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Aiuto su sismica a riflessione...
#1
non c'é niente da fare, non riesco a capire come funziona la sismica a riflessione. Produce tramite le onde sismiche riflesse dei disegni che rilevano la composizione del terreno in profondità. Non mi é chiaro tuttavia come fa, come si fa ad esempio a tradurre l'asse y (che rappresenta il tempo nel disegno) per permettere di capire la profondità. Per intenderci da una cosa così come si fa a capire la profondità?
[Immagine: _tn16.jpg]
cioé io qua vedo uno schizzo di come é composto il sottosuolo ma non riesco a capire a che profondità si riferisce perchè nell'asse y ho il tempo, non la profondità. Ho letto che si può riuscire comunque a scoprire la velocità e anche la profondità ma nn riesco a capirlo dalle fonti su internet. [MENTION=2040]Denver22[/MENTION] mi puoi aiutare?
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#2
Denver ti spiegherà a dovere.
Io provo a darti un input generale: a sinistra vedi indicati i tempi che le onde percorrono a fare il seguente percorso

Partenza dell'onda (scoppio) => incontro della superficie riflettente => arrivo dell'onda al geofono in superficie.

da qui la definizione Two Way Travel Time.

In base alle caratteristiche litologiche del materiale attraversato, tu vedrai "disegnati" i riflettori a profondità differenti.

Come si osserva in Fig. 10, la scala verticale è data dai tempi di percorso delle onde (dalla superficie al riflettore e dal riflettore al geofono) e non dalla profondità in metri. Di conseguenza, per risalire alla profondità o agli spessori dei diversi corpi litologici individuati, occorre conoscere le relative velocità di propagazione delle onde sismiche. Sebbene esistano dei range di valori indicativi per ogni litologia (vedi paragrafo “velocità delle onde sismiche”Wink ogni interpretazione geologica basata sui profili sismici deve essere convalidata dai dati di pozzi opportunamente posizionati, che forniscano gli esatti valori di velocità delle onde sismiche attraverso quelle particolari formazioni.
Pertanto, in fase di interpretazione, per calcolare la profondità alla quale si incontrano i diversi orizzonti (o per conoscere gli spessori dei diversi corpi litologici) basta riferirsi alla scala verticale e misurare in secondi (o millisecondi) l’intervallo incognito, quindi risalire, nota la velocità delle onde nell’intervallo, al corrispettivo valore in metri applicando la legge cinematica spazio=velocitàxtempo. Ricordare che in sismica si considerano sempre tempi doppi (andata e ritorno delle onde sismiche), pertanto la generica formula s=v*t diventa s=v*t/2.
[Un esempio pratico può essere dato da un profilo sismico acquisito a mare: ricordando che V(acqua)= 1500 m/s, volendo conoscere la profondità del fondo del mare localizzato, ad esempio, ad una profondità di 1 s (misurata dalla superficie del mare) si avrà che s=1500x1/2, ottenendo una reale profondità di 750 m].


Materiale Didattico

Purtroppo non ho approfondito la materia ai tempi, altrimenti sarei su qualche piattaforma in mezzo all'oceano adesso :ridi:
Amatrice in uno scatto...

[Immagine: 2ngg1t0.jpg]

[Immagine: KYEWF.png]
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#3
Ciao a tutti! Sergio ha riassunto bene la questione...

La sismica riflessione è utile per ricostruire le geometrie dei corpi nel sottosuolo, non la composizione e utilizza i principi dell'ottica (legge di snell). Per ricavare la profondità basta utilizzare la formula s = v x t/2 . Tempo / 2 perchè sono tempi di andata e ritorno (TWT), tempo di andata dalla sorgente d'onda al riflettore nel sottosuolo e tempo di ritorno al rilevatore in superficie (geofono o idrofono).

Il problema è conoscere la velocità, ovvero la velocità alla quale le onde sismiche attraversano i materiali. Ogni roccia, o sedimento, ha una propria velocità da noi conosciuta. Ma come facciamo a sapere le tipologie di rocce presenti nel sottosuolo dove è stato acquisito il profilo tramite sismica a riflessione?
Spesso vengono fatte perforazioni tramite pozzi profondi per ricostruire la stratigrafia locale, in questa maniera si può poi tarare la sezione.
Se ad esempio evidenziamo un riflettore alla "profondità" di 1 secondo nell'asse delle Y, corrispondente nella realtà ad uno spessore di rocce che hanno velocità di attraversamento di 2 km/s, avremo che s = 2 x (1/2) , quindi la profondità reale sarà di circa 1 km.

Più si scende in profondità e più le velocità aumentano fino al limite 8 km/s che è universalmente riconosciuto come limite crosta/mantello.

Anche senza la taratura tramite pozzo, il profilo sismico può dare informazioni. Se un riflettore è ben marcato (con riflettore intendo le linee bianche, nere o a colori come nel caso qui sopra, che si possono riconoscere nell'immagine) vuol dire che siamo in presenza di un grosso contrasto di impedenza acustica e questo avviene in presenza di un contatto litologico tra due rocce a velocità ben differente.
Quindi l'immagine da sola da informazioni sulle differenze presenti nel sottosuolo, ma non riesce a stabilire la composizione. Casi eccezionali sono le rocce evaporitiche , gesso e sale, le quali possiedono velocità elevatissime e quindi hanno un'immagine sismica unica, inconfondibile. Rappresentano uno dei pochi casi, forse l'unico, dove si riesce a capire il tipo di roccia semplicemente dall'immagine.
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#4
Ma quindi non si può conoscere la velocità della roccia senza fare dei fori? È proprio quello che non capisco. Se io faccio la sismica a riflessione, solo con questo metodo é impossibile conoscere la velocità dello strato e non conoscerò mai la profondità! Inoltre quando l'onda arriva in superficie ho la possibilità di stabilirne l'angolo? Perchè ho letto che non sempre é verticale e ciò causa problemi di interpretazione perchè magari ho sulla stesso valore di x un onda che invece mi indica la composizione di una zona qualche metro a destra o sinistra e il disegno é falsato
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#5
mattiab Ha scritto:Ma quindi non si può conoscere la velocità della roccia senza fare dei fori? È proprio quello che non capisco. Se io faccio la sismica a riflessione, solo con questo metodo é impossibile conoscere la velocità dello strato e non conoscerò mai la profondità! Inoltre quando l'onda arriva in superficie ho la possibilità di stabilirne l'angolo? Perchè ho letto che non sempre é verticale e ciò causa problemi di interpretazione perchè magari ho sulla stesso valore di x un onda che invece mi indica la composizione di una zona qualche metro a destra o sinistra e il disegno é falsato

Si esattamente, per conoscere la velocità precisa di strato ho bisogno di un pozzo con il quale poi tarare i profili sismici.

Quello che dici sull'angolo è corretto, infatti sui dati crudi del rilievo sismico vengono fatte delle correzioni (statiche e dinamiche) al fine di restituire un'immagine veritiera.
Le correzioni sono di vario tipo: la prima effettuata è la ZERO-OFFSET. Con offset si intende la distanza sulla superficie tra il punto di scoppio e il primo geofono dello stendimento. La correzione zero offset praticamente riporta i punti di scoppio e di ascolto sulla stessa verticale, in maniera da non avere offset.

Per un maggior controllo vengono creati i cosidetti CMP (common - mid - point) utili a mediare le informazioni provenienti da numerose stazioni di ascolto.
Poi c'è la correzione NMO (normal move out) che serve in pratica a riportare le informazioni su una sola linea orizzontale in maniera da non avere disassamenti...

Insomma, vengono effettuate molte correzioni per restituire un'immagine chiara che riproduca il reale andamento del sottosuolo..
spiegarle in maniera chiara non è semplice, anche perchè stiamo parlando di robe trattate nei corsi di prospezioni geofisiche Smile
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#6
Denver22 Ha scritto:Si esattamente, per conoscere la velocità precisa di strato ho bisogno di un pozzo con il quale poi tarare i profili sismici.

Quello che dici sull'angolo è corretto, infatti sui dati crudi del rilievo sismico vengono fatte delle correzioni (statiche e dinamiche) al fine di restituire un'immagine veritiera.
Le correzioni sono di vario tipo: la prima effettuata è la ZERO-OFFSET. Con offset si intende la distanza sulla superficie tra il punto di scoppio e il primo geofono dello stendimento. La correzione zero offset praticamente riporta i punti di scoppio e di ascolto sulla stessa verticale, in maniera da non avere offset.

Per un maggior controllo vengono creati i cosidetti CMP (common - mid - point) utili a mediare le informazioni provenienti da numerose stazioni di ascolto.
Poi c'è la correzione NMO (normal move out) che serve in pratica a riportare le informazioni su una sola linea orizzontale in maniera da non avere disassamenti...

Insomma, vengono effettuate molte correzioni per restituire un'immagine chiara che riproduca il reale andamento del sottosuolo..
spiegarle in maniera chiara non è semplice, anche perchè stiamo parlando di robe trattate nei corsi di prospezioni geofisiche Smile
grazie, ma quindi una volta che un'onda arriva ad un geofono si può capire dall'angolo di provenienza da dove arriva e da dove viene, quindi il risultato dell'onda generata dal punto di scoppio viene rappresentato sul foglio già nella giusta posizione?
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