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[16 Giugno 1957] Tornado F5 a Robecco Pavese e Valle Scuropasso, Italia

  1. #1
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    [16 Giugno 1957] Tornado F5 a Robecco Pavese e Valle Scuropasso, Italia

    Il 16 Giugno 1957 si è scritta indubbiamente una pagina di storia per quanto riguarda i fenomeni violenti in Italia. Verso le 12:30 di Domenica 16 Giugno, infatti, un Tornado estremamente violento, pari al grado F5 ( o F4 molto forte, è difficile stabilire con precisione la violenza dei Tornado avvenuti molti anni fa), si è abbattuto su Robecco Pavese e la Valle Scuropasso, in provincia di Pavia. Lungo i 10 km che intercorrono tra i due paesi e nell'arco dei 60 minuti circa in cui si è manifestato il Tornado ha seminato distruzione, devastando qualsiasi cosa incontrata lungo il suo percorso. Non è possibile stabilire con certezza se e quanto prima di Robecco Pavese il Tornado si sia formato, nè se e per quanto dopo Valle Scuropasso abbia continuato la sua corsa, quindi le ricostruzioni del path del Tornado possono essere solitamente parziali parziali.

    Ricostruzioni del probabile percorso del Tornado:





    Questo Tornado, probabilmente, è il più intenso di cui ci sia testimonianza per l'Italia, dopo il Tornado F5 del Montello (provincia di Treviso) del 24 Luglio 1930 e ha causato la distruzione pressochè totale dei 2 paesi, Robecco Pavese e quello situato nella Valle Scuropasso, causando inoltre 6 vittime e numerosi feriti.

    Secondo altre fonti, precisamente il Meteorologo Marcello Poggi , non sarebbe stato in realtà un solo Tornado a causare i danni a Robecco Pavese e Valle Scuropasso, ma sarebbero stati due distinti Tornado che, discesi dalle ultime colline degli Appennini, avrebbero colpito, seguendo una direzione SE-NW, proprio i due paesi. Il Tornado di Robecco Pavese fu meno violento, pari alla categoria F3, rispetto a quello che colpi Valle Scuropasso, che raggiunse, invece, il grado F5. I danni più significativi, che fanno, appunto, propendere per una classificazione F5 sono dei pilastri larghi quasi un metro strappati dalla violenza del vento, strutture in cemento armato distrutte e case ben costruite di cui è rimasto solo il sottoscala. Alcuni tetti sono stati addirittura ritrovati a distanza, conficcati fino a un metro e mezzo nel terreno. Tuttavia, questa fonte sembra riportare notizie poco veritiere, come la tesi secondo cui a generare i due Tornado sarebbe stata una Multicella e non una Supercella, ma una Multicella fatica a generare Tornado di grado F1, quindi appare, oltre ogni ragionevole dubbio, impossibile che una Multicella abbia potuto generare 1 o 2 Tornado estremamente violenti. A mio parere, dunque, questa fonte va scartata nella quasi totalità di quanto riportato (le notizie sui danni sono verosimili): appare improbabile che sia stata un Multicella e che siano stati 2 Tornado distinti, più probabile, invece, che le presunte testimonianze visive di più coni siano da imputare a un Multivortex Tornado.
    Probabilmente, inoltre, questo Tornado è stato molto lento nello spostamento (se consideriamo che l'evento viene riportato in un arco di tempo che va da 30 minuti a 65 minuti e la distanza tra i due paesi è di 10 km circa probabilmente la velocità di spostamento è compresa tra 10 e 20 km/h), visto il vento blando in quota, e proprio per questo potrebbe aver causato una distruzione così marcata.

    La situazione si presentava per alcuni aspetti favorevole a episodi violenti nella zona, mentre per altri parametri ciò è meno evidente.



    Sicuramente un ruolo fondamentale deve aver svolto l'ingresso freddo repentino in quota, quando poche ore prima era presente una situazione stabile e con temperature abbastanza elevate.

    Temperature a 500hpa, 00Z e 12Z:





    Temperature a 850hpa, 00Z e 12Z:





    Particolarmente interessante sembra essere l'abbassamento termico a 850hpa, visto che alle 2 di notte nella zona c'erano più di 16,5°, mentre alle 2 del pomeriggio la temperatura era scesa a 12,5°.

    Il Lifted Index ben delineava l'instabilità presente in zona:



    Infine, i venti:







    4 m/s al suolo (circa 15 km/h)
    8 m/s a 700hpa (circa 29 km/h)
    12 m/s a 500hpa (circa 43 km/h)

    Il profilo dei venti appare, quindi, abbastanza tipico delle fasi temporalesche, senza, quindi, valori eccezionali che possano far pensare effettivamente all'insorgere di fenomeni violenti. Uno shear tra 500hpa e il suolo, quindi, favorevole all'insorgere di fenomeni temporaleschi, ma non significativo per l'insorgere di fenomeni violenti. A 300 hpa, invece, il getto è praticamente ininfluente sullla Pianura Padana, per cui, è evidente, probabilmente non è stata la configurazione dei venti in sè a favorire il fenomeno, bensì una questione di altra natura. Quest'altra questione sembra possa essere di natura orografica: la zona meridionale della Pianura Padana, infatti, risente di forti influenze, rispetto alla velocità e alle direzione dei venti alle basse quote, da parte degli Appennini, quindi, tenendo conto dei limiti di risoluzione delle carte di Reanalisi, è probabile che fattori estremamente locali nel SudOvest della Pianura Padana abbiano permesso l'insorgere del Tornado. Quindi, in sintesi, l'evoluzione più probabile sembra essere stata quella di una dryline, innescata dalla barriera Appenninica, che abbia attraversato la Bassa Pianura Occidentale da Ovest verso Est, con annesso calo termico a tutte le quote e contemporaneo gradiente termico elevato tra quota e suolo. Dopodichè, probabilmente, fattori locali legati all'orografia, hanno permesso un'esasperazione dei parametri tale da rendere possibile la genesi di un Tornado di così forte intensità.
    C'è un confine sottile tra uno sbaglio e un colpo di genio; purtroppo dovresti essere un genio per vederlo.

    Sheldon Cooper

    L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade,
    ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole.
    Onestà tedesca ovunque cercherai invano,
    c'è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina;
    ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida,
    e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé


    Johann Wolfgang von Goethe

  2. #2
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    Preziosissima, per ricostruire i fatti e la violenza di questo evento, la testimonianza dell'Ing. Giuseppe Alloni, che ha vissuto in prima persona il Tornado:

    "Ero un bambino avevo 9 anni era un pomeriggio di domenica di giugno, afoso. Improvvisamente il tempo cambia ed arriva aria fredda. Cade grandine e poi silenzio altrettanto improvvivo nella campagna come se vi fosse un vuoto attorno a noi; il cielo diventa buio, nero ed in lontananza sentiamo come se vi fossero aerei in arrivo; uno degli zii che era stato in guerra in Africa ci chiama e dice: 'andate in casa sotto il sottoscala io l'ho visto in Africa e' un tornado!'.

    Siamo impauriti e facciamo in tempo a vedere da lontano una 'cosa ' nera che butta via dall'alto alberi.... alberi? Io ed i miei cugini eravamo saliti sulla cascina per vedere meglio ma fuggiamo in casa. E' tutto sbarrato ed io i cugini e la zia siamo sotto il sottoscala, la nonna prega, gli zii tengono le imposte per fortuna tutte chiuse, fuori il finimondo. La casa trema, sembra ballare, sono minuti di terrore, il rumore è assordante. Poi silenzio! Usciamo dalla casa come se fossimo automi e tutto attorno a noi è cambiato, macerie dappertutto, io guardo lontano e penso alla mia casa che e' duecento metri piu in la...sarà in piedi? Si, la vedo scoperchiata ma dalla casa degli zii prima non la vedevo, adesso si, perché tutte le case in quello spazio non ci sono più!

    La casa in cui mi trovavo era completamente al buio e dalle imposte filtrava una luce rossoverde, una sensazione infernale, col rumore assordante e tutto che tremava, anche i muri; uno zio, erano quattro, era rimasto fuori, non era voluto entrare, diceva: 'la casa cadrà' e quando siamo usciti era pieno di escoriazioni ma vivo. Stralunato aveva detto poi che si era legato attorno ad una pianta bassa che si trovava in cortile, molto vecchia e con un tronco notevole, con una catena che si usava allora per il cane da cortile, ed aveva gridato in continuazione vedendo quello sconquasso che forse gli e' rimasto in mente...sempre.

    Quando siamo usciti era tornato il sole e l'aria era tersa; abbiamo impiegato molto ad uscire poiché ci sembrava forse di essere tutti morti! Od avevamo paura! Ed io, dopo il pensiero di casa mia, andai veloce dalla mia famiglia attraverso quello che era rimasto della strada, piena di mattoni alberi, mobili, vestiti, di tutto, fuori gente che piangeva, gemiti dappertutto, un deserto di macerie! Vicino alla mia casa il cascinale era completamente a terra, una mucca sventrata a meta' strada, l'asino che avevano attaccato con la catena ad un pilastro era volato 70, 80 metri più in là e, miracolo, era vivo col pilastro ancora attaccato al collo!! La mia casa sul retro apparentemente scoperchiata, davanti aveva perduto l'ultimo piano e tutte le finestre e le imposte erano sparite; dentro i mobili erano cataste di legna, i miei si erano salvati sotto il sottoscala. Poi comincio' ad arrivare gente. C'erano feriti dappertutto, alcuni erano morti buttati a parecchie centinaia di metri dalla loro abitazione, altri sotto la loro casa, erano nostri parenti, i cugini poi giovanissimi!


    Foto, di inestimabile valore scientifico, che ritraggono il Tornado durante le sue fasi conclusive, mentre assume la forma di un tipico Rope Tornado:





    Video dei danni:



    Le foto dei danni:

















    La copertina di un giornale dell'epoca:



    L'evento è stato talmente rilevante da meritarsi la la copertina de "la Domenica del Corriere" (illustrazione di Walter Molino):



    "Il "tornado" nel Pavese. Un uragano di spaventosa violenza ha scatenato delle trombe d'aria contro Robecco e Valle Scuropasso, in provincia di Pavia, distruggendoli quasi completamente. A Robecco, il turbine ha investito la chiesa, dalla quale poco prima erano usciti i fedeli, ne ha fatto crollare i muri e troncato netto il campanile. Qualche minuto dopo il "tornado" è sceso sull'altro villaggio provocando la morte di sei persone."

    Fonti:

    I tornado in Italia - Il catastrofico tornado abbattutosi su Robecco Pavese e Valle Scuropasso il 16 giugno 1957. Ipotesi sull'evoluzione della supercella ad esso associata e considerazioni sulla climatologia dei tornado violenti in Italia.

    http://meteolive.leonardo.it/news/In...no-1957/22285/
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  3. #3
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    mi sono imbattuto per caso in questo topic...
    penso di poter dare un piccolo contributo, nel senso che mia mamma è di Argine (lo vedete nella prima mappa) a pochi km da Robecco, e ricorda che il "vortice" toccò terra proprio in corrispondenza delle ultime case di Argine in direzione SE. cioè a destra (al di là della strada principale del paese) dell'ultimo "puntino", che è una cascina, di Argine verso Casatisma. infatti lì c'era una cascina che venne scoperchiata, mentre 20 metri più a nord non ci furono danni.
    quindi è da scartare l'ipotesi dei 2 tornado, era uno che era già ben formato quando è arrivato a Robecco.
    Neve inverno 2008/09 accumulo totale: 111 cm
    Neve inverno 2009/10 accumulo totale: 131 cm
    Neve inverno 2010/11 accumulo totale: 23 cm
    Neve inverno 2011/12 accumulo totale: 32 cm

    Neve inverno 2012/13
    7 dicembre: 3,5 cm
    14 dicembre: 18,5 cm
    16 gennaio: 2 cm
    17 gennaio: 2,5 cm
    19-20 gennaio: 11 cm
    28 gennaio: 2 cm
    11-12 febbraio: 31,5 cm
    23-24 febbraio: 12,5 cm
    17-18 marzo: 13 cm

    Neve inverno 2013/14
    30 novembre: 4,5 cm

  4. #4
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    Quote Originariamente inviato da mesociclone Visualizza il messaggio
    appare improbabile che sia stata un Multicella e che siano stati 2 Tornado distinti, più probabile, invece, che le presunte testimonianze visive di più coni siano da imputare a un Multivortex Tornado.
    Sono felice che le mie considerazioni trovino riscontro, grazie mille per il contributo
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