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Adieu nucleare: il 62% dei francesi lo abbandonerebbe gradualmente
#1
[Immagine: nucleare1_03.jpg]

6 francesi su 10 uscirebbero gradualemente dal nucleare

Dopo l’addio al programma nucleare di Germania e Svizzera, potrebbe arrivare anche l’Adieu dei francesi. Lo svela un sondaggio dell’Ifop pubblicato sul Le Journal du Dimanche per cui il 62%, sei su dieci, abbandonerebbe gradualmente il nucleare nel giro di 25 o 30 anni.

I dati non terminano qui: il 15 % vorrebbe uscire immediatamente dal nucleare mentre il 22% è diciamo meno emotivo, e proseguirebbe con la vita delle centrali. Il 55% non avverte pericolo per le centrali nucleari francesi contro il 45% che si dice preoccupato. Insomma emotivi a metà.

Per ora il governo francese ha solo richiesto gli stress test sulle centrali e non ha accennato minimamente ad alcuna possibile uscita dal programma nucleare.

Via | Le Monde

Adieu nucleare: il 62% dei francesi lo abbandonerebbe gradualmente

Ennesima notizia incoraggiante...
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#2
Beh, prima o poi dovranno dismetterle pure loro
C'è un confine sottile tra uno sbaglio e un colpo di genio; purtroppo dovresti essere un genio per vederlo.

Sheldon Cooper

L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade,
ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole.
Onestà tedesca ovunque cercherai invano,
c'è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina;
ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida,
e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé


Johann Wolfgang von Goethe
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#3
Di sicuro Germania e Spagna sono più avvantaggiate grazie ad un utilizzo maggiore di energia alternativa a quella nucleare.
Per la Francia invece sarà più difficile e complicato,visto che produce il 78% della sua energia elettrica con il nucleare , oltre ad importare (udite udite) energia rinnovabile dalla vicina Spagna :lolA:
Dovranno darsi una svegliata ...
...mentre in Italia si discute se tornare a dormire :facepalm:
[Immagine: xzCrUL7.gif]
Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti"
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#4
Anche i socialisti francesi “mollano” l’atomo

Le imminenti presidenziali e l'onda emotiva del post-Fukushima stanno facendo cambiare opinione al principale partito d'opposizione d'Oltralpe, fino a ieri strenuo sostenitore dell'energia nucleare

Nel Paese dell’omertà nucleare, dove l’atomo è un business irrinunciabile, a destra come a sinistra, qualcosa comincia a muoversi. Dopo la catastrofe di Fukushima e, in misura sempre più accelerata, dopo la rinuncia al nucleare di Angela Merkel e con l’avvicinarsi del referendum italiano, i socialisti francesi, principale forza di opposizione, stanno progressivamente cambiando posizione in merito. Verso un no al nucleare. Facciamo un passo indietro.

Nella Francia dei 58 reattori (che generano il 78% dell’elettricità consumata), seconda potenza mondiale del settore (dopo gli Usa e prima del Giappone), i socialisti si erano sempre più o meno allineati sull’andazzo generale. Tanto più sotto l’influenza della loro anima tradizionale, operaista e a difesa dei funzionari pubblici al tempo stesso.

Insomma, come mettere in dubbio un’industria in espansione, composta perlopiù di colossi proprietà dello Stato, ultima trionfale frontiera di tecnici e operai, in contrasto con la scomparsa in Francia del manifatturiero? L’effetto di Fukushima, pero’, anche sull’opinione pubblica nazionale ha cambiato le carte in tavola. Le presidenziali del 2012 sono dietro l’angolo: meglio accodarsi al nuovo trend. A cominciare dal testo programmatico del Partito socialista (Ps) per quelle elezioni, dove si legge che “la nostra filiera nucleare dovrà riorentarsi verso un progressivo smantellamento delle centrali e il potenziamento delle energie rinnovabili”. Ma ancora più sorprendenti sono le affermazioni dei singoli politici, ora che si stanno preparando le primarie per scegliere il candidato che cercherà di vincere contro Nicolas Sarkozy e riportare la sinistra al potere (assente dal lontano 1995).

Cominciamo da François Hollande, candidato in ascesa dopo che Dominque Strauss-Khan è stato messo fuori gioco.Era il più favorevole all’atomo. “Un candidato socialista non puo’ pretendere di uscire dal nucleare”, assicurava Hollande in un’intervista alla France Presse in primavera. “Non sarebbe economicamente serio, né socialmente rassicurante”, aggiungeva. Sabato scorso si è espresso con toni diversi : “La Francia deve ridurre dal 75 al 50% la dipendenza dal nucleare da qui al 2025″. Da “pro” è diventato almeno scettico.

Passiamo a Martine Aubry, segretario nazionale del partito. Non si è ancora candidata alle presidenziali, ma è molto probabile che lo faccia a breve. Nel passato non si era praticamente mai espressa al riguardo. E quando, dopo Fukushima, si era discusso di proporre una moratoria sul nucleare anche in Francia, idea sostenuta dal deputato Aurélie Filipetti (l’unica socialista da tempo esplicitamente anti-nucleare), la Aubry e tutta la nomenclatura del partito avevano stoppato l’iniziativa. Adesso la musica è cambiata. Dopo la decisione tedesca, ha detto: “E’ il metodo da seguire. Bisogna uscire dal nucleare. Senza precipitazioni: occorre farlo in 20 o 30 anni. Ma dobbiamo arrivarci”.

Quanto a Ségolène Royal, già durante la campagna del 2007 contro Sarkozy aveva sostenuto la necessità di ridurre al 50% la dipendenza dal nucleare entro il 2020. Ma mai aveva rigettato questa fonte di energia in toto. Negli ultimi giorni, invece, ha proposto una rivoluzione energetica: “Si puo’ uscire dal nucleare in 40 anni. E fissare nel frattempo una serie di obiettivi intermedi”.

Il più prudente, invece, fra i socialisti francesi resta un altro candidato alle primarie, Arnaud Montebourg. E per una ragione precisa: nella sua provincia, il dipartimento di Saone-et-Loire, Areva, uno dei colossi pubblici dell’atomo, puo’ contare su una forte presenza. Tutti, sul posto, ricordano di Arnaud nel 2008 a bordo di un pullman di Areva, che si spostava da un paesino all’altro, per convincere i giovani a lavorare nel settore del nucleare. Montebourg in persona distribuiva i volantini. Sul suo sito, di recente, è apparsa la seguente frase: “Il dibattito sul nucleare sarà lungo: meglio non fornire risposte troppo semplici a domande complesse”.
Anche i socialisti francesi “mollano” l’atomo | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano
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Mike:"You know what happened. The question is, can you live with it?”

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