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Bilancio da record per l'autunno 2011 in Svizzera!
#1
il secondo più caldo in 150 anni dopo il 2006, pesante siccità nel settore settentrionale. Ecco il resoconto di meteosvizzera.

http://www.meteosvizzera.admin.ch/web/it...isorio.pdf


Bollettino del clima Autunno 2011

Stato: 28 novembre 2011
In Svizzera l’autunno 2011 è stato il secondo più caldo dall’inizio delle misurazioni sistematiche
incominciate circa 150 anni or sono. In base ai dati raccolti da MeteoSvizzera, mediamente lo scarto positivo a livello nazionale è stato di quasi 2 gradi rispetto alla norma di riferimento (periodo 1961-1990).
Le precipitazioni sono invece state ampiamente deficitarie, mentre il soleggiamento è stato ovunque abbondante.
La prima metà del mese di settembre ha avuto un carattere da piena estate, con ancora 32 gradi di temperatura massima a Basilea e a Coira e un’attività temporalesca in parte violenta. Una massiccia invasione di aria fredda accompagnata da precipitazioni estese ha però messo fine al caldo il giorno 17. Le precipitazioni sono risultate particolarmente abbondanti nel Canton Grigioni, con localmente da 65 a 100 mm nella Val Poschiavo e da 100 a 135 nella Valle di Monastero.
L’aria umida di origine polare ha inoltre portato uno strato di neve in montagna inusuale per la stagione. Il 19 settembre Arosa si è risvegliata sotto una coltre di 40 cm di neve fresca, mentre a Davos si sono potuti misurare 27 cm, a Sils-Maria 35 e Samedan 29. Bisogna risalire al 4 settembre 1984 e al 21 settembre 1979 per ritrovare dei quantitativi paragonabile nel mese di settembre.
Dopo l’intermezzo invernale le condizioni sono ritornate alquanto miti e, nonostante l’assaggio fuori stagione dell’inverno, il mese di settembre 2011 si è chiuso con uno scarto positivo della temperatura a livello svizzero di 2.7 gradi, risultando il quarto più caldo dall’inizio delle misurazioni sistematiche nel 1864. A Lugano lo scarto è stato ancora leggermente più alto e il mese si pone al primo posto nella statistica.
Il bel tempo autunnale soleggiato e molto mite si è esteso anche ai primi giorni di ottobre. Nel Vallese e nel Ticino si sono ancora registrate delle temperature estive e anche a Basilea il 4 ottobre si è ancora registrata una massima di 25 gradi. Ma solo pochi giorni dopo, il tipo di tempo è di nuovo passato dalla tarda estate all’inizio dell’inverno. In quota nelle Alpi centrali, sul pendio nordalpina orientale e nei Grigioni, fino al mattina del 9 ottobre sono caduti generalmente più di 50 cm di neve con punte localmente fino a un metro di neve. La maggior parte dei passi alpini ha così dovuto essere chiusa. Le regioni completamente innevate come Braunwald nel Canton
Glarona hanno così assunto un aspetto da pieno inverno.
A partire dal 10 ottobre il versante nordalpino è stato interessato da correnti molto umide e miti di origine subtropicale che hanno causato precipitazioni abbondanti. I quantitativi rilevati di 60 mm in meno di 24 ore corrispondono a un periodo di ritorno di 5 -10 anni a seconda della regione. Contemporaneamente l’isoterma di zero gradi è rapidamente salita a oltre 3000 metri di quota, provocando una massiccia fusione della neve precedentemente accumulata. Le precipitazioni assieme all’acqua di fusione hanno portato a un notevole ingrossamento dei corsi d’acqua e a numerose situazioni di allagamento abbastanza critiche. In particolare nella valle della Kander e nel Lötschental le alluvioni e i dissesti idrogeologici hanno causato danni ingenti.
Il periodo alluvionale è poi stato seguito da tempo autunnale calmo con molto sole in montagna e vieppiù nebbia in pianura. Soltanto una breve invasione di aria polare fredda ha portato un temporaneo scombussolamento della situazione meteorologica. Il 19 ottobre infatti nella Svizzera nordorientale la neve è caduta localmente fino sotto i 500 metri di altitudine.
Verso la fine di ottobre e nella prima parte di novembre si sono invece fatte sentire le situazioni di sbarramento al sud e favonio al nord. La prima fase più breve si è verificata in ottobre con precipitazioni intense in Ticino e temperature di oltre 20 gradi nelle vallate nordalpine. La fase più importante ha invece avuto luogo dal 3 al 6 novembre, con precipitazioni perlopiù continue sul versante nordalpino. In questi giorni sono stati misurati da 100 a oltre 250 litri di acqua per metro quadro a seconda della a regione. Contrariamente al nord, grazie al regime molto regolare delle precipitazioni, i disagi sono risultati molto contenuti e praticamente non si sono verificati danni. Contemporaneamente, nella Liguria si sono invece avuti vittime e danni e dissesti ingenti a causa di piene lampo.
Mentre il sud delle Alpi, a causa della situazione di sbarramento riceveva precipitazioni importanti, parte delle regioni a Nord delle Alpi erano nella morsa di una siccità persistente. A seguito delle permanenti condizioni di alta pressione, in particolare nella fascia dal Vallese alla Svizzera Centrale e fino al Lago di Costanza, le precipitazioni sono state praticamente assenti dal 19 ottobre fino a fine novembre. In queste regioni il mese di novembre 2011 ha raggiunto valori record di siccità senza praticamente nessuna precipitazione durante l’intero mese.
In montagna ha regnato per settimane tempo autunnale mite e soleggiato. Anche ad alta quota il manto nevoso è stato molto esiguo se non del tutto assente. Sulle vette questo è risultato il mese di novembre più mite dall’inizio delle misurazioni nel 1864. Sul Säntis la temperatura media di novembre ha superato di quasi 6 gradi il valore di riferimento pluriennale. Lo scarto precedente più alto aveva superato la norma di circa 4 gradi.

Bilancio dell’autunno

A livello nazionale, la temperatura media dell’autunno 2011 ha superato la norma (periodo 1961-1990) di 1,9 gradi, situandosi al secondo posto nella statistica, dopo l’autunno da primato del 2006 che ha avuto uno scarto di quasi 3 gradi. Rispetto a 5 anni or sono, quest’anno la temperatura a basse quote è risultata più bassa, mentre in montagna si sono registrati valori molto simili. Le precipitazioni sono state scarse al nord delle Alpi con quantitativi tra il 40 e l’80% della norma, mentre sul versante sudalpino si sono avuti valori tra l’80 e il 100%. Il soleggiamento ha invece superato ovunque e abbondantemente i valori di riferimento.
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#2
dunque riassumiamo almeno in Ticino i record termici rilevanti
ad inizio aprile record storici di caldo stracciati di temperatura massima giornaliera. Aprile sarà il secondo più caldo dal 1864.,
Segue maggio che sarà il terzo più caldo dal 1864. Poi pausa estiva ma settembre fa di nuovo boom e sarà il più caldo dal 1864. L'autunno concluderà come il secondo più caldo dal 1864.

Nota statisticamente inquietante. All'autunno più caldo dal 1864, seguì l'inverno del 2006/2007 che fu il più caldo dal 1864.
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#3
Mi sembra che la Svizzera rispecchi quello che è stato l'andamento di buona parte della Mitteleuropa oppure mi sbaglio?
"La Sardegna. Questa terra non somiglia a nessun altro luogo"D.H. Lawrence

"QUI VIGE L'UGUAGLIANZA: NON CONTA UN CAZZO NESSUNO!" cit.

"Quando l'ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa un dovere"
Bertolt Brecht
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#4
Novembre il più secco dall'inizio delle rilevazioni in molte località d'oltralpe che non hanno ricevuto una sola goccia d'acqua in tutto il mese. In particolare dalla svizzera orientale da circa 50 giorni non piove. Sulle cime delle montagne novembre é risultato il più caldo da 150 anni (inizio serie storica) con uno scarto medio di ben 6° sul Säntis. Altdorf ha invece registrato il suo giorno più caldo in assoluto con 23.1° di massima il 4 novembre, che ha stracciato il precedente record storico (dal 1864) mensile di 22.0°. A Glarona é stata al contrario la minima a segnare un record assoluto di caldo di 19.7° di minima, che ha stracciato il precedente record di caldo di 1.1°. Tuttavia la stazione é attiva solo da 30 anni. Soleggiamento record a Coira e mediamente dalla Svizzera centrale a quella orientale con medaglia d'argento dal 1864.

Uno scenario desolante ed in continuo aggravamento, con numerosi fiumi ormai ridotti ai minimi storici e montagne completamente prive di neve fino a quote insolitamente alte per la stagione.
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