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Caso Stamina: i costi della cura
#1
Per chi non conoscesse l'argomento:

Che cos’è il “caso Stamina” | Il Post

riporto i fatti principali

Citazione:Stamina Foundation
La fondazione è una onlus costituita nel 2009 da Vannoni e che, stando al suo sito, “si pone come obiettivo principale quello di riunire ricercatori di differenti paesi altamente specializzati nell’ambito delle cellule staminali adulte”. Vannoni non è un medico: è laureato in lettere e insegna Psicologia generale presso l’Università di Udine. Non ha mai pubblicato ricerche scientifiche sul proprio “metodo” e sugli effetti sui pazienti, nella cura di particolari malattie.


Citazione:Il “metodo” Stamina
Stando al suo stesso promotore, il “metodo” Stamina (usiamo le virgolette perché non appare così metodico) consiste nella somministrazione di cellule staminali mesenchimali per la cura di particolari patologie. La gamma di malattie che secondo Vannoni possono essere curate è molto ampia e ne comprende anche di tipo neurodegenerativo, proprio come la leucodistrofia metacromatica.
Vannoni dice di avere sviluppato il “metodo” dopo avere trattato con le cellule staminali una emiparesi facciale causata da una infezione virale nel 2004 in Russia. Successivamente invitò in Italia un ricercatore russo e uno di origini polacche, che lo aiutarono a sviluppare un sistema, che sarebbe poi diventato il “metodo”, fino a ora applicato su circa 80 pazienti. Tra le persone sottoposte a terapia ce ne sono state alcune affette da Parkinson, altre da Alzheimer e altre ancora da patologie che colpiscono il sistema nervoso e l’apparato muscolare.
Le cellule utilizzate da Vannoni sono ottenute attraverso espianti dal midollo osseo, ma come è stato spiegato di recente sulla rivista scientifica Nature, molti dettagli sul suo “metodo” continuano a essere ignoti. Alla scarsa trasparenza contribuisce anche l’assenza di pubblicazioni scientifiche che illustrino metodologie, protocolli e risultati ottenuti attraverso la somministrazione delle staminali. Vannoni dice di utilizzare cinque diversi tipi di cellule nel proprio “cocktail”, le cui quantità sono calibrate a seconda dei risultati che si vogliono ottenere, dalla rigenerazione di tessuti danneggiati a soluzioni – anche in questo caso alquanto misteriose – per ridurre le infiammazioni attraverso somministrazione cellulare.

Leggo oggi questa notizia:

Stamina, il protocollo non sarà pubblicato - Corriere.it


Citazione:L'ULTIMO CASO - E proprio una sentenza ha imposto la somministrazione delle cellule prodotte secondo la metodologia Stamina a un'anziana di 80 anni di Montegranaro, nelle Marche, affetta da Sclerosi laterale amiotrofica. Il Tribunale di Fermo, con un decreto emesso dal giudice del lavoro, ha accolto il ricorso d'urgenza proposto dagli avvocati Giancarlo e Massimo Nascimbeni di Macerata, ordinando agli Spedali Civili di Brescia di provvedere immediatamente alle cure. Gli Spedali avevano negato alla paziente l'accesso alla terapia alla luce del divieto imposto dall'Aifa e della legge n. 57 di maggio, che ne consente soltanto il completamento a favore dei pazienti già in cura. Il Tribunale di Fermo, accogliendo i motivi del ricorso, ha ammesso il trattamento terapeutico a favore della paziente per evitare ingiustificate discriminazioni tra malati, sulla base del mero criterio cronologico di avere già iniziato le cure, nella tutela del diritto costituzionale alla salute.

I COSTI DELLA CURA - C'è anche chi prova a fare due conti. È Michele De Luca, uno dei maggiori esperti di staminali, professore di Biochimica e direttore del Centro di Medicina Rigenerativa Stefano Ferrari dell’Università di Modena e Reggio Emilia: secondo lui il metodo Stamina, se venisse ammesso come cura, verrebbe a costare al Servizio sanitario nazionale almeno 150 milioni di euro, calcolati su una media di 250 pazienti per regione. L'analisi è stata pubblicata sul Sole 24 Ore. Un esempio, scrive De Luca, «può essere costituito dalla Sicilia, dove ci sarebbero 250 pazienti in attesa. Le cellule devono essere coltivate nelle cosiddette cell-factory, con un costo di circa 30mila euro a coltura, quindi almeno 7,5 milioni di euro per i 250 pazienti siciliani». Se fossero eseguite le cinque infusioni minime previste dal metodo, «il totale arriverebbe a 37,5 milioni di euro per i soli pazienti siciliani in attesa». E ancora: «Se pensiamo che Stamina ha dichiarato di aver già avuto 25mila richieste di trattamento, e le moltiplichiamo per i 30mila euro a coltura otteniamo una cifra impressionante di 750 milioni di euro». Ma il metodo Stamina propone un minimo di cinque infusioni per malato, «ed ecco che arriviamo a circa quattro miliardi di euro».

Quindi riassumendo abbiamo:

a) un metodo di cui non si conosce alcun dettaglio sviluppato da una persona che non ha alcuna competenza per comprendere una materia complessissima su cui si stanno arrovellando da anni migliaia di ricercatori di tutto il mondo

b) una sperimentazione portata avanti dal ministero della salute tra l'incredulità e l'ilarità dell'intera comunità scientifica mondiale, in risposta all'enorme pressione mediatica generata dalla televisione. Evidentemente dal caso Di Bella (altra balla planetaria, ma se non altro almeno era un medico) non abbiamo imparato nulla

c) un tribunale che si arroga la facoltà di decidere quali cure debbano essere incluse nel sistema sanitario nazionale... magari la sentenza sarà anche a norma, ma non esiste Paese Occidentale in cui una decisione che dovrebbe competere esclusivamente al Ministero della Salute sulla base di criteri scientifici ed, al limite, politici (decisioni politiche nel senso originario del termine: operare scelte costo/beneficio) viene presa da un tribunale ordinario sulla base di non si sa bene quali argomenti

d) un costo che, se venisse generalizzata la decisione del suddetto tribunale, raggiungerebbe la stratosferica ed insostenibile cifra di 4 miliardi di €, senza alcuna garanzia sull'efficacia ed anzi probabilmente per ottenere risultati scarsi o nulli. Risorse che, visto che i soldi non spuntano dal nulla, verrebbero sottratte a milioni di malati, traducendosi in peggiori servizi, liste d'attesa più lunghe ed in definitiva, statisticamente in un maggior numero di morti.

Poi ci si stupisce del nostro declino... finchè si preferisce affidarsi a santoni pompati dalla TV invece che alle migliaia di persone preparate che esistono nel nostro paese... che rabbia!
"Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario" (G. Orwell).

"L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio." (Italo Calvino, Le Città Invisibili)
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#2
spritz82 Ha scritto:c) un tribunale che si arroga la facoltà di decidere quali cure debbano essere incluse nel sistema sanitario nazionale... magari la sentenza sarà anche a norma, ma non esiste Paese Occidentale in cui una decisione che dovrebbe competere esclusivamente al Ministero della Salute sulla base di criteri scientifici ed, al limite, politici (decisioni politiche nel senso originario del termine: operare scelte costo/beneficio) viene presa da un tribunale ordinario sulla base di non si sa bene quali argomenti

Decisione ineccepibile del Tribunale di Fermo - Sezione Lavoro - assolutamente conforme ad altre pronunce nella medesima materia.

Riporto questa massima del tribunale di Brescia, Sez. Lavoro:

Trib. Brescia, 02-05-2013

SANITA' E SANITARI

Questioni di legittimità costituzionale

Il decreto legge 25 marzo 2013, n. 24, il quale consente il trattamento con medicinali per terapie avanzate a base di cellule staminali mesenchimali (anche se preparati presso laboratori non conformi ai principi delle norme europee di buona fabbricazione dei medicinali e in difformità delle disposizioni del decreto del ministro della salute 5 dicembre 2006) unicamente a favore dei pazienti sui quali i trattamenti sono stati avviati anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto (27 febbraio 2013), desta perplessità sotto il profilo della costituzionalità in quanto l'ammissione o l'esclusione del paziente dal trattamento secondo il cd protocollo Stamina vengono fondate su criteri del tutto avulsi dalle condizioni di salute dei pazienti, basandosi su un mero dato cronologico o l'esito di iniziative giudiziarie già definite quantomeno in via cautelare. In considerazione di ciò e, quindi, della necessità di evitare che la recente normativa possa generare di fatto una irragionevole discriminazione nei confronti dei nuovi pazienti che chiedono di poter accedere alla cura compassionevole in questione e nel rispetto del principio fondamentale di cui all'articolo 32 Cost. che tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e ricomprende anche il diritto all'assistenza sanitaria farmaceutica, deve essere disapplicato il provvedimento 15 maggio 2012 con il quale l'Agenzia Italiana del Farmaco ha vietato di effettuare prelievi, trasporti, manipolazioni, culture, stoccaggi e somministrazioni di cellule umane.




Qui di seguito, invece, analoga statuizione del Tribunale di Mantova:

http://www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/8915.pdf

Si potrebbe andare avanti ma, credo, sia sufficiente.
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#3
Senmut Ha scritto:Decisione ineccepibile del Tribunale di Fermo - Sezione Lavoro - assolutamente conforme ad altre pronunce nella medesima materia.

Si potrebbe andare avanti ma, credo, sia sufficiente.

infatti come avevo detto, immaginavo fosse una sentenza a norma, ma rimango dell'idea che questa debba essere una decisione esclusivamente tecnica ed al limite, politica. Probabilmente è frutto del caos normativo e delle migliaia di leggi e leggine che regolano il nostro paese, ma queste in uno stato funzionante dovrebbero essere competenze dell'esecutivo, non del legislativo.
"Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario" (G. Orwell).

"L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio." (Italo Calvino, Le Città Invisibili)
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#4
E' semplicemente ridicolo, vicenda grottesca e infatti non mi stupisco che sia sorta in Italia.
C'è un confine sottile tra uno sbaglio e un colpo di genio; purtroppo dovresti essere un genio per vederlo.

Sheldon Cooper

L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade,
ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole.
Onestà tedesca ovunque cercherai invano,
c'è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina;
ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida,
e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé


Johann Wolfgang von Goethe
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#5
spritz82 Ha scritto:infatti come avevo detto, immaginavo fosse una sentenza a norma, ma rimango dell'idea che questa debba essere una decisione esclusivamente tecnica ed al limite, politica. Probabilmente è frutto del caos normativo e delle migliaia di leggi e leggine che regolano il nostro paese, ma queste in uno stato funzionante dovrebbero essere competenze dell'esecutivo, non del legislativo.

Ma l'"esecutivo" è il governo, il "legislativo" è il parlamento ... .:p

In questo caso abbiamo un decreto legge (il 24/2013) che attua (sarebbe meglio dire "ha attuato"), secondo i Giudici investiti della questione per tramite di un ricorso urgente ex art. 700 c.p.c., una discriminazione tra malati già oggetto - alla data di entrata in vigore del suddetto decreto - delle cure sancite dal cosiddetto protocollo stamina e quelli che, pur essendo passibili della fruizione di tale trattamento, ne vengono esclusi.

Il decreto legge 24/2013 stabilisce infatti, all'art. 1, che i malati sui quali è stato avviato il trattamento precedentemente alla data di entrata in vigore del suddetto decreto possono continuarlo, per l'appunto, sulla scorta di quanto definito nel protocollo stamina. Sempre il medesimo testo normativo dispone che, parimenti, possono fruirne anche coloro che hanno avviato il procedimento di prelievo - dal paziente o dal donatore - di cellule destinate all’uso terapeutico, oltre che tutti coloro destinatari di trattamenti già autorizzati dall’autorità giudiziaria.

Ma questa distinzione fa leva su criteri cronologici non compatibili (secondo quei giudici) con i principi di cui agli artt. 3 e 32 della nostra Costituzione.

Quindi il problema non deriva dalla moltitudine di "leggi e leggine" generanti, a loro volta, un caos normativo. Attiene, invece, ad un contrasto sussistente tra le disposizioni di cui al citato decreto legge (poi discusso dal parlamento ai fini della conversione) e le norme prevalenti di rango superiore (in questo caso i principi sanciti dalla nostra Costituzione). Un contrasto talmente evidente da giustificare, nei casi riportati, il cosiddetto "fumus boni iris" (necessario per l'accoglimento di un ricorso ex art. 700 c.p.c., che non termina con "sentenza").

Non mancano, tuttavia, pronunce differenti.

La legge, quindi, c'è ed è chiara. E' il contrasto con i principi costituzionali (da valutare, eventualmente, sulla base di ogni singolo caso concreto) a generare, questa volta, il problema.



Siete autorizzati a bannarmi per manifesta incomprensibilità. Big Grin
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#6
Senmut Ha scritto:Ma l'"esecutivo" è il governo, il "legislativo" è il parlamento ... .:p

:we: :facepalm:

chiedo venia, stress ed una settimana di caldo torrido oltre i 38º stanno facendo danni!

Citazione:In questo caso abbiamo un decreto legge (il 24/2013) che attua (sarebbe meglio dire "ha attuato"), secondo i Giudici investiti della questione per tramite di un ricorso urgente ex art. 700 c.p.c., una discriminazione tra malati già oggetto - alla data di entrata in vigore del suddetto decreto - delle cure sancite dal cosiddetto protocollo stamina e quelli che, pur essendo passibili della fruizione di tale trattamento, ne vengono esclusi.

Il decreto legge 24/2013 stabilisce infatti, all'art. 1, che i malati sui quali è stato avviato il trattamento precedentemente alla data di entrata in vigore del suddetto decreto possono continuarlo, per l'appunto, sulla scorta di quanto definito nel protocollo stamina. Sempre il medesimo testo normativo dispone che, parimenti, possono fruirne anche coloro che hanno avviato il procedimento di prelievo - dal paziente o dal donatore - di cellule destinate all’uso terapeutico, oltre che tutti coloro destinatari di trattamenti già autorizzati dall’autorità giudiziaria.

Ma questa distinzione fa leva su criteri cronologici non compatibili (secondo quei giudici) con i principi di cui agli artt. 3 e 32 della nostra Costituzione.

Quindi il problema non deriva dalla moltitudine di "leggi e leggine" generanti, a loro volta, un caos normativo. Attiene, invece, ad un contrasto sussistente tra le disposizioni di cui al citato decreto legge (poi discusso dal parlamento ai fini della conversione) e le norme prevalenti di rango superiore (in questo caso i principi sanciti dalla nostra Costituzione). Un contrasto talmente evidente da giustificare, nei casi riportati, il cosiddetto "fumus boni iris" (necessario per l'accoglimento di un ricorso ex art. 700 c.p.c., che non termina con "sentenza").

Non mancano, tuttavia, pronunce differenti.

La legge, quindi, c'è ed è chiara. E' il contrasto con i principi costituzionali (da valutare, eventualmente, sulla base di ogni singolo caso concreto) a generare, questa volta, il problema.



Siete autorizzati a bannarmi per manifesta incomprensibilità. Big Grin


grazie della spiegazione giuridica, penso di averla persino capita! :p

però allora vorrei sapere [MENTION=2209]Senmut[/MENTION] (quando hai tempo e voglia) alla luce di quanto hai esposto, cosa dovrebbe fare il legislatore per togliere dalle cure coperte dal SSN una cura di dubbissima efficacia e prezzo elevatissimo ed allo stesso tempo far rispettare il seguente principio, quello all'origine della discriminazione (prendo dal secondo link)
Citazione:E' vero che la disposizione tiene conto di un principio , largamente seguito in sanità
oltre che di buon senso , secondo cui un trattamento sanitario avviato che non abbia
provocato gravi effetti collaterali non debba essere interrotto
"Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario" (G. Orwell).

"L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio." (Italo Calvino, Le Città Invisibili)
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#7
Il legislatore deve prima testare l'efficacia del metodo (molti malati - diversamente costretti a morte certa o forte sofferenza in assenza di qualsivoglia cura - dicono di avere benefici).

Il legislatore, infine, deve semplicemente fare ciò che ha fatto. Quel decreto legge è stato poi convertito, nei termini, in legge. Qui puoi trovare il testo con le relative modifiche:

Conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 25 marzo 2013, n. 24

Molto interessante anche questo pdf:

http://www.senato.it/application/xmanage...anità_.pdf
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#8
Mi sono scordato di evidenziare una cosa importante, [MENTION=1412]spritz82[/MENTION]:

Il secondo pdf riportato nel mio primo post di questa pagina precisa (si tratta delle motivazioni del giudice), tra la fine della terza pagina e l'inizio della quarta, che la ricorrente è in possesso della certificazione di un medico che prescrive, assumendone la relativa responsabilità, il trattamento con cellule staminali secondo il protocollo concordato con la Fondazione Stamina.

C'è quindi un uomo di scienza (nello specifico un medico) che autorizza il trattamento.

Spesso ciò che si legge in rete è incompleto, o estremamente lacunoso. E' facile, in qualsiasi questione, lasciarsi (anche solo parzialmente) fuorviare.
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#9
Grazie delle spiegazioni!

Quindi, secondo il tuo primo post, l'origine del pasticcio è il fatto che il ministero ha deciso (assurdamente e senza nessun dato a supporto***) di avviare una sperimentazione, mentre se semplicemente avesse deciso di togliere questa cura, avrebbe potuto mantenerla senza conflitti per i pazienti che già la stavano usando?

***Che i pazienti ed i loro familiari credano di percepire dei benefici purtroppo non vuol dire nulla, primo perchè sono in una situazione psicologica complicata, poi per il ben noto effetto placebo. Non a caso tutti i farmaci si testano con un gruppo di controllo cui viene somministrato un placebo per valutare il reale beneficio del farmaco

Senmut Ha scritto:Mi sono scordato di evidenziare una cosa importante, [MENTION=1412]spritz82[/MENTION]:

Il secondo pdf riportato nel mio primo post di questa pagina precisa (si tratta delle motivazioni del giudice), tra la fine della terza pagina e l'inizio della quarta, che la ricorrente è in possesso della certificazione di un medico che prescrive, assumendone la relativa responsabilità, il trattamento con cellule staminali secondo il protocollo concordato con la Fondazione Stamina.

C'è quindi un uomo di scienza (nello specifico un medico) che autorizza il trattamento.

Spesso ciò che si legge in rete è incompleto, o estremamente lacunoso. E' facile, in qualsiasi questione, lasciarsi (anche solo parzialmente) fuorviare.


Si, sapevo che era seguita da un medico, ma il fatto che vi sia un medico a seguire la terapia serve solo ad assicurare che la stessa non arrechi danno al paziente. Ma non toglie nulla al fatto che la cura è probabilmente una bufala bella e buona e che a fronte di un costo enorme apporta benefici nulli. Ed in ogni caso il medico dell'impatto sul SSN e del fatto che quegli stessi soldi potrebbero essere spesi in modo più efficace beneficiando in maggior misura la salute pubblica giustamente non se ne cura perchè non è il suo ruolo, ma quello del Ministero.
"Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario" (G. Orwell).

"L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio." (Italo Calvino, Le Città Invisibili)
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#10
spritz82 Ha scritto:***Che i pazienti ed i loro familiari credano di percepire dei benefici purtroppo non vuol dire nulla, primo perchè sono in una situazione psicologica complicata, poi per il ben noto effetto placebo. Non a caso tutti i farmaci si testano con un gruppo di controllo cui viene somministrato un placebo per valutare il reale beneficio del farmaco

Non a caso è piuttosto rigido il test di un farmaco, NORMALMENTE.
C'è un confine sottile tra uno sbaglio e un colpo di genio; purtroppo dovresti essere un genio per vederlo.

Sheldon Cooper

L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade,
ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole.
Onestà tedesca ovunque cercherai invano,
c'è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina;
ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida,
e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé


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