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Arriva l'ASPI, sostituirà la "cassa integrazione"
#1
Arriva l’ASPI | Il Post

Qualche giorno fa il Wall Street Journal (che insieme al Finacial Times è il più importante quotidiano finanziario del mondo), ha dedicato l’articolo in apertura del suo sito Internet a un argomento italiano di cui è probabile non abbiate mai sentito parlare: la nuova ASPI, che entrerà in vigore il primo gennaio.

Dall’anno prossimo infatti lo stato spenderà 2,7 miliardi di euro in più per tutelare i disoccupati, estendendo la durata degli attuali sussidi, rendendoli più ricchi e accessibili a una platea più alta di lavoratori. Gradualmente l’ASPI, il nome della nuova assicurazione contro la disoccupazione, dovrebbe arrivare a sostituire la cassa integrazione. Italia non se ne è parlato molto, ma per il Wall Street Journal è uno dei cambiamenti potenzialmente più importanti di tutta la riforma del lavoro Fornero.

Che cosa cambia?
Il poche parole, il Wall Street Journal descrive l’ASPI come: «una più ampia rete di welfare, in linea con quelle già in vigore nelle economie più avanzate, che rende i sussidi ai disoccupati più facili da ottenere, accessibili a una platea più vasta e che, per essere ricevuti, richiedono che, in qualche misura, si cerchi un nuovo lavoro». Sul blog di Pietro Ichino è possibile trovare diversi contributi che condividono questa visione.

Oggi in Italia la situazione delle varie assicurazioni/indennità contro la disoccupazione è molto complessa (basta provare a dare un’occhiata al sito dell’INPS). Contro la disoccupazione ci sono sostanzialmente due strumenti: l’indennità, che scatta in automatico alla presenza di alcuni requisiti, e la cassa integrazione. Proviamo a capirci qualcosa partendo dal caso più semplice: l’indennità di disoccupazione, che scatta automaticamente quando perdo il lavoro non per mia volontà.

Oggi l’indennità dura 8 mesi per chi ha meno di 50 anni e 12 mesi per chi ha più di 55 anni. Dal primo gennaio l’ASPI durerà 12 mesi per chi ha meno di 55 anni e 18 per chi ne ha di più. La vecchia indennità dava diritto al 60 per cento della retribuzione lorda mensile per i primi 6 mesi, al 50 per cento per il settimo e l’ottavo mese e al 40 per cento per i mesi successivi. L’ASPI darà diritto al 75 per cento della retribuzione per i primi sei mesi, del 60 per cento fino a 12 mesi e del 45 per cento per i mesi successivi.

La vecchia indennità aveva una serie di requisiti che rendevano impossibile usufruirne per certi lavoratori atipici (come lavoratori part-time, apprendisti, lavoratori in somministrazione). L’ASPI invece prevede anche una cosiddetta mini-ASPI – di valore uguale all’ASPI, ma che viene erogata per un massimo di sei mesi – che elimina parte di questi requisiti e allarga molto il numero di quelli che potranno ricevere il sussidio.

La cassa integrazione
L’ASPI entrerà in vigore gradualmente e dopo il 2016 comincerà la parte più importante della riforma, secondo il Wall Street Journal, e di cui nell’articolo si parla più a lungo – probabilmente perché non immaginano che, politicamente, in Italia, il 2016 è lontano quanto il 2160. Per quella data l’ASPI avrà sostituito quasi completamente «quella cosa», come la definisce con un po’ di disprezzo il Wall Street Journal, «chiamata “cassa integrazione”, una specie di sussidio per la disoccupazione nel quale i lavoratori con contratti a tempo indeterminato ricevono una bella fetta del loro salario principalmente dallo Stato, non lavorano e non vengono contati tra i disoccupati».

Il Wall Street Journal spiega la cassa integrazione così: «un sistema che doveva servire a gestire la diminuzione temporanea di domanda e i piani di ristrutturazione delle aziende che negli anni si è trasformato in una sfilza di benefit a lunghissimo termine». E fa l’esempio di Alitalia, dove centinaia di lavoratori hanno ricevuto 7 anni di cassa integrazione che l’azienda ha usato come un «costoso ponte per portarli alla pensione»: costoso per lo stato, che paga la gran parte della cassa integrazione. In alcune aziende i piani di cassa integrazione sono arrivati anche a vent’anni.

Inoltre, aggiunge il Wall Street Journal, la cassa integrazione era disponibile solo per alcuni lavoratori e come risultato di un processo mediato di negoziazione tra lo Stato, le organizzazioni sindacali degli imprenditori e quelle degli operai – è quello che succede quando si sente che per la crisi di una certa azienda è stato «aperto un tavolo»: cioè una discussione per decidere quante persone saranno sussidiate, per quanto e in quale misura.

L’introduzione dell’ASPI eliminerà parte dell’uso della cassa integrazione, che resterà in vigore solo per casi straordinari e per periodi di tempo limitati. Secondo il parere del Wall Street Journal queste modifiche sono positive: «L’ASPI», conclude l’articolo, «è pensata per spingere la società italiana a gestire il suo problema della disoccupazione invece che a nasconderlo sotto il tappeto. Il suo scopo è corrispondere a un mercato del lavoro più flessibile, dando ai disoccupati benefici più automatici e incoraggiandoli a cercare un nuovo lavoro».
C'è un confine sottile tra uno sbaglio e un colpo di genio; purtroppo dovresti essere un genio per vederlo.

Sheldon Cooper

L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade,
ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole.
Onestà tedesca ovunque cercherai invano,
c'è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina;
ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida,
e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé


Johann Wolfgang von Goethe
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#2
Vuoi vedere che qualcosa di buono l'ha fatto pure la Fornero? :lolA:
C'è un confine sottile tra uno sbaglio e un colpo di genio; purtroppo dovresti essere un genio per vederlo.

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#3
Il fatto che in Italia non se ne sia praticamente parlato dice tutto sulla qualità dei nostri mezzi di (dis)informazione di massa e sul loro asservimento al potere...
Ennesima mazzata sui lavoratori, solo per citare l'esempio riportato nell'articolo vorrei sapere cosa accadrebbe oggi ai lavoratori dell'Alitalia privati della cassa integrazione... Vabbè, un hangar in qualche aeroporto si rimedia sempre...
SALARIO DI CITTADINANZA PER TUTTI I DISOCCUPATI E SENZA LIMITI DI TEMPO, ALTRO CHE ASPI !!!
C'è IN TUTTA EUROPA, ma forse questo alla Fornero è sfuggito perchè aveva gli occhi pieni di lacrime...
"Il governissimo come è stato fatto in Germania qui non è attuabile." (Enrico Letta, 8 aprile 2013). :buah:

La mia stazioncina meteo online (versione "quasi" definitiva)... Smile
http://rieticentrometeo.altervista.org

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#4
Gennaio1985 Ha scritto:Il fatto che in Italia non se ne sia praticamente parlato dice tutto sulla qualità dei nostri mezzi di (dis)informazione di massa e sul loro asservimento al potere...
Ennesima mazzata sui lavoratori, solo per citare l'esempio riportato nell'articolo vorrei sapere cosa accadrebbe oggi ai lavoratori dell'Alitalia privati della cassa integrazione... Vabbè, un hangar in qualche aeroporto si rimedia sempre...
SALARIO DI CITTADINANZA PER TUTTI I DISOCCUPATI E SENZA LIMITI DI TEMPO, ALTRO CHE ASPI !!!
C'è IN TUTTA EUROPA, ma forse questo alla Fornero è sfuggito perchè aveva gli occhi pieni di lacrime...

Oggi l’indennità dura 8 mesi per chi ha meno di 50 anni e 12 mesi per chi ha più di 55 anni. Dal primo gennaio l’ASPI durerà 12 mesi per chi ha meno di 55 anni e 18 per chi ne ha di più. La vecchia indennità dava diritto al 60 per cento della retribuzione lorda mensile per i primi 6 mesi, al 50 per cento per il settimo e l’ottavo mese e al 40 per cento per i mesi successivi. L’ASPI darà diritto al 75 per cento della retribuzione per i primi sei mesi, del 60 per cento fino a 12 mesi e del 45 per cento per i mesi successivi.

L'obbiettività è il tuo forte eh...

La cassa integrazione non mi sembra la soluzione, tanto più che la cassa integrazione c'è solo per alcune aziende, gli altri si fottono...sarà "democrazia" la cassa integrazione immagino :facepalm:
C'è un confine sottile tra uno sbaglio e un colpo di genio; purtroppo dovresti essere un genio per vederlo.

Sheldon Cooper

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#5
mesociclone Ha scritto:Oggi l’indennità dura 8 mesi per chi ha meno di 50 anni e 12 mesi per chi ha più di 55 anni. Dal primo gennaio l’ASPI durerà 12 mesi per chi ha meno di 55 anni e 18 per chi ne ha di più. La vecchia indennità dava diritto al 60 per cento della retribuzione lorda mensile per i primi 6 mesi, al 50 per cento per il settimo e l’ottavo mese e al 40 per cento per i mesi successivi. L’ASPI darà diritto al 75 per cento della retribuzione per i primi sei mesi, del 60 per cento fino a 12 mesi e del 45 per cento per i mesi successivi.

L'obbiettività è il tuo forte eh...

La cassa integrazione non mi sembra la soluzione, tanto più che la cassa integrazione c'è solo per alcune aziende, gli altri si fottono...sarà "democrazia" la cassa integrazione immagino :facepalm:
Una delle "migliori abilità" di questo governo è far passare per novità positive i cetrioli volanti ad altezza di c**o... E' ovvio ed evidente che anche questa è una "riforma" che va nel senso del rigore a senso unico, come dimostra l'esempio dei dipendenti Alitalia che anzichè avere un reddito garantito per sette anni adesso sarebbero da cinque anni e mezzo senza alcun reddito...
Peraltro il trafiletto che hai postato fa il classico confronto fra mele e pere, la "riforma" riguarda la sostanziale abolizione della cassa integrazione, e i giornali governativi parlano di aumento dell'indennità di disoccupazione...
Demagogia rivoltante...
E te lo dice uno che NON GODE di diritto alla cassa integrazione e per due mesi l'anno campa con l'indennità di disoccupazione, e quindi "ci guadagna"... Si chiama "solidarietà fra lavoratori", quella che questo governo (come TUTTI i precedenti) ha distrutto anche grazie alla complicità dei cosiddetti sindacati...
Da notare che ho scritto "ci guadagna" fra virgolette, infatti basta fare due conti... Passo dal 60 al 75% di indennità su uno stipendio di circa 1300 euro mensili per 2,5 mesi, quindi anzichè percepire 1950 euro, ne avrò 2437,5, con un "guadagno" di 487,5 euro... PECCATO che contestualmente nella "Legge di stabilità" (che io preferisco chiamare "stangata di fine anno"), sia stabilito che al personale precario NON vengano più retribuite le ferie non fruite (e non fruibili vista l'organizzazione contrattuale del nostro lavoro, alla faccia della Costituzione, art. 36), il che comporta per il sottoscritto una perdita di circa 1100 euro... Nel complesso CI RIMETTO 612,5 euro ogni anno...
Per essere "obiettivo" e "democratico" dovrei anche essere contento???
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#6
Ripeto, la soluzione è l'introduzione del reddito di cittadinanza per TUTTI i cittadini privi di occupazione, come avviene in TUTTA Europa, ma è ben noto che i nostri governi, quello Monti più di tutti, fa i confronti con l'Europa solo quando gli fa comodo...
"Il governissimo come è stato fatto in Germania qui non è attuabile." (Enrico Letta, 8 aprile 2013). :buah:

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#7
Mi spiace, ma non vedo nulla di democratico nel farsi 7 anni di cassa integrazione. Mi sembra si vada ben oltre il diritto di assistenza da parte dello Stato nel caso in cui si perda il lavoro, questi sono privilegi di pochi lavoratori che vanno a scapito della stragrande maggioranza.
C'è un confine sottile tra uno sbaglio e un colpo di genio; purtroppo dovresti essere un genio per vederlo.

Sheldon Cooper

L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade,
ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole.
Onestà tedesca ovunque cercherai invano,
c'è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina;
ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida,
e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé


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#8
mesociclone Ha scritto:Mi spiace, ma non vedo nulla di democratico nel farsi 7 anni di cassa integrazione. Mi sembra si vada ben oltre il diritto di assistenza da parte dello Stato nel caso in cui si perda il lavoro, questi sono privilegi di pochi lavoratori che vanno a scapito della stragrande maggioranza.

E' il classico conflitto tra chi preferisce garantire molti diritti a pochi, nella speranza (vana) che quei pochi diventino tanti e chi prova a garantire alcuni diritti fondamentali se non proprio a tutti (reddito di cittadinanza) quantomeno a molti.
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