situazione così tragica.. Anche per l’aumento dei tumore alla tiroide, c’è una spiegazione meno allarmante:

Prima di tutto bisogna dire che c’è stato un certo pericolo solo per quei bambini che avevano meno di quattro anni ai tempi dell’esplosione, già un adulto non si ammalerà di tumore alla tiroide. La tiroide di un bambino è di dieci volte più piccola della tiroide d’un adulto: e siccome la quantità di iodio che lì si concentra è uguale, la dose che prendono i bambini è più pericolosa.

Ma per quei bambini che sono nati dopo l’esplosione, non c’è nessun pericolo. Aiutiamo pure i bambini di Chernobyl. Ma non corrono alcun pericolo: aiutarli è una azione umanitaria come tante altre. Lodevole. come aiutare i bambini del Ruanda. O i barboni della Stazione centrale di Milano. Ma per favore, non parliamo di radioattività.. Non esiste questo pericolo per i bambini di Chernobyl. Intorno a questa centrale si intrecciano oscuri interessi e ci marcia l’allarmismo.

Là, in Ucraina, con Chernobyl è come se fosse stata chiusa la Fiat: con la differenza che un operaio italiano trova un altro lavoro, mentre là che fa? Muore di fame. I dati scientifici vengono drogati da problemi economici. Se lei lavora a Chernobyl ha uno stipendio tre volte superiore a quello di un operaio comune. Di nuovo: per noi non cambia la vita se ci aumentano lo stipendio, mentre là cambia tutto. E i russi sono disposti a tutto: anche a falsificare ricerche e dati, pur di continuare a rimanere sul posto: e a dire che la situazione è pericolosa...Sembra di stare a Napoli. I russi sono sempre pronti a vendere la nonna pur di sopravvivere...
Invece il pericolo maggiore è un altro: che qualche ufficiale dell’Armata Rossa venda qualche bombetta atomica a un Saddam qualsiasi... Quello è un rischio vero. “


2-IO, TECNICO ITALIANO A CHERNOBYL

“ Io ci ha lavorato, là dentro” racconta il professor Antonio Madonna, il tecnico italiano dell’Anpa ( Associazione nazionale protezione ambientale) che è stato diverse volte nella centrale di Chernobyl.
“ Là cade tutto a terra. Tutto un rivestimento di lamiere per non farci entrare l’acqua quando piove rischia di sfasciarci. E all’interno, lei immagini una miniera. E che ci sia stato un terremoto e che sia cascato giù tutto. E in più, tutto è radioattivo. E lo sarà per milioni di anni..
La pericolosità del sarcofago riguarda però solo i lavoratori che attualmente lavorano nella centrale. Non riguarda la popolazione esterna. Nè tanto meno l’Europa.”

Gli chiediamo: “Le ultime ipotesi sul disastro di Chernobyl dicono, tra i ben informati a Mosca, che quella notte ci fu un terremoto...Chernobyl era zona sismica… Fu una concausa. E? una ipotesi accettabile?". “E’ una ipotesi non verificata. Perchè sugli altri tre reattori non è successo niente? A distanza di soli cento metri?
Immagini una serie di barre di tre, quattro metri che devono entrare all’interno a nido d’ape, verso il basso. Questo fu l’esperimento che causò la catastrofe. Se ci fosse stato un cedimento delle fondazioni, per una scossa tellurica, le barre si sarebbero spostate. Invece le sbarre entrarono normalmente nel reattore. Forse ci sarà stata anche una scossa sismica, ma irrilevante”.

“Non vi sono dei rischi, dunque di nuove scosse?” gli chiediamo.

“Ci possono essere piuttosto delle infiltrazioni nelle falde acquifere. O il rischio di un grosso incendio. O un tornado molto forte che possa scoperchiare queste lamiere. E molta polvere radioattiva potrebbe viaggiare nell’ atmosfera. Ma non esiste la possibilità che il reattore esploda di nuovo.Tutto può naturalmente succedere a questo mondo, ma per il 99 virgola tantissimi nove la centrale è ora sicura”.

“Chi lo garantisce?”

“Nel 1995 con finanziamenti del G7 , è iniziato il piano “Shelter Implamentation Plan”, in gergo “Sip”, a cui partecipano anche esperti italiani, per portare questo sarcofago a “ prato verde”, a evacuarlo totalmente. E stabilizzare prima di tutto il sarcofago: che non crolli.
Se bisogna andare dentro alla centrale e ripulirla, bisognerà che il tetto non seppellisca i lavoratori.. Poi bisognerà costruire un nuovo sarcofago metallico, ad arco, che copra l’attuale centrale e che difenda il territorio dal pulviscolo radioattivo, man mano questa verrà smantellata. Sono già stati stanziati 1500 miliardi di lire dalla Banca europea di ricostruzione, con sede a Londra..E poi individuare la zona dove depositare il materiale radioattivo evacuato”

“Molte polemiche sono nate forse per “ incentivare” ulteriori finanziamenti?”

“Si è deciso , sempre al G7, di finanziare con una serie di altri prestiti il completamento di altre due centrali nucleari, per bilanciare la perdita di energia con la chiusura di Chernobyl.
Ma i conti di questo prestito sono stati fatti secondo costi occidentali: 3000 miliardi di vecchie lire.La Banca europea ha detto al governo ucraino, più o meno: mille e cinquecento miliardi ce li mettiamo noi, il rimanente è a vostro carico. Al che gli ucraini si sono fatti un po’ i conti. Si sono detti: adesso dobbiamo pagare il nostro lavoro al vostro costo? Pagare un ingegnere 5000 dollari al mese?
E del prestito di questa banca il governo ucraino non ne vuole più sapere...”

“Chi lavora oggi a Chernobyl con lei?”

“I tecnici provengono dalle ditte che vincono man mano gli appalti. Ditte francesi, tedesche, americane, anche italiane. Ci sono poi cinquemila lavoratori sul posto. Si stanno costruendo 5 installazioni di decontaminazione nucleare. E si trovano sul posto una cinquantina di tecnici occidentali”.

“Come vengono pagati i lavoratori di Chernobyl?”

“Questo lavoro è molto pericoloso. Il sito è molto contaminato. Ha i suoi rischi. Ci si può prendere una bella malattia. I tecnici ucraini prendono stipendi che vanno da 50 a 120 dollari al mese, e che vanno a incidere anche sulla sicurezza, perchè le persone più valide certamente non desiderano andare a lavorare lì. E poi intorno a loro ci sono tanti grandi professori che fanno le loro pensate e ponzano teorie.
Ditte giapponesi, europee e americane hanno più volte spinto perchè queste retribuzioni vengano riviste”.


è un artiicolo di più pagine..Davvero molto interessante..ho postato la prima..se volete leggere il resto ecco il link

<i>L'inchiesta</i>/ "Chernobyl? Non fu un disastro". La tesi choc degli scienziati italiani - Affaritaliani.it
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#2
:facepalm:
C'è un confine sottile tra uno sbaglio e un colpo di genio; purtroppo dovresti essere un genio per vederlo.

Sheldon Cooper

L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade,
ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole.
Onestà tedesca ovunque cercherai invano,
c'è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina;
ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida,
e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé


Johann Wolfgang von Goethe
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#3
Ho letto TUTTO l'articolo, e come è ovvio non c'è nessuno scienziato che sostenga (come appare VIRGOLETTATO nel titolo) che a Chernobyl non ci sia stato un disastro (solo un demente potrebbe negarlo).
Peraltro ho letto interessanti ed oggettive informazioni sull'effettiva gravità del disastro e sui retroscena delle politiche energetiche italiane...
Va anche detto che i riferimenti a Ciampi, Bush ed Agnelli fanno pensare che l'articolo non sia "recentissimo"... :lolA:
Un classico caso di "giornalismo" spazzatura... :furia:
"Il governissimo come è stato fatto in Germania qui non è attuabile." (Enrico Letta, 8 aprile 2013). :buah:

La mia stazioncina meteo online (versione "quasi" definitiva)... Smile
http://rieticentrometeo.altervista.org

Terminillo.ORG Smile
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